Basicnet uscita indenne dal venerdì nero M&C e Carige precipitate ai nuovi minimi

Marco Boglione, presidente
e principale azionista di Basicnet
“La tempesta di venerdì, quando l'indice Ftse Mib, che rappresenta la 40 principali società trattate alla Borsa di Milano, ha chiuso in calo del 3,72%, in conseguenza dell'approvazione del Def da parte del governo Conte-Di Maio-Salvino, non ha impedito a tre quotate piemontesi di terminare la seduta con un segno positivo e che otto finissero la settimana borsistica meglio di come l'avevano incominciata”.
Incomincia così l'articolo pubblicato oggi, 30 settembre, dal Corriere Torino, edizione locale del Corriere della Sera diretta da Umberto La Rocca. E, subito, la consueta rubrica domenicale dedicata alla Borsa continua: “Di entrambi i gruppi fa parte un'unica impresa, la Basicnet di Marco Boglione, la quale, perciò, merita la qualifica di protagonista della settimana. L'ultimo prezzo dell'azione Basicnet, infatti, è stato 4,575 euro, superiore dello 0,99% a quello di giovedì e ai 4,39 euro del venerdì precedente. Fra l'altro, Basicnet, nonostante tutto, si è riavvicinata al record di 4,85 euro segnato il 30 dicembre del 2015 e ha riportato la sua capitalizzazione a 279 milioni di euro”.
Poi, si ricorda che Basicnet, a capo del gruppo torinese conosciuto per i suoi marchi Kappa, Robe di Kappa, Jesus Jeans, K-Way, Superga, Sabelt, Briko e Sebago, è presieduta da Marco Boglione, maggiore azionista con il 33,639% del capitale, mentre Francesco Boglione ne possiede il 6,275% e Kairos il 5,531%. Inoltre, in seguito ai nuovi acquisti, la società è arrivata a detenere azioni proprie pari all'11,08% del capitale, che, per il 43,475%, è frazionato sul mercato.
Con Basicnet, le quotate piemontesi che sono riuscite a superare indenni l'ultimo venerdì nero di Piazza Affari sono state soltanto la biellese Cdr Advance Capital (+ 2,43%, sesto maggior rialzo assoluto della seduta) e Cofide, la holding dei figli di Carlo De Benedetti (+ 0,32%).
Invece, le quotate che fanno riferimento a soggetti piemontesi e che hanno condiviso con Basicnet la chiusura positiva della settimana sono la Ferrari – controllata Exor - il cui prezzo finale è risultato di 118,6 euro (116,9 euro venerdì 21), la Reply dei Rizzante (59,25 euro a fronte dei 58,15 di sette giorni prima), la Damiani dell'omonima famiglia orafa di Valenza Po (0,90 euro dai precedenti 0,874), la Tecnoinvestimenti guidata dal torinese Pier Andrea Chevallard (da 6,34 a 6,50 euro), la Gedi Gruppo Editoriale (da 0,361 a 0,3875 euro) e le due quotate di Urbano Cairo.
Il prezzo dell'azione Rcs Mediagroup è salito a 0,997 euro (0,905 l'ultimo di venerdì 21) e a 3,11 euro quello della Cairo Communication (3,06 euro).
Nell'ultimo giorno della settimana borsistica, l'azione della M&C di Carlo De Benedetti ha toccato il suo nuovo minimo: 0,0664 euro, per cui la capitalizzazione della società è crollata a a 31,487 milioni di euro.
Quanto alle liguri, l'unica a chiudere la settimana con un valore superiore a venerdì 21 è stata la Orsero di Albenga, il cui prezzo finale è risultato di 7,52 euro a fronte dei 7,38 euro precedenti. E quasi alla pari ha terminato la Biancamano dei fratelli savonesi Pizzimbone: 0,26 euro per azione rispetto a 0,261 euro finali della settimana precedente.
Negativo, invece, il confronto per Erg (da 17,77 euro a 17,54), per Renergetica (da 1,5014 a 1,4552 euro) e per Carige, la cui azione ordinaria è scesa da 0,0084 a 0,0064 euro, cifra, questa, che segna il nuovo minimo storico e che attribuisce alla storica e travagliata banca genovese un valore complessivo di 353,7 milioni di euro.

Mercato immobiliare, accelerata a Genova a Torino meno vendite di box e posti auto


Torino: la  seicentesca Cappella Guarini, appena restaurata 
Nuova accelerazione del mercato immobiliare a Genova, nel secondo trimestre di quest'anno. Tanto che Genova ha condiviso con Firenze il primo posto, per incremento delle compravendite, nella graduatoria delle otto metropoli italiane. Infatti, dal primo giorno di aprile all'ultimo di giugno, il capoluogo ligure ha fatto registrare 1.928 passaggi di proprietà di altrettante abitazioni, il 4,7% in più rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso, come Firenze, dove le compravendite sono state 1.462.
Anche a Torino, gli scambi di abitazioni sono aumentati; ma meno: l'Osservatorio immobiliare dell'Agenzia delle Entrate ne ha censiti 3.738, il 4% in più rispetto ai 3.595 dello stesso periodo del 2017. La crescita torinese, comunque, è risultata superiore alla media delle otto grandi città (+2,5%) , delle quali soltanto Roma ha registrato un calo, sia pure limitato allo 0,8% (da 8.602 a 8.535 le compravendite di alloggi, numero che, comunque, conferma la capitale come maggiore mercato immobiliare italiano. Quello torinese è il terzo, preceduto anche da Milano).
A livello nazionale, le compravendite di abitazioni nel secondo trimestre 2018 sono state 153.693, con l'incremento del 5,6%, che consolida la tendenza positiva ininterrotta dal 2012.
In particolare, a Torino, il 45,8% degli acquisti ha riguardato abitazioni medio-piccole (superficie compresa tra i 50 e gli 85 metri quadrati), il 24,2% alloggi tra gli 85 e i 115 metri, il 13,6% i mini alloggi (fino a 50 metri quadrati), l'8,6% le case medio-grandi (da 115 a 145 metri quadrati) e il restante 7,8% quelle con superficie superficie superiore ai 145 metri quadrati).
Gli aumenti maggiori di compravendite hanno riguardato i due estremi: +9% i grandi alloggi e +8,9% i mini. Unica categoria in perdita quella delle case medio-grandi: -5,9%.
Quanto a Genova, la disaggregazione dei dati dell'Osservatorio immobiliare relativi sempre al secondo trimestre 2018 evidenzia che il maggior numero di compravendite (744, pari al 38,6% del totale) ha riguardato abitazioni con superficie compresa tra i 50 e gli 85 metri quadrati, mentre sono state 658 (34,1%), quelle con superficie tra 85 e 115 metri quadrati e 244 (12,7%) quelle tra i 115 e i 145 metri quadrati.
Una veduta aerea di Genova 
Nella metropoli ligure, nel periodo aprile-giugno, sono passati di mano 187 (9,7%) alloggi di oltre 145 metri quadrati e 96 (5%) con superficie invece inferiore ai 50 metri quadrati.
A Genova sono aumentate anche le compravendite di box e posti auto, dalle 680 del secondo trimestre 2017 alle 707 dello stesso periodo di quest'anno (+3,9%); mentre Torino è l'unica metropoli italiana ad avere subito un ulteriore contrazione di questo mercato, il cui andamento è un indicatore congiunturale, in particolare, dei consumi e degli investimenti delle famiglie.
Dal primo giorno di aprile al 30 giugno, infatti, le compravendite di box e posti auto nel capoluogo piemontese sono state 1.329, il 4,7% in meno rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso.
Le altre sette grandi città italiane, censite dall'Osservatorio del mercato immobiliare curato dall'Agenzia delle Entrate, hanno tutte evidenziato aumenti delle transazioni in questo specifico comparto, a partire dal 24,9% di Milano (3.497 i box e posti auto passati di mano nel secondo trimestre). A Roma le compravendite sono state 4.656 (+3,5%), a Bologna 761 (+8,9%), a Firenze 543 (+1,3%), a Napoli 363 (+3,8%) e a Palermo 247 (+14,7%).
La crescita media delle otto metropoli è risultata dell'8,3% (12.103 i passaggi di proprietà complessivi contro gli 11.174 del secondo trimestre 2017).

Vittoria Assicurazioni ha lasciato la Borsa Torino ha perso un'altra società quotata

Carlo Acuris
presidente emerito
Vittoria Assicurazioni

Torino ha perso un'altra quotata. Da oggi, 28 settembre, la Borsa di Milano non ha più nel suo listino la Vittoria Assicurazioni, storica Compagnia (è stata fondata nel 1921) controllata dal torinese Carlo Acutis, che ne è stato a lungo il numero uno, prima di accettare la carica di presidente emerito e di lasciare il timone al figlio Andrea, presidente, coadiuvato dal vice Roberto Guarena e dall'amministratore delegato Cesare Caldarelli.

Vittoria Assicurazioni era entrata in Piazza affari trent'anni fa, nel 1988, due anni dopo essere diventata indipendente dalla Toro, che l'aveva comprata nel 1932.
Dalla Borsa di Milano, Vittoria Assicurazioni è uscita in seguito al successo dell'offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria promossa da Vittoria Capital, di concerto con Yafa Holding, società torinesi entrambe facenti capo alla famiglia Acutis. L'Opas ha ricevuto adesioni pari al 94,2% dei titoli che erano oggetto dell'operazione e corrispondenti al 38,4% del capitale. Questa quota, sommata a quelle possedute da Vittoria Capital (51,15%) e da Yafa Holding (8,09%), ha portato Vittoria Capital a detenere il 97,62% del capitale della Vittoria Assicurazioni.
L’esito dell’Opas, perciò, ha consentito di oltrepassare la soglia minima del 95% del capitale necessario per il delisting della Compagnia, controllata dalla famiglia Acutis e partecipata dalla tedesca Munich Re, con la quale ha un patto di sindacato. E' stato superato anche il limite del 95,75% per procedere anche al lancio di un’Opa residuale sulle azioni restanti, pari al 2,38% del capitale.
Così, dopo i due giorni di sospensione dalle contrattazioni delle azioni, è scattata la revoca e oggi Vittoria Assicurazioni è scomparsa da Piazza Affari.
Nel primo semestre di quest'anno, Vittoria Assicurazioni ha conseguito un utile netto di 42,1 milioni di euro (+2,5% rispetto allo stesso periodo 2017), ha raccolto premi complessivi per 587,8 milioni nei Rami Danni (+4,8%), dei quali 435,2 nel comparto Auto (+7,3%) e per 94 milioni nel ramo Vita (+9,7%). Al 30 giugno scorso, presentava un patrimonio netto di 839,3 milioni e investimenti complessivi per 3,718 miliardi (+2,9% sul 31 dicembre 2017).

Dopo le "grandi pulizie" di Colafrancesco la Bim riparte con il Cet1 del 19,52%

Matteo Colafrancesco
consigliere Bim con deleghe
Quello che dice che farà, lo fa e poi dice quello che ha fatto. Matteo Colafrancesco, nuovo numero uno operativo della Bim Banca Intermobiliare, dopo esserlo stato per vari anni in Fideuram, il 6 settembre ha presentato il piano strategico 2019-2021 del gruppo torinese attivo nel private banking. Un programma di iniziative rilevanti e con scadenze ravvicinate. Detto fatto.
Il 19 e il 24 settembre, il Cda della Bim ha deliberato il deconsolidamento delle esposizioni deteriorate presenti nel portafoglio (crediti in sofferenza, utp, scaduti ed in bonis) con valore nominale lordo di 601,1 milioni e l’operazione è già stata completata.
Poi, il 25 settembre, è stata deliberata la cessione del portafoglio immobiliare detenuto da Banca Intermobiliare e da Symphonia Sgr, nonché delle partecipazioni di controllo in Bim Immobiliare e Paomar Terza al fondo di investimento immobiliare Perseus, soggetto collegato a Trinity Investments e gestito da Kryalos Sgr. E l'operazione è stata eseguita il giorno successivo.
Inoltre, Bim ha anticipato la complessa operazione di rafforzamento patrimoniale, per complessivi 121 milioni a livello consolidato, già annunciata dall’azionista di maggioranza Trinity Investments e la cui pianificazione originaria prevedeva una chiusura entro il 31 dicembre 2018. 
Più precisamente, è stata data esecuzione al versamento anticipato di 91 milioni in conto futuro aumento di capitale da parte socio di controllo; oltre che al versamento di 30,95 milioni, relativi alla plusvalenza garantita nell’ambito dell’operazione di backstop immobiliare.
Questo rafforzamento patrimoniale ha consentito di ricostituire adeguati livelli di capitale e, combinato con le operazioni di riduzione delle attività ponderate per il rischio, ha concorso a determinare il significativo incremento degli indici patrimoniali di Vigilanza proforma. Infatti, i dati pro-formati al 30 giugno 2018 presentano un Cet1 al 19,52%, ben superiore al minimo richiesto.
Deciso a fare le grandi pulizie, per far ripartire adeguatamente, con tutte le carte in regola, la Bim, che vuole rilanciare e riportare ai fasti originari, Matteo Colafrancesco ha avuto anche il coraggio di dichiarare, nella relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2018, approvata oggi, 28 settembre, un risultato negati di 109,3 milioni, superiore ai dati provvisori comunicati precedentemente: 47,5 milioni inizialmente e 61,8 milioni il 6 settembre.
Così, il patrimonio netto contabile consolidato si è ridotto a 33,7 milioni, dai 159,1 milioni del 31 dicembre scorso e il patrimonio netto contabile del bilancio d’impresa di Banca Intermobiliare è sceso a 4,3 milioni, con l’effetto di porre Banca Intermobiliare in una situazione di perdita del capitale sociale rilevante. Perdita che, però, verrà superata anche grazie alle ulteriori plusvalenze derivanti dalla cessione del patrimonio immobiliare e, appunto, all’aumento di capitale sociale di 91 milioni, deliberato.
Il socio di controllo, infatti, ha già versato a Banca Intermobiliare l’intero importo dell'aumento, con la finalità di assicurarne, in ogni caso la sottoscrizione integrale; mentre Banca Intermobiliare si è impegnata a restituire a Trinity Investments l’importo corrispondente al prezzo di sottoscrizione delle azioni che verranno sottoscritte da altri soci o dal mercato.

Borsa: ecco i prezzi finali della settimana delle 42 azioni ordinarie del Nord Ovest

Per poter valutare meglio l'evoluzione dei prezzi delle azioni ordinarie delle società quotate alla Borsa di Milano correlate, per varie ragioni, alle regioni del Nord Ovest, ecco una tabella che riporta le rispettive quotazioni del 28 settembre nella prima colonna numerica e del 21 settembre nella successiva; mentre nelle colonne seguenti si trovano le quotazioni alla fine degli ultimi sei mesi, sempre in euro. Infine, nell'ultima colonna si trovano le capitalizzazioni (valore riconosciuto da Piazza Affari) delle rispettive società, in milioni di euro, alla data indicata nella stessa.

Società 28.09.18 21.09.18 31.08.18 29.06.18 31.05.18 30.04.18 29.31.18 28.02.18 C.31.8.18
Intesa Sp. 2,201 2,4485 2,1275 2,4865 2,5145 3,157 2,9535 3,096 37772,89
Fca 15,144 15,55 14,56 16,334 19,4 18,57 16,502 17,572 22669,11
Ferrari 118,6 116,9 112,7 116,5 111,5 102,05 97,54 102,5 21932,8
Cnh Ind. 10,35 10,725 10,3 9,096 10,02 10,24 10,03 11,145 14100,12
Exor 57,82 57,96 55,98 57,7 62 61,54 57,72 59,9 15548,49
Diasorin 90,6 92,25 93,8 97,7 82,6 78,35 73,1 67,45 5236,62
Italgas 4,674 4,893 4,654 4,722 4,46 5,366 4,856 4,417 3762,97
Ubi Banca 3,456 3,764 3,173 3,292 3,229 4,275 3,711 3,969 3659,03
Buzzi U. 18,88 18,975 17,32 20,99 20,66 20,96 19,01 20,3 3382,6
Sias 12,75 13,3 12 10 3,82 17,6 15,13 14,13 2728,03
Iren 2,114 2,13 2,02 2,19 2,124 2,522 2,548 2,436 2649,01
Erg 17,54 17,55 17,84 18,73 17,409 19,036 18,539 16,253 2672,5
Reply 59,25 58,15 57 58,2 51,25 52,35 44,84 49,2 2135,21
Astm 18,66 19,5 17,58 19,84 19,72 22,85 20,45 19,9 1736,04
Juventus 1,469 1,595 1,226 0,8745 0,661 0,59 0,63 0,6455 1223,65
Cir 0,983 1,042 0,972 1,048 1,098 1,09 1,076 1,098 827,81
Guala C. 9,02 9,26 9,42




590.04
Rcs 0,997 0,905 0,973 1,08 1,14 1,166 1,198 1,12 562,32
Carige 0,0064 0,0084 0,0089 0,0082 0,0078 0,009 0,0082 0,0085 503,7
Cairo C. 3,11 3,06 3,145 3,425 3,21 3,74 3,65 3,565 437,38
Dea Cap. 1,272 1,312 1,202 1,25 1,1476 1,2748 1,256 1,2084 370,07
Prima Ind. 29,25 31,4 32,4 36,75 36 41,25 36,5 34,85 342,55
Cofide 0,4685 0,474 0,464 0,4265 0,4865 0,485 0,4875 0,532 329,61
Tecnoinv. 6,5 6,34 5,65 5,54 5,75 6,28 6,44 6,8 263,9
Sogefi 1,952 2,148 2,006 2,586 2,88 3,254 2,924 3,31 246,06
Basicnet 4,575 4,39 4 3,775 3,745 3,865 3,72 3,63 243,21
Gedi 0,3875 0,361 0,3255 0,3265 0,354 0,4215 0,4485 0,592 166,09
Pininfarina 2,525 2,585 2,505 3,13 2,905 2,26 2,08 2,02 136,85
Orsero 7,52 7,38 7 7,52 8 8,65 9,01 9 123,86
Damiani 0,9 0,874 01.29.00 0,95 0,964 1,02 0,932 0,98 73,84
Bim 0,404 0,406 0,32 0,454 0,361 0,352 0,548 0,582 50,53
Centrale L. 2,87 2,89 2,92 2,96 2,98 3,3 3,23 3,31 41,24
M&C 0,0664 0,0876 0,0854 0,181 0,154 0,154 0,1495 0,117 40,72
Cover 50 10,15 10,3 9,44 9,5 9,6 10,45 10 9,84 40,41
Fidia 6,42 6,62 6,42 6,76 7 6,94 7,38 7,78 34,14
Italia Ind. 3,63 3,72 3,8 3,92 4,0681 4,429 4,4879 4,5779 24,2
Cdr Adv. 1,01 1,02 1,015 0,994 1,02 1,08 1,04 1,005 12,16
Renergetica 1,4552 1,5014





11,02
Ki Group 1,63 1,65 1,64 2,26 2,1 2,3 2,38 2,5 9,17
Biancamano 0,26 0,261 0,263 0,29 0,277 0,316 0,28 0,302 9,09
Borgosesia 0,55 0,56 0,54 0,605 0,58 0,6 0,6 0,585 7,9
Visibila E. 0,0636 0,07 0,0716 0,093 0,058 0,0746 0,0936 0,0115 2,89