Reputazione top manager: calo di Messina gran balzo di Elisabetta Ripa (Open Fiber)

Carlo Messina con Gian Maria Gros-Pietro
John Elkann su, Carlo Messina giù. Il presidente di Exor, Fca e Ferrari ha conquistato il secondo posto nella tappa di aprile del campionato italiano dei top manager per reputazione web. John Elkann ha guadagnato una posizione rispetto a marzo. Ne ha perse due, invece, Carlo Messina, diventato settimo, nonostante la riconferma alla guida di Intesa Sanpaolo e i risultati più che positivi del colosso finanziario del quale è il numero uno operativo.
Queste sono due delle novità che emergono dalla lettura della nuova graduatoria di Top Manager Reputation, che valuta le prime cento figure apicali delle imprese attive nel nostro Paese distinguendo la reputazione, istantanea e storica, derivante dall'immagine percepita, dalla presenza digitale e, fra l'altro, dall'impatto reputazionale dalla semplice notorietà.
Comunque, “Top Manager” anche per marzo ha attribuito la medaglia d'oro della reputazione a Urbano Cairo, piemontese-lombardo, al vertice e azionista di controllo di Rcs MediaGroup e della Cairo Communication, società entrambe quotate alla Borsa di Milano, oltre che patron del Torino Calcio. Cairo ha presentato ottimi risultati delle sue imprese e beneficia anche delle belle prestazioni della squadra granata. Il punteggio di Urbano Cairo, però, nel mese scorso è sceso a 76,55 dai 78,35 di marzo. superiore ai 77,88 punti di febbraio e ai 67,07 di Francesco Starace, amministratore delegato di Enel, secondo in classifica.
Al contrario, quasi tre punti e mezzo li ha guadagnati John Elkann, gran capo della numerosa famiglia formata dagli eredi di Giovanni Agnelli, fondatore della Fiat. A John Elkann, infatti, sono stati attribuiti 67,93 punti, a fronte dei 64,54 punti precedenti, così che ha scavalcato Francesco Starace, amministratore delegato dell'Enel (65,93) e ha preceduto nuovamente anche Claudio Descalzi, amministratore delegato dell'Eni (65,92).
Carlo Messina, amministratore delegato e direttore generale di Intesa Sanpaolo, appena riconfermato al vertice operativo della principale banca italiana, che ha ancora la torinese Compagnia di San Paolo come primo azionista, è calato al settimo posto (56,60 punti), dal quinto che aveva con 60,61 punti.
Ha recuperato Andrea Agnelli, fra l'altro presidente della Juventus: con 51,93 punti è risalito al ventunesimo posto, dal ventiquattresimo di marzo, quando ne aveva avuti 49,8. Però, in febbraio era risultato dodicesimo e, in gennaio, aveva fatto un balzo addirittura di venti posizioni, conquistando il settimo posto, non solo per le prestazioni della squadra bianconera ma anche per i grandi rialzi della Juventus in Borsa, che in gennaio aveva visto la sua quotazione aumentare del 36,25% rispetto all'ultima seduta di dicembre. Comunque, ha beneficiato della conquista del nuovo scudetto.
Fra l'altro, Andrea Agnelli, proprio per la popolarità derivante dalla presidenza della società bianconera, precede ancora Mike Manley, l'amministratore delegato di Fca, ventottesimo con 49,71 punti. Poco presente in Italia, dove resta abbastanza sconosciuto, Manley paga anche la continua perdita di vendite e di quote nel nostro Paese, dove, in particolare, gli storici marchi Fiat e Alfa Romeo patiscono l'inadeguatezza delle rispettive gamme d'offerta.
Ha migliorato la sua posizione, invece, il torinese Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, oltre che di Astm (gruppo Gavio) e, fra l'altro, consigliere di amministrazione della Edison. Gian Maria Gros-Pietro, rieletto presidente di Intesa Sanpaolo, con il sostegno della Compagnia di San Paolo, è salito al trentasettesimo posto (46,91 punti) dopo che era sceso al quarantaquattresimo in marzo (46,28 punti) dal trentottesimo del mese precedente (47,38).
Elisabetta Ripa
Gros-Pietro, però, stato preceduto anche dalla torinese Elisabetta Ripa, che in aprile ha guadagnato ben nove posizioni, diventando trentaseiesima (47,36 punti), da quarantacinquesima che era in marzo. Elisabetta Ripa è amministratore delegato e direttore generale di Open Fiber, la società dell'Enel e della Cassa Depositi e Prestiti (50% del capitale ciascuna), costituita con l'obiettivo di realizzare l'installazione, la fornitura e la gestione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica in tutta la Penisola (il piano industriale 2018-2027 prevede investimenti per 6,5 miliardi di euro).
Elisabetta Ripa, nata nel 1965 sotto la Mole, laurea in Economia e commercio e ulteriori studi all'Insead di Fontainbleau, fra l'altro consigliere di amministrazione della quotata novarese Autogrill, è entrata nella classifica di Top Manager Reputation, per la prima volta, nel mese di febbraio, quando era risultata quarantaduesima con 47,17 punti, a fronte di 46,23 di marzo.
Di tre tre posizioni è avanzato Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali, per la cui riconferma al vertice del colosso assicurativo di Trieste i soci hanno addirittura modificato lo statuto. A Gabriele Galateri Top Manager ha assegnato 44,59 punti, che valgono il posto numero 53, a fronte del 56 di marzo e del 55 di febbraio.
Un passo avanti l'ha fatto anche la novarese Catia Bastioli, presidente di Terna e amministratore delegato di Novamont, risultata sessantaduesima con 43,40 punti. Di altre due posizioni invece è arretrato Lapo Civiletti, amministratore delegato della Ferrero, la cui quotazione è stata di 37,59 punti, corrispondenti alla posizione numero 83, mentre era settantanovesimo in febbraio e settantacinquesimo in gennaio. Nonostante le nuove, clamorose acquisizioni, resta totalmente coperto da Giovanni Ferrero, l'erede dell'indimenticabile Michele.
Lapo Civiletti, al taglio della tappa di aprile, è stato abbondantemente sorpassato da Rodolfo De Benedetti, terminato settantacinquesimo, con 40,18 punti. Il primogenito di Carlo De Benedetti, numero 1 del gruppo Cofide-Cir, controllato dalla holding Fratelli De Benedetti., però ha perso quattro posizioni rispetto a marzo, quando ne aveva guadagnate dieci posizioni.

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