Con Ramojno premiata la Scialuppa Crt fondazione che aiuta i sovraindebitati

Ernesto Ramojno, presidente
La Scialuppa Crt Onlus

A Torino Incontra, Centro Congressi della Camera di commercio di Torino, il presidente Bruno Braglia ha consegnato il Premio Bogianen 2017, annuale riconoscimento ai piemontesi di nascita o di adozione che si sono distinti nei rispettivi campi di attività.
Sono stati premiati: la Famiglia Eandi (per i successi imprenditoriali della “Sistemi Spa”, leader nella produzione di software per professionisti e imprese, e per la “Fondazione Enrico Eandi” per la valorizzazione della cultura piemontese); Vincenzo Gerbi (per la sperimentazione e la ricerca scientifica applicata in particolare nel settore vitivinicolo e l’innovazione di processo nella tecnologia della filiera dei prodotti alimentari territoriali; Elisabetta Mijno (per la dedizione e la tenacia dedicata allo sport, come mezzo capace di superare le barriere); Ernesto Ramojno (per avere anche pilotato la “Scialuppa Crt Onlus - Fondazione Anti Usura” con maestria, dedizione e grande umanità, fin dal suo varo nel 1998); i Fratelli Scaglia (per aver trasformato l’azienda familiare di allevamento di carni in una filiera innovativa, dalla produzione alla vendita, ribaltando il concetto di fast food di bassa qualità in slow-fast-food di eccellenza a Km 0); Diego Borotti - Giorgio Li Calzi (per aver contribuito alla rinascita del Torino Jazz Festival con un nuovo format ideato per ristabilire un rapporto diretto tra la città e la storia del fenomeno jazz).

ERNESTO RAMOJNO E LA SCIALUPPA CRT
In particolare, di Ernesto Ramojno è stato detto che “da due decenni, con encomiabile costanza e maestria, con la passione e lo spirito che contraddistinguono tutta la sua attività, con la piena consapevolezza della grande importanza sociale della missione che gli è stata affidata, pilota “La Scialuppa CRT Onlus – Fondazione Anti Usura”. Incarico che considera un onore, sottolineando subito, modesto qual è, da buon torinese, il valore di chi ha condiviso e condivide la navigazione della Scialuppa CRT Onlus nel mare procelloso del sovraindebitamento, dove la benemerita Fondazione torinese opera per il salvataggio del maggior numero possibile di persone che rischiano di finire nelle grinfie degli usurai.
Quando parla della “Scialuppa CRT”, infatti, Ernesto Ramojno ricorda sempre che il successo della Fondazione che presiede, è il risultato dell'impegno straordinario e delle capacità dell'”equipaggio”, formato oggi da oltre quaranta volontari specializzati e dai “timonieri” di turno, Luciana Malatesta dal settembre 2015 e, prima, Antonio Delbosco, tutti ex dirigenti o funzionari di banca in pensione.
Inoltre, Ernesto Ramojno ricorda che la costituzione della Scialuppa CRT, nel 1998, è stata un'iniziativa lungimirante del vertice di allora della Fondazione CRT e, in particolare, del presidente Andrea Comba e del vice presidente Giovanni Quaglia, il quale, ora numero uno dell'ente di via XX Settembre, continua a sostenere generosamente La Scialuppa e a confermarne l'affidamento a Ernesto Ramojno, nei confronti del quale manifesta forte stima e riconoscenza per l'impegno profuso, tra l'altro sempre in modo del tutto gratuito.
D'altra parte, Ernesto Ramojno si caratterizza, da sempre, per la combinazione delle sue doti professionali con quelle umane e con la sensibilità nei confronti delle comunità in cui opera, a partire naturalmente dalla “sua” Torino, dove è nato nel 1949, per arrivare alla Valle d'Aosta, regione che, grazie alla sua determinazione e al suo diffuso consenso, è diventata beneficiaria degli interventi della Scialuppa CRT Onlus.
Affermato e noto commercialista, Ernesto Ramojno, è titolare dell'omonimo studio (nel capoluogo piemontese, in corso Re Umbero), insieme con i soci-amici Massimo Germonio, Luca Barbera e Giorgio Monasterolo, i quali ne vantano le qualità lavorative, l'attivismo, l'irrefrenabile propositività e l'umanità.
Il valore professionale di Ernesto Ramojno, che ha incominciato a fare il commercialista nel prestigioso studio di Giovanni Castellino, è confermato anche dalla presidenza della sezione Piemonte-Valle d'Aosta dell'Anti, l'Associazione nazionale tributaristi italiani, della quale recentemente è stato eletto vice presidente nazionale.
Tra i suoi incarichi professionali attuali spiccano quelli di presidente del Collegio sindacale della Ferrero spa (dal 1980) e di sindaco effettivo di diverse società, tra le quali Astm-Autostrada Torino Milano (quotata in Borsa), Barricalla, Environment Park, sindaco unico della Ferrero Industriale Italia e sindaco della Fondazione Ferrero di Alba (la famiglia Ferrero, dall'indimenticabile Michele al compianto Pietro, nonché dalla signora Maria Franca e dal brillante Giovanni, nuovo numero uno del colosso dolciario di Alba, l'ha sempre avuto in considerazione e voluto nei collegi sindacali delle sue aziende).
In passato è stato anche commissario straordinario del Gruppo Fornara (Pianelli & Traversa, Solari Udine e non solo), del Gruppo Sandretto, riportato in bonis e rilanciato (a Ernesto Ramojno si deve anche l'ideazione del Museo della Plastica, unico in Europa), nonché del Casinò di Saint Vincent che, sotto la sua gestione, ha conosciuto uno dei periodi migliori, come gli riconoscono ancora in Valle d'Aosta.
Un'esperienza che Ernesto Ramojno ricorda con più piacere è quella nel “mondo Cassa di Risparmio di Torino”, del quale ha fatto parte per anni, pure come consigliere di amministrazione dell'omonima Fondazione, che ne ha sempre apprezzato le doti, affidandogli, infine, il pilotaggio della “Scialuppa” antiusura.
La Scialuppa Crt Onlus ha già aiutato più di 14.000 persone e deliberato 2.158 pratiche di finanziamento a favore di famiglie sovraindebitate, per un valore complessivo vicino ai 38 milioni di euro. Soltanto nel 2017 ha assistito, con i suoi volontari, circa 900 persone a rischio di usura e garantito altri 117 nuovi prestiti bancari per oltre 2,6 milioni, sempre in modo del tutto gratuito.
Numeri che indicano chiaramente la rilevanza dell'operato della Scialuppa CRT Onlus, ma che diventano ancora più significativi considerando la gravità della piaga dell'usura.
Come ha sottolineato più volte Papa Francesco, infatti, “l'usura umilia e uccide. L'usura è un male antico e purtroppo ancora sommerso, che, come un serpente, strangola le vittime. Bisogna prevenirla, sottraendo le persone alla patologia del debito fatto per la sussistenza o per salvare l'azienda. E si può prevenirla educando a uno stile di vita sobrio, che sappia distinguere ciò che è superfluo e ciò che è necessario e che responsabilizzi a non contrarre debiti per procurarsi cose alle quali si potrebbe rinunciare”.
“L'usura – ribadisce spesso Papa Francesco - uccide la vita, calpesta la dignità delle persone, è veicolo di corruzione e ostacola il bene comune; indebolisce anche le fondamenta sociali ed economiche di un Paese. Infatti, con tanti poveri, tante famiglie indebitate, tante vittime di gravi reati e tante persone corrotte, nessun Paese può programmare una seria ripresa economica né tanto meno sentirsi al sicuro”.
Bastano queste parole, auliche, per ribadire l'importanza dei soggetti – enti e persone – che operano per prevenire l'usura, aiutando quanti rischiano di finire nelle grinfie degli strozzini, per essersi indebitati eccessivamente e non riuscendo più a far fronte a tutti gli impegni finanziari assunti; non riuscendo più a pagare quanto dovuto alle scadenze pattuite. Entrando in una situazione che comporta problemi sempre più gravi: dal taglio delle utenze domestiche (gas, luce, riscaldamento), al pignoramento di beni e al ritiro dell'auto piuttosto che di strumenti di lavoro, dallo sfratto all'impossibilità di continuare a comprare medicinali essenziali.
Il sovraindebitamento è un fenomeno molto diffuso, provocato da diverse cause, delle quali solo alcune sono conseguenti a comportamenti e a scelte della persona, quali il vizio del gioco compulsivo, la dipendenza da droghe, il consumismo sfrenato, l'irresponsabilità, l'incapacità di gestire il proprio bilancio economico, continuando a spendere più di quanto si dispone, ricorrendo a prestiti per coprire i “buchi”, prima chiedendo soldi alla banca, poi alle finanziarie.
Tanti sono sovraindebitati per queste ragioni; ma, forse altrettanti, lo sono per fattori involontari: come la perdita del lavoro, la cassa integrazione, l'annullamento degli straordinari, la separazione o il divorzio, una spesa straordinaria inderogabile e imprevedibile per un intervento chirurgico proprio o di un familiare, piuttosto che per un evento tragico.
Il sovraindebitamento è l'anticamera dell'usura. Se non viene affrontato tempestivamente e adeguatamente, il problema diventa praticamente irrisolvibile. Ecco la ragione della nascita e dell'attività delle fondazioni antiusura, le quali hanno la missione istituzionale di agire per aiutare i soggetti sovraindebitati e per prevenire l'usura. Un compito che “La Scialuppa Crt Onlus – Fondazione Anti Usura” svolge dal 1998, con successo, passione, efficacia, convinzione e, fra l'altro, grande umanità.

Nessun commento: