Col nuovo Governo rialzi per cinque azioni in Borsa tutte le altre hanno perso valore

I ministri del Governo Conte con il presidente Mattarella
“Da quando si è insediato il governo Conte-Di Maio-Salvini, il primo giugno scorso, l'indice Ftse Mib, il più importante della Borsa Italiana, rappresentando le 40 principali società trattate in Pazza Affari, è sceso di 3.000 punti, arrivando venerdì a 18.683”. Incomincia così l'articolo del Corriere Torino, edizione locale del Corriere della Sera, pubblicato oggi, nella tradizionale rubrica domenicale dedicate alle quotate piemontesi.
“Naturalmente – riporta il Corriere Torino - il calo è stato determinato da diversi fattori, non soltanto di origine italiana. Comunque, delle 36 quotate che fanno riferimento al Piemonte, per varie ragioni, solamente cinque hanno terminato l'ultima seduta borsistica con il prezzo delle rispettive azioni superiore a quello del 31 maggio; una ha finito in parità – Bim Banca Intermobiliare, a 0,36 euro – mentre per tutte le altre il confronto è negativo, in misura più o meno marcata”.
Come riferito dall'edizione piemontese del Corriere della Sera, diretta da Umberto La Rocca, “Il rosso più intenso è della torinese M&C di Carlo De Benedetti, la cui azione, venerdì, ha chiuso a 0,0582 euro, il 62,2% in meno rispetto al 31 maggio”.
Gli altri maggiori ribassi, dall'avvio del nuovo Governo, sono di Sogefi, che fa capo ai figli dello stesso Carlo De Benedetti (-48,12%), Prima Industrie (-39,44%), Ki Group (-35,71%), Pininfarina (-28,4%), Italia Independent (-28,22%), Fca Fiat Chrysler Automobiles (-27,99%), Fidia (-27,14%), Rcs Mediagroup (-26,75%) e Intesa Sanpaolo (-22,93%), che chiude la bottom ten, la graduatoria delle dieci che hanno perso più valore.
Ma tassi di ribasso superiori a quelli del Ftse Mib, nel periodo considerato, sono emersi anche per Buzzi Unicem (-23,33%), Guala Closures (-20,66%), Exor (-20,16%), Astm (-17,54%), Cir (-16,48%) e Cairo Communication (-14,8%).
Ed ecco le altre quotate piemontesi che hanno subito ribassi rispetto all'ultimo giorno di maggio: Sias (-13,6%), Cofide (-12,64%), Cnh Industrial (-12,47%), Borgosesia (-12,06%), Cdr Advance Capital (-11,76%), Centrale del Latte d'Italia (-11,4%), Visibilia Editore (-10,34%), Iren (-9,58%), Damiani (-9,54%), Ferrari (-9,41%), Reply (-6,73%), Diasorin (-4,17%), Cover50 (-2,08%).
Fra l'altro, nell'ultima settimana, caratterizzata dalla bocciatura della manovra italiana da parte della Ue, i prezzi dei titoli di alcune di queste società sono scesi ai loro minimi degli ultimi cinque anni: è successo a Cairo Communication (2,635 euro), Centrale del Latte d'Italia (2,64 euro); Fidia (5,10 euro), Guala Closures (7,64 euro), Italia Independent (2,86 euro) e Visibilia Editore (0,052 euro), controllata dalla cuneese Daniela Santanchè, la quale la presiede come la Ki Group.
“Invece – conclude il Corriere Torino- le cinque piemontesi che ancora venerdì hanno presentato prezzi delle rispettive azioni più alti di quelli fatti registrare il 31 maggio sono la Juventus (+38,2%, nonostante il calo del 4,2% della seduta di fine settimana), la Basicnet di Marco Boglione (+17,49%), Dea Capital (+8%),Tecnoinvestimenti (+7,48%) e Italgas (+2,51%)”.