Imprese: programmate 80.000 assunzioni entro la fine di marzo in tutto il Piemonte


Fabio Ravanelli, presidente
Confindustria Piemonte
Quasi 80.000. Tante sono le assunzioni programmate, dall'inizio di gennaio alla fine di marzo, dalle imprese attive in Piemonte. Lo riporta il bollettino mensile del sistema informatico Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, dal quale emerge anche che, nello stesso periodo, le assunzioni programmate dalle aziende in tutta l'Italia sono oltre 1,159 milioni, delle quali più di 264.000 in Lombardia e più di 120.000 nel Lazio.
Le altre regioni dove le entrate programmate dalle imprese nei prossimi tre mesi sono superiori a quelle del Piemonte sono il Veneto (quasi 118.000), l'Emilia-Romagna (102.770) e la Campania (91.440).
Per quanto riguarda il solo gennaio, Excelsior riferisce che le entrate programmate dalle imprese sono 36.450 in Piemonte e 461.530 nell'intero Paese, circa 20.000 in più rispetto allo stesso mese dell'anno scorso (+4,5%).
“A trainare la domanda di lavoro nel settore privato è soprattutto la ricerca di laureati; più dell’80% delle 20mila entrate aggiuntive rispetto al 2019 è destinato, infatti, a quanti sono in possesso di un titolo di studio universitario” ha sottolineato Unioncamere, aggiungendo che “a crescere è, in particolar modo, la domanda di laureati negli indirizzi architettura (+45,2% rispetto a gennaio 2019), economia (+33,6%), ingegneria civile e ambientale (+29%), ingegneria elettronica e dell’informazione (+27,9%) nonché nell’indirizzo scientifico, matematico e fisico (+25,4%)”.
A livello nazionale, per quanto riguarda la dinamica settoriale, su circa 215mila imprese con dipendenti che hanno messo in programma assunzioni a gennaio, soprattutto quelle dei servizi si segnalano per la più consistente crescita della domanda di lavoro, con dati che si presentano positivi per il commercio (+9,2%), il turismo (+7,2%), i servizi informatici e di telecomunicazione (+16,3%) e i servizi a contenuto specialistico e consulenziale di supporto alle imprese (+19,9%).
Importante anche il segnale di crescita che viene dalle costruzioni (+18% le entrate rispetto a gennaio 2019), legato probabilmente sia aduna accelerazione degli investimenti urbani e in infrastrutture, sia al mercato delle ristrutturazioni edilizie.
L’industria manifatturiera registra, invece, ancora difficoltà diffuse risentendo maggiormente del rallentamento della domanda estera. La flessione delle assunzioni programmate per l’avvio del 2020 rispetto al 2019 riguarda soprattutto la chimica, la farmaceutica, la plastica e la gomma (nel complesso -13,8%), il comparto moda (-7,5%), la metalmeccanica e la meccatronica (-4,1% le industrie metallurgiche dei prodotti in metallo; -3,1% le industrie meccaniche ed elettroniche).
Il nuovo anno inizia anche all’insegna di una più elevata difficoltà di reperimento del personale. Questo indicatore passa infatti dal 31% al 33%. Il mismatch domanda-offerta riguarda da una parte una serie di profili di laureati (difficili da reperire il 39,3% dei candidati in possesso di un titolo universitario), ma anche profili tipici della formazione professionale (35,1% la difficoltà segnalata), nonostante si registri, per questi ultimi, un rallentamento in valori assoluti della richiesta soprattutto da parte delle piccole imprese del manifatturiero (-6,8% le entrate previste di lavoratori con qualifiche e/o diplomi professionali).
In Piemonte, in particolare, il tasso di difficoltà di reperimento è risultato del 35,7% per gennaio e del 34,1% per tutto il primo trimestre 2020.

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