Nuovi record per 6 quotate del Nord Ovest L'Ftse Mib recupera il livello di 10 anni fa

John Elkann, numero di Exor

Toro alla carica in Piazza Affari. E sei quotate del Nord Ovest ne beneficiano in modo particolare per far registrare alle rispettive azioni il nuovo massimo storico. Ad approfittare dell'andamento favorevole del mercato - oggi, 7 maggio, l'indice Ftse Mib, che rappresenta le 40 principali società trattate alla Borsa di Milano, ha raggiunto il livello di 24.544,26 punti, il più alto dall'inizio di ottobre del 2008 – sono state non solo la Ferrari, ma anche la sua controllante Exor, Dea Capital, Erg, Italgas e Sias. Tutte ai loro nuovi record.
La scalata della Ferrari sembra irrefrenabile. Il titolo è arrivato a 118,05 euro, in seguito all'incremento del 3,73% rispetto a venerdì scorso. E' l'aumento maggiore del paniere Ftse Mib e diventa ancora più significativo se si considera che esattamente un anno fa l'azione Ferrari valeva 72,25 euro, il 63,4% in meno.
Sul podio dei maggiori rialzi Ftse Mib è salita anche Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann-Nasi. L'ultimo prezzo dell'azione Exor, infatti, è risultato di 65,08 euro, superiore del 2,29% al precedente e tale da rappresentare il nuovo massimo di sempre. L'8 maggio di un anno fa valeva 43,85 euro.
A conquistare i nuovi primati sono state anche le azioni di Dea Capital (gruppo De Agostini della famiglia novarese Boroli-Drago), il cui prezzo odierno è stato di 1,56 euro (+1,83% rispetto all'ultimo giorno borsistico della settimana scorsa); Erg (famiglia Garrone-Mondini di Genova) arrivata a 20,28 euro (+1,30%), Italgas con 5,338 euro (+0,64%) e la Sias (gruppo Gavio di Tortona), con 18,39 euro (+1,16%).
L'8 maggio del 2017, Dea Capital quotava 1,4215 euro, Erg 11,68 euro, Italgas 4,356 euro e Sias 9,57 euro. In dodici mesi, il valore della Erg è aumentato del 78,6% e quello della Sias addirittura del 92,16%.


PRIMA INDUSTRIE: BOOM DELL'UTILE E DEGLI ORDINI

Gianfranco Carbonato, presidente esecutivo
Ha superato i 210 milioni di euro il valore del portafoglio di Prima Industrie alla fine del mese appena passato. La notizia è contenuta nel comunicato dell'impresa torinese presieduta da Gianfranco Carbonato, che riporta i risultati conseguiti nel primo trimestre di quest'anno.
Quotata in Borsa, nel segmento Star, Prima Industrie ha avuto un fatturato consolidato di 95 milioni dal primo giorno di gennaio all'ultimo di marzo (+6,8% rispetto allo stesso periodo 2017), un margine operativo lordo di 6,9 milioni (+10,1%) e un utile netto di 4,7 milioni, a fronte degli 800.000 euro del primo trimestre dell'anno scorso.
L'acquisizione di nuovi ordini da parte di Prima Industrie nei primi tre mesi è aumentata del 7,4% essendo risultata pari a 120,5 milioni, che hanno portato a 192,5 milioni il totale al 31 marzo, il 17,3% in più rispetto ai 164,2 milioni di un anno prima.
L'indebitamento netto del Gruppo, leader nello sviluppo, nella progettazione e commecializzazione di laser per applicazioni industriali e macchine per la lavorazione della lamiera (vanta circa 13.000 macchine installate in più di 80 Paesi), a fine marzo è risultato di 84,7 milioni a fronte dei 101,1 milioni di fine marzo 2017.
Oggi, l'ultimo prezzo dell'azione Prima Industrie in Borsa è stato di 42,25 euro, superiore di 60 centesimi al precedente.

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