Auto, le elettriche allo 0,5% del mercato nei primi otto mesi 6.451 immatricolazioni Le vendite di diesel crollate del 25%

Nei primi otto mesi di quest'anno, in Italia, le vendite di autovetture diesel sono diminuite del 25% e del 27% quelle a metano del 27%, mentre sono aumentate le vendite di auto a benzina (+27%), Gpl (+7%), elettriche (+111%) e ibride (+26%). L’ecobonus ha mantenuto il trend di crescita delle auto elettriche del 2018, anche se, secondo esperti, le sovvenzioni da sole non guideranno la domanda, poiché le infrastrutture di ricarica nel nostro Paese restano insufficienti, mentre la loro capillarità è condizione necessaria per una diffusione in larga scala delle auto a batteria.
Dall'inizio di gennaio alla fine di agosto, in Italia sono state immatricolate 6.451 auto elettriche (0,5% del mercato di 1.330.749), comunque più del doppio dello stesso periodo dell'anno scorso, quando erano state 3.091 (0,2%). Le vendite di ibride sono ammontate a 71.265 (5,4%) a fronte delle 56.713 (4,1%) dei primi otto mesi 2018. Le gpl hanno avuto 95.751 acquirenti (7,2%) contro gli 89.093 (6,5%) del corrispondente periodo precedente e le vetture a metano 23.042 (1,7%) rispetto alle 31.692 (2,3%) di gennaio.agosto 2018.
Le auto a benzina sono tornate a prevalere sui diesel: 578.635 nuove immatricolazioni (43,5% del mercato) a contro 555.598 (41,8%), mentre nei primi otto mesi dell'anno scorso, i diesel avevano avuto ancora 739.341 compratori (53,7%) rispetto ai 455.728 clienti di vetture a benzina (33,1%).
Per quanto riguarda il modello più venduto nelle singole categorie per alimentazione, emerge che per la benzina è la Panda (76.514 acquirenti nei primi otto mesi), per i diesel la Jeep Compass (22.101), per i gpl la Dacia Duster (15.262), per le ibride la Toyota Yaris (16.285), per il metano la Volkswagen Up (3.752), per le elettriche la Renault Zoe (1.657).
L'Italia ha introdotto gli incentivi per le elettriche piuttosto tardi rispetto agli altri grandi Paesi europei, il che significa che la crescita delle vendite sarà inferiore alla media europea. Il Governo ha stanziato fondi per finanziare gli incentivi per 60 milioni di euro nel 2019, che salgono a 70 milioni di euro per gli anni 2020 e 2021. Gli incentivi si applicano agli acquisti di veicoli a batteria-elettrico e ibridi plug-in (l'auto ibrida elettrica plug-in, in sigla Phev ovvero Plug-in Hybrid ElectricVehicle, è a propulsione ibrida, le cui batterie possono essere caricate anche senza l'ausilio del motore a combustione interna, utilizzando una fonte di energia elettrica esterna, collegata attraverso sistemi a cavo o wireless).
L'infrastruttura di ricarica è fondamentale per l'adozione di veicoli elettrici poiché il prezzo iniziale di un nuovo veicolo elettrico è ancora piuttosto elevato, mentre l'accesso alle stazioni di ricarica in tutto il Paese è limitato.
L’attuale struttura di ricarica, secondo Eafo (European Alternative Fuels Observatory) conta in Italia 3.824 punti di ricarica pubblici, di cui 793 a ricarica veloce, che corrispondono ad una media nazionale di 12 punti ogni 100 km, contro una media europea di 32. Mentre l’Italia è allineata alla media europea per numero di veicoli per punto di ricarica pari a 8.
Il numero delle auto puro elettrico registrate al Pra in Italia è passato da 1.518 del 2011 a 12.113 del 2018, lo 0,03% del parco auto.

Nessun commento: