Reputazione top manager su web: 1° Cairo John Elkann riconquista il terzo posto Risaliti anche Manley, Agnelli e Bastioli

Urbano Cairo, con un giovanissimo tifoso del Toro
Grande rimonta di John Elkann, il mese scorso, nella classifica della reputazione web dei cento top manager italiani. Nella graduatoria di novembre, infatti, il presidente e amministratore delegato di Exor oltre che numero uno della famiglia Agnelli-Elkann-Nasi (è presidente della superholding Giovanni Agnelli & C, nonché di Fca e Ferrari), è risalito sul podio, riconquistando la terza posizione, che aveva perso il mese prima, calando al settimo.
John Elkann è stato premiato per avere concluso il maxi e clamoroso accordo per la fusione Fca-Psa (Peugeot, Citroen, Ds e Opel-Vauhall) e per l'operazione Gedi, in seguito alla quale Exor rileverà dalla Cir-Cofide della Fratelli De Benedetti il controllo del gruppo editoriale formato da Repubblica, la Stampa, il Secolo XIX, l'Espresso, 13 quotidiani locali, tre radio e la società di pubblicità Manzoni.
John Elkann ha avuto 64,57 punti (ne aveva 60,33 in ottobre e 62,61 in settembre), meno soltanto di Francesco Starace, amministratore delegato dell'Enel (68,26) e di Urbano Cairo (73,85), costantemente in testa, nonostante abbia registrato un calo di consensi, dato che in ottobre aveva ottenuto 76,70 punti e addirittura 79,38 in settembre. Alessandrino-milanese, Urbano Cairo è presidente di Rcs Mediagroup, che edita anche il Corriere della Sera, della sua controllante Cairo Communication, proprietaria di numerose riviste perdiodiche, della tv La 7 e, fra l'altro, del Torino Calcio, società granata con una storia gloriosa e un presente altalenante.
In novembre ha invece perso una posizione Carlo Messina, l'amministratore delegato e direttore generale di Intesa Sanpaolo, il colosso finanziario italiano che ha come maggiore azionista singolo la torinese Compagnia di San Paolo, presieduta da Francesco Profumo. Carlo Messina, è diventato sesto con 59,71 punti, dopo che, in ottobre, aveva rimontato due posizioni, avendo avuto 61,34 punti contro i 57,8 di settembre e i 58,48 di agosto.
L'affare Fiat Chrysler Automobiles-Peugeot ha rilanciato anche Mike Manley, l'amministratore delegato di Fca, che in ottobre era precipitato al quarantaquattresimo posto con 44,23 punti, dal trentacinquesimo di settembre, quando ne aveva avuti 49,20 (in agosto 53,30). A Mike Manley, infatti, in novembre è stato attribuita la posizione numero 28, in seguito al punteggio di 50,36.
A riprendere quota, il mese scorso, è stato pure Andrea Agnelli, presidente della Juventus e neo Torinese dell'Anno, riconoscimento attribuitogli dalla locale Camera di commercio. Andrea Agnelli ha avuto 53,56 punti, che valgono il diciannovesimo posto; mentre era ventiseiesimo in ottobre con 51,37 punti. In settembre, Andrea Agnelli era diciottesimo con 53,15 punti e ventesimo in agosto con 52,97.
Ancora più su di Mike Manley e di Andrea Agnelli si è piazzata la novarese Catia Bastioli, presidente di Terna e amministratore delegato di Novamont. Catia Bastioli è diventata diciottesima con 53,74 punti, scalando ancora una posizione rispetto a ottobre (era diciannovesima con 52,95 punti), cinque rispetto a settembre (51,11 punti) e addirittura 14 rispetto ad agosto, quando era finita trentaduesima con 50,46 punti.
Invece, ha mantenuto la stessa posizione precedente la torinese Elisabetta Ripa, amministratore delegato e direttore generale di Open Fiber, la società dell'Enel e della Cassa Depositi e Prestiti (50% del capitale ciascuna), costituita con l'obiettivo di realizzare l'installazione, la fornitura e la gestione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica in tutta la Penisola (il piano industriale 2018-2027 prevede investimenti per 6,5 miliardi di euro).
Elisabetta Ripa, infatti, è rimasta al quarantatreesimo posto, con 47,18 punti (47,23 punti in ottobre), mentre era al quarantacinquesimo in settembre (47,36 punti). Però era al quarantesimo in agosto, quando aveva ottenuto 48,34 punti.
Elisabetta Ripa, nata nel 1965 sotto la Mole, laurea in Economia e commercio e ulteriori studi all'Insead di Fontainbleau, fra l'altro consigliere di amministrazione della quotata novarese Autogrill, è entrata nella classifica di Top Manager Reputation, per la prima volta, nel mese di febbraio, quando era risultata quarantaduesima.
Tra i piemontesi che figurano tra i primi cento top manager italiani per reputazione su Internet, hanno migliorato il loro piazzamento, rispetto al mese precedente, anche Gian Maria Gros-Pietro, Oscar Farinetti e Rodolfo De Benedetti.
Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo e, fra l'altro, di Astm, la quotata dei Gavio destinata ad assorbire la controlla Sias, è risultato sessantesimo, con 43,97 punti; mentre era sessantatreesimo in ottobre con 43,59 punti (aveva avuto 42,89 punti in settembre e 43,48 in agosto.
Quanto al cuneese Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, la catena enogastronomica nazionale diffusa in tutto il mondo, entrato per la prima volta fra i top cento in agosto, in novembre è finito sessantottesimo con 41,63 punti. Rispetto a ottobre ha guadagnato quattro posizioni (41,48 punti). In agosto si era piazzato sessantanovesimo con 42,13 punti. Nato 65 anni fa ad Alba, sposato con Gabriella Defilé, laurea honoris causa in Economia conferitagli dall'Università di Urbino, imprenditore innovativo e di gran successo, controlla o ha partecipazioni in diverse aziende. Può vantare numerosi premi e ha anche scritto alcuni libri.
Rodolfo De Benedetti, primogenito di Carlo e presidente di Cofide, la holding dei tre fratelli alla quale fanno capo anche Cir, Sogefi e, finora, Gedi-Gruppo Editoriale, nella graduatoria di novembre figura settantaseiesimo con 39,86 punti, tre posti più in alto che in ottobre (39,79 punti). In settembre era settantasettesimo con 39,76 punti e in agosto ne aveva avuti 40,13. Rodolfo De Benedetti, con i due fratelli, è stato contestato dal padre Carlo, per la gestione della Gedi, che, comunque, ha respinto la proposta di acquisto dell'Ingegnere, al quale è stato preferita la Exor di John Elkann.
Sono scesi in classifica, invece, Gabriele Galateri e Lapo Civiletti. Infatti, Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali, tra i maggiori gruppi assicurativi al mondo, è diventato cinquantasettesimo (44,34 punti), mentre era risalito al cinquantaseiesimo posto in ottobre, con 44,36, avanzando di uno rispetto a settembre (44,58 punti) e dal sessantesimo che aveva occupato in agosto, con 44,20 punti.
Infine, Lapo Civiletti, amministratore delegato della Ferrero, la cui quotazione è stata di 36,98 punti, che valgono il posto numero 87, due meno di ottobre (37,42 punti,) e tre meno che in settembre (37,04 punti). Anche in agosto Lapo Civiletti era finiti ottantacinquesimo. Nononostante le nuove acquisizioni e i brillanti risultati di bilancio del colosso dolciario nato ad Alba, che ha lanciato la sfida al Mulino Bianco della Barilla con la sua nuova linea di biscotti, Lapo Civiletti resta in ombra, a causa della netta prevalenza di Giovanni Ferrero, l'erede dell'indimenticabile Michele.
Top Manager Reputation valuta le prime cento figure apicali delle imprese attive nel nostro Paese distinguendo la reputazione, istantanea e storica, derivante dall'immagine percepita, dalla presenza digitale e, fra l'altro, dall'impatto reputazionale dalla semplice notorietà.

Per i consumi in Italia si spendono ancora 17 miliardi di euro meno di dodici anni fa per i redditi bassi e l'aumento delle tasse

Dopo dodici anni, la crisi dei consumi non è ancora stata archiviata: le famiglie italiane spendono 17 miliardi di euro in meno rispetto a quanto spendessero nel 2007. E nel 2019 la spesa ha rallentato di nuovo: nei primi sei mesi dell’anno è diminuita di 43 milioni di euro e l’anno si chiuderà con una dinamica più bassa di mezzo punto rispetto agli altri grandi Paesi europei.
È quanto emerge dai dati diffusi da Confesercenti in occasione della Convention 2019, organizzata dall’associazione di piccole e medie imprese.
A non aver recuperato sono soprattutto le spese per i trasporti (-12% rispetto al 2007), quelle per cibi e bevande (-6%) e per la moda (-4%).
L’abbigliamento, in particolare, è una crisi nella crisi: la spesa delle famiglie per il vestiario è quella che è stata tagliata per prima, per un totale di oltre 2 miliardi in meno. Crescono solo le spese in telefonia, audio, video foto (più che raddoppiate a prezzi costanti), per la sanità (+3%), per vacanze, pasti fuori casa (+9%) e consumi digitali.
Nessun altro grande Paese dell’Unione europea è in queste condizioni. Da quando è scoppiata la crisi, l’Italia ha perso, ogni anno, 16 miliardi di consumi nei confronti della Germania, 9 miliardi rispetto a Francia, Olanda e Portogallo, 2 miliardi relativamente alla Spagna. Se il confronto viene al di fuori dell’euro, la perdita annua supera i 25 miliardi rispetto al Regno Unito e sfiora i 30 miliardi nei confronti degli Stati Uniti.
I consumi sono penalizzati dalla debolissima dinamica dei redditi delle famiglie. Dal 2007 a oggi, i redditi da lavoro sono aumentati in Italia del 18%, contro il 55% della Germania, il 30% dell’Olanda, e della Francia, il 40% del Regno Unito e il 46% degli Stati Uniti.
Ma a pesare è anche l’aumento del fisco, cresciuto, nel periodo, più velocemente dei redditi. Sempre dal 2007 a oggi, le imposte sono aumentate rispetto ai redditi solo in Italia (+1 un punto) e in Germania (+1,7 punti); mentre sono diminuite, sempre rispetto ai redditi, del 28% in Portogallo, del 20% in Francia, del 10% in Spagna.
Dati che evidenziano la necessità di un piano progressivo di riduzione delle imposte anche nel nostro Paese, che non può però essere portato avanti in deficit: al contrario, è necessario ancorare il programma a una credibile azione di recupero delle risorse all’interno del bilancio stesso. Questa può essere individuata anche solo in una stabilizzazione (non in una riduzione) dei livelli della spesa corrente.
Negli ultimi anni si è innescato un circolo vizioso – ha commentato la presidente di Confesercenti, Patrizia De Luise - le difficoltà di bilancio hanno portato a un aumento delle imposte, che a loro volta hanno soffocato consumi e Pil e creato, quindi, nuovi squilibri per la finanza pubblica. Bisogna spezzare il cerchio: serve un patto per bloccare la spesa pubblica. Secondo le simulazioni condotte da Cer per Confesercenti, se si fermasse la spesa pubblica per due anni ai livelli del 2019, risparmieremmo 22 miliardi in un biennio. Risorse sufficienti per rafforzare la riduzione del cuneo fiscale, già presente nella manovra e recuperare la crescita dei consumi delle famiglie”.

Edilizia, in Piemonte occupazione -3,9% più compravendite di case, prezzi in calo

Il settore delle costruzioni, dopo una fase di recupero, nell’autunno 2019 manifesta alcuni segnali di incertezza su produzione e fiducia. Le più recenti tendenze di domanda e offerta nel comparto dell’edilizia sono esaminate nel report presentato all’assemblea di Anaepa-Confartigianato Edilizia.
Sul lato della domanda, le compravendite di immobili residenziali sono in fase di recupero dal 2013 e nel 2018 segnano una crescita del +6,5% che consolida il +5,0% rilevato nel 2017. Nei primi nove mesi del 2019 persiste una crescita del 5,7% su base annua.
Il dinamismo del mercato immobiliare non si trasmette sui prezzi delle abitazioni che, valutati in termini reali, continuano a mantenersi in territorio negativo dal 2016. Nel confronto internazionale, al secondo trimestre del 2019 i prezzi reali in Italia registrano un calo dello 0,8%, in controtendenza rispetto alla dinamica degli altri paesi dell’Unione Europea (a eccezione della Romania, che segna una flessione del 2,3%). Tra 2014 e 2019 l’Italia cumula una diminuzione dei prezzi delle abitazioni del 7,9%, l’unico tra i paesi dell’Unione in calo nel periodo in esame.
Nel 2019, circa un decimo (9,4%) delle famiglie è propenso alla manutenzione straordinaria dell’abitazione. Su questo fronte è positiva la prevista conferma nella legge di bilancio 2020 degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni e l’efficientamento energetico delle abitazioni, anche se persistono forti criticità connesse con lo sconto in fattura per l’ecobonus, su cui Confartigianato chiede l’abolizione di una norma lesiva della concorrenza.
Le attività di recupero degli immobili assumono una centralità nell’attività delle imprese delle costruzioni, addensando i tre quarti (74,0%) del valore della produzione del settore, per un valore di 123,7 miliardi di euro. Nel dettaglio, i lavori che usufruiscono di incentivi fiscali valgono 28,1 miliardi di euro, pari al 16,8% della produzione del settore.
Gli investimenti necessari al raggiungimento degli obiettivi 2030 su clima ed energia indicati dall’Unione europea si concentrano per il 49% in interventi finalizzati ad aumentare l’efficienza energetica delle abitazioni, un ambito in cui le micro e piccole imprese e l’artigianato delle costruzioni giocano un ruolo cruciale.
Sul lato dell’offerta, nel 2018 le costruzioni sono il macro settore più dinamico in termini di produttività del lavoro con una crescita del +2,2%, in controtendenza rispetto alla flessione dello 0,3% del totale dell’economia; va ricordato, però, che nel lungo periodo, tra 2014 e 2018, il settore evidenzia un ristagno della produttività (-0,1%), a fronte di un aumento dello 0,3% del totale dell’economia.
Al secondo trimestre del 2019, l’occupazione delle costruzioni nell’Eurozona segna un aumento del 2,6% su base annua e, tra i principali paesi, l’Italia è l’unico in calo, con una variazione del -1,2% mentre la Spagna cresce dell’8,8%, la Francia del 3,1% e la Germania dell’1,2%.
Su questo fronte va ricordato che il settore delle costruzioni è quello che ha registrato il maggiore impatto negativo dei due cicli recessivi profondi e prolungati dell’economia italiana, segnando una perdita di 551 mila occupati nell’arco di dieci anni.
Il trend dell’occupazione presenta ampie differenziazioni a livello territoriale: tra le principali regioni italiane spunti positivi arrivano dall’Emilia-Romagna, che fa registrare un aumento del 10,8%, dal Veneto con il +5,8% e dal Lazio con il +4,4%. All’opposto, segnali negativi pervengono dalla Toscana, che registra un calo del 6,6%, la Puglia è a -4,1%, il Piemonte a -3,9%, la Sicilia a -3,7%, la Campania a -2,9% e la Lombardia a -1,4%.

Censis: ecco il termometro della sanità

Il rapporto degli italiani con la sanità è sempre più improntato a una logica combinatoria: per avere ciò di cui hanno bisogno per la propria salute, si rivolgono sia al Servizio sanitario nazionale (Ssn), sia a operatori e strutture private, a pagamento. Nell’ultimo anno, il 62% degli italiani che ha avuto almeno una prestazione nel pubblico ne ha fatta anche almeno una nella sanità a pagamento: il 56,7% di chi ha un reddito basso e il 68,9% di chi ha un reddito di oltre 50.000 euro annui.
Lo ha rilevato il Censis, secondo il quale ci si rivolge al di fuori del Ssn sia per motivi soggettivi, per il desiderio di avere ciò che si vuole nei tempi e nelle modalità preferite, sia per le difficoltà di accedere al pubblico, a causa di liste d’attesa troppo lunghe.
Nell’ultimo anno, su 100 prestazioni rientranti nei Livelli essenziali di assistenza che i cittadini hanno provato a prenotare nel pubblico, 27,9 sono transitate nella sanità a pagamento. Marcate le differenze territoriali: il 22,6% nel Nord-Ovest, il 20,7% nel Nord-Est, il 31,6% nel Centro, il 33,2% al Sud.
Forte è la pressione della spesa sanitaria privata: per l’81,5% degli italiani pesa molto o abbastanza sul bilancio familiare (il 77,8% di chi risiede nel Nord-Ovest, il 76,5% nel Nord-Est, l’82,5% nel Centro, l’86,2% al Sud).
Per il 41,3% degli italiani, stare bene significa trovarsi in uno stato di benessere psicologico, di soddisfazione, tranquillità e felicità. Dieci anni fa solo il 17,4% degli italiani la pensava così. Nella nuova e allargata concezione di benessere, che si è affermata nell’ultimo decennio, un ruolo significativo spetta alla sessualità. Il 71,4% dei 18-40enni italiani che hanno rapporti sessuali è molto o abbastanza soddisfatto della propria vita, mentre la quota scende al 52,5% tra chi non ha rapporti sessuali.
Se una vita sessuale soddisfacente innalza il benessere soggettivo, su un ambito decisivo per la salute come quello della prevenzione sessuale i giovani sono ancora un passo indietro, con comportamenti poco attenti a mettersi al riparo dai rischi. Il 57,9% dei 18-40enni ha fatto sesso senza usare alcun metodo contraccettivo e il 18,2% ha utilizzato il coito interrotto. Solo il 21,6% dei millennial ha sempre utilizzato contraccettivi.
Oggi, in Italia, le persone non autosufficienti sono 3.510.000 (+25% dal 2008), in grande maggioranza anziani: l’80,8% ha più di 65 anni. Non è autosufficiente il 20,8% degli anziani. Insufficienti e inadeguate sono le risposte pubbliche a un fenomeno destinato a crescere, considerato l’invecchiamento progressivo della popolazione.
Il 56% degli italiani dichiara di non essere soddisfatto dei principali servizi socio-sanitari per i non autosufficienti presenti nella propria regione (il 45,5% dei residenti al Nord-Ovest, il 33,7% nel Nord-Est, il 58,2% nel Centro, il 76,5% al Sud).
L’onere della non autosufficienza ricade direttamente sulle famiglie, chiamate a contare sulle proprie forze economiche e di cura. Per il 33,6% delle persone con un componente non autosufficiente in famiglia le spese di welfare pesano molto sul bilancio familiare, contro il 22,4% rilevato sul totale della popolazione. Forte è la richiesta delle famiglie di un supporto anche economico: il 75,6% degli italiani è favorevole ad aumentare le agevolazioni fiscali per le famiglie che assumono badanti.

Borsa, settimana no per metà piemontesi Centrale del Latte al suo minimo storico

Per la metà delle quotate piemontesi, la settimana borsistica appena finita è stata negativa. In particolare, è stata più che negativa per Tinetxa, Juventus e Centrale del Latte d'Italia, le tre che hanno perso di tutte le altre. Nell'ultima seduta, il prezzo dell'azione di Tinexta è risultato inferiore del 9% rispetto a sette giorni prima, il calo della Juventus è stato del 6,66% e del 5,2% quello della Centrale del Latte d'Italia. A proposito di quest'ultima, va rilevato che la quotazione di 2,37 euro rappresenta il nuovo minimo storico della società torinese, la quale ancora un anno fa valeva 2,74 euro, il 13,5% in più.
Il prezzo finale di Tinexta è stato di 11,48 euro (12,62 il venerdì prima) e di 1,288 euro quello della Juventus (1,38).
Le altre piemontesi che hanno subito diminuzioni di prezzo rispetto al venerdì precedente, sono Italgas (-4,1%), Fidia (-3%), Autogrill (-2,8%), Conafi, Cover50 e Basicnet (-2,5%), Sias (-2,2%), Prima Industrie (-2%), Iren (-1,6%), Astm (-1,3%), Fca (-1,2%), Exor (-0,3%), Pattern (-0,1%),
Esattamente con lo stesso prezzo, invece, hanno chiuso Borgosesia, Ki Group e Pininfarina.
Per quanto riguarda specificatamente le blue chip piemontesi, ecco le relative quotazioni finali e, tra parentesi, il prezzo dell'ultimo venerdì di novembre: Buzzi Unicem 22,60 euro (22,48), Diasorin 123,80 (121,30), Exor 69,22 (69,44), Fca 13,262 (13,42), Italgas 5,47 (5,704), Ubi Banca 2,948 (2,933).

Chi evade di più su Imu-Tasi, Tari, acqua Il Piemonte tra le regioni più "virtuose"

Tra l’evasione dell’Imu-Tasi, della Tari e il mancato pagamento delle bollette dell’acqua, gli italiani “risparmiano”, indebitamente, 7,6 miliardi di euro all’anno. A pagare il conto sono i Comuni e le società che si occupano della gestione dei rifiuti urbani e/o erogano il servizio idrico, spesso controllate dalle stesse Amministrazioni comunali dove operano.
A dirlo è l’Ufficio studi della Cgia, l'associazione degli artigiani e delle piccole imprese di Mestre, che ha stimato l’ evasione e le morosità degli italiani dopo aver elaborato gli ultimi dati disponibili del ministero degli Interni (per Imu-Tasi), Laboratorio Ref Ricerche, Crif Ratings (per la Tari) e Utilitatis (per l’acqua).
Segnala il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo: “Se una gran parte di questi mancati pagamenti fosse recuperato, molto probabilmente ci sarebbe la possibilità di abbassare a tutti le tasse locali e le tariffe dell’acqua. Il Mezzogiorno presenta un’incidenza sul mancato pagamento totale pari al 40%: 10,5 punti in più della media registrata al Centro e 11 in più rispetto a quella del Nord”.
Nonostante l’evasione, il blocco degli aumenti dei tributi locali avvenuto tra il 2015-2018 e il taglio dei trasferimenti dello Stato centrale, i sindaci hanno comunque trovato il modo di compensare, almeno in parte, queste mancate entrate agendo sulle tariffe locali.
“Con lo stop agli aumenti delle tasse locali avvenuto negli anni scorsi – dichiara il Segretario della Cgia, Renato Mason - molti amministratori hanno comunque continuato ad alimentare le proprie entrate incrementando le bollette dell’acqua, le rette degli asili, delle mense e i biglietti del bus. E tutto ciò, senza gravare sul carico fiscale generale, visto che i rincari delle tariffe, a differenza degli aumenti delle tasse locali, non concorrono ad appesantire la nostra pressione fiscale, anche se in modo altrettanto fastidioso contribuiscono ad alleggerire i portafogli di tutti noi”.
Con la legge di bilancio 2020, le cose sono destinate a cambiare. La manovra, infatti, prevede la "Riforma della riscossione degli enti locali", che consentirà alle amministrazioni locali di recuperare i mancati pagamenti senza attendere i tempi di iscrizione del debito a ruolo o di predisposizione dell'ingiunzione. In buona sostanza, dall’1 gennaio 2020 ai sindaci servirà un solo atto, anziché due, ovvero l’accertamento e l’ingiunzione, per arrivare alla soluzione estrema: l'esecuzione forzata. Parliamo dell'atto unico di accertamento che, al pari di quanto già oggi vale per l'Agenzia delle Entrate-Riscossione a livello di tributi, contiene in sé tutti gli elementi di titolo idoneo anche al pignoramento del conto corrente o del quinto dello stipendio.
Secondo i dati del ministero dell’Interno riferiti al 2016 (ultimo anno disponibile), a fronte di 22,1 miliardi di gettito complessivo, la stima dell’evasione Imu-Tasi ammonta a 5,1 miliardi, di cui 1,87 miliardi sono ascrivibili ai proprietari degli immobili delle regioni del Nord, 1,81 miliardi a quelli del Sud e 1,4 miliardi a quelli del Centro.
Per quanto riguarda la propensione all’evasione spicca il dato della Calabria, pari al 43,2% quello della Campania attestatosi al 38,5% e quello della Sicilia al 36,6%. Le regioni più virtuose, invece, sono il Piemonte (tax gap al 21,7%), la Lombardia (20,6%), la Liguria (18,3%) e l’Emilia-Romagna (17,8 %), che è la regione dove la propensione all’evasione è la più bassa in assoluto.
Anche per quanto concerne la stima dell’evasione della Tari, le differenze territoriali sono evidentissime. Secondo le stime, su 9 miliardi di gettito complessivo registrato nel 2018, il mancato incasso a livello nazionale è stato di 2,1 miliardi, di cui poco più di 1 miliardo in capo ai cittadini/imprese del Sud, 817 milioni a quelli del Centro e 286 milioni di euro a quelli del Nord.
A livello regionale svetta la mancata riscossione per abitante del Lazio pari a 121,8 euro. Seguono la Sicilia con 77,2 euro per abitante, la Campania con 63,2 euro e la Calabria con 45,3 euro. Diversamente, si segnalano i risultati ottenuti in Lombardia e Veneto, dove l’evasione per abitante è rispettivamente di 5,6 e di 5 euro. Pressoché nullo il mancato pagamento registrato in Trentino-Alto Adige e in Valle d’Aosta (in Piemonte è di 17,6 euro, per il totale di 77 milioni).
I dati emersi dll’indagine condotta da Utilitatis, infine, consentono di stimare la morosità del servizio idrico erogato agli utenti domestici solo per ripartizione geografica. A fronte di una spesa idrica complessiva delle famiglie italiane pari a 4,6 miliardi, ammonta a 364 milioni di euro la mancata riscossione registrata a due anni dall’emissione della fattura, di cui 226 milioni di euro fanno capo alle famiglie del Sud (11 euro per abitante), 80 milioni a quelle del Nord (3 euro per abitante) e 58 milioni a quelle del Centro (5 euro per abitante).

In aumento le malattie da cibi contaminati

di Ernesto Bodini
Come riferito da Maria Caramelli, in uno dei Lunedì della Salute e della Prevenzione, ciclo di incontri organizzato da Roberto Rey e Giovanni Bresciani, l’origine di determinate malattie su base alimentare, si riscontra, statisticamente, in ambiente domestico (39%), in ristoranti e bar (24%), nelle mense (15%), in altre diverse realtà (9%) e in sedi non note (13%). Ciò richiama l’attenzione sui concetti di Food safety e Food security, intendendo che, per noi occidentali, la sicurezza alimentare significa non ammalarsi proprio in ragione del fatto di alimentarsi con cibi provenienti da animali sani.
Maria Caramelli
“Le malattie trasmesse dagli alimenti “contaminati” – ha informato Maria Caramelli, ex direttore generale dell'Istituto Zooprofilattico– sono in sensibile aumento. Una delle cause è il batterio Listeria monocitosi presente nel suolo, nell’acqua e nella vegetazione: può contaminare diversi alimenti come il latte, la verdura, i formaggi molli e la carne poco cotta. Quest’ultima è responsabile appunto della listeriosi (tossinfezione alimentare). Dunque, oggi, si ha sempre più l’esigenza di consumare cibi soggetti a lavorazioni meno appropriate e ciò con poco denaro e poco investimento per le filiere alimentari sicure, con conseguenze patologiche soprattutto in soggetti… fragili”.
Molti alimenti provengono dai più diversi Paesi, come la frutta (importata soprattutto dall’Africa settentrionale) e, in effetti, nei nostri piatti si trova tutto il mondo alimentare, forse a eccezione del pollo; mentre si consuma pesce che proviene non solo dal Mediterraneo.
“Il 70% delle malattie infettive emergenti nell’uomo – ha sottolineato la Caramelli – originano dagli animali o da alimenti di origine animale e va da sé che la salute degli animali è la salute dell’uomo. È quindi consigliabile, per esempio, bollire (o ribollire) sempre determinati alimenti già preparati per evitare il botulino, un batterio anaerobico (che vive in assenza di ossigeno, ndr); inoltre, dovrebbe essere noto che i cibi crudi non possono essere così sicuri come quelli sottoposti a trattamento, tant’è che, ad esempio, la parassitosi è presente nella carne cruda (selvaggina) con il rischio di contrarre la trichinosi, una grave infezione che nelle forme più gravi colpisce cuore, polmoni e reni”.
Ma i rischi alimentari sono legati anche ai cibi più salutari, come l’epatite A causata dal consumo di frutti di bosco surgelati provenienti, prevalentemente, dalla Polonia e dalla Bulgaria. “Le allerte più importanti – ha concluso la relatrice – dovrebbero renderci più sicuri, ma anche il buon senso, che consiste nell’attenersi alle buone regole di mirate informazioni prima del consumo, e nei dubbi si può interpellare la propria Asl o lo stesso Istituto Zooprofilattico”.
Forse la globalizzazione è un bene ma nello stesso tempo impone più razionalità quando si tratta di scegliere e consumare determinati cibi, senza dimenticare determinate situazioni ambientali in cui vivono certi animali

Marnati: in ritardo per la banda ultralarga la regione rischia di perdere 40 milioni Ue

Matteo Marnati, assessore regionale
all'Innovazione
In Piemonte si è in ritardo di due anni sulla realizzazione del piano per la banda ultralarga e per questo motivo si rischia di perdere 40 milioni di fondi europei: lo ha scritto l'assessore della Regione Piemonte all’Innovazione, Matteo Marnati, in una lettera inviata al ministro per lo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli.
Il piano, avviato operativamente in Piemonte lo scorso anno con l'apertura dei primi cantieri - scrive Marnati - sta evidenziando gravi difficoltà nell'avanzamento delle opere per la posa dell'infrastruttura. Il marcato raggiungimento nei tempi previsti dei target di avanzamento fisico e finanziario determinerà inevitabilmente un taglio delle risorse comunitarie”. Pertanto, l'asssessore invita il Governo ad avviare un negoziato “per evitare di restituire all’Unione Europea soldi per lavori mai eseguiti. Il rischio è che, stante la mancata realizzazione delle opere, storni 40 milioni già impegnati per il Piemonte”.
Come rileva l’assessore, soltanto a Bognanco è stato eseguito il collaudo, lo scorso 5 dicembre, mentre “in tutti gli altri Comuni interessati, i lavori, sotto la regia dello Stato, vanno a rilento dal 2015, quando è iniziata la programmazione di messa in opera a livello nazionale”.
I progetti esecutivi approvati sono 470, i cantieri aperti sono 430 e soltanto altri due collaudi sono previsti entro la fine di dicembre. Pertanto, “ritengo opportuno- scrive Marnati al ministro - condividere la mia preoccupazione per tale criticità, essendo il Mise soggetto beneficiario a cui la Regione Piemonte ha delegato la realizzazione degli interventi infrastrutturali finanziati con risorse Fesr/Feasr 2014-2020 sulla base dell’accordo di programma e della successiva convenzione operativa del 2016”.
L’obiettivo della Regione Piemonte - puntualizza infine Marnati - rimane quello di garantire, in coerenza con le Agende Digitali italiana ed europea, la disponibilità di servizi digitali inclusivi per tutta la popolazione, quale fattore imprescindibile per lo sviluppo in termini di innovazione, crescita economica, competitività e coesione sociale, nonché per il superamento dei ritardi tecnologici che possono condizionare irrimediabilmente la crescita futura del territorio piemontese”.

Fondazione Crt: la road map 2020-2030 ecco i 10 punti del programma di attività

Giovanni Quaglia presidente Fondazione Crt
Tre ti: Tecnologia, territorio, tessitura sociale; con la comunità al centro: sono le priorità – le tre agende – della Fondazione Crt emerse dagli “Stati Generali”, il percorso di ascolto partecipato, per tracciare la road map dell’azione filantropica nel decennio 2020-2030, consolidando e aggiornando missione, visione e strategie. Un’operazione partita da Torino ed estesa a tutto il Piemonte, alla Valle d’Aosta e, più in generale, al Nord Ovest, con il coinvolgimento di 800 persone, vere e proprie “antenne” sul campo: sindaci, rappresentanti delle istituzioni e delle fondazioni, opinion leader, protagonisti del mondo della cultura, delle Università, dell’economia, del terzo settore, del volontariato, della ricerca, dell’innovazione.
Questo materiale di conoscenza, ampio e strutturato, frutto di quasi due anni di ricerca e analisi, ha innescato nei Consigli di amministrazione e di indirizzo della Fondazione Crt un processo di riflessione sulle traiettorie evolutive, in condivisione con tutti i componenti della “grande famiglia”: Fondazione Sviluppo e Crescita Crt, Società consortile per azioni Ogr-Crt, Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea Crt, Ream sgr, La Scialuppa Crt Onlus-Fondazione Antiusura, Fondazione Ulaop Onlus.
I risultati, presentati, alle Ogr, a un migliaio di esponenti nazionali e locali delle istituzioni e delle associazioni, ridisegnano la Fondazione come corpo intermedio tra Stato e mercato, orientata ad assumere il ruolo di “tessitricee “aiuto regista” – non in sostituzione, ma al fianco di istituzioni elettive, aggregazioni sociali, imprese – per la costruzione di coesione e sviluppo del territorio, anche attraverso il potenziamento dei canali di incontro, confronto e dialogo, con una funzione di “cerniera” tra la dimensione locale e quella internazionale.
Il motore per connettere sempre più Torino al resto del mondo saranno proprio le rinate Ogr, luogo di avanguardia, eccellenza e sperimentazione tra i più dinamici in Europa, nella cultura, nell’arte contemporanea, nella ricerca, nell’innovazione, nell’accelerazione di impresa for profit e sociale.
Gli Stati Generali della Fondazione Crt – ha detto il suo presidente, Giovanni Quaglia - hanno costituito un forte incoraggiamento a costruire insieme la fiducia, senza cedere all’utopia ma neanche alla rassegnazione, in un’epoca segnata da crescenti disuguaglianze e fragilità. È questo il messaggio che emerge con molta chiarezza, con la sollecitazione ad assumere una responsabilità, che è soprattutto civile: ricucire un tessuto sociale talora sfilacciato, prenderci cura del bene comune riaffermando la centralità della persona e dei corpi intermedi, affiancare le istituzioni pubbliche elettive, senza sostituirci a esse, nel governare i processi di sviluppo e coesione per un nuovo welfare di comunità. Oggi le Fondazioni sono figure del ‘noi sociale’: a partire da questa identità, aperta alla dimensione non dell’‘io’ ma del ‘noi’ e del ‘noi insieme’, Fondazione Crt coltiverà una visione di futuro fondata sul massimo di innovazione, di vicinanza ai territori e di capacità di far fronte al disagio delle persone e della collettività.
Massimo Lapucci, Segretario generale della Fondazione Crt, ha aggiunto: “Tra i pilastri fondamentali sui quali Fondazione Crt intende proseguire e affrontare la propria mission, in un ambiente caratterizzato da crescente complessità, un ruolo determinante è svolto innanzitutto da una gestione patrimoniale e finanziaria rigorosa ed efficace, in linea con un percorso che ha già consentito, negli ultimi anni, di rafforzare il patrimonio e di migliorare di oltre mezzo miliardo di euro la posizione finanziaria netta. In secondo luogo, l'attivazione di connection e relazioni sempre più globali tra eccellenze locali e internazionali. Infine, il consolidamento del ruolo da protagonista nello sviluppo di un ecosistema dell'innovazione per il Paese, partendo dal territorio, attraverso partnership mirate e strumenti di intervento innovativi, capaci di favorire una naturale ibridazione tra profit e non profit, con investimenti in progetti sostenibili a forte impatto nello sviluppo economico e sociale a beneficio del territorio”.
I capitali pazienti della Fondazione Crt – ha concluso il suo Segretario generale - hanno già reso possibile anche la rinascita delle Ogr, che nel 2020 entreranno a pieno regime, qualificandosi come il luogo in cui si realizza la missione più avanzata e in continua evoluzione della Fondazione a sostegno della cultura, dell’innovazione e della ricerca come elementi irrinunciabili nello sviluppo e sostegno del capitale umano e del talento in ogni sua forma.
Con il documento finale degli Stati Generali, la Fondazione Crt chiude la fase dell’ascolto e della riflessione, per aprirsi alla costruzione dei prossimi anni, delineando dieci idee di futuro per Torino, il Piemonte e la Valle d’Aosta.
1.La creazione del “Network dei 5.000 Talenti”, per disseminare sul territorio un patrimonio di competenze finalizzato allo sviluppo, alla crescita della competitività e alla riattivazione dell’ascensore sociale. In quanto hub di imprenditorialità, le Ogr Tech di Torino saranno la “casa” naturale di questa vera e propria community di eccellenze under 35, destinata a espandersi attorno ai giovani che, avendo avuto la possibilità di emergere grazie ai programmi di alta formazione della Fondazione Crt, possono mettere a disposizione delle nuove generazioni e dell’intera collettività parte di quanto ricevuto, oltre a mantenere aggiornati i progetti del “brand” Talenti in relazione alle mutate esigenze formative.
Il Network dei 5.000 Talenti è la punta dell’iceberg di uno dei principali indirizzi strategici della Fondazione: l’investimento nel capitale umano, nell’innalzamento delle competenze tecniche e trasversali, le cosiddette “soft skills”, nella valorizzazione delle potenzialità e del talento di ciascuno in tutte le fasce d’età, con un’attenzione particolare per chi è in difficoltà, attraverso iniziative di contrasto alla povertà educativa minorile e all’abbandono scolastico.
Formazione” continuerà ad essere la parola-chiave della Fondazione Crt anche nel welfare e nell’arte, sia per rafforzare le capacità di progettazione e di fundraising delle organizzazioni non profit, sia per preparare il personale dei musei ad accogliere al meglio i visitatori con disabilità, rendendo concreto il diritto alle pari opportunità e alla dignità per ogni persona.
2. L’attivazione di una business community alle Ogr e la contaminazione tra nuove tecnologie e creatività per la crescita di Torino in una dimensione internazionale. Ultimato il cantiere per la riqualificazione, l’entrata a pieno regime delle Ogr, a inizio 2020, come attrattore di competenze, talenti, start up, imprese, capitali, consoliderà il posizionamento di Torino e del Piemonte sulla mappa globale dell’innovazione, in particolare con l’avvio del primo programma triennale di accelerazione in Europa dedicato alla Smart Mobility.
Inoltre, alle OGR si intensificherà l’interazione tra Tech e Cult: da un lato, il gaming, le tecnologie digitali, la realtà virtuale e aumentata al servizio anche dei contenuti culturali e creativi; dall’altro una programmazione artistica dal forte valore tecnologico e innovativo. Un binomio, quello tra arte e nuove tecnologie, su cui Fondazione Crt continuerà a investire in futuro, per ampliare le opportunità di accesso e di fruizione dei beni artistici e culturali, per esempio con le aperture automatizzate tramite App. L’innovazione tecnologica nell’arte potrà innescare anche processi di innovazione sociale, con la responsabilizzazione della comunità locale nella “presa in carico” dei beni, mantenendo un tessuto culturale vivo e aperto.
3. La formazione di esperti in tematiche territoriali, paesaggistico-ambientali e di comunità: operatori socio-economici-culturali-antropologici di “ricerca-azione” e di ispirazione olivettiana, per promuovere il patrimonio naturale, i beni artistici, le risorse agroalimentari, i servizi legati all’attrattività turistica, la qualità delle produzioni artigianali e imprenditoriali di nicchia o innovative. Il progetto per dotare di queste nuove figure professionali la Valle d’Aosta e i “tanti Piemonti” – l’area metropolitana torinese con le sue periferie, le aree intermedie puntellate di città medio-piccole, le zone marginali delle vallate alpine e alto collinari – si fonda sull’interazione tra l’impegno deisSindaci, della Protezione civile, del volontariato, delle forze sociali e delle stesse imprese: una rete sul territorio capace di declinare congiuntamente coesione e crescita, inclusione e innovazione, per ridare spessore al senso di identità anche nei territori più difficili.
4.Il rafforzamento del volontariato organizzato, anche con l’apporto di risorse giovani tramite progetti di alternanza scuola-lavoro, sia nel sistema della Protezione civile e del 118 per il soccorso di emergenza, sia in ambito sociale, culturale, ambientale. Nel quadro di una strategia complessiva di coesione territoriale che coinvolga associazioni non profit e istituzioni, la Fondazione Crt potrà facilitare la progettazione e la strutturazione di reti tra gli enti, supportare le nuove esigenze di formazione tecnica dei volontari con approcci integrati e mutuabili dai progetti “Talenti”, offrire opportunità di certificazione delle competenze con strumenti innovativi basati, ad esempio, su tecnologie blockchain e open badge.
5. Il sostegno alla genitorialità, attraverso la rinnovata veste della Fondazione Ulaop-Crt come laboratorio di idee, progetti e competenze per la fascia d’età da 0 a 6 anni. Oltre ai servizi direttamente rivolti alle famiglie per supportarne il ruolo educativo e promuovere il benessere e lo sviluppo dei bimbi, la Fondazione Ulaop-Crt opererà in sinergia con le imprese, per costruire azioni family friendly, orientate alla conciliazione delle esigenze e dei tempi di vita e di lavoro.
6. La promozione di una leadership dei nuovi cittadini, attraverso l’individuazione di interlocutori sensibili e rappresentativi, per valorizzare le molteplici espressioni culturali presenti nella comunità giovanili e studentesche: l’obiettivo è costruire cittadinanza attiva, coscienza civile e istituzionale, inclusione, partecipazione, responsabilizzazione alla cura delle risorse comuni.
7. L’apertura di 2.000 nuovi cantieri per l’ambiente e il territorio nei prossimi dieci anni, in particolare nei Comuni del Piemonte e della Valle d’Aosta con meno di 3.000 abitanti, come evoluzione del progetto “Protezione Civile” della Fondazione Crt focalizzato sulla prevenzione del dissesto idrogeologico, in un contesto in cui il cambiamento climatico su scala globale ha effetti tangibili anche a livello locale. La tutela del patrimonio paesaggistico e ambientale sarà sempre più al centro anche dei cantieri di restauro dei beni storici, artistici e architettonici, accanto ad azioni di sensibilizzazione per promuovere la conoscenza e la fruizione dei luoghi da parte di fasce sempre più ampie di pubblico.
8. Nuove “mappe” della salute, della sicurezza, della cultura, della mobilità con l’utilizzo dei Big Data e dell'Intelligenza Artificiale per il bene comune, per meglio identificare i bisogni della collettività, indirizzare in modo più mirato gli interventi e misurarne l'impatto con un portafoglio di indicatori più ampio e “umano” di quelli puramente finanziari. Generare valore pubblico dai Dati è l’obiettivo del primo centro di ricerca europeo che Fondazione Crt e Fondazione Isi apriranno alle Ogr Tech di Torino a inizio 2020, come ulteriore pilastro della pionieristica collaborazione nel campo delle Scienze dei Dati e della Complessità, avviata oltre 15 anni fa con il Progetto Lagrange. Oltre a una nuova mappatura della salute, della sicurezza, della cultura, della mobilità per il futuro delle città, il centro di ricerca alle Ogr fornirà dati, analisi e predizioni su spostamenti e migrazioni delle persone per favorire politiche pubbliche capaci di ridurre le disuguaglianze sociali, culturali ed economiche, in linea con la mission redistributiva della filantropia.
9. La moltiplicazione della “potenza di fuoco” dell’ecosistema della filantropia, con l’integrazione di diversi strumenti operativi: dalle tradizionali erogazioni alle frontiere più recenti della finanza di impatto e della venture philanthropy, per la creazione di valore sociale e ambientale attraverso progettualità sostenibili nel medio-lungo periodo, in un processo di naturale ibridazione tra profit e non profit. Questo orientamento trova in Fondazione Crt una spinta supplementare grazie alla sinergia con tutte le componenti della “famiglia allargata”: Fondazione Sviluppo e Crescita, Ogr, Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea, Ream, Fondazione Antiusura, Fondazione Ulaop.
10. Una cabina di regia per intercettare i fondi europei, fondata su possibili partnership tra istituzioni, enti proponenti e Fondazioni, per generare maggiore impatto in termini di sviluppo locale, coesione sociale, miglioramento ambientale. Anche sperimentazioni coraggiose per l’innovazione sociale, che richiedono capitali “pazienti” per operazioni di impact investing o pay by result, come i social impact bond, potrebbero essere sostenute da risorse europee, non solo fondi strutturali, ma anche finanziamenti della Bei-Banca europea degli investimenti.I

Testa è il nuovo direttore Intesa Sanpaolo per l'area Piemonte-Liguria-Valle d'Aosta

Teresio Testa, nuovo direttore regionale
Intesa Sanpaolo Piemonte-Liguria-Valle d'Aosta 
E' l'alessandrino Teresio Testa il nuovo direttore regionale di Intesa Sanpaolo per l'area Piemonte-Liguria-Valle d'Aosta. Dal 2 gennaio subentra a Cristina Balbo, alla quale è stato affidata la responsabilità dell'area formata da Emilia-Romagna e Marche.
Nato ad Alessandria nel 1962, Teresio Testa si è laureato in Economia e Commercio, all’Università di Torino, nel 1986. Nel settembre dell'anno successivo, viene assunto dalla Banca Commerciale Italiana (poi entrata a far parte del Gruppo Intesa Sanpaolo), dove percorre l’intero iter professionale fino a ricoprire, dopo cinque anni, il ruolo di procuratore. Nel 1993 assume la carica di direttore di filiale e ricopre tale ruolo in varie città italiane.
Nel 2000, Testa passa alla direzione Relazioni corporate della divisione Corporate con il ruolo di global relationship manager e nel 2004 diventa capo area Nord Ovest. Nel 2009 gli viene assegnato il ruolo di responsabile della direzione Large & international corporate, che gestisce i rapporti con clientela italiana ed estera. Nell’aprile 2011 è nominato consigliere di Mediofactoring.
Da novembre 2014 a luglio 2016 è stato responsabile della direzione International network & global industries, gestendo la rete di filiali estere e la relazione con gruppi industriali, italiani e stranieri operanti in settori di rilevanza globale ad elevato potenziale di crescita.
Nell’agosto 2016 è nominato direttore generale di Mediocredito Italiano, carica che ricopre sino a giugno 2019.
Da aprile 2018 è anche Responsabile della direzione Sales & marketingiImprese della Divisione Banca dei Territori, che gestisce il settore factoring e leasing, finanza industriale e finanza strutturata e coordina, sotto il profilo dei risultati, Intesa Sanpaolo Forvalue, società del Gruppo dedicata alle imprese e alle soluzioni avanzate per lo sviluppo del business.
Inoltre, nell’ottobre 2019 ha assunto la carica di presidente del Consiglio di amministrazione di Exetra, società del Gruppo Intesa Sanpaolo, creata per promuovere il “Made in Italy” nel mondo.

Imu e Tasi, arriva saldo da 10,3 miliardi

Oltre 25 milioni di proprietari di immobili che non sono abitazione principale (il 41% dei titolari è costituito da lavoratori dipendenti e pensionati), dovranno presentarsi alla “cassa” per l’Imu/Tasi. Con il saldo del prossimo 16 dicembre, infatti, si verseranno altri 10,3 miliardi di euro, così che il conto totale di Imu/Tasi, a fine anno, sarà di 20,5 miliardi. È quanto emerge dal Rapporto Imu/Tasi 2019, elaborato dal Servizio Politiche Territoriali della Uil.
Il costo medio complessivo dell’Imu/Tasi su una seconda casa, ubicata in un capoluogo di provincia - spiega Ivana Veronese, Segretaria confederale Uil - sarà di 1.070 euro (535 euro da versare con la rata di dicembre) con punte di oltre 2 mila euro nelle grandi città.
Prendendo in considerazione i costi sulle prime case cosiddette di lusso (abitazioni signorili, ville e castelli), sempre ubicate in un capoluogo di provincia, il costo medio sarà di 2.610 euro annui (1.305 euro per il saldo di dicembre), con punte di oltre 6 mila euro. Chi possiede una seconda pertinenza dell’abitazione principale della stessa categoria catastale (cantine, garage, posti auto, tettoie) verserà l’Imu/Tasi con l’aliquota delle seconde case, con un costo medio annuo di 56 euro (28 euro a saldo), con punte di 110 euro annui.
La media dell’aliquota applicata per le seconde case tra Imu e Tasi - aggiunge Ivana Veronese - ammonta al 10,4 per mille. In molti Comuni (480, di cui 18 città capoluogo di provincia) è in vigore “l’addizionale Tasi”, fino a un massimo dello 0,8 per mille, introdotta per finanziare, negli scorsi anni, le detrazioni per le abitazioni principali, così da portare in questi Comuni l’aliquota fino all’11,4 per mille.
In oltre 234 Comuni, quest’anno, le aliquote sono state riviste al rialzo, tra cui quattro città capoluogo di provincia: Torino, La Spezia, Pordenone e Avellino. A Torino alcune aliquote sono state modificate e, in particolare, l’aliquota sulle case affittate a canone concordato sale dal 5,75 al 7,08 per mille, mentre quella a canone libero dall’8,6 al 9,6 per mille. Di segno opposto le scelte fatte a Firenze, Grosseto, Pavia, Lucca, Taranto, Biella e Vercelli, dove le aliquote scendono. Secondo i risultati del rapporto, al saldo di fine anno, i costi più alti in valore assoluto per una seconda casa di proprietà si registrano a Roma con 2.064 euro medi; Milano, con 2.040 euro; Bologna con 2.038 euro; Genova con 1.775 euro e Torino con 1.745 euro. Valori più “contenuti”, invece, ad Asti, con un costo medio di 580 euro; a Gorizia con 582 euro; a Catanzaro con 659 euro; a Crotone con 672 euro e a Sondrio con 674 euro.
“I Comuni che, quest'anno, hanno aumentato le aliquote, dopo tre anni di blocco, non sono molti – commenta Ivana Veronese – Però, dobbiamo ricordare che nella maggior parte dei capoluoghi di provincia le aliquote erano già al massimo e che, nel 2019, quasi 4 mila Comuni sono andati al voto, appuntamento in prossimità del quale difficilmente vengono alzate le tasse”.
Infine, Veronese ribadisce che va fatta una lotta “senza se e senza ma” all’evasione fiscale sulla tassazione immobiliare, che, ogni anno, produce un minor gettito, superiore a un miliardo di euro.

I provvedimenti dell'ultima Giunta Cirio dalla sicurezza alla promozione turistica

Sicurezza stradale, buono trasporti per gli studenti dei paesi montani, sicurezza integrata di Torino e promozione turistica sono stati i principali provvedimenti assunti dalla Giunta della Regione Piemonte, durante la riunione del 6 dicembre, coordinata dal presidente Alberto Cirio.
Sicurezza stradale. Su proposta dell’assessore Marco Gabusi, è stato deliberato lo schema di convenzione con il ministero dei Trasporti, che permetterà alla Regione di utilizzare 35 milioni di euro del Fondo di sviluppo e coesione per realizzare, nel periodo 2020-2024, interventi di manutenzione e sistemazione delle strade dei Comuni e delle Province piemontesi, con riguardo a itinerari e strade particolarmente pericolose in quanto soggette a rilevante incidentalità, messa in sicurezza statica delle opere d’arte principali, miglioramento della stabilità di versanti in frana o di strade a rischio idraulico.
Sono stati decisi anche lo stanziamento di 170.000 euro per estendere, nel triennio 2019-2021, i servizi di monitoraggio del traffico e del trasporto di merci pericolose; la presentazione della candidatura a un bando europeo sui trasporti che consentirebbe notevoli ricadute sulla sicurezza stradale, in particolare con il cofinanziamento di miglioramenti al trasporto ferroviario nel collegamento con l’aeroporto di Caselle.
Buono trasporti. Su iniziativa del vicepresidente Fabio Carosso, viene attivato il bando “Buono trasporti per gli alunni delle scuole medie superiori – anno scolastico 2019/2020”, che dispone l’assegnazione di un contributo per complessivi 400.000 euro destinati alla copertura di metà del costo dell’abbonamento al mezzo di trasporto pubblico che gli studenti che abitano in Comuni montani al di sopra dei 600 metri di altitudine utilizzano per raggiungere la sede dell’istituto superiore frequentato. La raccolta e l’istruttoria delle domande e la distribuzione dei contributi sono affidate alle Unioni montane.
Sicurezza integrata di Torino. Su iniziativa dell’assessore Fabrizio Ricca, è stato approvato lo schema di accordo tra Regione Piemonte e Prefettura e Città di Torino e altri enti per adesione, con il quale viene identificato un modello di governo innovativo di integrazione e collaborazione tra diversi soggetti istituzionali a garanzia delle esigenze di tutela della sicurezza dei cittadini.
Il documento comprende il rafforzamento della prevenzione e del controllo del territorio con sistemi di videosorveglianza anche sui mezzi pubblici, l’interscambio di informazioni sui fenomeni criminali, l’individuazione e regolamentazione delle aree urbane da sottoporre a particolare tutela e prevenzione, il miglioramento dell’illuminazione pubblica e dell’assetto urbano, interventi per l’inclusione sociale e la solidarietà sociale, il contrasto a forme di violenza sulle donne, progetti educativi alla legalità, azioni per lo sviluppo del territorio, l’introduzione di misure di “daspo” urbano.
Promozione turistica. Nel primo semestre 2020 la promozione turistica del Piemonte, come proposto dall’assessore Vittoria Poggio, avverrà, tra l’altro, con la partecipazione a fiere e borse in Italia e all’estero, iniziative di comarketing negli aeroporti e nelle ferrovie, valorizzazione delle linee ferroviarie storiche, promozione del turismo religioso, spirituale, culturale ed eno-gastronomico, acquisto di spazi pubblicitari su testate italiane ed estere, prosecuzione dei progetti legati al golf. Lo stanziamento complessivo è di 800.000 euro.

Profumo (Acri), nuovo accordo con Cdp

Francesco Profumo (al centro), presidente Acri
Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) e Acri - Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio. hanno sottoscritto un protocollo d’intesa, teso a rafforzare la presenza di Cdp sul territorio e a valorizzare il patrimonio di relazioni, esperienze e competenze delle Fondazioni di origine bancaria. L’accordo si pone l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la cooperazione tra la Cdp e le Fondazioni per lo sviluppo di progetti congiunti, a beneficio delle comunità locali.
Il protocollo, sottoscritto dal presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini, dall’amministratore delegato Fabrizio Palermo e dal presidente di Acri, Francesco Profumo (presidente anche della Compagnia di San Paolo, che è uno dei principali azionisti di Cdp) definisce la cornice di riferimento nazionale finalizzata alla promozione di specifici accordi territoriali di collaborazione fra Cdp e le singole Fondazioni.
Nel protocollo, si prevede di rafforzare la presenza territoriale di Cdp, anche attraverso l’apertura di punti informativi all’interno delle sedi delle Fondazioni e l’organizzazione di eventi locali, per illustrare i prodotti e le iniziative della Cassa. L’accordo auspica, inoltre, l’individuazione di possibili ulteriori ambiti di collaborazione tra Cdp e Fondazioni per la realizzazione di nuovi investimenti, quali housing sociale, innovazione delle piccole e medie imprese, ricerca tecnologica e infrastrutture.
L’accordo, che consentirà a Cdp di valorizzare le sinergie anche con i partner bancari e le istituzionali locali, si inserisce nell’ambito del nuovo approccio focalizzato sullo sviluppo sostenibile dei territori, attraverso un rinnovato sostegno alle pubbliche amministrazioni e alle imprese, con una particolare attenzione a quelle di media e piccola dimensione. L’attività viene ridisegnata in funzione delle esigenze delle comunità locali.
Gli sportelli informativi si affiancheranno alle nuove sedi territoriali di Cdp con l’obiettivo di costituire, entro il 2021, una rete territoriale integrata a livello nazionale.

L'app per migranti e bisognosi a Torino

A Torino, l’associazione Mosaico - Azioni per i Rifugiati, in collaborazione con il Comune di Torino, ha presentato “Oasi-On the Street”, progetto realizzato con il contributo della Compagnia di San Paolo. Evoluzione del progetto “Oasi”, creato da Mosaico nel 2018, per fornire orientamento e ascolto ai rifugiati in movimento su Torino, Oasi-On the Street è diventato un’app con informazioni utili a tutti i cittadini.
L’idea iniziale era proprio quella di proporsi come un’“oasi” di supporto per i richiedenti asilo; da lì il presidio nella stazione di ferroviaria di Porta Nuova, importante punto di transito per i migranti. Imbattendosi nei mediatori di strada di Oasi, donne e uomini di origini ed esperienze migratorie differenti, i rifugiati trovano persone pronte ad ascoltare e a fornire una guida verso la soluzione più appropriata ai loro bisogni. L’aiuto consiste in indicazioni sui servizi di prima necessità (cibo, dormitori, mappa di orientamento), questioni mediche, legali e amministrative.
In seguito a una prima, positiva esperienza, messa in pratica anche grazie al sostegno di Unhcr e al successivo appoggio del Comune di Torino, Oasi–On the Street potrà essere d’aiuto nel fronteggiare ulteriori situazioni di necessità, che non riguardano soltanto i migranti, ma tutte le persone che vivono momenti di difficoltà e vulnerabilità.
Grazie alla sempre più stretta collaborazione con le istituzioni locali (sociali, politiche, culturali), il progetto può contare su un innovativo strumento, mirato alla comunicazione dei servizi offerti dal territorio: un’app, sviluppata grazie agli specialisti della comunicazione di Web&Com e al lavoro di rifugiati, navigabile come una mappa virtuale, sulla quale si trovano tutti i principiali servizi utili alla cittadinanza, con orari e indirizzi sempre aggiornati.
In tal modo si intende favorire il processo di integrazione e di reciproca conoscenza tra istituzioni, società civile e popolazione immigrata sul territorio, a beneficio sia di coloro che si trovano in una condizione di particolare necessità prevalentemente (ma non esclusivamente) a causa del proprio status di rifugiati o richiedenti asilo, sia di tutta la cittadinanza torinese.
Alla presentazione hanno preso parte Ilaria Caramia di Compagnia di San Paolo, l’assessore ai Diritti del Comune di Torino, Marco Giusta, lo specialista Unhcr, Massimo Gnone, l’avvocato Daniela Di Rosa (Asgi) e i mediatori Khalil Moussa e Fartun Mohamed, antropologa ricercatrice.

Due premi internazionali al Politecnico per soluzioni di navigazione satellitare


Soo due i team del Politecnico di Torino che si sono aggiudicati due premi del concorso internazionale Galileo Masters: l’Italy Challenge e l’University Challenge. Si tratta di una competizione che promuove l'innovazione e il trasferimento tecnologico nel campo della navigazione satellitare e delle sue applicazioni. Un’iniziativa che nasce dalla volontà della Commissione europea di promuovere il settore dei sistemi di navigazione satellitare, Global Navigation Satellite Systems (Gnss), con particolare attenzione al sistema Galileo e alle sue applicazioni, come una delle opportunità tecnologiche e commerciali più rilevanti per l'Europa.
I premi sono stati assegnati da alcune delle istituzioni più rilevanti nel settore del Gnss, quali la European Gnss Agency (Gsa), la European Space Agency (Esa), il German Aerospace Center (Dlr) e da oltre 20 regioni europee.
A vincere l'Italy Challenge, gestita dall'Agenzia Spaziale Italiana e cofinanziata dalla Dg Grow della Commissione europea, è stata l’idea progettuale per smartphone Android proposta dal team studentesco dell’Ateneo torinese composto da Giampaolo Marinaro, recentemente laureato dall'Ict for Smart Societies, Alex Minetto e Neil Gogoi, dottorandi in navigazione satellitare al Dipartimento di Elettronica e telecomunicazioni e membri del gruppo Navsas.
Grazie alla vittoria, l'Agenzia Spaziale Italiana supporterà il team vincitore fornendo coaching sull'innovazione e promuovendo l'idea agli stakeholder, a livello italiano ed europeo. Inoltre, il progetto è stato classificato tra i migliori 10 vincitori dei premi regionali e speciali in competizione per il premio generale Galileo Master a livello europeo.
Altro importante risultato per il Politecnico di Torino, durante i Galileo Masters, è stato il secondo posto conquistato all’University Challenge dal team formato da quattro studenti che ha proposto I Search for Water. L'idea è stata sviluppata come follow-up del lavoro svolto in una challenge precedentemente effettuata presso Clik- Contamination Lab & Innovation Kitchen del Politecnico e proposta dal Centro interdipartimentale per la robotica di servizio – Pic4Ser, che si occupa delle applicazioni nell'ambito dell'agricoltura di precisione.
La soluzione tecnologica proposta si caratterizza per essere economica e di piccole dimensioni e adatta a piccoli droni. Grazie alle sue caratteristiche uniche, sarà uno degli strumenti intelligenti per l'agricoltura del futuro.

Servizi giudiziari delocalizzati nei Comuni

Prim incontro pubblico, nell’aula magna del Palazzo di Giustizia di Torino, sul progetto "Uffici di Prossimità", rivolto ai Comuni e alle Unioni di Comuni interessati alla manifestazione di interesse bandita dalla Regione Piemonte per candidarsi a ospitarne uno. A disposizione ci sono circa 3,3 milioni di euro fino al 2023.
L'obiettivo è fare del Comune un luogo di prima accoglienza, di ascolto, di orientamento e supporto per i soggetti più fragili e di collegamento diretto con gli uffici giudiziari competenti. Si potrà, a titolo esemplificativo, orientare e informare sugli istituti di protezione giuridica (tutele, curatele, amministrazioni di sostegno); disporre della modulistica adottata dagli uffici giudiziari di riferimento; dare supporto alla predisposizione degli atti che le parti (e gli ausiliari del giudice) possono redigere senza l’ausilio di un legale; inviare atti telematici agli uffici giudiziari; fornire consulenza sugli istituti di protezione giuridica.
L’attivazione di questi uffici, infatti, consente di delocalizzare alcune attività prima eseguibili esclusivamente negli uffici giudiziari e di integrare la rete dei servizi a tutela specialmente delle fasce deboli. Dal punto di vista del sistema giudiziario, sono sportelli decentrati, che, grazie al personale comunale, permettono ai cittadini di avere un riferimento vicino al luogo dove vivono e di usufruire di un servizio completo di orientamento e di consulenza.
Si tratta di un progetto di grande interesse - ha dichiarato Fabio Carosso, il vicepresidente e assessore agli Enti locali della Regione Piemonte - e sono felice di sapere che ci sono molti Comuni interessati. Evitare lo spopolamento dei paesi, soprattutto, nelle Terre Alte, è una nostra priorità, perché solo così si cura e si conserva il territorio. È quindi importante mantenere o creare nuovi servizi come questi, che non costringano chi abita in un piccolo paese a fare tanti chilometri per pratiche che oggi, grazie alla telematica, possono essere sbrigate tramite computer”.
Attualmente in Piemonte sono attivi tre Uffici di Prossimità: nell’Unione dei Comuni di Moncalieri-Trofarello-La Loggia, a Pinerolo e a Susa.
La riforma della geografia giudiziaria ha consentito una razionalizzazione delle risorse del sistema giustizia, ma ha contemporaneamente ridotto la presenza di uffici sul territorio, acuendo, peraltro, la pressione su quelli che sono stati mantenuti. Per assicurare, comunque, una “giustizia di prossimità” il ministero ha finanziato, grazie anche all’utilizzo del Fondo sociale europeo (Fse) e dal Fondo europeo di Sviluppo regionale (Fesr), un progetto complesso, diretto soprattutto alle “fasce deboli”, alla cui costruzione la Regione Piemonte sta lavorando insieme con la Liguria e la Toscana.