Quattro le imprese del Piemonte finaliste del Premio Women Value Company - Isp

Cristina Boscolo con Fulvio (Lma)
E' partita da Torino la fase conclusiva del Premio Women Value Company - Intesa Sanpaolo. Fortemente voluto e realizzato dal Gruppo bancario, insieme con la Fondazione Marisa Bellisario, il premio si rivolge al mondo delle piccole e medie imprese, con l’obiettivo di coinvolgerle in un percorso di empowerment femminile e di dare visibilità alle pratiche più virtuose e innovative, a favore di pari opportunità di genere e welfare aziendale.
Giunto alla terza edizione, il premio si conferma un importante appuntamento di attrazione e valorizzazione delle eccellenze imprenditoriali italiane: durante la fase dell’autocandidatura, chiusa lo scorso 15 febbraio, sono state raccolte le storie di 459 imprese, che vanno ad aggiungersi alle 1.000 delle due passate edizioni.
Le 86 imprese finaliste, che hanno superato la selezione in virtù dei requisiti richiesti dal bando, sono coinvolte in tre eventi, a Torino, Milano e Firenze, dove ricevono un riconoscimento che attesta la loro peculiare capacità di valorizzare il merito e il talento femminili.
Tra le finaliste figurano quattro piemontesi. Sono la Lina di Moncalieri (amministratore delegato Laura Campana), la Reynaldi di Pianezza (amministratore delegato Marco Piccolo), la Lma di Pianezza (Cristina Boscolo) e la Pettiti Giuseppe di Settimo Torinese.
Anche quest’anno, le due imprese che risulteranno vincitrici – una piccola e una di medie dimensioni – saranno proclamate nel corso della cerimonia di premiazione della XXXI edizione del Premio Marisa Bellisario «Donne ad alta quota», il prossimo 14 giugno a Roma, durante la quale saranno chiamate sul palco per ritirare la speciale “Mela d’Oro – Women Value Company Intesa Sanpaolo”.
All’incontro di Torino hanno partecipato 16 aziende del territorio. Ad accoglierle Valeria Ferrero, responsabile della Fondazione Marisa Bellisario per il Piemonte, Cristina Balbo, direttore Regionale Intessa Sanpaolo per Piemonte Valle d’Aosta e Liguria, Anna Roscio, responsabile Intesa Sanpaolo Prodotti e Servizi Imprese e Paolo Musso, direttore Commerciale Imprese Intesa Sanpaolo per Piemonte Valle d’Aosta e Liguria Intesa.
In uno scenario economico complesso e incerto, diventa sempre più importante il contributo femminile. Il potenziale ancora inespresso è enorme. Anche nel 2018, infatti, l’Italia conferma un tasso di attività femminile tra i più bassi in Europa: 56,2% sul totale delle donne tra i 15 e i 64 anni (fanno peggio solo la Macedonia con il 52,2% e la Turchia con il 38,3%). Un miglioramento c’è stato, rispetto al passato, ma a ritmi lenti, che mantengono l’Italia molto lontana dai livelli medi europei: 68% nel 2018 per i paesi dell’area euro).
A fronte di un mercato del lavoro che rimane “difficile”, aumentano lievemente le cariche occupate da donne: secondo i dati Unioncamere, nel 2018 le donne con incarichi amministrativi nelle imprese italiane sono 2,5 milioni (il 27,6% del totale, lo 0,34% in più sul 2017). La maggior parte delle donne con cariche ha fondato la propria impresa o ne detiene partecipazioni: nel 2018, le imprese femminili sono oltre 1.337.000, circa 6.000 in più rispetto all’anno precedente, dato che porta a sfiorare il 22% sul totale delle imprese. Il tasso di femminilizzazione delle imprese è più elevato nelle regioni del Mezzogiorno (23,8%, con punte del 27,8% in Molise e del 26,7% in Basilicata), a cui si deve circa il 50% della crescita registrata tra il 2017 ed il 2018.
Si conferma la maggiore femminilizzazione delle imprese nelle altre attività dei servizi (50%), nella sanità (37,7%) e nell’istruzione (30,2%) ma anche la forte crescita della componente femminile nel turismo (+1.960 imprese nel 2018) e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (+1.480 imprese). Da segnalare il forte contributo alla crescita delle imprese straniere: nel 2018 ben 4.500 nuove imprese femminili su 6.000 sono straniere.
In Intesa Sanpaolo, le donne rappresentano il 54% dell’intera popolazione aziendale, il 40% del personale con responsabilità direttive, il 25% dei dirigenti.
Per le donne che lavorano o che conducono un’azienda, Intesa Sanpaolo ha introdotto finanziamenti ad hoc, come Business Gemma, che beneficia del Fondo di Garanzia per le PMI e della sospensione fino a un anno della quota capitale delle rate. Nel 2018 sono stati erogati oltre 1.600 finanziamenti, per quasi 70 milioni di euro.
Per essere accanto alle imprese attente a incrementare il benessere personale e familiare dei propri lavoratori e in particolare delle lavoratrici, Intesa Sanpaolo ha creato Welfare hub, il servizio con cui le aziende consentono ai propri dipendenti di accedere a una piattaforma digitale, multimediale e multicanale (navigabile da PC, tablet e smartphone), in cui è possibile spendere il proprio “credito welfare” scegliendo tra beni e servizi nelle aree di maggiore interesse: casa e famiglia, salute e benessere, risparmio e tempo libero. Una gamma di servizi e prodotti, anche agevolati, che mirano ad accompagnare le imprese “femminili” nei percorsi di crescita, valorizzando il patrimonio intangibile e i fattori che consentono una sostenibilità prospettica, che il Gruppo riconosce e “premia” nella valutazione del merito creditizio attraverso il questionario qualitativo.
Cristina Balbo, direttore regionale di Intesa Sanpaolo per Piemonte Valle d’Aosta Liguria ha ricordato che nel 2018, le imprese femminili in Piemonte sono circa 98.000, il 22,5% del totale. “Come Banca del territorio, le sosteniamo e supportiamo il lavoro e l’imprenditoria in tutte le sue forme, nella consapevolezza che le differenze rappresentano un valore su cui costruire la propria identità. Come datore di lavoro più grande in Italia, investiamo e ci impegniamo ogni giorno per valorizzare il merito e le diversità. Grazie a un modello d’impresa basato prima di tutto sull’attenzione alle persone e a un sistema di welfare aziendale cresciuto negli anni, siamo un benchmark e contiamo di trasmettere il nostro successo anche alle nostre imprese clienti”.

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