Più azioni quotate italiane ma meno Btp nel portafoglio dei nostri fondi comuni

Più azioni quotate italiane e meno Btp, più quote di fondi comuni emesse da residenti e meno da soggetti esteri. Ecco cosa emerge dal confronto dei portafogli dei gestori dei fondi comuni d''investimento aperti di diritto italiano a fine febbraio rispetto a fine gennaio.
Per quanto riguarda le azioni quotate di società residenti nel nostro Paese, Banca d'Italia ha rilevato che al 28 febbraio i fondi aperti di diritto italiano ne avevano in portafoglio per 9,486 miliardi, a fronte degli 8,897 miliardi del 31 gennaio e gli 8,592 miliardi del 31 dicembre 2018. Così, aggiungendo i 29,711 miliardi relativi alle azioni estere, è salito a 39,568 miliardi il valore di tutte le azioni in loro possesso, mentre era di 38,645 miliardi alla fine di gennaio e di 36,429 miliardi il mese ancora precedente.
Invece, è rimasto sostanzialmente invariato a 53,6 miliardi il valore dell'insieme dei titoli delle Amministrazioni pubbliche in portafoglio al 28 febbraio, ma non quello specifico dei Btp, sceso a 38,836 miliardi dai 39,411 miliardi del 31 gennaio.
Relativamente alle quote di fondi comuni, il censimento di Banca d'Italia mostra che, a fine febbraio, il valore totale è sceso dai 57,592 miliardi di fine gennaio a 56,879 miliardi, ma solo per il calo del valore delle quote emesse da non residenti (da 47,812 a 46,976 miliardi) perché, al contrario, è aumentato quello delle quote emesse da soggetti italiani, da 9,780 a 9,903 miliardi.
Il totale del valore delle attività nel portafoglio dei fondi comuni aperti di diritto italiano a fine febbario è risultato di 306,727 miliardi, dei quali 22,534 costituiti da depositi e prestiti, 68,766 da titoli emessi da residenti, 58,516 da titoli emessi da non residenti, 56,879 appunto da quote di fondi comuni e 59,471 da altre attività finanziarie.
In febbraio, il valore delle attività dei fondi comuni aperti di diritto italiano è cresciuto di 8,422 miliardi rispetto alla fine di gennaio e di 20,727 miliardi rispetto al 31 dicembre 2018.

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