Piemonte, aumenta la quota delle imprese che pagano i loro fornitori in ritardo

In Piemonte peggiora la puntualità dei pagamenti dei fornitori da parte delle imprese committenti. Il fenomeno emerge dal confronto dei dati registrati da Cribis, società del gruppo Crif specializzata nella business information. Alla fine del primo trimestre di quest'anno, infatti, a risultare puntuale nel pagamento dei fornitori è stato il 36,2%, mentre era il 36,9% sei mesi prima e il 37,3% un anno prima. Non solo: è salita all'8,8% la quota delle aziende che pagano con un ritardo superiore ai 30 giorni rispetto alla data prestabilita (in Lombardia è il 7%, in Trentino-Alto Adige il 5,4% e nell'intero Nord Est il 7,1%).
Tornando, invece, alla puntualità dei pagamenti nel primo trimestre, Cribis ha rilevato che la Lombardia può il 45,6%, l'Emilia-Romagna il 44,9%, il Veneto il 43,6% e poco meno il Trentino-Alto Adige (43,1%). Nel Nord Ovest, percentuali di imprese non puntuali nei pagamenti dei fornitori sono emerse sia in Valle d'Aosta (35,3) sia in Liguria, maglia nera dell'area (31,4). La media nazionale è stata del 35,3%.
Comunque, sono tempi di pagamento ben più lunghi della media europea e di molti Paesi a livello internazionale ed è per questo che le imprese, le Pmi in primis, sono costrette a un maggior ricorso al finanziamento del circolante, che difficilmente viene soddisfatto dai canali tradizionali.
Le regioni con i più bassi tassi di puntualità sono la Sicilia (18,2%), la Calabria (20,9%) e la Campania (22,7%). Quanto alle province, la graduatoria della puntualità vede tre lombarde in testa e tre siciliane in coda: Brescia al primo posto, seguita da Bergamo e Sondrio mentre nelle ultime tre posizioni si trovano Caltanissetta, Enna e Palermo.
In definitiva, in Italia, poco più di un terzo (35,3%) delle imprese effettua i pagamenti nei termini, percentuale in diminuzione rispetto a quella registrata nello stesso periodo del 2018 (37,2%). Oltre la metà delle aziende (53,4%) adempie i propri obblighi con un ritardo massimo di 30 giorni, mentre l'11,3% supera il mese di ritardo.

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