Cig di ottobre, in Piemonte meno peggio: aumento del 3% contro il 35% italiano

Piemonte meglio dell'intera Italia per la cassa integrazione in ottobre. Se è vero, infatti, che nel mese passato la regione subalpina ha fatto registrare ancora un aumento delle autorizzate per trattamenti di integrazione salariale (sono state 3.461.409, il 3,17% in più rispetto a ottobre 2018), è altrettanto vero che nell'intero Paese l'incremento è stato del 35,35%, essendo ammontate a 25.845.527 le ore di Cig autorizzate.
E la disaggregazione dei dati Inps accentua i risultati meno negativi del Piemonte. In ottobre, le ore di Cig ordinaria in regione sono state 1.483.314 (+48,22%), ma il 67,10% in più (12.340.389) in tutta l'Italia.
Non solo: mentre nella Penisola intera la cassa integrazione straordinaria ha fatto registrare, il mese scorso, un incremento del 15,98% (13.490.566 ore), in Piemonte è diminuita del 15,65% rispetto a ottobre 2018, dato le ore autorizzate sono state 1.997.208.
Idem per la cassa integrazione per solidarietà. In Piemonte le ore autorizzate sono diminuite del 4,6% (sono state 739.720), mentre nell'insieme dell'Italia sono aumentate del 35,11% a 6.197.018.
Invece, in settembre, la cassa integrazione, in Piemonte, aveva avuto un boom. Allora erano state 2.506.275 le ore autorizzate per trattamenti di integrazione salariale nella regione, il 229,32% in più rispetto alle 761.039 di settembre 2018. Il grande balzo era risultato ancora più visto considerando che l'incremento medio di tutta l'Italia era stato del 51,91% (17.194.330 il totale delle ore di Cig autorizzate).
In particolare, in Piemonte, le ore di cassa integrazione straordinaria in settembre erano state 1.952.768 (+378,77% rispetto a settembre dell'anno scorso), a fronte dell'aumento medio nazionale del 99,16%) ed erano state 553.507 le ore autorizzate di cassa ordinaria (+60,75% contro la media italiana del 2,70%). Inoltre, erano cresciute addirittura del 461,47% le ore di cassa integrazione per solidarietà, ammontate così a 1.616.019 ore, mentre erano state 287.821 nello stesso mese 2018.

Borsa: blue chip piemontesi protagoniste per ribassi Fca (-3,78%) e Exor (-2,8%) per rialzi Ubi (+3,6%) e Diasorin (+1,32%)

Blue chip piemontesi protagoniste, nel bene e nel male, oggi, 21 novembre. Fca- Fiat Chrysler Automobiles e la sua controllante Exor hanno fatto registrare i maggiori ribassi del listino Ftse Mib, quello formato dalle 40 principali società quotate a Piazza Affari. Infatti, l'ultimo prezzo di Fca è stato di 13,44 euro (-3,78% rispetto a ieri) e quello di Exor, la holding che fa capo alla famiglia Agnelli-Elkann.Nasi, è risultato di 68,62 euro (-2,8%). Entrambe hanno pagato la causa promossa dalla General Motors, che ha accusato Fca di avere corrotto il sindacato automobilistico Usa. Denuncia che l'impresa guidata da John Elkann ha respinto con determinazione, sostenendo, fra l'altro, che sia stata fatta al fine di ostacolare il progetto di fusione Fca-Psa.
Al contrario, il maggior rialzo della seduta odierna è stato fatto segnare da Ubi Banca, che ha la Fondazione Crc di Cuneo come socio singolo con più azioni. Il prezzo finale di Ubi Banca è stato di 2,939 euro, superiore del 3,6% al precedente.
L'altra blue chip piemontese che ha brillato è stata Diasorin, che ha ulteriormente migliorato il suo record storico, arrivando a 115,4 euro, con l'incremento dell'1,32%, il quarto più alto della giornata, chiusa con l'indice Ftse Mib a 23.280 punti (-0,31%). Così, la capitalizzazione di Diasorin è salita a 6,456 miliardi di euro.
Per quanto riguarda le altre quattro piemontesi appartenenti al listino delle 40 principali quotate alla Borsa di Milano, va rilevato che due hanno evidenziato un ribasso – Buzzi Unicem (-1,73%) e Italgas (-0,28%), mentre hanno avuto un rialzo Intesa Sanpaolo (+0,38%) e la Juventus (+0,46%).

Per gli autoveicoli 76,3 miliardi al Fisco

Paolo Scudieri, presidente dell'Anfia
Nel 2018 ha continuato a crescere il carico fiscale complessivo gravante sulla motorizzazione italiana, raggiungendo i 76,3 miliardi di euro, con un incremento dell’1,5% rispetto all’anno precedente.
Il gettito derivante dall’acquisto e dal possesso dell’autoveicolo cresce, nel primo caso, dello 0,7%, per un totale di 9,4 miliardi e del 4,6% nel secondo, per un ammontare di 6,8 miliardi. Ma, come sempre, è il gettito derivante dall’utilizzo dell’autoveicolo a confermarsi la voce di maggior entità, pari al 78,7% del gettito complessivo proveniente dal comparto, per un valore di 60,1 miliardi, in aumento dell’1,3% rispetto al 2017.
Concorrono a realizzare una cifra così elevata voci di prelievo fiscale come quelle relative ai carburanti (36,7 miliardi, in crescita del 2,1%) e all’Iva su manutenzione e riparazione, acquisto ricambi, accessori e pneumatici (10,9 miliardi, in aumento del 2,5%).
“E’ innegabile che l’automotive sia uno dei settori più tassati nel nostro Paese, su cui, tuttavia, rischiano di abbattersi ulteriori vessazioni” ha commentato Paolo Scudieri, presidente dell'Anfia, l'associazione italiana della filiera autoveicolistica.
Nell’analisi della ripartizione del prelievo, calcolata sui diversi momenti impositivi del “ciclo di vita contributivo” degli autoveicoli, dopo la quota di tassazione derivante dall’utilizzo dell’autoveicolo nel corso dell’anno, si mantiene al secondo posto la quota di contribuzione versata al momento dell’acquisto dell’autoveicolo (versamento Iva e Ipt), pari al 12,4% .
Passando all’analisi di dettaglio, in fase di immatricolazione degli autoveicoli sono stati versati, nel 2018, circa 7,62 miliardi (+0,4%), risultanti dal pagamento dell’Iva e dei diritti di motorizzazione. Diversi elementi hanno inciso nella determinazione del valore finale di questa voce di prelievo. Nel 2018, il mercato delle auto nuove, con poco più di 1,91 milioni di unità vendute, ha registrato una contrazione del 3,1%, perdendo oltre 60.000 vetture e anche i volumi di tutti gli autoveicoli nuovi registrati sono diminuiti (-3,1%), mentre il mercato delle vetture usate ha riportato un significativo incremento (+4,7%), accompagnato, tuttavia, da un calo del 5,1% del valore medio per vettura.
Anche il gettito derivante dalla riscossione dell’Ipt ha registrato una nuova crescita, riportando un incremento del 2,1%, per un totale di 1,83 miliardi.
Quanto alle voci di contribuzione relative all’utilizzo dell’autoveicolo, il gettito fiscale sui carburanti ha segnato un incremento del 2,1%, per un totale di 36,74 miliardi. Nel 2018, i valori dei consumi complessivi di carburanti in Italia evidenziano una riduzione, a eccezione del gasolio (+1,2%). I volumi complessivi sono rimasti allineati a quelli del 2017 con 42,9 miliardi di litri venduti. I prezzi medi alla pompa, ad eccezione del metano, che ha mantenuto un prezzo costante, hanno subito nuovi incrementi rispetto al 2017: +4,6% per la benzina, +7,5% per il gasolio, +6,2% per il Gpl. Il gettito fiscale relativo ai lubrificanti è rimasto stabile, attestandosi a 1,01 miliardi. Invecchia il parco circolante e aumenta il gettito Iva relativo a manutenzione e riparazione degli autoveicoli e all’acquisto di ricambi, accessori e pneumatici. Nel 2018, gli italiani hanno speso 32,1 miliardi per la manutenzione e la riparazione delle autovetture. Rispetto al 2017, vi è stata una crescita del 3,7%.
La voce d’imposta relativa ai pedaggi autostradali ammonta a 2,16 miliardi, in rialzo del 2,5% rispetto al 2017. La crescita è da imputarsi sia all’aumento del numero di milioni-km percorsi (84 miliardi, con l'incremento dello 0,4%) sia al rincaro dei pedaggi autostradali.
Gli introiti derivanti dai premi assicurativi per RC, furto e incendio registrano un incremento dell’1,6%, per un totale di 3,91 miliardi. La voce parcheggi e contravvenzioni, infine, nel 2018 vale 5,30 miliardi, con una riduzione del 6,2% rispetto al 2017. Si tratta di una contrazione perlopiù dovuta ad una perdita di gettito derivante dalle multe, complice un’elevata quota di automobilisti non paganti, nonché la rottamazione delle cartelle, avvenuta a più riprese negli ultimi due anni. Sul fronte dei parcheggi, invece, si stima che il gettito sia aumentato sia per la crescita del numero di autoveicoli in circolazione, sia per il rincaro del costo del servizio. Nel 2018, le casse dei comuni hanno potuto contare su un introito complessivo di 1,340 miliardi

Tronzano: "L'aerospazio è la nuova Fiat"

Andrea Tronzano, assessore Regione Piemonte
alle Attività economiche e produttive
La conferenza finale del progetto Interreg Europe P2L2 sull’impiego di materiali avanzati per l’innovazione nel campo dell’aerospazio, svoltasi nei giorni scorsi a Brema, ha visto anche la presenza dell’assessore alle Attività economiche e produttive della Regione Piemonte, Andrea Tronzano, il quale giudica l’aerospazio “un settore sul quale si deve investire per il futuro, in quanto per l’economia del Piemonte e di Torino è una nuova Fiat e, per svilupparlo al meglio, dobbiamo investire anche nelle relazioni internazionali. Brema è stata un’occasione per vedere proprio come la sinergia e la collaborazione fra diverse Regioni possa portare risultati concreti”.
In Piemonte, il settore aerospazio rappresenta una delle eccellenze del tessuto produttivo, con particolare rilievo per l’innovazione tecnologica, a cui unisce manifattura di alto livello e capacità relazionali con Università e reti di ricerca: annovera 280 piccole e medie imprese, con il totale di 14.800 addetti e un fatturato annuo di 3,9 miliardi di euro. Da solo, il Piemonte detiene il 17% dell’export nazionale del settore, per un valore di 735 milioni di euro.
L'assessore Tronzano ha detto: “Stiamo lavorando per la Città dell’aerospazio in corso Marche ,a Torino, che metterà in relazione il cluster delle piccole e medie imprese con il Politecnico e i centri di ricerca. Inoltre, gli uffici sono all’opera per il piano Space economy nazionale, che anticipa le nuove indicazioni della Commissione Europea. E stiamo accelerando sul progetto Icios, in dialogo con ministero dello Sviluppo economico e Agenzia spaziale italiana, per intervenire sulla prevenzione dei danni e la manutenzione dei satelliti. Questa partita per la Regione vale, al momento, 13 milioni”.

Fca: "Infondata la causa promossa da Gm"

John Elkann con la moglie Lavinia Borromeo
“Infondata la causa promossa da GM” è il titolo del comunicato diramato da Fca-Fiat Chrysler Automobiles, nella prima mattinata di oggi, 21 novembre, da Londra. Ecco la nota della società presieduta da John Elkann: “Fca conferma che si difenderà con tutte le forze dalla causa promossa ieri da General Motors. Fca è convinta che le accuse mosse da General Motors non siano altro che un tentativo, senza basi, di distogliere l’attenzione dalle sfide proprie di quella società”.
“Questa sconcertante manovra – si legge nel comunicato - viene in un momento in cui Fca sta dimostrando di essere un concorrente sempre più forte e continua a creare importante valore per tutti i suoi stakeholders, implementando con successo la propria strategia di lungo periodo. Ciò comprende il suo piano di fondersi con Psa, che, per parte sua, ha completato con successo il risanamento delle attività europee che ha recentemente acquistato dalla General Motors”.
“Fca si occuperà di questo straordinario tentativo di creare un diversivo nei modi dovuti e continuerà a concentrarsi sul produrre risultati record e realizzare la sua entusiasmante visione del futuro dell’industria automobilistica. Fca – conclude la nota . ha fiducia che prevarrà nel difendersi da queste accuse in tribunale e intende avvalersi di tutte le tutele disponibili in risposta a questa causa senza fondamento”.
L'accusa di Gm a Fca è quella di avere corrotto i sindacati negli Usa. Accusa che, tra l'altro, ha subito provocato un ribasso del prezzo dell'azione Fca in Borsa. 

L'esame di Mediobanca ai servizi pubblici delle dieci maggiori città italiane

L società che gestiscono i servizi pubblici locali nei maggiori dieci Comuni italiani sono state analizzate dall’Area Studi Mediobanca, allo scopo di comprendere il grado di efficienza e qualità. Eccone una sintesi, ripresa da Firstonline, il prestigioso e autorevole giornale web di economia e finanza guidato da Franco Locatelli ed Ernesto Auci.
Trasporto pubblico. Il 12% della popolazione italiana quotidianamente utilizza il servizio di trasporto pubblico locale. In totale si tratta di 13,8 milioni di persone, 2,7 miliardi di passeggeri l’anno, che al giorno diventano 7,4 milioni.
Le società che trasportano il maggior numero di passeggeri, 2,4 milioni al giorno, sono Atac e Roma Tpl. al secondo posto c’è Atm (Milano) con 2 milioni. Tra le prime due aziende e le altre si apre una voragine. Il terzo gradino del podio è infatti occupato dall’Actv di Venezia.
Se l’analisi si sposta però su ricavi, investimenti e soprattutto qualità del servizio offerto, tutto si ribalta. Le società del trasporto pubblico costruiscono la gran parte dei propri ricavi sui contratti di servizio. Guardando ai numeri, infatti, su 5,5 euro per ogni km percorso dalle proprie vetture, in media 3,7 euro arrivano dai contratti, 1,8 dai biglietti venduti (il 34%). Ci sono però società che fanno meglio della media come l’Atm di Milano, l’unica d’Italia a realizzare più della metà del fatturato (54,4%) sulla vendita dei biglietti, l’Amt di Genova (41,3%) e la bolognese Tper (40,4%). In coda alla classifica c’è invece la palermitana Amat (17%).
Passando alla qualità del servizio, Mediobanca la suddivide in regolarità e puntualità. Parlando della prima, nel caso degli autobus i livelli più bassi sono quelli dichiarati da Atac di Roma (85,7%), Amat di Palermo (87,1%) e Roma Tpl (91%). Nel caso delle metropolitane i valori sono prossimi al 100%, con la notevole eccezione dell’Atac (81%). Invece, per quanto riguarda la puntualità (la percentuale di corse in orario sul totale), nel caso degli autobus i valori più bassi sono relativi ad Ataf Gestioni (81,5%) e Amt di Genova (84,8%), i restanti gestori indicano livelli non inferiori al 90%.
Infine gli investimenti: a brillare in questo caso sono la Tper di Bologna (investe il 22,6% del fatturato), l’Amtab di Bari (15,9%) e l’Atm di Milano (13,8%). In fondo alla classifica l’Ataf&Linea di Firenze (2%).
Aeroporti. Ogni anno, 147 milioni di passeggeri usufruiscono di uno degli aeroporti del Paese. Lo scalo italiano più trafficato è Orio al Serio di Bergamo con una media 1.300 passeggeri al giorno (54 all’ora). Sul podio anche quello di Napoli (1.237 al giorno, 51 all’ora) e Fiumicino (1.111 al giorno, 46 all’ora). Subito dopo ci sono Milano Linate (1.090 al giorno, 45 all’ora) e Venezia (1.015 al giorno, 42 all’ora). Meno trafficati i gates di Milano Malpensa T1 (627 al giorno, 26 all’ora).
In termini di puntualità a primeggiare è Linate con l’86,8% dei voli che partono puntuali, seguito da Ciampino (85,2%) e da Genova (84,4%). Più indietro gli scali di Venezia e Treviso (71%) e di Firenze (74,6%). A incidere sulla qualità del servizio ci sono poi il tempo di sbarco (il più lento è Venezia, il migliore è Treviso). Ii tempi di attesa al check-in sono più lunghi a Bologna (18 minuti e 22 secondi) e nei due terminal di Malpensa (circa 15 minuti e 50 secondi). Torino Caselle (6 minuti e 12 secondi) e Linate (7 minuti e 8 secondi) gli aeroporti più “veloci”.

Servizio idrico. Le aziende del settore idrico servono annualmente 16,9 milioni di abitanti, erogando 1,4 miliardi di metri cubi d’acqua lungo una rete di 68mila km, pari a 1,7 volte la circonferenza terrestre. Nonostante ciò, non tutta l’acqua raggiunge l’utenza e gli sprechi, soprattutto in Italia, vanno per la maggiore. Secondo lo studio, ogni 100 litri immessi in rete, 38,7 litri vanno persi. per un totale di 900 milioni di metri cubi all’anno. Numeri che confrontati con gli altri Paesi risultano impietosi: in Germania il tasso di perdita è fermo al 7,2%, Spagna (18,9%), Francia (21,3%), Inghilterra e Galles (23,4%).

Per quanto riguarda le aziende, la milanese MM (15,9%), la genovese Iren Acqua (23,9%) e la torinese Smat (24,6%) gestiscono le reti con la maggiore tenuta, mentre la palermitana Amap (54,6%) e l’Acquedotto Pugliese (50,3%) hanno i maggiori tassi di perdita.
Analizzando i costi, gli acquedotti fatturano 1.581 euro ogni 1000 mc d’acqua. “Considerando che il consumo giornaliero medio è di 230 litri per abitante, pari a 83 mc d’acqua l’anno – calcola Mediobanca – la spesa per cittadino si aggira intorno ai 130 euro annui. I ricavi unitari più elevati sono realizzati dalla Publiacqua di Firenze con 2.405 euro per 1.000 mc d’acqua. Bollette più leggere per la MM di Milano con 797 euro, per la Abc di Napoli con 868 euro e per la romana Acea Ato 2 con 1.415euro”.
Capitolo produttività. A vincere è di nuovo Milano con MM (366mila mc), seguita dall’Abc di Napoli (302mila mc) e dalla Iren Acqua con (283mila). Bassa, invece, quella dell’Amap (64mila mc), dell’Acquedotto Pugliese (136mila mc) e della Publiacqua di Firenze (141mila mc). Acea Ato 2 (roma) primeggia invece per investimenti con 57,3 euro per abitante, il 39,8% della bolletta, seguita dalla fiorentina Publiacqua (55,2 euro; 35,1%). 

Igiene urbana. Ultimo settore oggetto d’analisi di Mediobanca è quello dell’igiene urbana, le cui aziende servono circa 10,4 milioni di abitanti, che producono 5,6 milioni di tonnellate di rifiuti, pari al 20% circa del totale nazionale. Ogni abitante produce annualmente poco meno di 540 kg di rifiuti, vale a dire 1,5 kg al giorno. Solo il 45,3% dei rifiuti prodotti (2,5 milioni di tonnellate) è generato dalla raccolta differenziata. La veneziana Veritas (65,2%) è prima per quota di raccolta differenziata sul totale. A completare il podio la Alia di Firenze (59,3%) e l’Amsa di Milano (53,8%). I tassi più modesti sono registrati dalla palermitana Rap (14,1%), dalla genovese Amiu (34,2%) e dalla napoletana Asia (34,5%).

L’Igiene urbana costa in media 172 euro l’anno per ciascun cittadino, 340 euro per tonnellata di rifiuti. Si spende di più a Roma (255 euro per abitante e 430 euro per tonnellata) e Milano (200 euro e 400 euro). Risparmiano, invece, i cittadini veneziani (13 euro e 285 euro).
Il primo posto in classifica in termini di produttività va alla fiorentina Alia, mentre per quanto riguarda gli investimenti, a primeggiare è la veneziana Veritas (29,4 euro per tonnellata) e la torinese Amiat (22,4 euro). Più contenuti gli investimenti della genovese Amiu (7,6 euro) e della barese Amiu Puglia (7,2 euro).

Altre tre campagne di crowfunding Csp

La Compagnia di San Paolo ha sviluppato una sperimentazione di crowdfunding, attraverso la creazione di un programma in grado di capire e interpretare le esigenze del proprio bacino di beneficiari no profit, in termini di crescita e di confronto con la propria comunità di riferimento.
Il crowdfunding è uno strumento che finanzia progetti attivati attraverso donazioni da parte di una comunità che sceglie di investire liberamente il proprio denaro, solitamente attraverso piattaforme web based, che permettono di donare on-line.
A seguito del lancio di dieci campagne tra la primavera e l’estate 2019, la sperimentazione crowdfunding Csp 2019 prosegue e si conclude con tre ulteriori campagne di raccolta lanciate da enti del territorio piemontese e ligure: Fondazione di Comunità Valsesia, l’Associazione Welovemoms e l’Ufficio Pio con il Fondo Alberto e Angela Musy.
La sperimentazione di crowdfunding proposta dalla Compagnia di San Paolo si concentra sui modelli, anche combinati, donation based e reward based.
Nel modello donation-based il donatore devolve il proprio denaro a sostegno di una causa specifica, non ricevendo - in cambio - alcuna ricompensa. Nel modello reward-based il donatore, a fronte di una donazione, riceve invece una ricompensa: questa può coincidere con un prodotto o un servizio (partecipazioni a vario titolo al progetto, esperienze creative, etc.). Per il settore no profit l’entità della ricompensa spesso non è proporzionata al valore della donazione fatta, in quanto può prevalere una motivazione sociale e quindi essere quasi simbolica.
Gli enti che hanno già sperimentato lo strumento del crowdfunding della Csp nel corso del 2019 sono Filatoio di Caraglio, Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta, Associazione a Sinistra, Fondazione Firpo, Associazione Allievi Cca, Odontoiatria sociale, Ratatoj, Coop Agorà, Museo della Ceramica, Telefono Rosa. I territori di riferimento sono: Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta.
Tra le campagne svolte da questi dieci enti la Compagnia di San Paolo aveva selezionato tre iniziative da sostenere con un’azione di matching funds, per rafforzare ulteriormente la loro capacità di ingaggio. Per ognuna di esse, una volta raggiunto il 50% del goal stabilito nella campagna di raccolta, la Compagnia di San Paolo contribuiva alle fasi successive con un meccanismo moltiplicatorio delle singole donazioni: per ogni euro ulteriore raccolto dall’ente, Compagnia di San Paolo ne avrebbe donati due, fino ad un importo massimo concordato con il singolo ente.

Casa, più compravendite ma meno mutui

Nel secondo trimestre 2019 sono state 216.483 le compravendite di unità immobiliari. Depurate della componente stagionale, sono diminuite dell’1,7% rispetto al trimestre precedente (-1,7% il settore abitativo e -1,4% l’economico).
Il comparto abitativo segna variazioni congiunturali negative in tutte le aree geografiche del Paese, seppure con intensità notevolmente diverse: Centro -3,7%, Nord-est e Nord-ovest -1,5%, Isole -0,8% e Sud -0,2%. Per il settore economico la flessione riguarda il Centro (-7,4%) e il Nord-est (-4,4%), mentre risultano in crescita le Isole (+5,7%) e il Sud (+3,5%); sostanzialmente stabile il Nord-ovest (+0,3%).
Il 94,5% delle convenzioni stipulate riguarda trasferimenti di proprietà di immobili a uso abitativo (204.512), il 5,2% quelle a uso economico (11.272) e lo 0,3% le convenzioni a uso speciale e multiproprietà (699).
Rispetto al secondo trimestre 2018, le transazioni immobiliari sono aumentate complessivamente del 3,5%. L’espansione riguarda sia il settore abitativo (+3,6%) sia l’economico (+3,1%). L’incremento tendenziale interessa tutto il territorio nazionale per l’abitativo - Centro +4,5%, Nord-est +3,8%, Sud e Isole +3,3% e Nord-ovest +3,2% - e tutte le tipologie di comuni - piccoli centri +4,9% e città metropolitane +2,1%.
L’economico registra variazioni tendenziali positive al Centro (+11,4%), nelle Isole (+10,7%), al Sud (+3,9%) e nel Nord-est (+0,7%), nelle città metropolitane (+4,8%) e nelle altre città (+1,9%); le variazioni sono negative nel Nord-Ovest (-1,8%).
Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (106.490) diminuiscono del 5,9% rispetto al trimestre precedente e del 6,4% su base annua. Tali convenzioni registrano un calo su tutto il territorio nazionale, sia su base congiunturale (Centro -8,8%, Isole -6,5, Sud -5,1%, Nord-ovest e Nord-est entrambe -4,9%) - sia su base annua (Sud -8,1%, Nord-ovest e Isole -6,7%, Centro -5,7% e Nord-est -5,4%). Rispetto alla tipologia dei comuni, la flessione riguarda sia le città metropolitane (-7,4%) che i piccoli centri (-5,6%).

La Fondazione Crt stanzia 600.000 euro per 59 eventi di musica, teatro e danza

Fondazione Crt ha assegnato circa 600.000 euro agli organizzatori non profit di 59 eventi di musica, teatro e danza, in programma tra novembre e aprile 2020 in Piemonte e Valle d’Aosta. Nel comunicarlo, l'ente torinese di via XX Settembre ha aggiunto che sono online, sul sito www.fondazionecrt.it i risultati della seconda sessione di Not&Sipari 2019, il bando della Fondazione Crt dedicato alle rassegne culturali e agli spettacoli dal vivo del territorio, per favorire la crescita qualitativa delle produzioni, il coinvolgimento dei giovani artisti nel circuito professionistico, l’avvicinamento di nuove fasce di pubblico alle manifestazioni e il senso di aggregazione tra le persone.
Con Not&Sipari la Fondazione Crt ha sostenuto, fino ad oggi, complessivamente, più di 3.500 eventi, con l'investimento di oltre 38 milioni di euro.
La vivacità artistica e culturale è un forte collante per la comunità, oltre che un elemento di crescita, sviluppo e attrattività per il territorio” afferma il presidente della Fondazione Crt, Giovanni Quaglia, sottolineando che “Il progetto Not&Sipari per gli spettacoli dal vivo contribuisce, ogni anno, in modo capillare e diffuso, alla realizzazione di numerosi eventi di musica, teatro, danza, che favoriscono la partecipazione e l’inclusione sociale delle persone, in particolare dei giovani”.
A sua volta, Massimo Lapucci, Segretario generale della Fondazione Crt e presidente di Efc-European Foundation Centre, commenta: “Oltre al valore artistico e alla creatività delle proposte, il bando Not&Sipari della Fondazione Crt guarda anche allo sviluppo di un approccio di tipo imprenditoriale tra gli operatori culturali, fondato sulla capacità organizzativa degli enti, la sostenibilità delle iniziative e il ritorno effettivo per il territorio, in linea con quanto accade nell’ambito della filantropia istituzionale europea”.
A beneficiare di contributi fino a 40.000 euro ciascuno sono associazioni non profit, enti locali e istituti didattici di alta formazione, che promuovono sia grandi rassegne, sia eventi di rilevanza locale.
Nel Torinese, per esempio, hanno vinto il bando della Fondazione Crt “Teatrointre - Un Teatro per Tutti”, iniziativa della Fondazione Teatro Ragazzi, il “Concerto a sorpresa” della Filarmonica del Teatro Regio e la nuova stagione musicale dell’Accademia Corale Stefano Tempia Onlus.
Nel Cuneese, tra i diversi eventi sostenuti, si segnalano il progetto “Easy Opera 10th Anniversary” dell’Associazione culturale “La musica in testa” di Fossano e la 23esima stagione teatrale del Teatro Sociale “G. Busca” di Alba.
Nell’Astigiano, il contributo è andato alla stagione 2019/2020 “Su il sipario al Balbo!” del Comune di Canelli. Nel Novarese, Not&Sipari sostiene, in particolare, il progetto “Musica in Scena. Itinerari di cultura musicale a Novara” della Cooperativa Sociale Dedalo e il Festival Cantelli® dell’Associazione Amici della Musica Vittorio Cocito. Nel Verbano-Cusio-Ossola ha ottenuto il contributo il progetto “Il Teatro: Spettatori e protagonisti dai sei ai novantanni” della Fondazione centro eventi il Maggiore di Verbania.
Tra le proposte dell’Alessandrino che beneficiano delle risorse della Fondazione Crt vi sono la stagione teatrale 2019/2020 del Comune di Casale Monferrato e “MusicaNovi” 2019 a Novi Ligure.
Nel Vercellese, il sostegno va al 22esimo Viotti Festival dell’Associazione culturale Camerata Ducale. Nel Biellese risultano vincitori il progetto “Dire, fare...danzare!!!” dell’Associazione “Opificiodellarte” e la stagione concertistica 2019 “La Banda: Orchestra del Nuovo Millennio” della Società musicale Giuseppe Verdi di Biella.
In Valle d’Aosta il contributo di Not&Sipari è andato al progetto “Prove Generali - Il teatro va in montagna” dell’Associazione culturale Palinodie di Aosta.

Torino Festival: 150 film e 15 Paesi in gara


Il 22 novembre, nel capoluogo piemontese, si apre a la 37ᵃ edizione del Torino Film Festival (Tff), che porta la firma di Emanuela Martini ed è sostenuto, come sempre, dalla Compagnia di San Paolo.
In cartellone, fino al 30 novembre, nei cinema cittadini Classico, Reposi e Massimo è prevista la proiezione di 149 lungometraggi, 11 mediometraggi e 31 cortometraggi. Di questi 44 lungometraggi saranno opere prime e seconde, come da tradizione del festival.
Torino 37, la più importante sezione competitiva del festival propone 15 film inediti in Italia. I Paesi rappresentati sono: Argentina, Canada, Cile, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Islanda, Italia, Qatar, Repubblica Ceca, Russia, Singapore, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Taiwan, Tunisia. Per l'Italia sono in gara Il grande passo di Antonio Padovan e Now is everything di Riccardo Spinotti e Valentina De Amicis.
Incentrata sul cinema “giovane”, la selezione dei film in concorso si rivolge alla ricerca e alla scoperta di talenti innovativi, che esprimono le migliori tendenze del cinema indipendente.
Ad aprire il Tff37 è Jojo Rabbit di Taika Waititi, satira spiazzante del nazismo e dei suoi miti, a chiuderlo il thriller Knives Out di Rian Johnson, che vede Daniel Craig nei panni di un investigatore impegnato nella risoluzione del caso dell'omicidio di un ricco e famoso scrittore di gialli.
Il Gran Premio Torino andrà a Barbara Steele, regina dell'horror grazie a La maschera del demonio con la regia di Mario Bava (Italia, 1960). E proprio all'horror è dedicata l'intera sezione del festival Si può fare! con film dal 1919 al 1969.

Risparmio gestito, record di 2.284 miliardi Intesa Sanpaolo in testa per raccolta netta

Ha ritrovato smalto l’industria del risparmio gestito: nel terzo trimestre, la sua raccolta netta è stata positiva per 9,5 miliardi, mentre era stata negativa per 6,3 miliardi nel trimestre precedente. In seguito a questo rimbalzo, la raccolta netta dall'inizio dell'anno è ammontata a 58,6 miliardi e il patrimonio gestito è balzato a 2.284 miliardi, nuovo massimo storico (a fine giugno era a 2.209 miliardi).
Nel periodo luglio-settembre, le gestioni collettive segnano sottoscrizioni nette positive per 4,5 miliardi, (erano state negative per 2,5 miliardi nel secondo trimestre); i fondi aperti hanno avuto una raccolta netta positiva di quasi 4 miliardi (-3,8 miliardi nel trimestre precedente), per i fondi chiusi il risultato è stato positivo per 523 milioni (in particolare, per i fondi immobiliari la raccolta netta è stata positiva per 362 milioni).
Invece, la raccolta netta è stata nuovamente negativa per i fondi Pir compliant: - 353,7 milioni nel terzo trimestre, dopo i -361 milioni del secondo. Da inizio anno – in base alla mappa trimestrale di Assogestioni – i deflussi prevalgono con 717 milioni. Comunque, il patrimonio promosso dai 69 fondi Pir al 30 settembre ammonta a 18,5 miliardi.
Quanto agli operatori del settore, i dati di Assogestioni attribuiscono il primato nazionale della raccolta netta positiva al gruppo Intesa Sanpaolo, le cui società specializzate – Eurizon e Fideuram – hanno avuto sottoscrizioni nette per oltre 4,8 miliardi, dei quali 4,35 da parte di Eurizon e il resto da Fideuram.
Così, il gruppo Intesa Sanpaolo, che ha come azionista di riferimento la Compagnia di San Paolo, ha mantenuto il gradino più alto del podio, mentre sul secondo si è piazzato il gruppo Generali (2,2 miliardi) e al terzo Poste Italiane.

Una debolezza torinese: non promuovere la sua leadership in ricerca e innovazione

L'ultimo numero dell'Economia del Nord Ovest, supplemento pubblicato ogni lunedì dal Corriere Torino, edizione locale del Corriere della Sera, ha dedicato l'editoriale al tema dell'innovazione a Torino. Per gentile concessione, viene ripresentato qui a beneficio di chi non l'avesse ancora letto.

Enrico Pisino, amministratore delegato Cim 4.0
Un nuovo luogo comune, cittadino e masochistico, sta permeando Torino e riguarda l'innovazione. “A Torino se ne parla tanto, ma se ne fa poca” si sente dire sempre più spesso, anche da persone di spicco. Altra falsità. E' il contrario. Lo sostengono tanti e se ne trovano prove concrete. A Torino si fa molta innovazione, nelle imprese, negli atenei, nei centri di ricerca, in poli specializzati, nella finanza, in enti, anche pubblici. E se c'è chi la pensa diversamente si deve, soprattutto, al problema della comunicazione, al fatto che l'innovazione a Torino resta attenuata, minimizzata, non valorizzata adeguatamente, come molte positività subalpine.
Fra l'altro, “la manifattura 4.0 torinese è leader a livello mondiale” ha affermato Enrico Pisino, pochi giorni fa, all'Unione Industriale, in un convegno intitolato “Comunicare l'innovazione: Torino al centro”. Ed Enrico Pisino è uno che se ne intende sul serio: è l'amministratore delegato del Cim 4.0 - Competence Industry Manufacturing 4.0, dopo essere stato anche un top manager del glorioso Centro Ricerche Fiat, capo dell'Innovazione di Chrysler Group targata Fca, membro del comitato scientifico della Fondazione Politecnico di Milano e presidente del National Technology Cluster Transport Italy 2020.
Pisino non ha esitato a ribadire il primato di Torino nell'innovazione, citando anche diverse eccellenze locali. E lo stesso hanno fatto altri due relatori di rilievo: Barbara Graffino, co-fondatrice di Talent Garden e Marco Gay, imprenditore torinese, amministratore delegato e azionista di Digital Magics, società milanese quotata in Borsa che investe in start up e imprese innovative.
Marco Gay è fortemente convinto della diffusione dell'innovazione a Torino, come del grande impegno delle aziende di ogni livello a innovare prodotti e processi, facendo rilevanti investimenti in ricerca, sviluppo e alta formazione. E non c'è da stupirsi, perché l'innovazione è una vocazione storica di Torino.
Non è casuale che il vertice di Intesa Sanpaolo abbia costituito e basato il suo Innovation Center nel capoluogo piemontese, dove ha collocato anche Neva Finventures, che acquisisce partecipazioni in società finanziarie ad alta tecnologia, in gestori di big data, in aziende che fanno economia circolare, diventando una fabbrica di startup innovative.
Non è un caso neppure che I3P, l'incubatore del Politecnico, sia appena stato riconosciuto come il miglior incubatore pubblico al mondo, dopo che ne sono stati esaminati 364 in un'ottantina di Paesi, sulla base dell'ampiezza di portafoglio di startup accolte, del loro sostegno nella raccolta di capitali e, fra l'altro, nella sua capacità di generare valore per l'ecosistema del quale fa parte.
Torino ha censito 359 startup innovative, ha fatto un'alleanza con Techstar, il terzo maggiore acceleratore globale, ha da poco inaugurato Ogr Tech, 12.000 metri quadrati dedicati ai soggetti che fanno innovazione, ricerca, creatività, smart data. Qui, Google e Tim, insieme, hanno deciso di far nascere un data center, che sarà tra i più grandi e innovativi d'Europa. Qui è stato un successo il primo festival della tecnologia. Qui c'è uno dei principali poli dell'avio spazio, della meccatronica e del design industriale, tutti settori dove innovazione e ricerca sono fondamentali.
Nel capoluogo e nella sua provincia operano quasi 4.700 imprese del settore intelligenza artificiale e robotica, a partire da Reply, Comau, Prima Industrie.
Insomma, Torino sta giocando da protagonista la partita dell'innovazione, fondamentale per la competitività internazionale, per la crescita economica e per il suo sviluppo futuro. Ha campioni dell'innovazione, che agiscono all'interno di una rete estesa e forte, ma frammentata, insufficientemente correlata. E non comunica adeguatamente questo patrimonio, perdendo così valore e non poche opportunità.
Understatement sabaudo? Certo. Però, soprattutto la sottovalutazione dell'importanza della comunicazione - anche ai fini della crescita della cultura dell'innovazione e del progresso – e della necessità di investire nella comunicazione non meno che su altri fattori decisivi. Succede anche per l'arte e la cultura, come ha spiegato bene Gabriele Ferraris su questo giornale. L'innovazione è notizia, ma bisogna saperla comunicare e promuovere. Altrove ne sono ben consapevoli e si avvantaggiano di questa debolezza torinese.

Progetto "Nuove avventure extraordinarie" partito il crowdfunding per la pet therapy


È partito il crowdfunding per sostenere il progetto di pet therapy “Nuove avventure extraordinarie”, selezionato dal bando +Risorse di Fondazione Sviluppo e Crescita Crt ed Eppela, la principale piattaforma italiana di crowdfunding reward based (basata sul sistema delle ricompense), tra le iniziative promosse da enti non profit culturali e sociali del Piemonte e della Valle d’Aosta.
A cura dell’Associazione di volontariato DB2 Mondoenne (nata da un progetto condotto dal mondo salesiano torinese nel 1990, per rispondere ai bisogni dei ragazzi e delle famiglie residenti nella Circoscrizione 2 della Città di Torino), “Nuove avventure extraordinarie prevede un percorso di incontri di attività assistite con animali, rivolto a ragazzi e adulti con disabilità intellettiva, residenti principalmente nel quartiere torinese di Mirafiori Sud.
L’obiettivo è stimolare la socializzazione, l’attenzione, l'interazione, la memoria e favorire la responsabilizzazione. Con la costante presenza di cani terapisti e conduttori esperti, si realizzeranno passeggiate, percorsi di abilità e concentrazione, di equilibrio, stimolazione sensoriale e socializzazione tra febbraio e maggio 2020.
Fino al 27 dicembre è possibile sostenere i progetti sulla piattaforma eppela.com/sviluppoecrescitacrt ed essere così tra i primi beneficiari delle iniziative, il cui obiettivo è la valorizzazione del territorio tramite lo sviluppo di nuove reti sociali.
Secondo il meccanismo del matching grant, al raggiungimento del 50% dell’obiettivo fissato, le donazioni saranno raddoppiate da Fondazione Sviluppo e Crescita Crt, ente strumentale della Fondazione Crt.

Fossata, una vecchia cascina abbandonata diventata uno straordinario motore sociale


I presidenti delle tre maggiori fondazioni piemontesi:
Giovanni Quaglia, Francesco Profumo e Giandomenico Genta
Lunedì 25 novembre, alle ore 11.00, a Torino, in via Ala di Stura 5, inaugurazione di Cascina Fossata, progetto di social housing appena completato, realizzato da Investire Sgr, società di gestione del Fondo Abitare Sostenibile Piemonte, partecipato dal Fia di Cassa Depositi e Prestiti, le fondazioni di origine bancaria del Piemonte tra le quali le torinesi Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt.
Cascina Fossata unisce le caratteristiche di housing sociale, centro polifunzionale e di un rinnovato luogo di aggregazione cittadino gestito attraverso logiche di co-progettazione e coinvolgimento attivo di soggetti che, grazie alla propria partecipazione, contribuiscono alla creazione di un nuovo contesto, beneficiando delle sue opportunità.
Partendo dalla volontà di restituire alla città un luogo da tempo abbandonato, ma ricco di potenziale il progetto rappresenta molto più di un recupero edilizio perché si pone come obiettivo principale quello di favorire nuove interazioni sociali.
L’intervento è gestito da Sharing , società di gestione e sviluppo di interventi di housing sociale promossa da Doc, cooperativa sociale.
Sono previsti gli interventi di Chiara Appendino, sindaco di Torino; Francesco Profumo, presidente Compagnia di San Paolo; Giovanni Quaglia, presidente Fondazione Crt; Carlo Petrini, presidente e fondatore Slow Food; Paola Delmonte, chief business developement officier Cdp; Maria Teresa Rossi, presidente cooperativa Doc, Mario Ferretti, vicepresidente Doc; Paolo Boleso, fund manager coordinator Investire sgr; Luigi Goffredo, head of design & construction Investire. Modera: Maria Chiara Voci.

"Ecco come ridurremo la pressione fiscale" Cirio incomincia dal bollo auto e dall'Irap

Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte
coi capigruppo di maggioranza Preioni, Marrone e Ruzzola
Bollo auto e Irap: sono le due misure che la Giunta regionale ha inserito nella legge di stabilità 2020 per ridurre la pressione fiscale verso i cittadini e le aziende piemontesi.
È la prima volta che, in Regione, viene usato questo strumento” ha sottolineato il presidente Alberto Cirio, illustrandone i contenuti, insieme con i capigruppo di maggioranza Alberto Preioni, Maurizio Marrone e Paolo Ruzzola. “Una scelta – ha aggiunto Cirio - che abbiamo compiuto per programmare meglio la gestione delle risorse in un quadro di chiarezza politica, definendo le linee guida per la redazione del bilancio”.
Il documento, che passa ora all’esame del Consiglio regionale, riguarda, infatti, le disposizioni per la formazione del bilancio annuale di previsione 2020 e comprende quello che Cirio ha definito “uno dei tagli di tasse più impattanti realizzati in Piemonte negli ultimi dieci anni”.
Bollo auto. Tutti i possessori di un veicolo Euro 0, 1 e 2 che acquisteranno un’auto Euro 6 sotto i 100 kW potranno beneficiare dell’esenzione sul pagamento del bollo per tre anni. Abbiamo iniziato dal bollo - ha affermato il presidente Cirio - anche per incentivare dal punto di vista ambientale il rinnovo del parco auto circolante, che in Piemonte è più alto della media nazionale. L’auto non è un bene di lusso, è come la prima casa, serve per vivere e lavorare. Vogliamo fare del Piemonte la prima regione in cui non si paga il bollo, ma siamo seri e andiamo per gradi”.
Le proiezioni effettuate dai tecnici della Regione dicono che potranno accedervi oltre 500.000 persone. In Piemonte sono circa 223.000 i veicoli in classe Euro 0 (7,6%), 58.000 gli Euro 1 (2%) e 237.000 gli Euro 2 (8,1%), ovvero il 18% del totale dei veicoli circolanti. Oggi l’introito fiscale complessivo derivante dal bollo è di circa 450 milioni di euro l’anno e ammonta a 165 euro annui il valore medio pagato dai piemontesi.
Irap. Le imprese di nuova costituzione, che trasferiscono un insediamento produttivo in Piemonte, che assumono o stabilizzano personale, per cinque anni beneficeranno di una riduzione dell’Irap dello 0,92%, che corrisponde fino a 1/3 del valore dell’aliquota, che oggi è in media del 3,9%.
In particolare, le imprese che trasferiranno in Piemonte la propria attività produttiva potranno ottenere un risparmio complessivo medio, nei cinque anni, di 6.000 euro se hanno meno di 50 addetti, di oltre 30.000 euro se hanno da 50 a 250 dipendenti e di quasi 100.000 euro se hanno oltre 250 addetti.
Per le nuove, invece, lo sgravio medio complessivo sarà di 1.800 euro per quelle con meno di 50 dipendenti, oltre 90.000 euro da 50 a 250 addetti, 150.000 euro se superano i 250.
Sgravio fino a 40.000 euro per le aziende che fanno nuove assunzioni o stabilizzano contratti di lavoro, passando da tempo determinato, apprendistato, Garanzia Giovani e alternanza scuola-lavoro a un contratto a tempo indeterminato.
Ma questo è solo l’inizio” - ha detto Cirio - perché il nostro obiettivo è continuare a ridurre la pressione fiscale per tutti i cittadini e le imprese del Piemonte”.
La legge di stabilità comprende anche uno stanziamento di sei milioni di euro per risarcire gli imprenditori agricoli dei danni causati della fauna selvatica.
Il presidente della Regione si è anche soffermato sulle principali misure inserite nell’assestamento al bilancio di previsione 2019, in discussione in questi giorni in Commissione: “L’impianto del documento è ereditato dalla precedente Giunta, ma noi abbiamo aggiunto alcuni elementi che ci caratterizzano. Le borse di studio universitarie diventeranno spese obbligatorie e vedono confermate tutte le risorse. Non abbiamo intenzione di tagliare un solo euro, ma il modo in cui le borse saranno assegnate sarà oggetto di un approfondimento che faremo con in nuovi vertici di Edisu, in via di rinnovo. Inoltre, abbiamo inserito 2,5 milioni per i danni dovuti al maltempo di quest’estate, per i quali non abbiamo ottenuto dal Governo il riconoscimento dello stato di emergenza a eccezione di quelli subiti in Val Formazza, abbiamo raddoppiato i soldi destinati agli scuolabus con uno stanziamento di 600.000 euro e abbiamo messo 12,5 milioni a copertura delle prestazioni sanitarie cosiddette extra-Lea”.

Piazza Affari, la Centrale del Latte d'Italia al minimo storico: il suo prezzo a 2,51 euro

Latte amaro in Borsa, oggi, 19 novembre. La torinese Centrale del Latte d'Italia ha fatto segnare il suo nuovo minimo storico. In seguito all'ulteriore ribasso dello 0,79%, infatti, il suo prezzo finale è risultato di 2,51 euro, il valore più basso almeno degli ultimi cinque anni. Il primato negativo precedente (2,52 euro) era del 20 agosto scorso. Invece, il suo record positivo risale al 4 ottobre di due anni fa, quando la quotazione raggiunge la vetta di 4,042 euro.
A proposito di record, la seduta odierna ha registrato un nuovo miglioramento dei primati della straordinaria coppia piemontese formata da Diasorin e Reply. Entrambe in progressiva crescita. La quotazione di Diasorin è salita a 114,50 euro, ancora in aumento del 2,14%, che ha rappresentato il secondo maggior rialzo del listino formato dalle 40 principali società negoziate in Piazza Affari.
A sua volta, Reply ha incrementato dell'1,54% il suo prezzo, ammontato così a 69,35 euro.
L'indice Ftse Mib ha chiuso a 23.329 euro, con una perdita dello 0,57% rispetto a ieri, che già aveva evidenziato il ribasso dello 0,53%.
Per quanto riguarda le altre blue chip piemontesi, la seduta odierna ha evidenziato rialzi per Buzzi Unicem (+0,79%), Exor (+0,14%), Fca (+0,10%), Intesa Sanpaolo (+0,11%), Juventus (+0,63%) e Ubi Banca (+1,09%); mentre l'unica a denunciare un ribasso è stata Italgas (-1,27%).

Torino, riparte "Indovina chi viene a cena" progetto per avvicinare italiani e stranieri con usanze e sapori di terre lontane

Parte il 21 novembre, da Torino, in occasione dell’incontro delle Fondazioni filantropiche europee nell’ambito dello European Foundation Centre - la rete della filantropia istituzionale presieduta da Massimo Lapucci, Segretario generale della Fondazione Crt - il progetto “Indovina chi viene a cena?”, ideato dalla Rete italiana di cultura popolare e sostenuto da Fondazione Crt, per promuovere l’inclusione attraverso la tavola.
Alcune famiglie straniere apriranno le porte e le cucine delle proprie case agli italiani curiosi di conoscere usanze e sapori di terre lontane. L’obiettivo è favorire la conoscenza reciproca e abbattere barriere culturali creando convivialità, sovvertendo l’idea di ospitalità e aprendo le case degli altri, per costruire insieme uno spazio di comunanza.
Sono 30 le città, da Nord a Sud, che saranno toccate da “Indovina chi viene a cena?”: al capoluogo sabaudo – dove si terranno le prime sei cene del 21 novembre - e agli altri comuni cui si è esteso il progetto nelle passate edizioni, quest’anno si aggiungono Bari e Lecce. E nei prossimi mesi le città coinvolte potrebbero raddoppiare.
Da quando, nel 2012, il progetto è diventato permanente, ha coinvolto 4.000 persone, grazie all’adesione di oltre 120 famiglie.
Ciò che offrono le famiglie ospitanti – spiega Antonio Damasco, direttore di Rete italiana della cultura popolare - è una cena speciale, familiare, pensata per chi mantiene viva in sé la curiosità dell’incontro. Questa semplice esperienza di prossimità abbatte quel muro di diffidenza creato dalla non conoscenza, dalla paura di una cultura diversa. A tavola accade qualcosa di magicamente normale: si parla di figli, di scuola, lavoro, di cinema e musica, scoprendosi talmente simili che, alla fine, si diventa amici e si continua a frequentarsi anche dopo”.
Sapere, esperienza, parole, ricordi, ma anche il cibo, sono patrimonio collettivo della comunità, parte del nostro Dna. Per questo Fondazione Crt – ha detto il suo presidente, Giovanni Quaglia - da sempre affianca la Rete italiana di cultura popolare e sostiene ‘Indovina chi viene a cena’: un’iniziativa aperta a tutti i cittadini, per abbattere le barriere culturali e conoscersi reciprocamente attorno a un tavolo, condividendo usanze e sapori”.
Condividendo un pasto, si può partire per un viaggio meraviglioso, attraverso i profumi e sapori del Marocco, della Cina, piuttosto che dell’Argentina o dell'Afghanistan. Si possono scoprire storie di vita, di terre dalla voce dei protagonisti. Il calendario delle cene si può trovare sul sito di Rete italiana della cultura popolare: ogni ultimo sabato del mese, da novembre a maggio.
Per partecipare è necessario prenotarsi presso ‘l’antenna locale di riferimento’, un’associazione che gestisce in autonomia l’organizzazione della cena, in linea con le linee guida nazionali.

Oncologia, un macchinario d'avanguardia inaugurato alle Molinette di Torino

Alle Molinette è stato inaugurata la prima Tomoterapia "Radixact" in Italia ed è stato avviato il primo Sistema per piani di cura in Europa del Dipartimento di Oncologia e della Radioterapia universitaria della Città della Salute di Torino, diretto da Umberto Ricardi, vice rettore per l'Area medica dell’Università di Torino.
Potremo ora utilizzare un software di ultimissima generazione, Synchrony, che – ha sottolineato Ricardi - ci vedrà primo centro europeo a poter ottimizzare la radiazione delle lesioni, che si muovono, in funzione dei movimenti respiratori, allo scopo di ridurre la quota di polmone sano che verrebbe inutilmente irradiata”.
Il sistema di tomoterapia elicoidale, rispetto alle tecniche radioterapiche convenzionali, aumenta significativamente l’efficacia, l’efficienza e la precisione del trattamento radiante, grazie all'apporto di diversi aspetti rivoluzionari. Come la completa integrazione e sinergia tra il sistema Tc per la verifica della centratura e il sistema acceleratore lineare, con l’utilizzazione della stessa sorgente radiante; il movimento elicoidale per l’irradiazione: la sorgente radiante ruota di 360 gradi senza soluzione di continuità, con contemporanea traslazione longitudinale del lettino in modo sincronizzato e con la possibilità di irradiare campi molto estesi (fino a 40 cm x 135 cm) con estrema efficienza; la presenza di un collimatore multilamellare di tipo binario e di un TPS (Treatment Planning System).
Recentemente il sistema Radixact è stato completato con un sofisticato dispositivo di tracking, che consente di “inseguire”, durante il trattamento, il movimento del tumore, dovuto, per esempio, alla respirazione, orientando opportunamente in tempo reale il fascio solo sulla lesione neoplastica, evitando l’irradiazione inutile di tessuti sani.
La piattaforma di Tomoterapia presenta innumerevoli vantaggi clinici, i più importanti dei quali sono la possibilità di effettuare trattamenti ad alto gradiente di dose e con verifica quotidiana della precisione del trattamento in modo molto pratico e veloce; una capacità di conformazione e omogeneità della dose alla lesione neoplastica, non ottenibile con tecniche tradizionali d’irradiazione a fasci esterni, l’adattamento del trattamento radiante alle diverse condizioni della lesione neoplastica, sia inter-frazione (seduta per seduta) che intra-frazione (nel corso della stessa seduta).
L’elevata precisione di irradiazione così ottenibile consente certamente di ridurre la tossicità dei trattamenti e di effettuare programmi di intensificazione della dose per migliorare la probabilità di successo e/o per rendere possibile la somministrazione della radioterapia in un numero molto inferiore di sedute (enorme beneficio per i pazienti e migliore sfruttamento delle risorse radioterapiche)
Inoltre, l’elevata versatilità di impiego clinico, consente di trattare sia le piccole lesioni, tipiche della radiochirurgia, sia i grandi campi estesi, sino agli estremi dell’irradiazione corporea totale per trapianto allogenico e dell’irradiazione craniospinale per alcuni tumori cerebrali pediatrici; anche la radioterapia palliativa può giovarsi del contributo del sistema tomoterapia per la possibilità di eseguire eventualmente la centratura delle lesioni direttamente sul lettino di trattamento e di trattare contemporaneamente lesioni multiple in sedi anatomiche diverse.
L'apparecchiatura rappresenta la prima installazione in Italia dell’ultimo modello commerciale (Radixact X9) della piattaforma Tomoterapia; il software per il tracking respiratorio (“Synchrony”) consentirà al Centro della Città della Salute di essere il primo in Europa a fruire di questa ultima ed importante novità tecnologica, finora utilizzata solo in due Centri americani accademici, fornendo anche la possibilità di continuare ad alimentare un’attività di ricerca clinica, mission istituzionale per un’Azienda Ospedaliero-Universitaria, che non può prescindere dalla disponibilità di moderne apparecchiature.
La tecnologia Tomoterapia, che sta per completare un rinnovamento tecnologico dell’intera Radioterapia universitaria della Città della Salute, che ha interessato anche i presidi Sant'Anna (brachiterapia dei tumori femminili) e Sgas (acceleratore lineare in corso di installazione), costerà circa sette milioni di euro in sette anni, quindi circa un milione all'anno per un Dipartimento di Oncologia della CSS che spende circa 70 milioni di euro all'anno per farmaci chemioterapici)

Piazza Affari, la settimana inizia in rosso ma Diasorin e Reply migliorano il record

Soltanto nove delle 32 quotate piemontesi hanno aperto la settimana con un rialzo rispetto a venerdì scorso. Però, due di queste, nonostante l'andamento generalmente sfavorevole (l'indice Ftse Mib ha chiuso a 23.464 punti, lo 0,53% in meno) hanno fatto registrare addirittura un miglioramento del loro record storico e una, la matricola Matica Fintec, il valore più alto da quanto è entrata in Piazza Affari (il suo ultimo prezzo è stato di 2,22 euro, superiore del 2,78% al precedente).
I nuovi massimi sono stati raggiunti da Reply (68,30 euro, ancora il 2,71% in più rispetto a venerdì scorso) e da Diasorin (112,1 euro), che ha avuto l'incremento dell'1,26%, il più alto fra tutte le blue chip. Così, la capitalizzazione di Reply è salita a 2,555 miliardi e quella di Diasorin a 6,272 miliardi.
Le altre piemontesi che hanno terminato la seduta di oggi, 18 novembre, con un rialzo rispetto a venerdì scorso, sono: Borgosesia (+2,55%), Guala Closures (+0,62%), Intesa Sanpaolo (+0,51%), Juventus (+0,49%) Pininfarina (+0,58%) e Ubi Banca (+0,51%).
A proposito di blue chip, va rilevato che l'azione Fca è stata quella con il terzo maggior ribasso della seduta, dato che il suo ultimo prezzo è risultato di 14,12 euro, inferiore del 2,82% al precedente.
Invece, per quanto riguarda l'intero listino, al termine delle negoziazioni, è emerso che due piemontesi figurano tra le dieci che oggi hanno subito i maggiori ribassi: si tratta di Tinexta (-5.54% a 11,26 euro) e di Visibilia Editore (-5% a 0,304 euro).

Molesini: "Fideuram trova opportunità anche in condizioni di mercato complesse"

Paolo Molesino, amministratore delegato e direttore generale
Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking
Alla fine di settembre, le masse amministrate dal gruppo Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, la cui capogruppo ha la sede legale a Torino come la controllante, erano pari a 235,9 miliardi, in crescita dell’11% rispetto al 31 dicembre 2018 e del 7% rispetto al 30 settembre 2018. L’aumento delle masse rispetto alla fine del 2018 è attribuibile sia alla performance di mercato, che ha inciso positivamente sui patrimoni per 15,5 miliardi, sia alla raccolta netta di oltre 7,3 miliardi.
L’analisi per aggregati evidenzia che la componente di risparmio gestito è risultata pari a 159,4 miliardi, in crescita di oltre 12 miliardi (+8%) rispetto alla fine del 2018. Al 30 settembre, le masse amministrate in regime di consulenza a pagamento ammontavano a 38,1 miliardi (+ 5% rispetto al 31 dicembre).
Al 30 settembre, i private banker delle Reti erano 5.902, con un portafoglio medio pro-capite pari a circa 40 milioni (in crescita rispetto ai 36 milioni di inizio anno).
L’analisi dei principali aggregati del conto economico evidenzia che nei primi nove mesi dell’esercizio le commissioni nette sono risultate pari a 1,276 milioni (+1% rispetto al saldo registrato nello stesso periodo del 2018). Il margine di interesse, pari a132 milioni, è aumentato del 14% rispetto ai primi nove mesi dello scorso anno, grazie alla crescita dei volumi medi investiti sui portafogli proprietari, abbinata all’attività di rotazione del portafoglio titoli e al ribilanciamento delle scadenze sui depositi di tesoreria.
I costi operativi netti, pari a 448 milioni, sono aumentati di 21 milioni (+5%) rispetto al corrispondente periodo del 2018. L’analisi di dettaglio evidenzia che le spese per il personale, pari a 263 milioni, hanno registrato un incremento del 4% legato anche al rafforzamento dell’organico in alcuni ambiti aziendali. Le altre spese amministrative, pari a 143 milioni, sono risultate sostanzialmente in linea (+1%) con quelle dell’analogo periodo del 2018.
L’utile netto consolidato dei primi nove mesi si è attestato a 659 milioni, segnando un marginale incremento di 2 milioni rispetto ai primi nove mesi del 2018.
I coefficienti patrimoniali consolidati di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking si confermano ampiamente al di sopra dei livelli minimi richiesti dalla normativa. In particolare, al 30 settembre il Common Equity Tier 1 ratio (Cet1) è risultato pari a 19,7%.
Paolo Molesini, amministratore delegato e direttore generale di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, ha dichiarato: “I risultati premiano il modello di servizio di Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking, capace di affrontare ogni condizione di mercato, grazie ai nostri professionisti, che sanno proporre prodotti e servizi diversificati e coerenti con i bisogni della clientela. In questi nove mesi continuiamo a generare valore in modo consistente e sostenibile, grazie al lavoro di tutta la struttura, su cui investiamo in modo mirato, tanto sulla formazione quanto sull’innovazione di prodotto. Sviluppare la preparazione professionale delle nostre reti è fondamentale per attrarre e preparare i migliori private banker, mentre ideare soluzioni di investimento diversificate, come la nostra piattaforma di “alternativi”, ci consente di trovare opportunità di investimento anche in condizioni di mercato più complesse”.