Private banking, l'ad Paolo Molesini spiega i nuovi record Fideuram Intesa Sanpaolo

Paolo Molesini, amministratore delegato e direttore generale
Fideuram Intesa Sanpaolo
“I risultati del primo semestre confermano la validità del nostro modello di servizio, reso possibile grazie ai nostri 6.000 private banker: professionisti di assoluto livello, in grado di proporre le migliori soluzioni d’investimento attraverso una gamma di prodotti diversificata e sempre coerente con le necessità della clientela”. E' il primo commento di Paolo Molesini, amministratore delegato e direttore generale di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, società torinese del gruppo che ha come principale azionista ancora la Compagnia di San Paolo e che avrebbe potuto avere nel capoluogo piemontesi anche la sede operativa.
“In questa prima metà dell’anno – ha aggiunto Molesini - siamo cresciuti a ritmi sostenuti, raggiungendo nuovi e straordinari livelli di performance: il notevole incremento delle masse amministrate – che hanno raggiunto la quota record di 229,2 miliardi - e il nostro miglior utile netto semestrale di sempre certificano come la nostra società stia continuando il suo percorso di crescita con determinazione, persistenza e lungimiranza. Sono risultati eccezionali, resi possibili solo grazie alla qualità del lavoro svolto, ogni singolo giorno, con grande professionalità e dedizione dai nostri private banker, manager, dipendenti di sede e delle società controllate. Vogliamo proseguire in questa direzione, con l’obiettivo di generare valore per tutti gli stakeholder e in linea con quanto indicato nel Piano d’Impresa 2018 – 2021”
Alla fine di giugno 2019, le masse amministrate dal Gruppo Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking erano in crescita dell’8% rispetto al 31 dicembre 2018 e del 5% rispetto al 30 giugno 2018 (217,9 miliardi). L’evoluzione delle masse rispetto alla fine del 2018 è attribuibile sia alla performance di mercato, che ha inciso positivamente sui patrimoni per 11,6 miliardi, sia alla raccolta netta di oltre 4,5 miliardi. L’analisi per aggregati evidenzia che la componente di risparmio gestito è risultata pari a 156,9 miliardi, in crescita di quasi €10 miliardi (+7%) rispetto alla fine del 2018. Al 30 giugno 2019 le masse amministrate in regime di consulenza a pagamento ammontavano a 37,8 miliardi (36,3 miliardi al 31 dicembre 2018).
Al 30 giugno 2019 il numero complessivo dei private banker delle Reti risultava pari a 5.942, con un portafoglio medio pro-capite pari a circa 39 milioni.
L’analisi dei principali aggregati evidenzia che nel primo semestre le commissioni nette sono risultate pari a 843 milioni (- 1% rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso). I costi operativi netti, pari a 289 milioni, sono aumentati di 10 milioni (+4%). Il cost/income ratio è risultato pari a 30% (29% nel primo semestre dello scorso esercizio), rimanendo su livelli di assoluta eccellenza.
L’utile netto consolidato del primo semestre si è attestato a 456 milioni, segnando un marginale incremento di Cet 1 è risultato pari al 19,2%.

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