A Piazza Affari i record negativi della Bim e di Centrale del Latte d'Italia (2,59 euro) mentre Tinexta ha fatto il nuovo massimo

Seduta borsistica nerissima, quella di oggi, 15 maggio, per due quotate di Torino e, invece, ottima per Tinexta, la società che ha il vertice tutto torinese: Enrico Salza presidente, Pier Andrea Chevallard amministratore delegato e direttore generale. L'azione Tinexta, infatti, ha chiuso le negoziazioni a 11,50 euro, il prezzo più alto di sempre e superiore del 3,42% a quello di ieri.
Invece, il valore del titolo Bim Banca Intermobiliare ha fatto segnare il suo nuovo minimo storico, essendo risultato pari a 0,15 euro (-3,85% rispetto alla seduta precedente). E al livello più basso dal 27 giugno di tre anni fa è scesa anche l'azione della Centrale del Latte d'Italia, il cui prezzo finale è stato di 2,59 euro (-4,07%).
Centrale del Latte d'Italia e Bim hanno pagato i risultati negativi del primo trimestre. In particolare, la Centrale del Latte d'Italia ha dichiarato una perdita di 1,4 milioni prima delle imposte (il rosso era stato di 440.000 euro nello stesso periodo dell'anno scorso) a livello di gruppo e di 372.000 euro come capogruppo (- 361.000 euro nel primo trimestre 2018). E l'indebitamento netto del gruppo è salito a 77,6 milioni dai 73,7 del 31 dicembre.
Quanto a Banca Intermobiliare, dal primo giorno di gennaio all'ultimo di marzo, ha avuto una perdita netta di 8,3 milioni, in crescita del 30% rispetto a quella di 6,4 milioni registrata nello stesso periodo del 2018. Il margine di intermediazione e' sceso del 22,3% a 11,8 milioni, con margine di interesse a 2,5 milioni (+16,8%) e commissioni nette a 7,1 milioni (-29,1%). Sono invece cresciuti del 3% i costi operativi, a 21,9 milioni.
Quanto agli aggregati patrimoniali, la Bim ha comunicato che gli asset under management sono saliti dell'1,5% rispetto a fine 2018 ammontando a 5,55 miliardi, mentre i crediti verso la clientela sono scesi del 6% a 286,4 milioni. Il coefficiente Cet1, indice di solidità, è sceso al 16,94% dal 19,74% di fine 2018.
“Per effetto della perdita di periodo, parzialmente compensata dalla variazione positiva delle riserve da valutazione – è stato riferito dalla Banca - il patrimonio netto contabile consolidato al 31 marzo ammonta a 73,2 milioni (80,8 al 31 dicembre 2018) e il patrimonio netto contabile individuale a 68 milioni (75,1 a fine 2018), circostanza che, dal punto di vista civilistico, lascia Bim nella situazione di cui all’art. 2446 del cod. civ. che era stata rappresentata nel bilancio annuale. Con il rinnovo delle cariche sociali, avvenuto nell’ambito dell’assemblea che ha approvato il bilancio 2018, gli amministratori continueranno a monitorare la situazione ex art. 2446 del cod. civ. e a supportare le azioni già comunicate al mercato e in particolare nell’assemblea del 30 aprile, anche per il tramite di opzioni che vedano Bim con un ruolo attivo nel consolidamento del settore anche tramite fusioni e acquisizioni”.

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