Fondazione Crt: la road map 2020-2030 ecco i 10 punti del programma di attività

Giovanni Quaglia presidente Fondazione Crt
Tre ti: Tecnologia, territorio, tessitura sociale; con la comunità al centro: sono le priorità – le tre agende – della Fondazione Crt emerse dagli “Stati Generali”, il percorso di ascolto partecipato, per tracciare la road map dell’azione filantropica nel decennio 2020-2030, consolidando e aggiornando missione, visione e strategie. Un’operazione partita da Torino ed estesa a tutto il Piemonte, alla Valle d’Aosta e, più in generale, al Nord Ovest, con il coinvolgimento di 800 persone, vere e proprie “antenne” sul campo: sindaci, rappresentanti delle istituzioni e delle fondazioni, opinion leader, protagonisti del mondo della cultura, delle Università, dell’economia, del terzo settore, del volontariato, della ricerca, dell’innovazione.
Questo materiale di conoscenza, ampio e strutturato, frutto di quasi due anni di ricerca e analisi, ha innescato nei Consigli di amministrazione e di indirizzo della Fondazione Crt un processo di riflessione sulle traiettorie evolutive, in condivisione con tutti i componenti della “grande famiglia”: Fondazione Sviluppo e Crescita Crt, Società consortile per azioni Ogr-Crt, Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea Crt, Ream sgr, La Scialuppa Crt Onlus-Fondazione Antiusura, Fondazione Ulaop Onlus.
I risultati, presentati, alle Ogr, a un migliaio di esponenti nazionali e locali delle istituzioni e delle associazioni, ridisegnano la Fondazione come corpo intermedio tra Stato e mercato, orientata ad assumere il ruolo di “tessitricee “aiuto regista” – non in sostituzione, ma al fianco di istituzioni elettive, aggregazioni sociali, imprese – per la costruzione di coesione e sviluppo del territorio, anche attraverso il potenziamento dei canali di incontro, confronto e dialogo, con una funzione di “cerniera” tra la dimensione locale e quella internazionale.
Il motore per connettere sempre più Torino al resto del mondo saranno proprio le rinate Ogr, luogo di avanguardia, eccellenza e sperimentazione tra i più dinamici in Europa, nella cultura, nell’arte contemporanea, nella ricerca, nell’innovazione, nell’accelerazione di impresa for profit e sociale.
Gli Stati Generali della Fondazione Crt – ha detto il suo presidente, Giovanni Quaglia - hanno costituito un forte incoraggiamento a costruire insieme la fiducia, senza cedere all’utopia ma neanche alla rassegnazione, in un’epoca segnata da crescenti disuguaglianze e fragilità. È questo il messaggio che emerge con molta chiarezza, con la sollecitazione ad assumere una responsabilità, che è soprattutto civile: ricucire un tessuto sociale talora sfilacciato, prenderci cura del bene comune riaffermando la centralità della persona e dei corpi intermedi, affiancare le istituzioni pubbliche elettive, senza sostituirci a esse, nel governare i processi di sviluppo e coesione per un nuovo welfare di comunità. Oggi le Fondazioni sono figure del ‘noi sociale’: a partire da questa identità, aperta alla dimensione non dell’‘io’ ma del ‘noi’ e del ‘noi insieme’, Fondazione Crt coltiverà una visione di futuro fondata sul massimo di innovazione, di vicinanza ai territori e di capacità di far fronte al disagio delle persone e della collettività.
Massimo Lapucci, Segretario generale della Fondazione Crt, ha aggiunto: “Tra i pilastri fondamentali sui quali Fondazione Crt intende proseguire e affrontare la propria mission, in un ambiente caratterizzato da crescente complessità, un ruolo determinante è svolto innanzitutto da una gestione patrimoniale e finanziaria rigorosa ed efficace, in linea con un percorso che ha già consentito, negli ultimi anni, di rafforzare il patrimonio e di migliorare di oltre mezzo miliardo di euro la posizione finanziaria netta. In secondo luogo, l'attivazione di connection e relazioni sempre più globali tra eccellenze locali e internazionali. Infine, il consolidamento del ruolo da protagonista nello sviluppo di un ecosistema dell'innovazione per il Paese, partendo dal territorio, attraverso partnership mirate e strumenti di intervento innovativi, capaci di favorire una naturale ibridazione tra profit e non profit, con investimenti in progetti sostenibili a forte impatto nello sviluppo economico e sociale a beneficio del territorio”.
I capitali pazienti della Fondazione Crt – ha concluso il suo Segretario generale - hanno già reso possibile anche la rinascita delle Ogr, che nel 2020 entreranno a pieno regime, qualificandosi come il luogo in cui si realizza la missione più avanzata e in continua evoluzione della Fondazione a sostegno della cultura, dell’innovazione e della ricerca come elementi irrinunciabili nello sviluppo e sostegno del capitale umano e del talento in ogni sua forma.
Con il documento finale degli Stati Generali, la Fondazione Crt chiude la fase dell’ascolto e della riflessione, per aprirsi alla costruzione dei prossimi anni, delineando dieci idee di futuro per Torino, il Piemonte e la Valle d’Aosta.
1.La creazione del “Network dei 5.000 Talenti”, per disseminare sul territorio un patrimonio di competenze finalizzato allo sviluppo, alla crescita della competitività e alla riattivazione dell’ascensore sociale. In quanto hub di imprenditorialità, le Ogr Tech di Torino saranno la “casa” naturale di questa vera e propria community di eccellenze under 35, destinata a espandersi attorno ai giovani che, avendo avuto la possibilità di emergere grazie ai programmi di alta formazione della Fondazione Crt, possono mettere a disposizione delle nuove generazioni e dell’intera collettività parte di quanto ricevuto, oltre a mantenere aggiornati i progetti del “brand” Talenti in relazione alle mutate esigenze formative.
Il Network dei 5.000 Talenti è la punta dell’iceberg di uno dei principali indirizzi strategici della Fondazione: l’investimento nel capitale umano, nell’innalzamento delle competenze tecniche e trasversali, le cosiddette “soft skills”, nella valorizzazione delle potenzialità e del talento di ciascuno in tutte le fasce d’età, con un’attenzione particolare per chi è in difficoltà, attraverso iniziative di contrasto alla povertà educativa minorile e all’abbandono scolastico.
Formazione” continuerà ad essere la parola-chiave della Fondazione Crt anche nel welfare e nell’arte, sia per rafforzare le capacità di progettazione e di fundraising delle organizzazioni non profit, sia per preparare il personale dei musei ad accogliere al meglio i visitatori con disabilità, rendendo concreto il diritto alle pari opportunità e alla dignità per ogni persona.
2. L’attivazione di una business community alle Ogr e la contaminazione tra nuove tecnologie e creatività per la crescita di Torino in una dimensione internazionale. Ultimato il cantiere per la riqualificazione, l’entrata a pieno regime delle Ogr, a inizio 2020, come attrattore di competenze, talenti, start up, imprese, capitali, consoliderà il posizionamento di Torino e del Piemonte sulla mappa globale dell’innovazione, in particolare con l’avvio del primo programma triennale di accelerazione in Europa dedicato alla Smart Mobility.
Inoltre, alle OGR si intensificherà l’interazione tra Tech e Cult: da un lato, il gaming, le tecnologie digitali, la realtà virtuale e aumentata al servizio anche dei contenuti culturali e creativi; dall’altro una programmazione artistica dal forte valore tecnologico e innovativo. Un binomio, quello tra arte e nuove tecnologie, su cui Fondazione Crt continuerà a investire in futuro, per ampliare le opportunità di accesso e di fruizione dei beni artistici e culturali, per esempio con le aperture automatizzate tramite App. L’innovazione tecnologica nell’arte potrà innescare anche processi di innovazione sociale, con la responsabilizzazione della comunità locale nella “presa in carico” dei beni, mantenendo un tessuto culturale vivo e aperto.
3. La formazione di esperti in tematiche territoriali, paesaggistico-ambientali e di comunità: operatori socio-economici-culturali-antropologici di “ricerca-azione” e di ispirazione olivettiana, per promuovere il patrimonio naturale, i beni artistici, le risorse agroalimentari, i servizi legati all’attrattività turistica, la qualità delle produzioni artigianali e imprenditoriali di nicchia o innovative. Il progetto per dotare di queste nuove figure professionali la Valle d’Aosta e i “tanti Piemonti” – l’area metropolitana torinese con le sue periferie, le aree intermedie puntellate di città medio-piccole, le zone marginali delle vallate alpine e alto collinari – si fonda sull’interazione tra l’impegno deisSindaci, della Protezione civile, del volontariato, delle forze sociali e delle stesse imprese: una rete sul territorio capace di declinare congiuntamente coesione e crescita, inclusione e innovazione, per ridare spessore al senso di identità anche nei territori più difficili.
4.Il rafforzamento del volontariato organizzato, anche con l’apporto di risorse giovani tramite progetti di alternanza scuola-lavoro, sia nel sistema della Protezione civile e del 118 per il soccorso di emergenza, sia in ambito sociale, culturale, ambientale. Nel quadro di una strategia complessiva di coesione territoriale che coinvolga associazioni non profit e istituzioni, la Fondazione Crt potrà facilitare la progettazione e la strutturazione di reti tra gli enti, supportare le nuove esigenze di formazione tecnica dei volontari con approcci integrati e mutuabili dai progetti “Talenti”, offrire opportunità di certificazione delle competenze con strumenti innovativi basati, ad esempio, su tecnologie blockchain e open badge.
5. Il sostegno alla genitorialità, attraverso la rinnovata veste della Fondazione Ulaop-Crt come laboratorio di idee, progetti e competenze per la fascia d’età da 0 a 6 anni. Oltre ai servizi direttamente rivolti alle famiglie per supportarne il ruolo educativo e promuovere il benessere e lo sviluppo dei bimbi, la Fondazione Ulaop-Crt opererà in sinergia con le imprese, per costruire azioni family friendly, orientate alla conciliazione delle esigenze e dei tempi di vita e di lavoro.
6. La promozione di una leadership dei nuovi cittadini, attraverso l’individuazione di interlocutori sensibili e rappresentativi, per valorizzare le molteplici espressioni culturali presenti nella comunità giovanili e studentesche: l’obiettivo è costruire cittadinanza attiva, coscienza civile e istituzionale, inclusione, partecipazione, responsabilizzazione alla cura delle risorse comuni.
7. L’apertura di 2.000 nuovi cantieri per l’ambiente e il territorio nei prossimi dieci anni, in particolare nei Comuni del Piemonte e della Valle d’Aosta con meno di 3.000 abitanti, come evoluzione del progetto “Protezione Civile” della Fondazione Crt focalizzato sulla prevenzione del dissesto idrogeologico, in un contesto in cui il cambiamento climatico su scala globale ha effetti tangibili anche a livello locale. La tutela del patrimonio paesaggistico e ambientale sarà sempre più al centro anche dei cantieri di restauro dei beni storici, artistici e architettonici, accanto ad azioni di sensibilizzazione per promuovere la conoscenza e la fruizione dei luoghi da parte di fasce sempre più ampie di pubblico.
8. Nuove “mappe” della salute, della sicurezza, della cultura, della mobilità con l’utilizzo dei Big Data e dell'Intelligenza Artificiale per il bene comune, per meglio identificare i bisogni della collettività, indirizzare in modo più mirato gli interventi e misurarne l'impatto con un portafoglio di indicatori più ampio e “umano” di quelli puramente finanziari. Generare valore pubblico dai Dati è l’obiettivo del primo centro di ricerca europeo che Fondazione Crt e Fondazione Isi apriranno alle Ogr Tech di Torino a inizio 2020, come ulteriore pilastro della pionieristica collaborazione nel campo delle Scienze dei Dati e della Complessità, avviata oltre 15 anni fa con il Progetto Lagrange. Oltre a una nuova mappatura della salute, della sicurezza, della cultura, della mobilità per il futuro delle città, il centro di ricerca alle Ogr fornirà dati, analisi e predizioni su spostamenti e migrazioni delle persone per favorire politiche pubbliche capaci di ridurre le disuguaglianze sociali, culturali ed economiche, in linea con la mission redistributiva della filantropia.
9. La moltiplicazione della “potenza di fuoco” dell’ecosistema della filantropia, con l’integrazione di diversi strumenti operativi: dalle tradizionali erogazioni alle frontiere più recenti della finanza di impatto e della venture philanthropy, per la creazione di valore sociale e ambientale attraverso progettualità sostenibili nel medio-lungo periodo, in un processo di naturale ibridazione tra profit e non profit. Questo orientamento trova in Fondazione Crt una spinta supplementare grazie alla sinergia con tutte le componenti della “famiglia allargata”: Fondazione Sviluppo e Crescita, Ogr, Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea, Ream, Fondazione Antiusura, Fondazione Ulaop.
10. Una cabina di regia per intercettare i fondi europei, fondata su possibili partnership tra istituzioni, enti proponenti e Fondazioni, per generare maggiore impatto in termini di sviluppo locale, coesione sociale, miglioramento ambientale. Anche sperimentazioni coraggiose per l’innovazione sociale, che richiedono capitali “pazienti” per operazioni di impact investing o pay by result, come i social impact bond, potrebbero essere sostenute da risorse europee, non solo fondi strutturali, ma anche finanziamenti della Bei-Banca europea degli investimenti.I

Testa è il nuovo direttore Intesa Sanpaolo per l'area Piemonte-Liguria-Valle d'Aosta

Teresio Testa, nuovo direttore regionale
Intesa Sanpaolo Piemonte-Liguria-Valle d'Aosta 
E' l'alessandrino Teresio Testa il nuovo direttore regionale di Intesa Sanpaolo per l'area Piemonte-Liguria-Valle d'Aosta. Dal 2 gennaio subentra a Cristina Balbo, alla quale è stato affidata la responsabilità dell'area formata da Emilia-Romagna e Marche.
Nato ad Alessandria nel 1962, Teresio Testa si è laureato in Economia e Commercio, all’Università di Torino, nel 1986. Nel settembre dell'anno successivo, viene assunto dalla Banca Commerciale Italiana (poi entrata a far parte del Gruppo Intesa Sanpaolo), dove percorre l’intero iter professionale fino a ricoprire, dopo cinque anni, il ruolo di procuratore. Nel 1993 assume la carica di direttore di filiale e ricopre tale ruolo in varie città italiane.
Nel 2000, Testa passa alla direzione Relazioni corporate della divisione Corporate con il ruolo di global relationship manager e nel 2004 diventa capo area Nord Ovest. Nel 2009 gli viene assegnato il ruolo di responsabile della direzione Large & international corporate, che gestisce i rapporti con clientela italiana ed estera. Nell’aprile 2011 è nominato consigliere di Mediofactoring.
Da novembre 2014 a luglio 2016 è stato responsabile della direzione International network & global industries, gestendo la rete di filiali estere e la relazione con gruppi industriali, italiani e stranieri operanti in settori di rilevanza globale ad elevato potenziale di crescita.
Nell’agosto 2016 è nominato direttore generale di Mediocredito Italiano, carica che ricopre sino a giugno 2019.
Da aprile 2018 è anche Responsabile della direzione Sales & marketingiImprese della Divisione Banca dei Territori, che gestisce il settore factoring e leasing, finanza industriale e finanza strutturata e coordina, sotto il profilo dei risultati, Intesa Sanpaolo Forvalue, società del Gruppo dedicata alle imprese e alle soluzioni avanzate per lo sviluppo del business.
Inoltre, nell’ottobre 2019 ha assunto la carica di presidente del Consiglio di amministrazione di Exetra, società del Gruppo Intesa Sanpaolo, creata per promuovere il “Made in Italy” nel mondo.

Imu e Tasi, arriva saldo da 10,3 miliardi

Oltre 25 milioni di proprietari di immobili che non sono abitazione principale (il 41% dei titolari è costituito da lavoratori dipendenti e pensionati), dovranno presentarsi alla “cassa” per l’Imu/Tasi. Con il saldo del prossimo 16 dicembre, infatti, si verseranno altri 10,3 miliardi di euro, così che il conto totale di Imu/Tasi, a fine anno, sarà di 20,5 miliardi. È quanto emerge dal Rapporto Imu/Tasi 2019, elaborato dal Servizio Politiche Territoriali della Uil.
Il costo medio complessivo dell’Imu/Tasi su una seconda casa, ubicata in un capoluogo di provincia - spiega Ivana Veronese, Segretaria confederale Uil - sarà di 1.070 euro (535 euro da versare con la rata di dicembre) con punte di oltre 2 mila euro nelle grandi città.
Prendendo in considerazione i costi sulle prime case cosiddette di lusso (abitazioni signorili, ville e castelli), sempre ubicate in un capoluogo di provincia, il costo medio sarà di 2.610 euro annui (1.305 euro per il saldo di dicembre), con punte di oltre 6 mila euro. Chi possiede una seconda pertinenza dell’abitazione principale della stessa categoria catastale (cantine, garage, posti auto, tettoie) verserà l’Imu/Tasi con l’aliquota delle seconde case, con un costo medio annuo di 56 euro (28 euro a saldo), con punte di 110 euro annui.
La media dell’aliquota applicata per le seconde case tra Imu e Tasi - aggiunge Ivana Veronese - ammonta al 10,4 per mille. In molti Comuni (480, di cui 18 città capoluogo di provincia) è in vigore “l’addizionale Tasi”, fino a un massimo dello 0,8 per mille, introdotta per finanziare, negli scorsi anni, le detrazioni per le abitazioni principali, così da portare in questi Comuni l’aliquota fino all’11,4 per mille.
In oltre 234 Comuni, quest’anno, le aliquote sono state riviste al rialzo, tra cui quattro città capoluogo di provincia: Torino, La Spezia, Pordenone e Avellino. A Torino alcune aliquote sono state modificate e, in particolare, l’aliquota sulle case affittate a canone concordato sale dal 5,75 al 7,08 per mille, mentre quella a canone libero dall’8,6 al 9,6 per mille. Di segno opposto le scelte fatte a Firenze, Grosseto, Pavia, Lucca, Taranto, Biella e Vercelli, dove le aliquote scendono. Secondo i risultati del rapporto, al saldo di fine anno, i costi più alti in valore assoluto per una seconda casa di proprietà si registrano a Roma con 2.064 euro medi; Milano, con 2.040 euro; Bologna con 2.038 euro; Genova con 1.775 euro e Torino con 1.745 euro. Valori più “contenuti”, invece, ad Asti, con un costo medio di 580 euro; a Gorizia con 582 euro; a Catanzaro con 659 euro; a Crotone con 672 euro e a Sondrio con 674 euro.
“I Comuni che, quest'anno, hanno aumentato le aliquote, dopo tre anni di blocco, non sono molti – commenta Ivana Veronese – Però, dobbiamo ricordare che nella maggior parte dei capoluoghi di provincia le aliquote erano già al massimo e che, nel 2019, quasi 4 mila Comuni sono andati al voto, appuntamento in prossimità del quale difficilmente vengono alzate le tasse”.
Infine, Veronese ribadisce che va fatta una lotta “senza se e senza ma” all’evasione fiscale sulla tassazione immobiliare, che, ogni anno, produce un minor gettito, superiore a un miliardo di euro.

I provvedimenti dell'ultima Giunta Cirio dalla sicurezza alla promozione turistica

Sicurezza stradale, buono trasporti per gli studenti dei paesi montani, sicurezza integrata di Torino e promozione turistica sono stati i principali provvedimenti assunti dalla Giunta della Regione Piemonte, durante la riunione del 6 dicembre, coordinata dal presidente Alberto Cirio.
Sicurezza stradale. Su proposta dell’assessore Marco Gabusi, è stato deliberato lo schema di convenzione con il ministero dei Trasporti, che permetterà alla Regione di utilizzare 35 milioni di euro del Fondo di sviluppo e coesione per realizzare, nel periodo 2020-2024, interventi di manutenzione e sistemazione delle strade dei Comuni e delle Province piemontesi, con riguardo a itinerari e strade particolarmente pericolose in quanto soggette a rilevante incidentalità, messa in sicurezza statica delle opere d’arte principali, miglioramento della stabilità di versanti in frana o di strade a rischio idraulico.
Sono stati decisi anche lo stanziamento di 170.000 euro per estendere, nel triennio 2019-2021, i servizi di monitoraggio del traffico e del trasporto di merci pericolose; la presentazione della candidatura a un bando europeo sui trasporti che consentirebbe notevoli ricadute sulla sicurezza stradale, in particolare con il cofinanziamento di miglioramenti al trasporto ferroviario nel collegamento con l’aeroporto di Caselle.
Buono trasporti. Su iniziativa del vicepresidente Fabio Carosso, viene attivato il bando “Buono trasporti per gli alunni delle scuole medie superiori – anno scolastico 2019/2020”, che dispone l’assegnazione di un contributo per complessivi 400.000 euro destinati alla copertura di metà del costo dell’abbonamento al mezzo di trasporto pubblico che gli studenti che abitano in Comuni montani al di sopra dei 600 metri di altitudine utilizzano per raggiungere la sede dell’istituto superiore frequentato. La raccolta e l’istruttoria delle domande e la distribuzione dei contributi sono affidate alle Unioni montane.
Sicurezza integrata di Torino. Su iniziativa dell’assessore Fabrizio Ricca, è stato approvato lo schema di accordo tra Regione Piemonte e Prefettura e Città di Torino e altri enti per adesione, con il quale viene identificato un modello di governo innovativo di integrazione e collaborazione tra diversi soggetti istituzionali a garanzia delle esigenze di tutela della sicurezza dei cittadini.
Il documento comprende il rafforzamento della prevenzione e del controllo del territorio con sistemi di videosorveglianza anche sui mezzi pubblici, l’interscambio di informazioni sui fenomeni criminali, l’individuazione e regolamentazione delle aree urbane da sottoporre a particolare tutela e prevenzione, il miglioramento dell’illuminazione pubblica e dell’assetto urbano, interventi per l’inclusione sociale e la solidarietà sociale, il contrasto a forme di violenza sulle donne, progetti educativi alla legalità, azioni per lo sviluppo del territorio, l’introduzione di misure di “daspo” urbano.
Promozione turistica. Nel primo semestre 2020 la promozione turistica del Piemonte, come proposto dall’assessore Vittoria Poggio, avverrà, tra l’altro, con la partecipazione a fiere e borse in Italia e all’estero, iniziative di comarketing negli aeroporti e nelle ferrovie, valorizzazione delle linee ferroviarie storiche, promozione del turismo religioso, spirituale, culturale ed eno-gastronomico, acquisto di spazi pubblicitari su testate italiane ed estere, prosecuzione dei progetti legati al golf. Lo stanziamento complessivo è di 800.000 euro.

Profumo (Acri), nuovo accordo con Cdp

Francesco Profumo (al centro), presidente Acri
Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) e Acri - Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio. hanno sottoscritto un protocollo d’intesa, teso a rafforzare la presenza di Cdp sul territorio e a valorizzare il patrimonio di relazioni, esperienze e competenze delle Fondazioni di origine bancaria. L’accordo si pone l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la cooperazione tra la Cdp e le Fondazioni per lo sviluppo di progetti congiunti, a beneficio delle comunità locali.
Il protocollo, sottoscritto dal presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini, dall’amministratore delegato Fabrizio Palermo e dal presidente di Acri, Francesco Profumo (presidente anche della Compagnia di San Paolo, che è uno dei principali azionisti di Cdp) definisce la cornice di riferimento nazionale finalizzata alla promozione di specifici accordi territoriali di collaborazione fra Cdp e le singole Fondazioni.
Nel protocollo, si prevede di rafforzare la presenza territoriale di Cdp, anche attraverso l’apertura di punti informativi all’interno delle sedi delle Fondazioni e l’organizzazione di eventi locali, per illustrare i prodotti e le iniziative della Cassa. L’accordo auspica, inoltre, l’individuazione di possibili ulteriori ambiti di collaborazione tra Cdp e Fondazioni per la realizzazione di nuovi investimenti, quali housing sociale, innovazione delle piccole e medie imprese, ricerca tecnologica e infrastrutture.
L’accordo, che consentirà a Cdp di valorizzare le sinergie anche con i partner bancari e le istituzionali locali, si inserisce nell’ambito del nuovo approccio focalizzato sullo sviluppo sostenibile dei territori, attraverso un rinnovato sostegno alle pubbliche amministrazioni e alle imprese, con una particolare attenzione a quelle di media e piccola dimensione. L’attività viene ridisegnata in funzione delle esigenze delle comunità locali.
Gli sportelli informativi si affiancheranno alle nuove sedi territoriali di Cdp con l’obiettivo di costituire, entro il 2021, una rete territoriale integrata a livello nazionale.

L'app per migranti e bisognosi a Torino

A Torino, l’associazione Mosaico - Azioni per i Rifugiati, in collaborazione con il Comune di Torino, ha presentato “Oasi-On the Street”, progetto realizzato con il contributo della Compagnia di San Paolo. Evoluzione del progetto “Oasi”, creato da Mosaico nel 2018, per fornire orientamento e ascolto ai rifugiati in movimento su Torino, Oasi-On the Street è diventato un’app con informazioni utili a tutti i cittadini.
L’idea iniziale era proprio quella di proporsi come un’“oasi” di supporto per i richiedenti asilo; da lì il presidio nella stazione di ferroviaria di Porta Nuova, importante punto di transito per i migranti. Imbattendosi nei mediatori di strada di Oasi, donne e uomini di origini ed esperienze migratorie differenti, i rifugiati trovano persone pronte ad ascoltare e a fornire una guida verso la soluzione più appropriata ai loro bisogni. L’aiuto consiste in indicazioni sui servizi di prima necessità (cibo, dormitori, mappa di orientamento), questioni mediche, legali e amministrative.
In seguito a una prima, positiva esperienza, messa in pratica anche grazie al sostegno di Unhcr e al successivo appoggio del Comune di Torino, Oasi–On the Street potrà essere d’aiuto nel fronteggiare ulteriori situazioni di necessità, che non riguardano soltanto i migranti, ma tutte le persone che vivono momenti di difficoltà e vulnerabilità.
Grazie alla sempre più stretta collaborazione con le istituzioni locali (sociali, politiche, culturali), il progetto può contare su un innovativo strumento, mirato alla comunicazione dei servizi offerti dal territorio: un’app, sviluppata grazie agli specialisti della comunicazione di Web&Com e al lavoro di rifugiati, navigabile come una mappa virtuale, sulla quale si trovano tutti i principiali servizi utili alla cittadinanza, con orari e indirizzi sempre aggiornati.
In tal modo si intende favorire il processo di integrazione e di reciproca conoscenza tra istituzioni, società civile e popolazione immigrata sul territorio, a beneficio sia di coloro che si trovano in una condizione di particolare necessità prevalentemente (ma non esclusivamente) a causa del proprio status di rifugiati o richiedenti asilo, sia di tutta la cittadinanza torinese.
Alla presentazione hanno preso parte Ilaria Caramia di Compagnia di San Paolo, l’assessore ai Diritti del Comune di Torino, Marco Giusta, lo specialista Unhcr, Massimo Gnone, l’avvocato Daniela Di Rosa (Asgi) e i mediatori Khalil Moussa e Fartun Mohamed, antropologa ricercatrice.

Due premi internazionali al Politecnico per soluzioni di navigazione satellitare


Soo due i team del Politecnico di Torino che si sono aggiudicati due premi del concorso internazionale Galileo Masters: l’Italy Challenge e l’University Challenge. Si tratta di una competizione che promuove l'innovazione e il trasferimento tecnologico nel campo della navigazione satellitare e delle sue applicazioni. Un’iniziativa che nasce dalla volontà della Commissione europea di promuovere il settore dei sistemi di navigazione satellitare, Global Navigation Satellite Systems (Gnss), con particolare attenzione al sistema Galileo e alle sue applicazioni, come una delle opportunità tecnologiche e commerciali più rilevanti per l'Europa.
I premi sono stati assegnati da alcune delle istituzioni più rilevanti nel settore del Gnss, quali la European Gnss Agency (Gsa), la European Space Agency (Esa), il German Aerospace Center (Dlr) e da oltre 20 regioni europee.
A vincere l'Italy Challenge, gestita dall'Agenzia Spaziale Italiana e cofinanziata dalla Dg Grow della Commissione europea, è stata l’idea progettuale per smartphone Android proposta dal team studentesco dell’Ateneo torinese composto da Giampaolo Marinaro, recentemente laureato dall'Ict for Smart Societies, Alex Minetto e Neil Gogoi, dottorandi in navigazione satellitare al Dipartimento di Elettronica e telecomunicazioni e membri del gruppo Navsas.
Grazie alla vittoria, l'Agenzia Spaziale Italiana supporterà il team vincitore fornendo coaching sull'innovazione e promuovendo l'idea agli stakeholder, a livello italiano ed europeo. Inoltre, il progetto è stato classificato tra i migliori 10 vincitori dei premi regionali e speciali in competizione per il premio generale Galileo Master a livello europeo.
Altro importante risultato per il Politecnico di Torino, durante i Galileo Masters, è stato il secondo posto conquistato all’University Challenge dal team formato da quattro studenti che ha proposto I Search for Water. L'idea è stata sviluppata come follow-up del lavoro svolto in una challenge precedentemente effettuata presso Clik- Contamination Lab & Innovation Kitchen del Politecnico e proposta dal Centro interdipartimentale per la robotica di servizio – Pic4Ser, che si occupa delle applicazioni nell'ambito dell'agricoltura di precisione.
La soluzione tecnologica proposta si caratterizza per essere economica e di piccole dimensioni e adatta a piccoli droni. Grazie alle sue caratteristiche uniche, sarà uno degli strumenti intelligenti per l'agricoltura del futuro.

Servizi giudiziari delocalizzati nei Comuni

Prim incontro pubblico, nell’aula magna del Palazzo di Giustizia di Torino, sul progetto "Uffici di Prossimità", rivolto ai Comuni e alle Unioni di Comuni interessati alla manifestazione di interesse bandita dalla Regione Piemonte per candidarsi a ospitarne uno. A disposizione ci sono circa 3,3 milioni di euro fino al 2023.
L'obiettivo è fare del Comune un luogo di prima accoglienza, di ascolto, di orientamento e supporto per i soggetti più fragili e di collegamento diretto con gli uffici giudiziari competenti. Si potrà, a titolo esemplificativo, orientare e informare sugli istituti di protezione giuridica (tutele, curatele, amministrazioni di sostegno); disporre della modulistica adottata dagli uffici giudiziari di riferimento; dare supporto alla predisposizione degli atti che le parti (e gli ausiliari del giudice) possono redigere senza l’ausilio di un legale; inviare atti telematici agli uffici giudiziari; fornire consulenza sugli istituti di protezione giuridica.
L’attivazione di questi uffici, infatti, consente di delocalizzare alcune attività prima eseguibili esclusivamente negli uffici giudiziari e di integrare la rete dei servizi a tutela specialmente delle fasce deboli. Dal punto di vista del sistema giudiziario, sono sportelli decentrati, che, grazie al personale comunale, permettono ai cittadini di avere un riferimento vicino al luogo dove vivono e di usufruire di un servizio completo di orientamento e di consulenza.
Si tratta di un progetto di grande interesse - ha dichiarato Fabio Carosso, il vicepresidente e assessore agli Enti locali della Regione Piemonte - e sono felice di sapere che ci sono molti Comuni interessati. Evitare lo spopolamento dei paesi, soprattutto, nelle Terre Alte, è una nostra priorità, perché solo così si cura e si conserva il territorio. È quindi importante mantenere o creare nuovi servizi come questi, che non costringano chi abita in un piccolo paese a fare tanti chilometri per pratiche che oggi, grazie alla telematica, possono essere sbrigate tramite computer”.
Attualmente in Piemonte sono attivi tre Uffici di Prossimità: nell’Unione dei Comuni di Moncalieri-Trofarello-La Loggia, a Pinerolo e a Susa.
La riforma della geografia giudiziaria ha consentito una razionalizzazione delle risorse del sistema giustizia, ma ha contemporaneamente ridotto la presenza di uffici sul territorio, acuendo, peraltro, la pressione su quelli che sono stati mantenuti. Per assicurare, comunque, una “giustizia di prossimità” il ministero ha finanziato, grazie anche all’utilizzo del Fondo sociale europeo (Fse) e dal Fondo europeo di Sviluppo regionale (Fesr), un progetto complesso, diretto soprattutto alle “fasce deboli”, alla cui costruzione la Regione Piemonte sta lavorando insieme con la Liguria e la Toscana.

Fisco, entrate per 360 miliardi in 10 mesi solo dai giochi incassati quasi 13 miliardi

Nel periodo gennaio-ottobre 2019, le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 359,830 miliardi di euro, segnando un incremento di 5,432 miliardi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+1,5%), nonostante che il dato continui a essere condizionato dalla variazione negativa del 2,3%, registrata in febbraio e determinata dall’andamento dei versamenti dell’imposta sostitutiva sui risultati delle gestioni individuali di portafoglio (-665 milioni di euro) e dell’imposta sostitutiva dovuta sulle forme pensionistiche complementari e individuali (-712 milioni di euro).
In particolare, in ottobre, si evidenzia ancora un incremento di gettito pari a 2,313 miliardi (+7,1%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, influenzato dalle entrate delle imposte auto liquidate con un gettito Irpef pari a 2, 235 miliardi di euro (+553 milioni) e Ires pari a 1,349 miliardi (+102 milioni). Tali dati sono legati alla proroga, al 30 settembre, dei termini di versamento di tutte le imposte auto liquidate per i soggetti che svolgono attività economiche per le quali sono stati approvati gli indicatori di affidabilità (Isa).
Il Mef, ministero dell'Economia e delle finanze, inoltre, segnala nel mese l’andamento positivo delle ritenute Irpef da lavoro dipendente, pari a 454 milioni (+3,9%), con una crescita del 3,3% nel periodo gennaio-ottobre.
Le imposte dirette risultano pari a 193, 011 miliardi, con un incremento di 2,964 miliardi (+1,6%) rispetto al medesimo periodo del 2018. Il gettito Irpef mostra una crescita del 2,1% (+3,232 miliardi). Si segnala l’andamento positivo delle ritenute Irpef sui lavoratori del settore privato (+2,290 miliardi, pari a +3,4%) e sui dipendenti del settore pubblico (+1,891 miliardi, pari a +3,1%). E' emersa invece una diminuzione delle ritenute effettuate dai lavoratori autonomi (-1.013 miliardi, - 9,7%).
Tra le altre imposte dirette si segnala un incremento dello 0,3% dell’imposta sostitutiva sui redditi e delle ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale, mentre persiste la diminuzione dell’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (-741 milioni e -73,8%) che rispecchia le performance negative dei mercati nel corso del 2018. Anche l’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione mostra una diminuzione di 777 milioni, che riflette i risultati negativi dei rendimenti medi ottenuti nel 2018 dalle diverse tipologie di forme pensionistiche complementari.
Le imposte indirette, che ammontano a 166,819 miliardi, registrano una variazione positiva di 2,468 miliardi (+1,5%). Il risultato è dovuto all’andamento del gettito dell’Iva (+2,772 miliardi, +2,8%).
L’imposta sulle assicurazioni segna una diminuzione del 36,0% determinata dal recupero del maggiore acconto versato nel 2018 per effetto dell’aumento dell’aliquota, dal 40% al 58%, previsto dalla legge finanziaria per il 2018. L’imposta di bollo mostra un calo di 404 milioni (-7,1%) dovuto anche alle nuove disposizioni, in vigore dal 1 gennaio 2019, che hanno modificato le modalità di versamento dell’imposta sulle fatture elettroniche. In calo anche l’imposta di registro -191 milioni di euro (-4,7%).
Nei primi dieci mesi dell’anno, le entrate dai giochi ammontano a 12,863 milioni di euro (+7,0%).
Infine, le entrate tributarie erariali derivanti dall’attività di accertamento e controllo si attestano a 9,845 miliardi (+1, 406 miliardi, +16,7%).

In Italia il 20,3% è a rischio di povertà tasso tra i più alti dell'intera Europa

Nel 2018, in Italia, 12,230 milioni di persone (il 20,3% della popolazione, tasso stabile rispetto al 2017) risultano a rischio di povertà, cioè hanno un reddito netto equivalente, senza componenti figurative e in natura, inferiore a 10.106 euro, pari 842 euro al mese. L’8,5% (in diminuzione rispetto al 10,1% dell’anno precedente) si trova in condizioni di grave deprivazione materiale, mostra cioè almeno quattro dei nove segnali di deprivazione previsti. L’11,3% (11,8% nel 2017) vive in famiglie a bassa intensità di lavoro, ossia in famiglie con componenti tra i 18 e i 59 anni che, nell’anno di riferimento del reddito, hanno lavorato meno di un quinto del tempo.
Complessivamente - ha comunicato l'Istat - in Italia, la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale, che include coloro che si trovano in almeno una delle suddette tre condizioni, è pari al 27,3%, comunque in diminuzione rispetto al 28,9% del 2017 (anche a livello europeo, l’indicatore sintetico di rischio di povertà o esclusione sociale diminuisce negli anni 2017-2018, passando dal 22,4% al 21,7%).
Il dato del 2018 per l’Italia si mantiene inferiore a quello di Bulgaria (32,8%), Romania (32,5%), Grecia (31,8%), Lituania (28,3%), ma di gran lunga superiore a quello di Paesi come Repubblica Ceca (12,2%), Slovenia (16,2%) e dei Paesi europei più grandi come Francia (17,4%), Germania (18,7%) e Spagna (26,1).
In Italia, il Mezzogiorno rimane l’area con la percentuale più alta di individui a rischio di povertà o esclusione sociale (45,0%). In particolare, al Sud, si osserva un incremento del rischio di povertà da 33,1% nel 2017 a 34,4% nel 2018. Il dato più basso del rischio di povertà o esclusione sociale si registra nel Nord-Est con il 14,6%. La diminuzione del valore di questo indicatore riguarda soprattutto i residenti nel Nord-Ovest (da 20,7% nel 2017 a 16,8% nel 2018), in particolare per la più marcata riduzione dell’indicatore della grave deprivazione materiale. Si registra un miglioramento delle condizioni di vita anche per le persone che risiedono nel Nord-Est (da 16,1% a 14,6%) e nel Centro (da 25,3% a 23,1).
Anche nel 2018, l’incidenza del rischio di povertà o esclusione sociale è più elevata tra gli individui delle famiglie di coppie con tre o più figli (36,0%), nonostante un sensibile miglioramento rispetto allo scorso anno (41,1%) e in quelle monogenitore (35,4%; 38,8% nel 2017).
Diminuisce il rischio di povertà o esclusione sociale per quanti vivono prevalentemente di reddito da lavoro autonomo (da 32,4% a 28,6%) e di reddito da pensioni e/o trasferimenti pubblici (da 34,3% a 33,0%); per i primi, il calo è associato soprattutto alla diminuzione del rischio di povertà, mentre per i secondi alla diminuzione della grave deprivazione materiale. Pur rimanendo un valore elevato, si riduce anche il rischio di povertà o esclusione sociale tra coloro che vivono in famiglie con un solo percettore (42,5%).
Analogamente al 2017, chi vive in famiglie con almeno un cittadino straniero presenta un rischio di povertà o esclusione sociale sensibilmente più elevato (42,7%) rispetto a chi vive in famiglie composte solamente da italiani (25,5%). Il divario è ancora più accentuato sia per il rischio di povertà (36,2% contro 18,4% per le famiglie di soli italiani) sia per la grave deprivazione materiale (16,1% contro 7,6%), mentre la bassa intensità lavorativa risulta più che dimezzata tra gli individui in famiglie con almeno uno straniero (6,8% a fronte del 12,0% per le famiglie di soli italiani).

MagazziniOz e CasaOz esempi virtuosi d'inserimento lavorativo e di accoglienza


A cinque anni dalla nascita, i MagazziniOz hanno incontrato sostenitori e amici nella propria sede, a Torino, per l' evento intitolato “Sbilanciamoci/19. 5 anni di MagazziniOz. 12 anni di CasaOz. Un percorso unico fatto di storie, inclusione, cura”.
Sono stati condivisi, innanzi tutto, gli elementi che evidenziano la crescita dei MagazziniOz come realtà commerciale torinese, riuscendo a trasformarli in un eccellente esempio di imprenditoria sociale. Il focus, però, ha riguardato il cuore sociale di MagazziniOz, ovvero i percorsi di formazione professionale e inserimento lavorativo, specificamente rivolti a giovani e persone che partono da una situazione di svantaggio sociale, avendo particolari difficoltà nell’accedere al mondo del lavoro.
L’obiettivo dei percorsi di formazione e inserimento lavorativo è creare, attraverso un modello inclusivo innovativo, contesti che favoriscano l’integrazione effettiva di cittadini con disabilità e migranti, facendo dei MagazziniOz un luogo multiabile, multietnico e multiculturale.
Tale modello si realizza in due progetti attualmente attivi ai MagazziniOz, il primo dei quali è Il mio posto nel mondo - Imparando un lavoro con i MagazziniOz, che si confermano sede per la formazione e l’inserimento lavorativo di giovani diversamente abili, già ospitati da CasaOz o segnalati dai servizi territoriali. Si tratta di giovani che, giunti in età adulta, hanno il desiderio e il diritto di pensare e imparare come avvicinarsi al mondo del lavoro.
Il progetto è iniziato a fine 2018 e continuerà fino a dicembre 2021. I sostenitori finora sono Compagnia di San Paolo, Fondo di Beneficenza Intesa San Paolo, Fondazione San Zeno, Fondazione Cattolica Assicurazioni, Fondazione Bracco; Cuki Cofresco, Lavazza.
L'altro progetto della cooperativa è “La diversità è bellezza”, implementato a inizio 2019 e con durata anch’esso fino al 2021, che accompagna i giovani migranti, accolti nei programmi per titolari di protezione internazionale, nei percorsi formativi e di inserimento lavorativo. Fin dalla nascita i MagazziniOz si sono impegnati nell’inclusione di giovani migranti e, per questa attività, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha conferito alla cooperativa il premio “Welcome. Working for refugee integration” nell’anno 2018, un riconoscimento per il rilevante impegno dimostrato nella promozione di programmi specifici per l’inserimento lavorativo dei rifugiati. Il progetto è sostenuto finora da Reale Foundation.
I due progetti, nella loro durata triennale, hanno un costo totale di 780.000 euro e, a oggi. ne sono stati raccolti 586.500.
Dal 2014, i MagazziniOz hanno attivato 53 percorsi di inserimento lavorativo, di cui 44 percorsi sono stati rivolti a persone che partivano da una situazione di svantaggio (diversamente abili o migranti).
Sono state presentate anche le progettualità di CasaOz che, da oltre 12 anni, è un luogo di accoglienza per bambini e ragazzi che affrontano la malattia e per le loro famiglie. L’attività dell’associazione si diversifica in accoglienza diurna, rivolta a tutti i bambini, ragazzi e alle famiglie che vivono l’esperienza della malattia di un figlio; accoglienza notturna, servizio offerto grazie al progetto ResidenzeOz, ossia 4 mini-appartamenti messi a disposizione delle famiglie che giungono a Torino per garantire le cure necessarie ai propri figli negli ospedali del territorio. L’obiettivo di CasaOz è far ritrovare ai propri ospiti la quotidianità portata via dalla malattia.
Dal 2007, anno di inizio delle attività, CasaOz ha ospitato, per l’accoglienza diurna, oltre 2.300 persone per circa 80.000 presenze complessive e, per l’accoglienza notturna, circa 350 ospiti per circa 140 nuclei famigliari.
All’evento sono intervenuti alcuni sostenitori dei progetti di MagazziniOz tra cui Alberto Anfossi, Segretario generale di Compagnia di San Paolo; Adriano Tomba, Segretario generale di Fondazione Cattolica Assicurazioni; Federica Dindo, programme manager di Fondazione San Zeno; Carlo Bertolino, direttore marketing di Cuki Cofresco; Virginia Antonini, responsabile Sostenibilità di Reale Foundation.
Alberto Anfossi ha detto: “La Compagnia di San Paolo ritiene che i MagazziniOz rappresentino un interessante esempio di realtà che lavora sul territorio per offrire opportunità di formazione e occupazione, creando nello stesso tempo occasioni di incontro e condivisione per favorire la partecipazione alla vita sociale e l’inclusione di tutti. Inoltre, la Compagnia, in linea con gli orientamenti europei e nazionali, crede nell’economia sociale come generatore di valore e ricchezza, motore di sviluppo e di occupazione per il territorio. I MagazziniOz hanno proposto un nuovo modello che va in questa direzione: una collaborazione tra profit e no profit, una progettualità strutturata e un importante investimento negli ultimi anni per aumentare la competitività e innovare le pratiche manageriali, nell’ottica della sostenibilità”.

Federmanager: Brignolo nuovo presidente guida i dirigenti della provincia di Torino

Massimo Brignolo neo presidente
Federmanager Torino
Massimo Brignolo è il nuovo presidente di Federmanager Torino, l’associazione che rappresenta i dirigenti dell’area industriale della provincia. L’elezione di Brignolo, che succede a Renato Oscar Valentini, è avvenuta, a larga maggioranza.
Brignolo è un volto non nuovo in Federmanager, in quanto, dopo la fondamentale esperienza di rappresentanza sindacale nella rsa dei dirigenti della sede di Torino di Ibm Italia, già consigliere nazionale Federmanager e consigliere di amministrazione in carica di Fondazione Idi, ente paritetico tra Confapi, Confederazione italiana della Piccola e media  industria, e Federmanager.
Torinese, classe 1961, diploma universitario in Economia aziendale alla Saa di Torino, con più di 30 anni di esperienza nella grande azienda multinazionale dell’It, ha ricoperto ruoli a livello nazionale e europeo nell’area finanziaria e dei servizi. Si occupa attualmente di innovazione nei modelli di business e di sviluppo di piattaforme di ecosistema nei settori della grande distribuzione ed energy & utilities. Nella vita privata è tutore volontario di minori stranieri non accompagnati.
Queste le prime parole di Massimo Brignolo in qualità di presidente: “Ringrazio coloro che mi hanno preceduto e il Consiglio, espressione di tutti i soci, che mi ha assicurato la sua fiducia in uno snodo delicato per la nostra categoria. Dopo il fondamentale passaggio della firma del nuovo contratto nazionale per i Dirigenti d’industria, il nostro impegno nel territorio deve essere, innanzitutto, lo sviluppo di risposte sempre più efficaci alle richieste dei colleghi, siano essi in servizio, inoccupati e in pensione. Le differenti espressioni della nostra categoria, dalle sempre crescenti donne manager ai seniore,s passando per le giovani generazioni, ci chiamano a sfide diverse ma rappresentano la ricchezza di Federmanager, con il loro patrimonio di energia e progettualità. Sono i valori alla base del contributo che siamo chiamati a fornire al sistema delle imprese e alla società civile

Torino-aeroporto collegamento più veloce

Dall'8 dicembre nuovo servizio Express dall’Aeroporto di Torino per il centro città operato da Arriva Sadem. Il collegamento diretto, senza fermata intermedie, tra lo scalo di Caselle e le stazioni ferroviarie di Porta Susa e Porta Nuova dura 29 minuti (con Porta Susa), riducendo di circa 20 minuti il precedente tempo di percorrenza, grazie all’utilizzo del raccordo autostradale.
Il bus Express prevede partenze ogni mezz’ora, al minuto 0’ e al minuto 30’, dal lunedì al venerdì. In direzione Torino Airport la prima corsa alle 6, 30 e l’ultima alle 23,30; verso il centro città, invece, il primo alle 9, con l’ultima corsa alle 23. Nel weekend, la frequenza delle corse dirette è prevista ogni ora, con partenza al minuto 30’. In direzione Torino Airport la prima corsa alle 7,30 e l’ultima alle 22,30; verso il centro città, alle 7:30, con l’ultima corsa alle 22,30.
La riorganizzazione delle corse di Arriva Sadem sulla direttrice da Torino Airport verso il centro città mantiene comunque operativa anche l’offerta già esistente sul percorso locale, che prevede fermate, oltre che in Aeroporto, a Caselle Torinese, Borgaro Torinese e fermate intermedie a Torino, con partenza al minuto 15’ e 45’ e durata del tragitto pari a 40 minuti fino a Porta Susa e a 50 minuti fino a Porta Nuova.
Le tariffe di tutti i bus sulla linea Torino Airport-centro città sono pari a 7 euro per la corsa singola e 13 euro per andata e ritorno.

La radiografia Istat delle imprese agricole

In Italia, sono poco più di 1,5 milioni le unità produttive che operano principalmente, o come attività secondaria, nel settore agricolo. Hanno una superficie agricola utilizzata di circa 12,8 milioni di ettari, una dimensione media di 8,4 ettari e una produzione standard media di 38.700 euro. Le imprese agricole sono 413 mila (27,3% del totale) e detengono oltre il 65% della superficie agricola utilizzata (oltre 20 ettari la dimensione media).
Le imprese agricole attive rappresentano la tipologia di unità economicamente più rilevante: l’attività agricola è quella principale, organizzata sotto forma di impresa e rivolta principalmente al mercato. La loro dimensione economica assorbe il 75,8% della produzione standard complessiva. Le imprese agricole con un’azienda agricola associata specializzata in coltivazioni e/o allevamenti sono 397 mila (26,2%) mentre ammontano a circa 16 mila (1%) le imprese senza un’azienda agricola, operanti in attività di supporto all’agricoltura, nella silvicoltura e nella pesca e acquacoltura. Sono 86 mila le aziende agricole (5,7% del totale) gestite da imprese che operano in maniera prevalente in altri settori produttivi (5,5%), da istituzioni pubbliche e da istituzioni non profit (0,1%). Le aziende agricole il cui conduttore è una unità economica non attiva, che possono operare occasionalmente per il mercato, sono 550 mila (36,3% del totale) e utilizzano oltre il 22% della superficie agricola.
Infine, le aziende gestite da persone fisiche (famiglie), la cui principale ragione produttiva è quella dell’autoconsumo, sono oltre 465 mila (30,7% del totale) e risultano di piccolissime dimensioni (1,7 ettari per azienda). La piccola dimensione caratterizza principalmente le aziende agricole di persone fisiche: quelle con meno di 1 ettaro sono oltre 270 mila (58,6%), mentre quelle tra 1 e 5 ettari sono quasi 170 mila (36,4%).
Questi dati, riferiti al 31 dicembre 2017, sono stati forniti dall'Istat, l'istituto nazionale di statistica, con l'aggiunta che la maggior parte delle unità produttive agricole è concentrata nelle regioni del Sud. Puglia, Sicilia, Calabria e Campania sono le prime quattro regioni, dove si concentrano oltre 700 mila aziende (46,9% del totale). Tra le regioni del Nord. il Veneto ha il maggior numero di aziende (88 mila, il 5,8%). Nel Centro, il Lazio. con 100 mila aziende, copre il 6,9% del totale. Riguardo alla dimensione aziendale in termini di superficie utilizzata, a un valore di 8,4 ettari di media nazionale, corrispondono livelli regionali differenziati, con valori più elevati nelle regioni del Nord (20,5 ettari è la media in Lombardia, 14,7 in Emilia Romagna, 12,9 in Piemonte) e più contenuti al Sud (7,4 in Sicilia, 5,5 in Puglia, 4,2 in Campania) a eccezione della Sardegna (dimensione media di 20,1 ettari). Si conferma quindi l’esistenza di due sistemi agricoli differenziati: più strutturato al Nord e più polverizzato al Sud.
Questa peculiarità si riflette nella distribuzione regionale delle unità produttive per tipologia. Le imprese agricole tendono a essere la tipologia prevalente nelle regioni del Nord, risultato di un contesto agricolo altamente strutturato. In Lombardia si registrano circa 28 mila unità (54% della regione), 36 mila (52,4%) in Emilia Romagna, 32 mila (48,1%) in Piemonte.
Tra le aziende agricole, quelle con coltivazioni sono il 97,4% del totale. A livello territoriale, 338 mila aziende (23% delle aziende con coltivazioni) si trovano al Nord, 248 mila (16,8%) al Centro e 890 mila (60%) al Sud. Ciò è il risultato delle numerose aziende gestite da famiglie, più diffuse al Sud, orientate all’autoconsumo, in cui ricadono le coltivazioni di piccoli orti, frutteti, piccoli vigneti e oliveti.
Tra le aziende agricole, quelle con allevamenti sono 242 mila, circa il 16%. Nel Nord si registrano 85 mila aziende zootecniche, 47 mila nel Nord-Ovest e 44 mila nel Nord-Est; al Centro le aziende con allevamenti sono 40 mila, mentre nel Sud ne risultano 103 mila, grazie allo spiccato orientamento zootecnico di alcune regioni, come la Sardegna.
In termini di occupazione le 413 mila imprese agricole occupano, complessivamente, circa 815 mila addetti. La prevalenza di micro imprese è confermata dalle oltre 407 mila imprese con meno di 10 addetti, che rappresentano il 98,6% del totale e occupano l’84% degli addetti. L’11,5% degli addetti, pari a 93 mila, lavora nelle imprese da 10 a 49 addetti, che rappresentano l’1,3% (5 mila imprese). Soltanto lo 0,1% delle imprese impiega più di 50 addetti, assorbendo il 4,5% dell’occupazione complessiva (oltre 36 mila addetti).
La struttura delle imprese agricole in termini di attività economica si presenta caratterizzata da una forte concentrazione dell’occupazione nella coltivazione delle colture, dove troviamo oltre 280 mila imprese (68,3%), con oltre 520 mila addetti (il 64,2% degli addetti totali); nell’allevamento di animali si registrano quasi 45 mila imprese (10,9%), con oltre 90 mila addetti (11,2%), e nelle coltivazioni agricole associate all'allevamento di animali (attività mista) le imprese sono oltre 50 mila (12,4%) e occupano 94 mila addetti (11,6%). La dimensione media per addetto delle imprese agricole a livello nazionale si attesta a 2 addetti per impresa.
Differenze si registrano a seconda del tipo di attività svolta, con dimensioni medie più basse nelle coltivazioni di colture, 1,9 nelle colture non permanenti e 1,8 in quelle permanenti, più alte nella pesca, 4,2 addetti per impresa, nella riproduzione di piante, 4 addetti per impresa, nelle attività di supporto agricoltura e attività successive alla raccolta 3,5. Sono il 39% le imprese agricole con dipendenti.

Lubrano: come prevenire l'ernia inguinale

Di Ernesto Bodini
“Pochi sanno che in Italia, come in tutti i Paesi industrializzati, l’intervento per il trattamento dell’ernia inguinale è il più diffuso nell’ambito della chirurgia generale”. Lo ha detto Tommaso Lubrano, chirurgo e responsabile del Day surgery centralizzato all'ospedale torinese delle Molinette, durante un incontro del ciclo “I lunedì della salute e della prevenzione”, precisando subito che “ nel nostro Paese, ogni anno, vengono effettuati oltre 200 mila interventi di ernia inguinale, con accorgimenti sempre più innovativi, con l’applicazione di una protesi di concreta soluzione ideata dall’italo-americano Ermanno Trabucco, il quale contributi alla evoluzione ulteriore della alloplastica dell’ernia inguinale introducendo il concetto di “sutureless”, ossia abolizione completa delle suture comunemente intese”.
A Torino, il centro di eccellenza per questo tipo di intervento si trova alle Molinette, dove viene effettuato in anestesia locale, con ricovero e dimissione in giornata.
Quali le cause di questa patologia, considerata oggi una manifestazione locale di una malattia sistemica, ossia che interessa anche altri organi? Tommaso Lubrano ha risposto che sono da considerare il peso eccessivo (obesità) come pure uno sforzo improvviso, forti colpi di tosse e la pratica di sport estremi. Ma una nuova teoria scientifica conferma come causa principale dell’ernia, oltre alla predisposizione familiare, una alterazione delle collagene connettivale (il tessuto connettivo fornisce supporto strutturale e metabolico agli altri tessuti), tant’è che la conseguenza è una anomalia delle fibre della fascia trasversale.
Comunque, è stato dimostrato che, oltre a determinati sforzi traumatici, l’ernia inguinale può manifestarsi, verosimilmente, a causa di deficit nutrizionali. “Entrano in gioco – ha spiegato Tommaso Lubrano – la dieta e la qualità degli alimenti come cibi raffinati, prodotti a base di farine bianche povere di vitamine, minerali, fibre e zuccheri, che creano una dipendenza tale da indurre a continuare a mangiare per mantenere costanti i livelli glicemici; il relativo conseguente innalzamento dei valori del glucosio e dei grassi, con la conseguente formazione di adipe, ossia la classica pancetta”.
Un quadro “disfunzionale” dal punto di vista alimentare, ancorché aggravato dall’assunzione eccessiva di zuccheri, mentre un consumo più razionale compensa il rapporto tra carboidrati semplici e complessi.
Ecco che la prevenzione per evitare questa patologia ha ragione d’essere principalmente in una adeguata alimentazione e, al tempo stesso, in un più corretto stile di vita. Aspetti ampiamente ripresi da Cecilia Lubrano, la quale ha sottolineato che l’alimentazione può interagire e alleviare i disturbi dell’ernia. “Si pensa che la dieta mediterranea sia utile in quanto nutrizionalmente più completa, ma se si assumono alimenti “non adeguati” - ha spiegato - si va incontro all’eccesso di peso, che comporta, a sua volta, un aumento del grasso addominale-viscerale e un’infiammazione corporea. È bene, quindi, evitare una vita sedentaria e il fumo, il cui abuso è causa di alterazione delle proteine collagene. Tra gli alimenti della dieta mediterranea che sono maggiormente correlati all’ernia inguinale vi è il pesce, quale elemento proteico dall’elevato valore biologico, altamente digeribile e quindi molto indicato per chi soffre di reflusso gastroesofageo e di ernia iatale”.
Il pesce, in effetti, è ricco anche di acidi grassi e omega 3, in particolare dall’effetto nutraceutrico, con ricadute positive tali da ridurre l’infiammazione intestinale e contiene, Inoltre, minerali come il selenio, il ferro, lo iodio, il calcio, il fosforo e lo zinco (quest’ultimo utile alla sintesi della collagene, che è alla base del tessuto connettivo), come pure vitamine soprattutto del gruppo B. “Altri alimenti da consumare per una più appropriata dieta alimentare – ha aggiunto Cecilia Lubrano, biologa nutrizionista, nella sua relazione – sono le verdure ricche soprattutto di fibre, le quali hanno la proprietà di aumentare il senso di sazietà, incrementare il bolo alimentare e facilitare la regolarità intestinale; quindi, molto utili per i soggetti che soffrono di stipsi. Il potere antiossidante di queste vitamine contro i radicali liberi, sono anche ricche di calcio e magnesio; quest’ultimo contribuisce a ridurre le recidive dell’ernia inguinale, la cui carenza è causa dell’indebolimento del tessuto connettivo. Idem per il consumo di frutta che in parte contiene la vitamina C, la quale contribuisce al mantenimento dell’integrità del tessuto muscolare addominale; mentre i latticini ne favoriscono la motilità riducendo la stipsi”.
Secondo Cecilia Lubrano, infine, sono molto consigliate le farine integrali, il cui indice glicemico è minore; ma è opportuno anche consumare meno cibi fritti e meno frattaglie (inclusi gli insaccati), in quanto poco nutrizionali e molto ipercalorici. In buona sostanza, una corretta dieta alimentare e, come sempre, un adeguato stile di vita sono i presupposti per avere una più “normale” evacuazione… e per evitare un intervento chirurgico di ernia inguinale.

Nuovo servizio della Camera di commercio per le imprese del settore agroalimentare

La Camera di commercio di Torino ha comunicato che è a disposizione delle imprese un nuovo strumento, completamente digitale, che fornisce un supporto per la creazione e l’aggiornamento dell’etichetta alimentare, in una fase in cui la legislazione nazionale ed europea sulla sicurezza dei prodotti è stata arricchita da contributi di difficile comprensione per i non addetti ai lavori, che devono però adeguarsi.
Il nuovo portale nasce dall’esperienza maturata attraverso lo Sportello Etichettatura e Sicurezza Alimentare, un servizio di primo orientamento nato nel 2009 a Torino e in Piemonte e attualmente attivo in più di 60 province italiane” ha dichiarato il presidente della Camera di commercio di Torino, Vincenzo Ilotte, aggiungendo che “la costante crescita dello Sportello ha fatto emergere l’esigenza di offrire alle imprese un supporto digitale ancora più strutturato, fruibile, funzionale e con maggiori contenuti”.
Il nuovo portale è un progetto di sistema, dove sono presenti caratteristiche di digitalizzazione del flusso di lavoro, semplificazione e integrazione dei servizi: un’interfaccia moderna e “user friendly” per l’accesso al primo orientamento e alla consulenza su temi complessi come quello dell'etichettatura dei prodotti.
Il progetto è realizzato dalla Camera di commercio di Torino e dal suo Laboratorio Chimico, sotto l’egida di Unioncamere nazionale e con la collaborazione, finora, di 30 enti camerali, che nel Portale mettono a disposizione delle proprie imprese contenuti personalizzati, come schede di prodotti tipici o più rappresentativi.
Per accedere al Portale dell’Etichettatura Alimentare, le imprese che operano nel settore agroalimentare devono effettuare una registrazione, a seguito della quale potranno poi accedere alla loro area riservata per inserire i quesiti e usufruire delle future funzionalità. Le risposte ai quesiti vengono inserite direttamente sul Portale, in modo che le aziende possano accedere e consultare agevolmente lo storico dei quesiti.
Il Portale è accessibile a tutti, compresi i consumatori, per consultare il materiale informativo disponibile, in particolare i riferimenti normativi “orizzontali” di etichettatura, le schede dei prodotti del territorio relative agli enti che hanno aderito al progetto e le Faq con le risposte finora elaborate.

Anche la "benedizione" di Giuliano Amato per gli Stati Generali di Fondazione Crt (Alle Ogr oltre mille personalità locali)

Massimo Lapucci e Giovanni Quaglia
rispettivamente Segretario generale e presidente Fondazione Crt
Si intitola “Coltivando il futuro” l’evento che Fondazione Crt ha in programma il 6 dicembre, alle ore 10, a Torino, alle Ogr, in corso Castelfidardo 22, a conclusione degli “Stati Generali”, percorso di ascolto delle comunità di Piemonte, Valle d’Aosta e, più in generale, del Nord Ovest, durato quasi due anni e organizzati per ridefinire le strategie di azione della Fondazione per il decennio 2020-2030.
A presentare i risultati degli Stati Generali, il presidente della Fondazione Crt, Giovanni Quaglia, con il Segretario generale, Massimo Lapucci.
Per l’occasione, nella Sala Fucine delle Ogr sono attese mille persone, tra rappresentanti di istituzioni, finanza, economia, fondazioni, oltre che opinion leader, protagonisti del mondo della cultura, delle Università, del terzo settore, del volontariato, della ricerca, dell’innovazione. Sono stati invitati anche tutti i 1.300 sindaci del Piemonte e della Valle d’Aosta.
All’evento in Ogr interviene il sociologo Aldo Bonomi, fondatore e direttore del consorzio Aaster, impegnato nel lavoro di ricerca e analisi di tutto il materiale raccolto attraverso campagne di interviste, eventi territoriali e tematici dedicati alla cultura, al welfare, al volontariato, alla ricerca, all’innovazione, all’educazione e alla formazione del capitale umano.
A seguire, tre talk show, moderati dalla direttrice del Circolo dei Lettori, Maurizia Rebola. Per l’arte e la cultura intervengono il direttore di Piemonte dal Vivo, Matteo Negrin, il direttore di Fondazione Artea, Alessandro Isaia e la vice presidente di Siat-Società degli Ingegneri e degli Architetti di Torino, Beatrice Coda Negozio.
Al talk show welfare partecipano Paola Gargano, project manager dell’Associazione Asai, impegnata in iniziative di contrasto all’abbandono scolastico nei quartieri torinesi di San Salvario, Barriera di Milano e Porta Palazzo; Mario Ferretti, vice residente di Doc, società cooperativa sociale Torino e presidente di Sharing, società di gestione di progetti di housing sociale; Silvio Venuti, direttore del distretto Asl Torino 3, coinvolto attivamente in progetti di inclusione delle persone con disabilità; Claudia Corbelli, volontaria della Protezione civile (coordinamento provinciale del Verbano-Cusio-Ossola); Beatrice Verri, direttrice della Fondazione Nuto Revelli.
Al talk show ricerca e l’innovazione intervengono la scienziata dei big data, Daniela Paolotti, di Fondazione Isi e tre ex Talenti della Fondazione Crt: Giulia Moscatello, fundraiser per la Fondazione Faro, Emilia Sannino di Fondazione Ecm e Daniele Conti, giovane startupper.
Riceve un riconoscimento dalla Fondazione Crt il presidente emerito della Corte Costituzionale, Gustavo Zagrebelsky, uno dei “padri” delle Fondazioni italiane insieme con Giuliano Amato, autore dell’omonima legge istitutiva delle Fondazioni.
In un messaggio inviato al presidente Quaglia, Giuliano Amato esprime “apprezzamento e personale soddisfazione per lo sviluppo a cui sono giunti il mondo delle Fondazioni di origini bancarie e quello, ancora più grande, delle realtà associative di cui esse sono partecipi”.
Scrive Amato: “Non potrebbe esservi testimonianza migliore dei risultati conseguiti a seguito della riforma che, negli anni novanta, portò alla creazione delle Fondazioni. L’intento era quello di dotare anche l’Italia di istituzioni non profit all’altezza di quelle esistenti in altri Paesi. La scommessa è stata vinta ed è giusto dire che le Fondazioni di origine bancaria hanno contribuito in misura rilevante all’allargamento e all’irrobustimento di quel mondo non profit, che è oggi presente con un ruolo primario nella nostra società. Che le formazioni intermedie siano essenziali per la tenuta e per il governo stesso della società contemporanea è una verità scritta nella nostra Costituzione,e tuttora irrefutabile. Una ragione in più per apprezzare, nel ruolo che svolgono, le Fondazioni di origine bancarie”.
La Fondazione Crt, ente non profit nato il 20 dicembre 1991, è la terza Fondazione di origine bancaria italiana per entità del patrimonio, pari a circa 3 miliardi di euro a valori correnti di mercato. In 28 anni di attività, ha distribuito risorse per 1,9 miliardi, consentendo la realizzazione di più di 40.000 interventi per in tutti Comuni piemontesi e valdostani. Inoltre, con un investimento di 100 milioni di euro, la Fondazione Crt ha interamente riqualificato le Ogr di Torino, ex Officine dei treni riconvertite in un innovativo centro per la cultura contemporanea, l'arte, la ricerca e l'accelerazione di start-up. In aggiunta alle erogazioni, la Fondazione Crt promuove modalità di intervento ispirate alla logica della venture philanthropy e dell’impact investing.