Calo delle imprese "rosa" in Piemonte Oltre 600 quelle perse nell'ultimo anno


Giorgia Garola, presidente
Giovani Imprenditori
Confindustria Piemonte
Nuova smagliatura dell'imprenditoria femminile in Piemonte. Nei primi nove mesi di quest'anno, la regione ha perso 603 aziende femminili (tali si intendono quelle dove le donne costituiscono la maggioranza dell'insieme formato da titolari, amministratori, soci, detentori di altre cariche apicali). Così, al 30 settembre, sono risultate 97.168, lo 0,6% in meno rispetto alla stessa data 2017. Nessun'altra regione ha avuto un calo maggiore, in termini sia percentuali sia assoluti.
Non solo: il Piemonte è andato controcorrente; infatti, l'Italia, nel suo complesso, ha registrato un aumento di 7.908 imprese femminili, diventate così 1.337.292 (+0,6% rispetto al 30 settembre dell'anno scorso). Quelle “rosa” sono il 21,91% delle imprese attive in Italia. Media inferiore alla piemontese, che è del 22,4%, più alta soltanto a quelle di Trentino-Alto Adige (17,78%), Lombardia (18,63%), Veneto (19,92%) ed Emilia-Romagna (20,63%).
Come censito da Unioncamere-Infocamere, il Piemonte è quinto per numero di imprese femminili, preceduto da Lombardia (179.168), Lazio (144.913), Campania (135.927) e Sicilia (113.482).
Da Unioncamere-Infocamere viene anche riferito che, in tutto il Paese, a fine settembre si sono contate oltre 2,5 milioni di cariche aziendali occupate da donne, lo 0,34% in più dello scorso anno. Ma, come mostra la fotografia scattata dall’Osservatorio dell’imprenditorialità femminile, nelle “stanze dei bottoni” le donne, sebbene in crescita, rappresentano solo il 25% dei quasi 3,9 milioni amministratori d’impresa in attività.
In particolare, sono 32mila gli incarichi di presidente del consiglio di amministratore ricoperti da donne, a fronte degli oltre 185mila totali. Le donne presidente rappresentano il 17,36%, comunque oltre sette punti in più rispetto al 30 settembre 2017. Quasi 17mila, invece, sono gli incarichi di vice presidente ricoperti da donne (un quarto dei 67mila complessivi), l'8,7% in più.
Tra gli amministratori o consiglieri delegati, inoltre, le cariche al femminile sono circa 5mila (contro le 22mila totali), 36mila quelle di amministratrici (il 22,6%), quasi 600 (il 14%) i direttori donna.
In termini assoluti, il numero più elevato di donne riguarda i consiglieri: 213mila quelle presenti nei Cda delle aziende italiane, poco meno del 25% del totale. Gran parte di queste donne ha fondato o partecipato alla fondazione di una delle imprese femminili oggi esistenti in Italia. Un milione e 337mila quelle registrate alle Camere di commercio a fine settembre.

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