Borsa: Diasorin, Italgas, Tinexta e Reply poker piemontese premiato dal mercato

Tatiana Rizzante, ad Reply
Venerdì scorso, al termine delle negoziazioni in Piazza Affari, 15 quotate “piemontesi” hanno mostrato un prezzo delle rispettive azioni superiore a quello di sette giorni prima e altre 15, invece, inferiore. Una, la M&C di Carlo De Benedetti, ha chiuso esattamente in parità. “Un fenomeno che fa il paio con l'andamento della Borsa da quando è in carica il singolare governo Conte-Di Maio-Salvini. Da montagne russe. Un giorno su e l'altro giù o viceversa. Con il risultato finale di una sostanziale stazionarietà, almeno finora” si è letto sul Corriere Torino, nella consueta rubrica domenicale dedicata alle quotate che fanno riferimento al Piemonte.
L'ultima seduta della settimana è finita con l'indice Mib a 21.105 punti, pochi meno dei 21.784 registrati il 31 maggio 2018, vigilia dell'insediamento dei giallo-verdi a Palazzo Chigi.
“Il recupero si è fermato; ma non per tutti. Anzi, tre piemontesi, proprio nella settimana scorsa, hanno fatto segnare il loro nuovo massimo storico. Dando fiducia a quanti credono che, in certi casi, il mercato riconosce e premia i valori reali, i fondamentali, di una società, a prescindere dai fattori esterni, dalle voci e dalle manovre speculative, sempre più influenti e inesorabili” ha riportato il Corriere Torino.
Il trio subalpino campione dei rialzi è formato da Diasorin, Italgas e Tinexta. Giovedì, l'ultimo prezzo dell'azione di Diasorin è stato di 97,45 euro, che rappresenta il nuovo record e che attribuisce all'impresa controllata dal torinese Gustavo Denegri il valore di 5,452 miliardi.
Nello stesso giorno, ha conquistato il suo nuovo primato anche il titolo Italgas, che ha chiuso a 5,772 euro, corrispondente alla capitalizzazione di 4,670 miliardi. Invece, proprio venerdì ha raggiunto la sua vetta più alta l'azione Tinexta: 11,74 euro, che portano a 550,5 milioni il valore attribuito dagli investitori alla società guidata dalla coppia torinese Salza-Chevallard.
Inoltre, nella settimana, ha continuato la rincorsa Reply, controllata e guidata dalla famiglia Rizzante, che ha chiuso a 58,60 euro, il più alto dall'inizio dell'anno, ma non ancora sufficente a battere il record storico dei 60,30 euro segnato il 2 ottobre del 2018.
Al contrario, nella settimana passata, una mezza dozzina di piemontesi ha registrato i minimi da gennaio. Il gruppetto dei titoli ribassati è formato da Borgosesia (0,498 euro il suo ultimo prezzo) e Cdr Advance Capital (0,55 euro), entrambe facenti capo al biellese Mauro Girardi; da Fidia (4,66 euro), Pininfarina (1,818 euro) e Prima Industrie (16,90 euro).
Venerdì scorso, oltre a Reply, Tinexta, Italgas e Diasorin, hanno evidenziato prezzi superiori a quelli di sette giorni prima, Astm (21,92 euro), Autogrill (8,575), Buzzi Unicem (19,33), Cofide (0,503), Exor (58,06), Fca (13,368), Intesa Sanpaolo (2,1705), Iren (2,202), Juventus (1,387), Sias (14,53) e Visibilia Editore (1,57).
Con prezzi inferiori a venerdì 10, invece, hanno chiuso la settimana Bim (0,146 euro), Basicnet (5,18), Centrale del Latte d'Italia (2,75), Conafi (0,379), Cover 50 (10,00), Dea Capital (1,489, Guala Closures (6,20), Italia Independent (2,52), Ki Group (1,24) e Ubi Banca (2,56), oltre, a ppunto a Prima Industrie, Pininfarina, Fidia, Cdr Advance Capital e Borgosesia.

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