Banca d'Italia: la debolezza dell'economia in Piemonte continuerà nei prossimi mesi

Luigi Capra, direttore della sede piemontese
Banca d'Italia
Nella prima parte dell’anno è proseguita, in Piemonte, la fase di debolezza congiunturale iniziata nell’estate del 2018. Lo ha confermato Luigi Capra, il direttore della sede piemontese della Banca d'Italia, presentando l'aggiornamento della pubblicazione “L'economia del Piemonte”.
Capra ha spiegato che nell’industria la produzione si è lievemente contratta, risentendo negativamente del calo della domanda estera e delle difficoltà di alcuni comparti di specializzazione della regione, in particolare di quello autoveicolistico e di quello tessile. Anche l’attività di investimento delle imprese si è indebolita.
Nel complesso del terziario, invece, l’andamento è stato ancora moderatamente positivo, anche se nel commercio il quadro risulta meno favorevole. Nelle costruzioni la congiuntura è lievemente migliorata; i livelli di attività, comunque, rimangono storicamente molto bassi. Il comparto dell’edilizia privata, in particolare, ha beneficiato dell’ulteriore crescita delle compravendite nel mercato immobiliare; i prezzi delle case tuttavia sono calati, anche se in misura molto contenuta.
Per i prossimi sei mesi il sondaggio congiunturale condotto dalla Banca d’Italia tra settembre e ottobre prefigura il proseguimento dell’attuale fase di debolezza. I piani di investimento formulati dalle aziende per il 2020 indicano una sostanziale stabilizzazione della spesa sui livelli dell’anno in corso.
Nel primo semestre è continuato il recupero dell’occupazione, anche se a tassi molto contenuti e inferiori a quelli dell’anno precedente. La lieve crescita è stata trainata dalla componente alle dipendenze e ha riguardato soprattutto le posizioni a tempo indeterminato, riflettendo in larga misura la trasformazione di contratti a termine. Per contro, le assunzioni a tempo determinato sono diminuite, anche in connessione con il deterioramento della congiuntura. Il numero delle persone in cerca di occupazione e il tasso di disoccupazione sono ulteriormente scesi.
Il credito nei primi sei mesi dell’anno ha rallentato. La dinamica ha riflesso quella dei prestiti alle imprese. Vi ha influito soprattutto l'indebolimento della domanda di finanziamenti per investimenti, a fronte di condizioni di offerta delle banche sostanzialmente invariate.
I prestiti alle famiglie hanno continuato a crescere a ritmi analoghi a quelli dello scorso anno, in presenza di politiche di offerta rimaste stabili e complessivamente accomodanti. È proseguito il miglioramento della qualità del credito.
L’espansione dei depositi bancari di famiglie e imprese è continuata. Anche il valore dei titoli in deposito presso il sistema bancario è cresciuto, dopo il calo registrato nell’anno precedente; l’incremento ha riguardato tutte le tipologie di titoli, con l’eccezione delle obbligazioni bancarie.

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