Piemonte, le tasse "occulte" da 0,5 miliardi sono Arisgam, Irba, Ipt, Irca e Refa

Oltre mezzo miliardo di euro all'anno. E' quanto pagano i piemontesi, ogni anno, per Arisgam, Irba, Ipt, Irca e Refa. Che? Cosa sono? Sono cinque tasse, “occulte”. Tasse sulle tasse. Riportate alla luce, pochi giorni fa, dalla Uil.
A sottrarci soldi non sono soltanto l'Irpef e le sue addizionali regionali e comunali, l'Iva, le accise sui carburanti, l'Imu, il bollo auto, la Tassa sui rifiuti “e chi più ne ha più ne metta” ha denunciato la Uil, sottolineando che “nel Paese delle “100 tasse”, ve ne sono alcune “ignote”, che spesso i cittadini ignorano di pagare e neppure conoscono l’ente che le incassa. Sono le 5 “tasse occulte”, che, puntualmente, troviamo sulle bollette del gas, della Tari, sull’assicurazione oppure la momento di acquistare un’auto o uno scooter. Parliamo di imposte che sono delle vere e proprie “tasse sulle tasse”: Arisgam, Irba, Tefa, Ipt, Irca”.
Quanti conoscono questi acronimi? Eppure, prelevano direttamente dalle tasche dei cittadini. Secondo i calcoli della Uil Servizio Politiche Territoriali, per le Regioni e le Province si tratta di un introito di 4,9 miliardi di euro all'anno.
In particolare, in Piemonte il prelievo sfiora i 109 milioni per la Regione (86,5 milioni come Arisgam e oltre 22 come Irba) e supera i 400 per le Province, tra Ipt, Irc, Tefa e imposte minori.
Arisgam è l’Addizionale regionale sul consumo del gas metano sia per usi domestici che per usi industriali. E’ stata istituita nel 1990. L’entità del tributo viene stabilita dalle Regioni, che possono legiferare aumenti che vanno dal minimo di 5,50 euro a un massimo a 30,98 euro ogni mille metri cubi di gas consumato. Secondo la Uil assicura l'introito di 470 milioni di euro l’anno.
Irba (Imposta Regionale Benzina Autotrazione) A concorrere al prezzo (alto) dei carburanti, oltre alle accise nazionali, c'è l'Irba. Introdotta nel 1990, si applica sulla benzina per autotrazione erogata dagli impianti di distribuzione ubicati nel territorio regionale. La misura dell'Irba è determinata in euro 0,0258 per litro di benzina (2,58 centesimi ogni 100 litri di carburante). Attualmente è in vigore solo in sette Regioni: Calabria, Campania, Lazio, Molise, Piemonte, Liguria, Marche.
Ipt. L’Imposta Provinciale di trascrizione si applica su tutte le formalità di trascrizione, iscrizione ed annotazione relative ai veicoli, richieste al Pubblico registro automobilistico (Pra) e su quelle che si basano sui titoli destinati alla pubblicità nel Pra, sulla base di una apposita tariffa che fino a 53 Kilowatt è un importo fisso che ammonta a 150,81 euro, al di sopra si pagano 3,51 euro per ogni kilowatt aggiuntivo. Ogni Provincia può deliberare l’aumento della tariffe dell’imposta fino a un massimo del 30%. Ben 89 Province applicano la maggiorazione del 30%.
A oggi, con le eccezioni di Aosta, Bolzano e Trento, che applicano la tariffa base, tutte le province hanno deliberato aumenti. Inoltre, la maggiorazione del 30% è applicata da tutte le altre Province tra cui Roma, Milano, Bologna, Genova, Torino, Cagliari, Venezia. Per le Province si tratta di un introito di 1,7 miliardi di euro.
Irca. Imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civilie veicoli (Rca). Dal 1999, è devoluto alle Province il gettito dell’imposta sulle assicurazioni RCA derivanti dalla circolazione. L’imposta si applica sulle polizze assicurative, nella misura del 12,50% del premio, dei veicoli a motore (esclusi i ciclomotori) dove hanno sede i Pra nei quali i veicoli sono iscritti e di macchine agricole nel cui territorio risiede l’intestatario della carta di circolazione.
Il decreto sul federalismo fiscale ha stabilito che, dal 2011, le Province possano modificare in alto ed in basso l’aliquota di base del 3,5% (aliquota massima 16%). Attualmente, se si escludono le Province de L’Aquila con il 14,5% e Aosta con il 9%, tutte le altre applicano l’aliquota massima del 16%. Secondo i calcoli della Uil, rende circa 2,2 miliardi di euro all'anno.
Tefa. Tributo per l'esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell'ambiente. E' applicato alle tariffe e/o alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. E’ stato istituito nel 1992, abrogato nel 2006 e riconfermato con il federalismo fiscale. Il tributo è commisurato alla superficie degli immobili assoggettati dai Comuni alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti (Tari) e soggetti passivi sono gli stessi sui quali grava la stessa tassa/tariffa comunale. L’aliquota viene stabilita annualmente dalla Provincia, con il minimo dell’1% fino al massimo del 5%. Attualmente, la stragrande maggioranza delle Province applica l’aliquota più alta (5%), comprese Roma, Milano, Napoli, Bari, Torino, Genova, Firenze, Venezia, Palermo, Cagliari. Da questo tributo le Province ogni anno incassano 414 milioni di euro.

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