Moda, dove Biella supera anche Prato

Vanessa Incontra presenta  la sua collezione per Elena Mirò
Come ogni settembre, Milano per una settimana è capitale internazionale della moda. Dal 17 al 23 settembre ospita la Fashion Week, dedicata. Tante le novità (58 sfilate, 110 presentazioni e 54 eventi per un totale di 170 collezioni); ma, soprattutto, una certezza:la moda è sempre più un volano per l’economia non solo del capoluogo lombardo, che dal 1958 organizza le sfilate più prestigiose del mondo (insieme a Parigi e New York), ma per tutto il Paese.
Elena Mirò, uno degli undici marchi dell'albese Miroglio Fashion, gioca d’anticipo con una sfilata nella prestigiosa location di Palazzo Bovara. La nuova collezione autunno/inverno 2019 segue un preciso fil rouge “shiny & glam”. Martino Boselli, brand director di Elena Mirò, ha detto: “il nostro compito è quello di far sentire bella ogni donna quando indossa un nostro capo. Farla sentire bene e sicura di sé, fiera della propria bellezza e meravigliosa unicità, esaltando il suo fascino e la sua femminilità. Bellezza e fascino sono due cose diverse: la prima si vede, mentre la seconda si sente. Soprattutto quando una donna sta bene con se stessa. Un magico connubio che si ottiene valorizzando al meglio stile e vestibilità e facendo in modo che ci si senta bene con un abito indosso. Alla base c’è un know how prezioso di stilisti e modellisti che nasce nell’atelier di Elena Mirò, luogo di vita e ‘cantiere creativo’ da cui tutto ha inizio”.
A partire dal 2016, collezione dopo collezione, la collaborazione di Vanessa Incontrada con Elena Mirò si è progressivamente evoluta, raggiungendo oggi una piena maturità, l’espressione stilistica completa di una eleganza sofisticata e contemporanea. “La collezione trasferisce un preciso messaggio . sottolinea Vanessa Incontrada, volto e stilista della capsule collection -Un pensiero positivo, un modo magico per far brillare una parte di noi”.
La moda rappresenta un punto di forza del made in Italy, grazie anche all’apporto di 79.000 micro e piccole imprese dei settori tessile, abbigliamento, pelle, occhialeria e gioielleria, capaci di generare, un fatturato annuo di 43,5 miliardi di euro, dando lavoro a 372 mila addetti, due terzi (67,2%) degli occupati del settore.
Per le 58.000 imprese artigiane della moda si stima un fatturato di 21,3 miliardi di euro, pari al 22,5% del settore e un valore aggiunto di 6,1 miliardi di euro, pari al 23,8%.
Nei primi quattro mesi del 2019, tra i maggiori mercati, si registra una crescita a doppia cifra dell’export in Svizzera (+52,8%), Corea del Sud (+16,1%), Stati Uniti (+12,7%) e Giappone (+10,5%); trend in crescita sopra alla media del settore in Cina e Regno Unito (+9,0%) e Francia (+8,0%). In controtendenza i mercati di Germania (-2,8%), Tunisia (-3,2%), Romania (-4,1%), Belgio (-4,5%), Paesi Bassi (-8,1%), Russia (-10,3%) e Turchia (-13,5%).
L’Italia presenta i surplus del commercio estero della moda più alto nella Ue, pari a 20,3 miliardi di euro nelo 2018. Lo stesso vale nel caso delle esportazioni dirette delle pmi del settore per le quali l’Italia si colloca, con 10,3 miliardi di euro, al primo posto in Europa. Da sole, le piccole imprese italiane del tessile-abbigliamento-calzaturiero esportano il doppio di quelle di Germania, Francia, Spagna e Regno Unito messe insieme.
Analizzando il grado di esposizione (export in rapporto al valore aggiunto) emerge che, per la moda, la Toscana è la regione che presenta l’esposizione più elevata, (12,74%), seguita dal Veneto con l’11,25%, dalle Marche con il 6,54%, dall’Emilia-Romagna con il 5,60%, dal Piemonte con il 5,09% e dalla Lombardia con il 4,66%.
A livello provinciale, primeggia Belluno (grazie all'occhialeria) con il 46,87%; seguono Biella (36,49%), Arezzo (33,02%), Prato (30,81%), Fermo (23,94%), Vicenza (22,86%), Alessandria (20,64%) e Vercelli (20,41%).

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