Diasorin nell'Olimpo della Borsa Italiana

Carlo Rosa, amministratore delegato
e secondo maggior azionista Diasorin
Un'altra piemontese nell'Olimpo della Borsa Italiana. Da oggi, 4 dicembre, la vercellese Diasorin (sede a Saluggia), fa parte del listino Ftse Mib, formato dalle 40 azioni più liquide e capitalizzate, definite anche le big o blue chip di Piazza Affari. Diasorin, che il mercato valuta attualmente oltre 4,2 miliardi (ma ha superato anche i 5,5 miliardi), ha chiuso le contrattazioni odierne a 75,4 euro (+0,53% rispetto a ieri). Il prezzo massimo della sua azione – 98,2 euro – è stato registrato il 12 luglio scorso.
Leader mondiale della diagnostica in vitro, Diasorin è un un gruppo italiano multinazionale che da oltre 40 anni sviluppa, produce e commercializza test per la diagnosi di patologie, utilizzati nei laboratori di analisi, nei mercati dell'immunodiagnostica e della diagnosi molecolare. Conta circa 1.800 dipendenti; nei primi nove mesi ha fatturato 494 milioni e ha conseguito un utile netto di 116,8 milioni. Diasorin è presieduta da Gustavo Denegri, che ne è anche il socio di controllo, con il 57% del capitale. Amministratore delegato è Carlo Rosa, secondo maggior azionista con la quota del 10,7%.
A fronte di questa notizia positiva, va registrato che oggi tre quotate piemontesi si sono trovate tra le prime dieci con i maggiori ribassi in assoluto. La M&C di Carlo De Benedetti ha perso il 7,89% (ha fatto peggio unicamente la Visibilia Editore della cuneese Daniela Santanchè con il suo – 8,32%); il prezzo della Bim è sceso del 5,73 a 0,01876 euro (nuovo minimo storico) e quello della biellese Cdr Advance Capital a 0,74 euro (-4,88%).
Comunque, ribassi superiori all'1,37% del Ftse Mib sono stati denunciati anche da Buzzi Unicem (-2,18%), Exor (-1,45%), Fca (-1,97%), Intesa Sanpaolo (-2,3%), Juventus (-2,4%), Prima Industrie (-1,87%), Sias (-1,84%) e Tinexta (-1,81%).
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