Borsa: Juve maglia nera, perde il 3,92% dubbi degli investitori sul calciomercato

De Ligt, 72 milioni di euro tenuti in panchina
Tutta nera, invece che bianconera, la maglia della Juventus, nella seduta borsistica di oggi, 26 agosto. La società torinese presieduta da Andrea Agnelli, infatti, è stata la blue chip con il maggior ribasso della giornata (-3,92%, con prezzo finale di 1,52 euro) e il quinto di tutta Piazza Affari, che, invece ha fatto registrare la miglior performance d'Europa, nonostante la crisi di governo. L'indice Ftse Mib è tornato a 20.677 punti, in seguito all'incremento dello 0,99% rispetto a venerdì scorso.
Nonostante il debutto positivo in campionato (in trasferta, ha battuto il Parma 1 a 0), la Juve non ha convinto molti tifosi e tanto meno gli investitori, che, al contrario, sembrano aver trovato conferma dei numerosi dubbi emersi sulle operazioni di calciomercato, che si concluderà lunedì prossimo.
Come ricordato da Firstonline, la Juventus ha speso 150 milioni, quasi la metà (72) per un fuoriclasse del calibro di De Ligt, che, però, è rimasto in panchina con tutti gli altri nuovi arrivati, da Danilo a Demiral e a Rabiot (impiegato solo per pochi minuti, nel finale).
E' sembrato un paradosso che chi è stato acquistato, anche a caro prezzo, per giocare si è ritrovato tra le riserve, mentre alcuni dei giocatori che avrebbero dovuto essere ceduti sono partiti titolari, con un ruolo da protagonista. “Insomma: o si è speso troppo e male o il modulo Sarri, sfortuntamente fermato da una brutta polmonite, incontra più difficoltà del previsto a fare breccia nella Juve” ha commentato Firstonline.
E' stato sottolineato che un’altra spina nel fianco della Juve riguarda proprio le partenze. O meglio le non partenze. Gli esuberi sono decisamente troppi, almeno sette. Manca ancora qualche giorno alla conclusione del calciomercato e l’ultima parola non è ancora detta, ma, finora, la società bianconera non è riuscita a vendere nessuno dei giocatori dati in uscita a giugno: da Perin a Rugani, passando per Emre Can, Matuidi, Mandzukic, Bentancur e Higuain.; per non parlare di Dybala, il cui futuro rimane ancora un’incognita, anche se la sua permanenza sotto la Mole appare di giorno in giorno più probabile.
Terzo problema, collegato direttamente al secondo, è la Champions League. Allo stato attuale sarebbero almeno cinque i giocatori esclusi dalla lista da consegnare alla Uefa: Marko Pjaca, Mattia Perin, Daniele Rugani, Mario Mandzukic e Blaise Matuidi. Un elenco che potrebbe creare non pochi grattacapi a Maurizio Sarri, che non sa ancora chi far giocare e dove.
Insomma rispetto all’anno scorso, quando l’arrivo di Cristiano Ronaldo aveva fatto sognare tutti, compresi gli investitori di Piazza Affari, quest’anno le mosse della Juve non hanno (per ora) convinto e in Borsa cominciano a vedersi le prime ripercussioni.
Comunque, oggi, sono stati scambiati 24,715 milioni di azioni della Juventus (più anche di Unicredit, Enel ed Eni), per un controvalore di 37,9 milioni di euro. Il titolo più passato di mano è stato quello di Intesa Sanpaolo (198,9 milioni di azioni), per complessivi 230,2 milioni di euro. L'azione della società, che ha come principale socio la Compagnia di San Paolo, ha chiuso a 1,94 euro, l'1,93% in più rispetto a venerdì scorso.
Oltre a quella di Intesa Sanpaolo sono state 180 le azioni che hanno terminato la seduta odierna con un rialzo, a fronte delle 179 in ribasso e le 38 in parità.
Un incremento superiore al Ftse Mib è stato fatto registrare dalle seguenti quotate piemontesi: Autogrill (+1,76%), Bim (+2,76%), Basicnet (+3,60%), Buzzi Unicem (+1,22%), Centrale del Latte d'Italia (+1,18%), Dea Capital (+1,73%), Diasorin (+1,13%), Fca (+1,38%), Pattern (+3,20%),Ubi Banca (+2,10%), oltre, appunto, a Intesa Sanpaolo.
Invece, hanno subito ribassi Astm (-1,43%), Cofide (-1,19%), Conafi (-3,0%), Fidia (-1,89%), Italgas (-0,07%), Italia Independent 8-0,61%), Sias (-0,94%) e Tinexta (-2,07%).

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