Febbraio positivo per il listino piemontese ma non per il trio Juventus, Fca ed Exor

John Elkann, presidente Exor
“Febbraio è stato positivo per la Borsa di Milano (+4,7%); meno per il listino formato dalle quotate piemontesi. A causa del trio subalpino che fa capo alla famiglia Agnelli-Elkann-Nasi. Infatti, al termine della seduta del 28 febbraio, i prezzi delle azioni di Fca, Juventus ed Exor sono risultati tutti, rispettivamente, inferiori a quelli del 31 gennaio. Nel mese scorso, il valore riconosciuto da Piazza Affari alla Juventus è sceso del 12,7% e del 9,6% quello di Fca; quanto a Exor, che controlla entrambe, ha perso il 2%”.
Incomincia così, oggi, 3 marzo, la rubrica che il Corriere Torino, edizione locale del Corriere della Sera dedica, come ogni domenica, alle quotate che fanno riferimento al Piemonte, per diverse ragioni.
“Complessivamente – si legge ancora sul Corriere Torino, guidato da Umberto La Rocca - la capitalizzazione delle tre società della scuderia torinese è diminuita di quasi 2,7 miliardi di euro, nelle ultime quattro settimane di contrattazioni. Nonostante questo, però, il valore complessivo delle 29 quotate piemontesi alla fine del mese appena passato è risultato superiore di 741 milioni e ha superato i 99 miliardi (per la precisione, è ammontato a 99,040 miliardi)”.
L'unica altra blue chip subalpina a chiudere febbraio in rosso è stata Autogrill: la capitalizzazione della società novarese dei Benetton è calata a 1,930 miliardi mentre era di 1,991 miliardi all'ultimo giorno di gennaio.
Invece, si sono apprezzate le altre big piemontesi: Astm (2,262 miliardi), Buzzi Unicem (3,287 miliardi), Diasorin (4,801 miliardi), Intesa Sanpaolo (37,905 miliardi) Iren (2,838 miliardi), Italgas (4,298 miliardi), Reply (1,965 miliardi), Sias (3,319 miliardi).
Di questo gruppo, è stata la Reply della famiglia Rizzante a far segnare il maggior rialzo del mese con l'incremento del 9,2%, superiore all'8,1% della Sias e all'8% di Astm (entrambe del gruppo Gavio); al 7,8% di Intesa Sanpaolo, al 7,3% di Diasorin, al 2,8% di Buzzi Unicem, al 2,7% di Iren e all'1% dell'Italgas guidata dal torinese Paolo Gallo.
Nella categoria delle “medie” ha trionfato Tinexta con l'aumento del 19,8%, così che la sua capitalizzazione ha superato i 400 milioni. Fra l'altro, Tinexta, che ha come amministratore delegato e direttore generale Pier Andrea Chevallard, lunedì scorso ha fatto segnare il suo record storico con il prezzo di 8,74 euro per azione,
Nell'ultimo mese, hanno migliorato anche Pininfarina, che ha chiuso l'ultima seduta di febbraio con la capitalizzazione di 128 milioni, Prima Industrie (219 milioni),Italia Independent (21 milioni) Guala Closures (379 milioni), Cover50 (48 milioni), Conafi (11 milioni), Cdr Advance Capital (10 milioni), Centrale del Latte d'Italia (39 milioni), Basicnet (296 milioni) e Bim (124 milioni).
Nei primi due mesi, la Borsa ha avuto un andamento favorevole nonostante le nuove “bocciature” dell'Italia da parte di diversi soggetti internazionali, il continuo traballamento del Governo e le previsioni economiche negative.

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