Fondazioni bancarie di Piemonte e Liguria con un "tesoro" superiore agli 11 miliardi

Gianfranco Mondino, presidente
della Fondazione Cr Fossano
salita dal gruppo delle "piccole"
Promozione alla categoria superiore per la Fondazione Cr Fossano. E' uscita dall'ultima serie, quella dove si trovano le fondazioni di origine bancaria (Fob) “piccole” , dove è stata fino al 31 dicembre 2016, approdando al gruppo dimensionale che comprende le Fob “medio-piccole”. Qui si trova in compagnia della Fondazione Cr Saluzzo e della Fondazione Carige, mentre nelle “piccole” sono rimaste le Fondazioni Cr Bra e Cr Savigliano.
Infatti, nella graduatoria 2017 delle 88 Fob italiane, appena pubblicata dall'Acri, la loro associazione nazionale, la Fondazione Cr Fossano, presieduta da Gianfranco Mondino, è risultata sessantanovesima (patrimonio di 53,7 milioni al 31 dicembre scorso), migliorandosi di due posizioni rispetto alla precedente. Un posto l'ha guadagnato anche la Fondazione Cr Savigliano, ora settantaseiesima (35,6 milioni), mentre ha mantenuto lo stesso la Fondazione Cr Bra, settantacinquesima con i suoi 37,5 milioni.
Le altre “medio piccole” del Nord Ovest occupano, rispettivamente, le posizioni n.65 la Fondazione Cr Saluzzo (60,2 milioni) e n.68 la Fondazione Carige, avanzata di due nonostante il nuovo calo del patrimonio netto contabile a 55,4 milioni.
Tra le “medie”, la Fondazione Carispezia figura ancora trentottesima (188,9 milioni), la Fondazione Cr Vercelli quarantanovesima (116,2 milioni), mentre era cinquantesima a fine 2016 e la Fondazione De Mari di Savona cinquantunesima (110,5 milioni), uguale alla precedente.
Prima delle “medio grandi” del Nord Ovest è la Fondazione Cr Biella, alla quale l'Acri ha assegnato la posizione n.29 nella classifica assoluta (225 milioni), una in meno rispetto all'anno prima; la n. 31 alla Fondazione Cr Tortona (217,8 milioni), invariata; la n.33 alla Fondazione Cr Asti (212,7 milioni), la quale ha perso un posto, come la Fondazione Cr Alessandria, finita trentacinquesima.
Tre le piemontesi fra le “grandi”, tutte e tre classificate come a fine 2016: Compagnia di San Paolo sul secondo gradino del podio nazionale con il patrimonio netto contabile di 6,014 miliardi, inferiore unicamente ai 6,956 miliardi della Fondazione Cariplo, leader assoluta da sempre; Fondazione Crt terza per i suoi 2,192 miliardi e la Fondazione Crc di Cuneo ottava con 1,319 miliardi.
Dalla rilevazione dell'Acri, fra l'altro, si può ricavare che le 15 fondazioni di origine bancaria del Nord Ovest al 31 dicembre scorso avevano, complessivamente, un patrimonio netto contabile di 11,045 miliardi di euro, pari a 27,8% dei 39,752 miliardi di tutte le Fob d'Italia. In particolare, il patrimonio delle tre piemontesi di punta ammontava a 9,525 miliardi, corrispondenti al 24% del totale delle 88 fondazioni bancarie italiane.
Nell’ultimo esercizio, il valore contabile del patrimonio del sistema è rimasto sostanzialmente inalterato, facendo registrare una variazione positiva di circa 90 milioni di euro (+0,2%) derivante dall’aumento di 718 milioni del patrimonio di 60 Fondazioni e la diminuzione di 628 milioni da parte di altre 28. Dal 2000, anno di entrata in operatività della legge Ciampi, al 2017, il patrimonio ha avuto un tasso di crescita medio annuo dello 0,7%.
Nello stesso periodo 2000-2017, le 88 Fondazioni hanno erogato 21,3 miliardi (1,1 mel solo 2017) e ne accantonati altri 1,9 per l’attività erogativa futura.
L'anno scorso, il totale dei proventi finanziari derivanti dalla gestione del patrimonio è stato di 2,1 miliardi (+54% rispetto al 2016) ed è stata di 1,477 miliardi (+76%) la somma degli avanzi netti, come sono definiti gli utili dato che le fondazioni sono non profit.
Il totale attivo delle 88 Fob (46,1 miliardi di euro) è costituito per il 94,2% da attività finanziarie, mentre le immobilizzazioni materiali e immateriali rappresentano il 4,8% e l’1% altre poste.Al 31 dicembre scorso, 35 Fob non hanno più alcuna partecipazione nella banca originaria, 47 hanno partecipazioni minoritarie in società bancarie conferitarie che fanno parte di gruppi bancari, mentre le altre 6, di minori dimensioni, mantengono una quota di maggioranza, come consentito dalla legge. Peraltro, 85 delle 86 Fondazioni associate ad Acri, approvando il Protocollo d’intesa firmato dall’Associazione e dal ministero dell’Economia e delle Finanze (mef) il 22 aprile 2015, nell’ottica di ottimizzare la combinazione tra redditività e rischio nell’impiego del proprio patrimonio, hanno accettato il principio di un’adeguata diversificazione.

In particolare, il patrimonio non può essere impiegato, direttamente o indirettamente, in esposizioni verso un singolo soggetto per un ammontare complessivamente superiore a un terzo del totale dell’attivo dello stato patrimoniale della Fondazione, valutando, al fair value, esposizioni e componenti dell’attivo patrimoniale La redditività netta media dei patrimoni si è attestata al 5,3%.

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