Borsa: perché la rimonta Intesa Sanpaolo

Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo
con il presidente Gian Maria Gros-Pietro 
“In rimonta. Dal 12 agosto, quando valeva 1,836 euro, l'azione Intesa Sanpaolo ha continuato a salire, sia pure con qualche piccola scivolata, fino a riconquistare, venerdì scorso, quota 2,2725 euro. Era dall'inizio di maggio che non viaggiava a questa quota. Certo, il recupero è stato favorito anche dal calo dello spread e, soprattutto, dai provvedimenti che “super Mario” Draghi ha progressivamente varato a beneficio del sistema bancario; ma, sicuramente, il rialzo è stato sostenuto dai risultati positivi conseguiti nel primo semestre (utile netto di 2,266 miliardi, il 4% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso) e dalla previsione che il bilancio 2019 riporterà profitti superiori a quelli del 2018 (4,050 miliardi a livello consolidato, 3,686 miliardi la capogruppo)”.
Lo riporta il Corriere Torino, edizione locale del Corriere della Sera, nella rubrica domenicale dedicata alle quotate piemontesi, aggiungendo che una conferma dell'andamento in linea con gli obiettivi dichiarati da Carlo Messina è attesa il 5 novembre, quando saranno comunicati i risultati del terzo trimestre e dei primi nove mesi dell'esercizio in corso.
“Gli investitori sono fiduciosi. D'altra parte – ricorda il Corriere Torino - finora, l'amministratore delegato e direttore generale di Intesa Sanpaolo ha sempre rispettato le promesse. Gli azionisti si aspettano nuovamente un buon dividendo, dopo i 19,7 centesimi incassati in maggio per ogni titolo posseduto (dividend yeld del 7,67%), per il totale di 3,449 miliardi”.
Messina ha detto che, l'anno prossimo, distribuirà l'80% dell'utile netto 2019. Un'altra montagna di euro, destinata a soddisfare i soci di Intesa Sanpaolo, a partire dai tre maggiori: la Compagnia di San Paolo (6,790% del capitale), il fondo globale BlackRock (5,003%) e la milanese Fondazione Cariplo (4,381%). Soddisfazione condivisa dalla Borsa, che è tornata ad attribuire al colosso bancario-assicurativo il valore di 39,791 miliardi, quasi 8 miliardi più che alla fine di maggio. Convince la strategia di Messina, basata sull'aumento dei ricavi, il forte sviluppo delle attività assicurative, la riduzione dei costi, compreso quello di rischio.
La vetta dei 3,514 euro per azione conquistata il 21 luglio del 2015 è ancora lontana, ma molti passi avanti sono stati fatti dal 28 giugno 2016, quando il titolo era sprofondato a 1,624 euro. Intanto, dal primo giorno di quest'anno ha guadagnato il 17,15%:
Quanto alle altre quotate piemontesi, il confronto dei prezzi di venerdì scorso con quelli del venerdì precedente, indica che 18 hanno avuto rialzi, 12 ribassi e due hanno chiuso in parità (Italia Independent a 1,73 euro e Prima Industrie a 12,66).
Hanno terminato la settimana con un rialzo: Autogrill (9,01 euro l'ultimo prezzo), Bim (0,124), Basicnet (4,67), Borgosesia (0,49), Cdr Advance Capital (0,496), Cofide (0,4355), Conafi (0,313), Cover 50 (9,30), Dea Capital (1,334), Exor (62,14), Fidia (3,995), Intesa Sanpaolo (2,2725), Iren (2,70), Italgas (5,73), Ki Group (0,85), Pininfarina (1,82), Reply (57,55), Tinexta (13,26).
Invece, la settimana è finita con ribassi per Astm (27,82 euro il prezzo di venerdì scorso), Buzzi Unicem (21,73), Centrale del Latte d'Italia (2,58), Diasorin (97,05), Fca (11,848), Guala Closures (6,54), Juventus (1,4335), M&C (0,0346), Pattern (3,55), Sias (15,35), Ubi Banca (2,79) e Visibilia Editore (0,294).

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