Borsa, la M&C di Carlo De Benedetti esce Decisa anche la liquidazione volontaria

Il listino borsistico piemontese perde un'altra sua società e si chiude in rosso un altro capitolo della storia imprenditoriale di Carlo De Benedetti. La quotata destinata a uscire da Piazza Affari, infatti, è la M&C, finanziaria torinese che ha come azionista di maggioranza assoluta Carlo De Benedetti e che ha chiuso il bilancio 2018 con una perdita di 32,252 milioni, che diventano 40 milioni a livello consolidato. La nuova perdita della M&C si aggiunge ai 19,351 del bilancio 2017, che, invece, a livello consolidato riportava un utile di 5 milioni.
Fra l'altro, la perdita 2018 ha comportato una riduzione del patrimonio netto da 60,8 milioni a 28,6 milioni.
Carlo De Benedetti
Comunque, il Consiglio di amministrazione, presieduto da Giovanni Canetta Roeder, che è anche amministratore delegato, ha deliberato di proporre alla prossima assemblea degli azionisti il “de-listing”, cioè il ritiro dalla Borsa, oltre che la liquidazione volontaria, da realizzarsi mediante la fusione di M&C in una società di nuova costituzione da essa interamente posseduta.
Comunicandolo, la M&C ha precisato che, in caso di approvazione della fusione, i soci, che non vi concorreranno, avranno il diritto di recesso al prezzo unitario di 0,0433 euro per azione.
Le ragioni della proposta di messa in liquidazione della società e del de-listing. Il Consiglio di amministrazione ha preliminarmente preso atto delle verifiche svolte e delle raccomandazioni formulate dagli organi esecutivi della società (con l’ausilio dell’advisor finanziario Leonardo & Co. – Houlihan Lokey e dell’advisor strategico Bain&Co) in merito alle possibili opzioni per il futuro a seguito del perfezionamento della dismissione di Treofan Holdings, M&C è diventata, di fatto, una società non più operativa.
Inoltre, dalle verifiche è emerso che l’attuale disponibilità di cassa non consentirebbe di effettuare un programma di nuovi investimenti che permetta a M&C di sostenere i propri costi in assenza di nuovi apporti di capitale e che la struttura di costi fissi della società, in buona parte legata agli adempimenti derivanti dal suo status di quotata, richiede necessariamente un significativo maggior livello di capitale investito (e quindi di ritorno/rendimento sullo stesso) per essere giustificata. E' emerso pure uno scarso interesse dei possibili investitori a effettuare operazioni di business combination, anche in considerazione dei potenziali rischi legati alle operazioni straordinarie relative alla partecipata Treofan Holdings compiute da M&C nel biennio passato.
Il Consiglio di amministrazione ha condiviso l’analisi predisposta dagli organi esecutivi della società e, a sua volta, ha ritenuto che la messa in liquidazione volontaria appaia essere l’unica alternativa concretamente percorribile per M&C.
Secondo gli amministratori, la modalità tecnica più efficiente per dare attuazione al de-listing e liquidazione è quella di fondere M&C in una società da essa interamente posseduta,, la M&CL e di porre quindi M&CL in liquidazione volontaria.
Il Consiglio di amministrazione, pertanto, ha approvato il progetto di fusione inversa di M&C in M&CL, come ha fatto l’organo amministrativo di M&C.
L'uscita della M&C dalla Borsa, segue quella ormai prossima della Damiani di Valenza Po e quella della Vittoria Assicurazioni, avvenuta a fine 2018. 

Nessun commento: