Orso all'attacco: Carige vicina al minimo Italgas e Intesa Sanpaolo guidano i ribassi

Fabio Innocenzi, neo amministratore delegato di Banca Carige
Orso all'attacco del listino del Nord Ovest, oggi, 24 settembre. L'azione della Banca Carige è quella che ha subito la maggior perdita di valore di tutta Piazza Affari (-10,71%) e sul podio dei ribassi del paniere Ftse Mib, formato dai 40 titoli principali della Borsa di Milano, si sono trovate due quotate piemontesi: Italgas (-2,45%, il calo più elevato) e Intesa Sanpaolo (-2,1%, il terzo).
Un deprezzamento più forte di Italgas e Intesa Sanpaolo, però, è stato fatto registrare dalla new entry genovese Renergetica (-2,76%) e dalla torinese Juventus (-3,57%), nonostante la nuova vittoria sul campo di calcio, firmata nuovamente Cristiano Ronaldo.
Invece, il terzo maggior incremento assoluto odierno è stato di Rcs Media Group. L'impresa editoriale, controllata e guidata da Urbano Cairo, ha avuto un rialzo dell'8,29%, che ha riportato l'azione a sfiorare un euro.
Con Rcs Media Group hanno formato la top five dei rialzi delle quotate del Nord Ovest la Basicnet di Marco Boglione (+3,08%), la Biancamano dei savonesi Pizzimbone (+1,92%), l'Italia Independent di Lapo Elkann e la Damiani, controllata e guidata dall'omonima famiglia di Valenza Po (+1,60%).
Una causa del nuovo crollo dell'azione di Banca Carige, la cui azione ordinaria ha chiuso la seduta a 0,0075 euro, quindi vicino al minimo storico di 0,0073 euro del 16 febbraio, è certamente dovuto alla diffusione delle voci relative alla presunta necessità di un nuovo rafforzamento patrimoniale e all'ipotesi di un altro aumento di capitale, nonostante l'istituto genovese abbia smentito ufficialmente con una propria nota.
Comunque, soprattutto, si ha la sensazione che qualche soggetto di gran peso non riesca proprio a digerire che i Malacalza vogliano mantenere Banca Carige indipendente e che lo storico istituto genovese non passi ad altri, per di più a quattro soldi. Proprio per questo, però, appare quanto mai opportuno che il nuovo vertice della Carige, appena eletto, provveda a vendere, tempestivamente, diversi asset, quali la banca Cesare Ponti, le partecipazioni in Banca d'Italia e dell'Autostrada dei Fiori, i grandi immobili a Milano e Roma e, se possibile, parte dello straordinario patrimonio artistico in suo possesso. 
Prima di richiedere soldi agli azionisti già depredati e di ricorrere al mercato per un altro prestito obbligazionario, forse è meglio agire come un buon padre di famiglia, che, in caso di estrema necessità, vende i gioielli di casa, accettando di realizzare quanto possibile, senza pretendere di ottenere il valore che pure quei beni avrebbero, perché il tempo potrebbe rivelarsi fatale. Già anni fa, Carige avrebbe dovuto vendere; intanto la Ponti ha perso valore, come la quota nell'Autofiori e hanno perso valore gli immobili. 

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