Fondi comuni, a febbraio raccolta in rosso soprattutto per Eurizon e Fideuram

Febbraio glaciale per le società del gruppo Intesa Sanpaolo – Eurizon e Fideuram - attive nell'industria del risparmio gestito. Il valore dei riscatti è stato superiore di 780 milioni alle nuove sottoscrizioni. Una perdita tale da condizionare il risultato complessivo delle imprese aderenti ad Assogestioni, l'associazione del settore. Infatti, la raccolta netta dell'insieme formato dalle 57 società rappresentate da Assogestioni è stata negativa per 571 milioni (differenza fra i deflussi e le nuove sottoscrizioni).
E' andata un po' meno peggio, invece, al gruppo Generali, leader in Italia, che ha denunciato una raccolta netta negativa per 324,7 milioni. Tra le grandi, hanno chiuso febbraio in rosso anche M&G Investments (-345,5 milioni), Lyxor (-309 milioni), Kairos Partners (-258,8 milioni), Invesco (-191,2 milioni), Allianz (-167 milioni), Schroders (-112,7 milioni) e Amundi Group (-77,4 milioni).
Quanto alle piemontesi, la tabella di Assogestioni evidenzia che, nel mese scorso, la raccolta netta è stata negativa per 56,9 milioni per Sella, 24,4 milioni per il gruppo Ersel (Giubergia) e 35,6 milioni per il gruppo Banca Intermobiliare (Bim).
In gennaio, invece, la raccolta netta delle sgr operanti nel nostro Paese era risultata formalmente positiva per 55,3 miliardi, ma questo boom era riferibile a movimenti interni del gruppo Poste e quindi non indicativo degli umori dei risparmiatori italiani, che, anzi, a quanto pare, avevano continuato a preferire i riscatti.
Comunque, a fine febbraio, il patrimonio gestito è ammontato a 2.123,1 miliardi di euro, dai 2.106,5 miliardi di gennaio.
In particolare, alla fine del mese scorso, il gruppo Intesa Sanpaolo aveva un patrimonio gestito di 390,942 miliardi, cifra inferiore soltanto a quella del gruppo Generali (479,914 miliardi) e, invece, superiore ai 188,072 miliardi di Amundi Group, al terzo posto in Italia nella classifica per patrimonio gestito. A Eurizon e Fideuram insieme è stata attribuita la quota del 18,9% del mercato italiano, a fronte del 23,2% del gruppo Generali.
Sella, con 7,082 miliardi, si è piazzato nella posizione numero 32, due davanti al gruppo Ersel, il cui patrimonio gestito a fine febbraio ammontava a 7,041 miliardi. Il gruppo Banca Intermobiliare è quarantunesimo con 1,777 miliardi.
A livello nazionale, sempre in base ai dati diffusi da Assogestioni, il patrimonio gestito al 28 febbraio risulta suddiviso quasi equamente tra gestioni collettive (1.057 miliardi) e gestioni di portafoglio (1.066 miliardi contro 1.069,6 miliardi). Più nel dettaglio, i fondi aperti totalizzano masse per 998,7 miliardi (47%), in crescita dai 978,6 miliardi di gennaio (46,5%). I fondi chiusi continuano a stazionare un po’ sopra i 58 miliardi (2,8%). Tra le gestioni di portafoglio, le retail totalizzano masse per 126,9 miliardi (6%), sui livelli di gennaio. Il patrimonio che fa capo alle gestioni istituzionali è, invece, a 939 miliardi (44,2%).
Tra i fondi, gli obbligazionari rappresentano masse per 381,2 miliardi (38,2% del totale), i flessibili sfiorano 252 miliardi (25,2%), gli azionari raggiungono 212,2 miliardi (21,2%), i bilanciati 113,6 miliardi (11,4%) e i monetari segnano 36 miliardi. Il patrimonio gestito dai fondi di diritto italiano è pari a 244,3 miliardi (24,5%), mentre le masse che fanno capo ai fondi esteri totalizzano 754,4 miliardi (75,5%).

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