Ecco le sei quotate piemontesi che finora non hanno perso con il nuovo Governo

“Il colpo di reni di venerdì, quando la Borsa di Milano e lo spread hanno beneficiato della notizia delle prime, timide aperture giallo-verdi (o giallo-blu) a una riapertura di dialogo con la Ue sulla nuova manovra finanziaria, ha salvato il bilancio settimanale di alcune quotate piemontesi e ha contribuito a ridurre un po' le perdite che Piazza Affari accusa da mesi, per diverse cause. Ma il confronto con il periodo precedente all'avvio del governo Conte-Di Maio-Salvini resta impietosamente negativo”.
E' quanto si è letto oggi, 25 novembre, sul Corriere Torino, edizione locale del Corriere della Sera, nella consueta rubrica domenicale dedicata al commento sull'andamento delle società piemontesi quotate in Piazza Affari.
Rispetto al 31 maggio, l'ultimo giorno prima dell'inizio del nuovo Governo, soltanto sei quotate piemontesi presentano un prezzo superiore delle loro azioni e, in particolare, sono solo due di queste sono big, cioè con capitalizzazione superiore al miliardo di euro. Si tratta dell'Italgas, che ha chiuso l'ultima seduta a 4,69 euro per azione (+5,16%) e della Juventus risalita a 1,108 euro (+67,62%).
Marco Boglione, presidente Basic
Le altre ancora in attivo, sempre nei confronti di fine maggio, sono Basicnet, con 4,21 euro (+12,42%), Tinexta con 6,23 euro (+ 8,34%), Borgosesia con 0,625 euro (+7,76%) e Cover50 con 9,7 euro (+1,87%).
Dall'avvio del nuovo Governo, invece, il “rosso” più intenso lo denuncia la M&C di Carlo De Benedetti: con il trio Conte-Di Maio Salvini, la sua azione ha perso l'83,5%, precipitando a 0,0254 euro, che indica un valore di 12 milioni attribuito dalla Borsa all'intera società.
“Però, perdite vicine al 50% emergono anche per Ki Group (il titolo è passato da 2,1 a euro) e Prima Industrie (da 36 a 18,88 euro) e superiori al 40% risultano quelle di Guala Closures (da 9,63 a 5,5 euro) e di Fidia (da 7 a 4,01 euro)” ha riportato il Corriere Torino.
L'edizione torinese del Corriere della Sera ha poi aggiunto che, per quanto riguarda le altre principali quotate piemontesi, il raffronto con fine maggio mostra i cali del 22,36% per Intesa Sanpaolo (da 2,5145 a 1,9522 euro), 27,34% per Fca (da 19,4 a 14,096 euro), 20% per Exor (da 62 a 49,6 euro), 4,6% per Diasorin (da 82,6 a 78,8 euro), 20,79% per Buzzi (da 20,66 a 16,365 euro), 10,72% per Sias (da 13,82 a 12,34 euro), 8,8% Iren (da 2,124 a 1,937 euro, 18,4% per Autogrill (da 10,62 a 8,665 euro) e 10,08% (da 51,25 a 46,08 euro) per Reply, che chiude la top ten regionale.
Le altre piemontesi con tassi di diminuzione dei rispettivi prezzi sono, nell'ordine, Italia Independent (-34,61%), Cdr Advance Capital (-28,43%), Pininfarina (-26.85%), Conafi (-17,56%) e Damiani (-15,56%), Astm (-14,9%) e Centrale del Latte d'Italia (-7,71%).

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