Frenata del mercato immobiliare nel 2018 in tutt'Italia transazioni per 7,5 miliardi

La cuneese Silvia Rovere, presidente Assoimmobilare
Mercato immobiliare in frenata. Secondo la cuneese Silvia Rovere, presidente nazionale di Assoimmobiliare, quest'anno, il valore delle transazioni in tutt'Italia ammonterà a circa 7,5 miliardi di euro, il 35% in meno rispetto al 2017 che, però, era stato un anno record, con transazioni per 11,4 miliardi, somma persino superiore a quella precedente la crisi.
Il calo 2018 – ha spiegato Silvia Rovere, laurea in Economia a Torino, oltre vent'anni di esperienza nel private equity e nella finanza immobiliare, amministratore delegato di Morgan Stanley Sgr, dopo essere stata a lungo direttore generale della subalpina Ream Sgr – è imputabile, almeno nel primo semestre, principalmente alla carenza di offerta di prodotto istituzionale in cosiddetta prime location (affitto in fascia privilegiata), come conferma l’ulteriore compressione degli yield che si assestano sui minimi storici: inferiori al 3,5% a Milano e inferiori al 4% a Roma”.
Silvia Rovere ha ricordato che il settore immobiliare, considerando la filiera, vale il 10% del Pil, ma rischia di essere zavorrato da alcune scelte del nuovo Governo. L’allarme è stato lanciato da Assoimmobiliare in occasione dell’assemblea generale di Milano, la città che, comunque, si conferma la più attrattiva, con il 28% del totale transato in Italia, rispetto al 7% di Roma.
Milano si conferma il traino per la crescita e le Olimpiadi invernali potrebbero rappresentare un’altra opportunità importante”, ha detto la presidente di Assoimmobiliare, l’associazione di categoria legata a Confindustria.
La cautela degli investitori (ancora per il 67% stranieri) riguarda soprattutto gli immobili commerciali e qui entra in gioco il primo segnale critico nei confronti del nuovo Esecutivo. Se, infatti, sul rallentamento dei grandi centri commerciali incide il macrotrend dell’e-commerce, si attende nel 2019 un ulteriore impatto negativo sui fatturati qualora il Governo dovesse decidere, come annunciato, la chiusura domenicale dei negozi.
Assoimmobiliare ha immediatamente reagito: l’impatto sarebbe molto negativo per il comparto, perché la domenica rappresenta il secondo giorno per presenze e fatturato e le chiusure metterebbero a rischio 40.000 posti di lavoro senza considerare l’indotto” ha sostenuto Silvia Rovere.
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