Evelina Christillin, Torino, Milano, gli Atp e i primi quattro anni del "nuovo" Egizio

Evelina Christillin 
Che il Museo Egizio di Torino sia un'eccellenza culturale mondiale lo sanno forse molti; ma certamente non altrettanti sanno che è anche una grande risorsa economica della città, non soltanto per i suoi 850.000 visitatori all'anno, che, fra l'altro generano un valore aggiunto annuale di 180 milioni di euro a livello locale, ma anche per i suoi effetti promozionali all'estero, dove ha in corso già 89 collaborazioni internazionali e le sue mostre hanno già contato quattro milioni di ammiratori, dalla Cina agli Stati Uniti.
Questo dati sono stati ricordati, il primo aprile, giorno del quarto compleanno del “nuovo” Egizio (la ristrutturazione, l'ampliamento, la rifunzionalizzazione e le diverse innovazioni, a partire dal modello espositivo, hanno comportato oltre mille giorni di lavori e un investimento di 50 milioni di euro, versati per la metà dalla Compagnia di San Paolo), a Torino, nell'incontro organizzato dal “Dumse da fé” con Evelina Christillin, attivissima presidente del Museo Egizio, dove è in corso la bellissima mostra “Archeologia invisibile”, che sta avendo un grande successo.
Evelina Christillin, personalità tra le più note non solo sotto la Mole, oltre che dell'Egizio, che ha chiuso il bilancio 2018 con un avanzo di gestione (utile netto), generando cassa e continuando a fare grandi investimenti (il museo ha 40.000 reperti, dei quali si sta completando la digitalizzazione; uno spazio visitabile di 12.000 metri quadrati, su quattro piani), ha parlato anche di Olimpiadi, degli Apt di tennis, di Uefa, Fifa e, fra l'altro, del rapporto Torino-Milano.
Sollecitata da Piero Gola, infaticabile animatore del Dumse da fè, gruppo torinese che due volte al mese incontra esponenti dell'economia, della cultura e di altri campi, Evelina Christillin ha rievocato le Olimpiadi invernali del 2006, per le quali è stata presidente esecutivo del Comitato promotore; ma, soprattutto, ha approfondito le vicende che si sono concluse con l'esclusione di Torino dalla candidatura per quelle del 2026, “una grande occasione persa per la città”.
Lei, che è vice presidente di Smart City a Milano, chiamata da sindaco Sala, sta operando attivamente per contribuire a far vincere la cordata italiana formata dal capoluogo lombardo e dal Veneto, pur con il dispiacere dell'assenza di Torino e delle sue Valli, “che avevano tutte le carte in regola per aggiudicarsi le Olimpiadi del 2026, vent'anni dopo quel grande e riconosciuto successo”.
Christillin spera che arrivino a Torino almeno gli Atp di tennis: “ne abbiamo bisogno” ha detto. Come Torino ha bisogno di collaborare con Milano. “Ormai siamo un'unica, vasta area metropolitana”, che si percorre in 50 minuti di treno. Certo, Torino non ha più la Fiat; ma è una città che ha forti risorse e moltissimo da offrire. “E farebbe già un grande passo in avanti se smettesse di dire no a tutto”. Lo ha sottolineato senza alcuna polemica nei confronti di Chiara Appendino, con la quale ha un ottimo rapporto, basato su stima e amicizia.
Laurea in Storia e demografia, sposata con Gabriele Galateri di Genola, una figlia, compagna di scuola di Margherita Agnelli, sciatrice che ha gareggiato per la Nazionale B, Evelina Christillin ha fatto la sua prima esperienza lavorativa, a 19 anni, all'ufficio stampa Fiat, dove, accolta dall'olimpionico Livio Berruti, è stata per sette anni. Fra l'altro, è stata presidente del Teatro Stabile di Torino, dell'Enit, consigliere di amministrazione della Banca Carige.
Attualmente, è anche consigliere di amministrazione del Crédit Agricole Italia e componente del consiglio della Fifa, in rappresentanza della Uefa (fa parte del comitato Compensation e finance, proprio per le sue competenze organizzative, manageriali e finanziarie). E' tifosa della Juventus da quando aveva quattro anni.

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