Cresce il debito delle famiglie per consumi in Piemonte più che nel resto dell'Italia


Pubblicità sempre più suadente. Incentiva i consumi, come vogliono tanti e non soltanto le imprese. Con la convinzione che così si aiuta l'economia. Parzialmente vero; ma dimenticando e sottovalutando l'importanza fondamentale degli investimenti, la leva autentica e più efficace della crescita e dello sviluppo.
Consumi e investimenti hanno bisogno entrambi delle risorse finanziarie, che si creano con i redditi e il risparmio, saldo positivo tra entrate e uscite, tra incassi e spese, frutto della buona, responsabile gestione del denaro.
Senza risparmio si possono comunque aumentare i consumi o investire, ma indebitandosi, con tutti i rischi che questa decisione comporta. E un conto è indebitarsi per comprare la casa o un altro bene duraturo che aumenti il patrimonio e un altro conto è indebitarsi per comprare beni e servizi di consumo, dall'auto all'ultimo modello di cellulare, dal nuovo elettrodomestico all'oggetto di design che piace tanto; oppure per farsi una bella vacanza, magari in un Paese esotico.
Anche in Italia il ricordo all'indebitamento per aumentare i consumi si diffonde sempre più e in Piemonte più che nella media nazionale.
Il fenomeno si evince dagli ultimi dati della Banca d'Italia sul credito al consumo, cioè quell'insieme di forme di finanziamento concesso da banche e finanziarie a persone e famiglie per loro spese correnti e non per investimenti.
In Piemonte, al 31 dicembre scorso, è risultata pari a 9,971 miliardi di euro la somma dei crediti al consumo erogati da banche (7,755 miliardi) e finanziarie (2.216 miliardi). Rispetto alla stessa data del 2017, l'incremento è del 9,52%, corrispondente a 867 milioni.
Il tasso di crescita piemontese è superiore di oltre un punto a quello medio nazionale (8,25%); in tutta l'Italia, infatti, il credito al consumo è cresciuto dai 118,887 miliardi di fine 2017 ai 128,701 miliardi di 12 mesi dopo.
Consistenze di credito al consumo maggiori del Piemonte, si registrano soltanto in Lombardia (21,087 miliardi), Lazio (14,427), Sicilia (11,462) e Campania (11,184).
I principali strumenti di credito al consumo sono rappresentati dai prestiti personali, dalle carte di credito, dalla cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Le garanzie richieste sono ridotte rispetto ad altre forme di finanziamento (spesso bastano le buste paga e non essere iscritti nelle liste dei cattivi pagatori); ma, altrettanto normalmente, sono più onerosi, molto più onerosi, i tassi d'interesse.

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