Quel grande archivio della Misericordia una storia di Torino incominciata nel 1578

Cinquanta metri lineari di carte che documentano la “storia” dell'Arciconfraternita della Misericordia, dalla sua fondazione, avvenuta nel 1578, fino ai giorni nostri, intersecandosi con molte altre “storie” di enti civili e religiosi, di confraternite, di condannati a morte, di cittadini e cittadine, che restituiscono un importante quadro della società, delle istituzioni e della Chiesa torinese lungo cinque secoli di storia. E la sintesi dell’archivio inedito appena presentato e che potrà essere patrimonio condiviso, non solo per Torino.
I nuovi locali dell'Archivio, nella sede di via Barbaroux 41, sono stati inaugurati alla presenza di Alberto Tealdi (Arciconfraternita della Misericordia); Cesare Nosiglia (Arcivescovo di Torino); Anna Maria Poggi (Compagnia di San Paolo); Luisa Papotti (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio); Elisabetta Oberti (Archivista); Valerio Gigliotti (Opera Misericordiae). L’intervento, sostenuto dalla Compagnia di San Paolo con un contributo di 345.000 euro, ha comportato la realizzazione, presso la chiesa dell’Arciconfraternita della Misericordia, delle opere necessarie alla conservazione e fruizione dell’archivio storico dell’Ente, ininterrotto dal 1578 e ritenuto dal ministero dei Beni e delle attività culturali “fonte storica importantissima per la storia sociale, culturale e devozionale della città di Torino e del Piemonte”.
A seguito del completamento dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione dei locali storici dei seminterrati della Chiesa della Misericordia di Torino, sono stati riordinati - con la supervisione della Soprintendenza per i Beni Archivistici e la Soprintendenza Beni Artistici - gli spazi del piano seminterrato, dell'accesso alla chiesa e all’Aula Capitolare, quali luoghi di conservazione e messa in sicurezza dei giacimenti archivistici dell’Archivio storico dell'Arciconfraternita della Misericordia. Gli spazi, con servizi e sale polifunzionali di consultazione, permettono la consultazione della documentazione d’archivio a ricercatori, storici e non solo.
L’Arciconfraternita ha già avviato la realizzazione di un progetto, in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, per consentire a studiosi italiani e stranieri lo studio approfondito del proprio archivio: saranno dedicati seminari, cicli di conferenze e summer school, a cura dall'Associazione Opera Misericordiae Onlus, rivolti specificamente a studenti e studentesse universitari, italiani e stranieri, per introdurli allo studio della documentazione storico-archivistica e al recupero dei valori di giustizia, pietà popolare e solidarietà sociale di cui l'Arciconfraternita della Misericordia è stata privilegiato testimone sul territorio oltre quattro secoli.
Gli studenti italiani e stranieri che faranno richiesta di poter studiare l’archivio, tramite del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Torino, inoltre, potranno essere ospitati nella foresteria dello stabile di via Barbaroux 4, recentemente ristrutturata.
La Compagnia di San Paolo, a partire dal 2000, ha avviato una campagna di restauri a favore delle chiese architettonicamente più rilevanti, spesso ubicate in prossimità di edifici di architettura civile di pregio, al fine di promuovere, in maniera sistemica, un percorso tra le testimonianze religiose d’arte barocca da affiancare al programma di recupero e valorizzazione del patrimonio museale della città. L’investimento della Compagnia è di oltre 25 milioni di euro.
Tale disegno si inserisce nel quadro più ampio della realizzazione di un distretto culturale urbano, dove il dialogo tra le architetture di pregio, il sistema dei musei e i luoghi deputati alle performing arts e alla produzione di cultura può diventare un motore in grado di creare uno sviluppo a lungo termine per Torino.
Da qui è nato il progetto di valorizzazione culturale “Edifici Sacri”, che si pone come obiettivo di restituire alla via un’immagine di luogo di cultura all’interno del centro storico di Torino, ridonando attenzione agli importanti complessi monumentali oggi poco valorizzati. Il progetto si incardina su due aspetti fondamentali, la comunicazione del “sistema culturale” delle chiese del centro storico e il rapporto con i musei.

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