Quotate piemontesi, ecco i rialzi e i ribassi registrati in novembre a Piazza Affari

Nvembre è stato positivo per la metà delle quotate piemontesi. Infatti, 16 delle 32 società che formano l'attuale listino subalpino, hanno chiuso l'ultimo mese borsistico registrando un rialzo del prezzo delle rispettive azioni rispetto al 31 ottobre, con incrementi che vanno dal massimo del 26,47% di Prima Industrie all'1,02% di Dea Capital, che fa capo alla De Agostini della famiglia novarese Boroli-Drago.
Ma per 14 piemontesi, novembre è risultato “black”, all'insegna del ribasso” ha riportato L'Economia del Nord Ovest, il supplemento che il Corriere Torino pubblica ogni lunedì, nel numero uscito il primo giorno di dicembre. Aggiungendo subito: “E tre, in particolare, nell'ultima settimana di negoziazioni, hanno addirittura fatto segnare la loro quotazione più bassa di sempre. Ai rispettivi minimi storici, infatti, sono scesi i prezzi dei titoli Centrale del Latte d'Italia (2,48 euro), Ki Group (0,76 euro) e Visibilia Editore (0,282 euro)”.
In effetti, in novembre, la Centrale del Latte d'Italia ha perso il 3,1%, Visibilia Editore lo 0,70% e Ki Group l'8,43%, più di tutte le quotate subalpine.
Il secondo maggior ribasso del listino piemontese, nel mese appena passato, è stato della Pininfarina (-7,08%) e poco peggio è andata alla Tinexta (-4,39%) guidata dal torinese Pier Andrea Chevallard.
Comunque, a perdere valore in novembre, sono state non soltanto le quotate “minori”, ma anche tre blue chip subalpine: Fca (-3,65% rispetto al 31 ottobre), la Juventus (-1,78%) e Italgas (-1,10%). Il prezzo finale di Fca è stato di 13,42 euro e di 1,38 euro quello della Juventus; mentre Italgas ha chiuso a 5,704 euro.
Le altre che hanno subito ribassi nei confronti di fine ottobre sono state le due controllate del gruppo Gavio, cioè Astm (-1,77%) e Sias (-1,36%), Italia Independent (-2,9%), Bim (-1,26%). Borgosesia (-0,8%) e Conafi (-0,32%).
Invece, in novembre, oltre a Prima Industrie, Reply e Diasorin, hanno fatto segnare rialzi Basicnet, l'impresa di Marco Boglione, con l'incremento del 16,18%, seguita dalla Cofide, la holding a capo del gruppo della Fratelli De Benedetti, i tre figli di Carlo. Rispetto al 31 ottobre, l'incremento della Cofide è stato del 13,47%, superiore perciò anche agli aumenti di Pattern (+12,82%), Guala Closures (+12,31%), Autogrill (+9,51%), Ubi Banca (+7,55%) e di Cover50 (+5,88%), la società torinese dei Fassino che chiude la classifica delle prime dieci.
Comunque, altre sei società che fanno riferimento al Piemonte, hanno terminato novembre con una crescita dei rispettivi prezzi in Piazza Affari rispetto al 31 ottobre. Si tratta di Fidia (+5,34%), Buzzi Unicem (+3,88%), Intesa Sanpaolo (+2,43%), Iren (+1,15%), Exor (+1,05%) e Dea Capital (+1,02%). Mentre, esattamente con la stessa quotazione del mese precedente, ha concluso Cdr Advance Capital (0,496 euro).
Matica Fintec non è stata classificata, perché è entrata nel listino di Piazza Affari soltanto l'11 novembre. La società novarese, che ha esordito a 1,71 euro, nelle due settimane successive ha visto il suo titolo è superare anche i 2 euro; ma nell'ultima ha ripiegato, terminandola comunque a 1,932 euro.
Tornando al trio del podio di novembre, va ricordato che l'azione di Prima Industrie, la società di Collegno a capo di un gruppo leader per i sistemi laser per applicazioni industriali e macchine per la lavorazione della lamiera, nell'ultimo mese ha chiuso la seduta di fine mese a 16,72 euro, a fronte dei 13,26 euro del 31 ottobre. Così, la performance di Prima Industrie, che ha Gianfranco Carbonato come presidente esecutivo e Ezio Basso come amministratore delegato, è risultata migliore anche di quelle di Reply (121,30 euro) e di Diasorin (71,10 euro). Entrambe, Diasorin e Reply, nell'ultima settimana di novembre hanno fatto registrare i loro nuovi massimi storici: rispettivamente 121,30 e 72.40 euro.

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