Top manager, la classifica per reputazione Cairo leader, grande balzo di Galateri

Inossidabile. Urbano Cairo resta saldamente al comando nella gara della reputazione web disputata tra i top manager italiani. Anche al taglio della tappa di maggio, Urbano Cairo, è arrivato primo, con 76,40 punti, precedendo così Francesco Starace, amministratore delegato di Enel (67,71 punti) e Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni (67,74).
Top Manager Reputation valuta le prime cento figure apicali delle imprese attive nel nostro Paese distinguendo la reputazione, istantanea e storica, derivante dall'immagine percepita, dalla presenza digitale e, fra l'altro, dall'impatto reputazionale dalla semplice notorietà.
Urbano Cairo, nato a Milano il 21 maggio 1957, ma considerato piemontese perché cresciuto nell'Alessandrino e, forse, perché da tanti anni presidente del Torino Calcio, è il numero uno di Rcs MediaGroup, che fra l'altro edita il Corriere della Sera, oltre che della Cairo Communication, leader dei periodici popolari e proprietaria de La7.
Descalzi ha scalzato dal podio di maggio John Elkann, che era finito secondo alla tappa di aprile e terzo in quella di marzo. A John Elkann, presidente di Fca, della Ferrari e di Exor, la holding della quale è anche amministratore delegato, infatti, Top Manager Reputation di maggio ha attribuito 65,34 punti, a fronte dei 67,93 che aveva conquistato in aprile e i 64,54 di marzo.
Carlo Messina, amministratore delegato e direttore generale di Intesa Sanpaolo, riconfermato al vertice operativo della principale banca italiana, che ha ancora la torinese Compagnia di San Paolo come primo azionista, è rimasto al settimo posto (56,09 punti), al quale era sceso in aprile dal quinto di marzo, quando aveva ottenuto 60,61 punti.
Ha invece riguadagnato tre posizioni Andrea Agnelli, fra l'altro presidente della Juventus, con 53,24 punti; mentre ne aveva avuti 51,93 nel mese precedente e 49,8 punti in marzo, quando era risultato ventiquattresimo. Però, in febbraio era finito dodicesimo e, in gennaio, aveva fatto un balzo addirittura di venti posizioni, conquistando il settimo posto, non solo per le prestazioni della squadra bianconera ma anche per i grandi rialzi della Juventus in Borsa, che in gennaio aveva visto la sua quotazione aumentare del 36,25% rispetto all'ultima seduta di dicembre. Comunque, ha beneficiato della riconquista del nuovo scudetto.
Fra l'altro, Andrea Agnelli, proprio per la popolarità derivante dalla presidenza della società bianconera, precede ancora Mike Manley, l'amministratore delegato di Fca, ventiduesimo con 52,56 punti. Alla tappa di aprile era arrivato ventottesimo con 49,71 punti. Poco presente in Italia, dove resta ancora non molto noto, Manley paga anche la continua perdita di vendite e di quote di Fca nel nostro Paese, dove, in particolare, gli storici marchi Fiat e Alfa Romeo patiscono l'inadeguatezza delle rispettive gamme d'offerta. Comunque, la graduatoria del mese prossimo mostrerà gli effetti della proposta di matrimonio che Fca ha fatto a Renault, nonché la decisione di Manley di vendere un bel pacco di sue azioni Fca proprio il giorno dopo il clamoroso annuncio.
La torinese Elisabetta Ripa, che in aprile aveva guadagnato ben nove posizioni, diventando trentaseiesima (47,36 punti), il mese scorso ne ha persa una, pur avendo aumentato il suo punteggio (48,07). Elisabetta Ripa è amministratore delegato e direttore generale di Open Fiber, la società dell'Enel e della Cassa Depositi e Prestiti (50% del capitale ciascuna), costituita con l'obiettivo di realizzare l'installazione, la fornitura e la gestione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica in tutta la Penisola (il piano industriale 2018-2027 prevede investimenti per 6,5 miliardi di euro).
Elisabetta Ripa, nata nel 1965 sotto la Mole, laurea in Economia e commercio e ulteriori studi all'Insead di Fontainbleau, fra l'altro consigliere di amministrazione della quotata novarese Autogrill, è entrata nella classifica di Top Manager Reputatio, per la prima volta, nel mese di febbraio, quando era risultata quarantaduesima con 47,17 punti, a fronte di 46,23 di marzo.
Comunque, Elisabetta Ripa è rimasta davanti a Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, oltre che di Astm (gruppo Gavio), diventato cinquantaduesimo con 44,79 punti. Torinese, Gian Maria Gros-Pietro, rieletto presidente di Intesa Sanpaolo, con il sostegno della Compagnia di San Paolo, in aprile era salito al trentasettesimo posto (46,91 punti) dopo che era sceso al quarantaquattresimo in marzo (46,28 punti) dal trentottesimo del mese ancora precedente (47,38).
Gros-Pietro è stato preceduto anche da Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali, per la cui riconferma al vertice del colosso assicurativo di Trieste i soci hanno addirittura modificato lo statuto. A Gabriele Galateri Top Manager ha assegnato 47,78 punti, che valgono il posto numero 38, a fronte del numero 53 di aprile, del 56 di marzo e del 55 di febbraio. Quello di Gabriele Galateri è stato, perciò, un gran balzo. Il maggiore fatto dai top manager piemontesi.
Un passo avanti l'ha fatto anche la novarese Catia Bastioli, presidente di Terna e amministratore delegato di Novamont, risultata sessantunesima con con 43,58 punti, mentre alla tappa di aprile era arrivata sessantaduesima con 43,40 punti.
Di altre cinque posizioni invece è arretrato Lapo Civiletti, amministratore delegato della Ferrero, la cui quotazione è stata di 37,13 punti, corrispondenti alla posizione numero 88, mentre era ottantatreesimo alla fine di aprile, settantanovesimo in febbraio e settantacinquesimo in gennaio. Nononostante le nuove, clamorose acquisizioni, resta totalmente coperto da Giovanni Ferrero, l'erede dell'indimenticabile Michele.
Lapo Civiletti, al taglio della tappa di aprile, è stato abbondantemente sorpassato da Rodolfo De Benedetti, terminato settantaseiesimo con 40,09 punti, comunque un posto in meno rispetto al mese precedente quando aveva ottenuto 40,18 punti. Il primogenito di Carlo De Benedetti, numero 1 del gruppo Cofide-Cir, controllato dalla holding Fratelli De Benedetti, in aprile aveva già perso quattro posizioni rispetto a marzo, quando ne aveva guadagnate dieci.

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