La mappa 2018 dei Paesi produttori d'auto Italia sedicesima con 671.000 vetture

Ferrari, il top dell'auto italiana nel mondo
Al sedicesimo posto. Ecco dove è finita l'Italia dell'automobile. Le conferme sono arrivate da poco. L'anno scorso, sono risultate neppure 671.000 le vetture fabbricate nel nostro Paese, quasi il 10% in meno rispetto al 2017 e quantità superata, appunto, da 15 altri Stati, fra i quali Turchia (1,026 milioni), Slovacchia (1,090 milioni), Repubblica Ceca (1,345 milioni), Gran Bretagna (1,519 milioni) e Russia (1,564 milioni).
Nei primi dieci posti per milioni di autovetture costruite nel 2018 si trovano, nell'ordine: Cina (23,529), Giappone (8,358), Germania (5,120), India (4,065), Corea del Sud (3,662), Usa (2,796), Brasile (2,387), Spagna (2,267), Francia (1,763) e Messico (1,576). La Cina ha avuto il primo calo produttivo (-5%) dopo vent'anni di crescita ininterrotta. L'India ha superato i 4 milioni per la prima volta nella sua storia.
Quanto alla Germania, la cui produzione automobilistica rappresenta il 31% del totale della Ue, va rilevato che, a livello globale, i suoi Costruttori hanno fabbricato 16,36 milioni di vetture, il 23% del totale mondiale. Nel 2018, dagli stabilimenti di Case tedesche sono uscite 886.000 auto nella Repubblica Ceca, 841.000 nella Spagna, 407.000 nella Slovacchia, 293.000 nell'Ungheria. E questo limitandosi all'Europa, perchè i marchi tedeschi producono molto anche in diversi altri Paesi, a partire da Brasile, Cina e Turchia.
Comunque, completano la top 20 mondiale dei Paesi costruttori di vetture il Canada con 656.000 esemplari, la Romania con 477.000, la Polonia con 452.000 e il Belgio (266.000).
In tutto il mondo, l'anno scorso, sono state fabbricate 70,568 milioni di autovetture, oltre 2,3 milioni meno del 2017, che però aveva fatto registrare record storico di 72,883 milioni.
In Italia, la produzione è ulteriormente diminuita nel primo trimestre 2019 (-18,5% rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso), anche a causa del calo della domanda interna e delle vendite all'estero.
A proposito di export, l'Anfia, l'associazione nazionale della filiera automotive, ha evidenziato che
il pesante saldo negativo della bilancia commerciale relativa agli autoveicoli è determinato dalla forte penetrazione dei costruttori esteri nel mercato italiano, che per le autovetture è del 76%, a differenza dei mercati della Francia e della Germania, dove la penetrazione dei costruttori esteri è di molto inferiore. Nel 2018, infatti, in Francia i costruttori francesi detengono una quota di mercato del 57% e quelli esteri del 43% e in Germania i marchi tedeschi hanno il 70% del mercato nazionale a fronte del 30% degli esteri.
Nel 2018, le importazioni di autoveicoli nuovi e usati sono state 1.995.406 (-0,9% sul 2017) per un valore di 31,4 miliardi di euro (stesso valore del 2017), mentre le esportazioni sono state 1.042.129 (+0,6%) per un valore di 19,4 miliardi di euro (in diminuzione tendenziale del 7,9%), generando un saldo negativo della bilancia commerciale di circa 12 miliardi di euro, un paio più che nel 2017.
Tornando alla produzione, l'Anfia ha comunuicato che aggiungendo i veicoli commerciali, si sale a 1,06 milioni, comunque inferiore del 7% a quella del 2017 e indicativa di una inversione di tendenza, dato che, invece, era cresciuta dal 2014 fino ad allora.
Dall'Anfia, inoltre, è stato precisato che per i veicoli commerciali leggeri, l’Italia rappresenta un sito produttivo molto importante, con gli insediamenti storici di Fiat Professional (rinnovato l’accordo con Psa (Peugeot-Citroen) sul sito produttivo di Sevel Sud fino al 2023), Iveco e Piaggio. Nel 2018 sono usciti dagli stabilimenti italiani quasi 325.000 veicoli commerciali leggeri (-2,2% sui volumi prodotti nel 2017), numero inferiore, in Europa, soltanto a quelli di Francia (506.000) e Spagna (496.000).

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