Boom della cassa integrazione in Piemonte in settembre è aumentata del 229,3%

Boom della cassa integrazione, il mese scorso, in Piemonte. L'Inps ha comunicato che sono state 2.506.275 le ore autorizzate per trattamenti di integrazione salariale nella regione, il 229,32% in più rispetto alle 761.039 di settembre 2018. Il grande balzo risulta ancora più visto considerando che l'incremento medio di tutta l'Italia è stato del 51,91%, essendo risultato di 17.194.330 il totale delle ore di Cig autorizzate dall'Inps nel mese appena passato.
In particolare, in Piemonte, le ore di cassa integrazione straordinaria sono state 1.952.768 (+378,77% rispetto a settembre dell'anno scorso, a fronte dell'aumento medio nazionale del 99,16%) e sono state 553.507 le ore autorizzate di cassa ordinaria (+60,75%b contro la media italia del 2,70%).
Sono cresciute addirittura del 461,47% le ore di cassa integrazione per solidarietà, ammontate così a 1.616.019 ore, mentre erano state 287.821 nello stesso mese 2018.
In seguito al massiccio ricorso di settembre, si è drasticamente ridotto il bilancio positivo della cassa integrazione dall'inizio dell'anno, in Piemonte; infatti, il totale dei primi nove mesi 2019 è risultato di 20.198.383, soltanto lo 0,15% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. In particolare, dall'inizio di gennaio alla fine di settembre, il totale della cig ordinaria è stato di 9.050.045 ore (-4,76%), mentre è aumentato del 4,08% quello della cig straordinaria (11.145.172 ore) e del 34,75% il totale della cig per solidarietà (7.073.569 ore).

Borsa: di Visibilia Editore il maggior rialzo nella seduta del +7% della Pininfarina

Paolo Pininfarina e Silvio Angori
rispettivamente presidente e amministratore delegato Pininfarina
Giornate di grande soddisfazione borsistica per la cuneese Daniela Santanchè, imprenditrice e parlamentare. Oggi, 17 ottobre, la sua Visibilia Editore ha fatto segnare il maggior rialzo di tutto il listino di Piazza Affari. L'ultimo prezzo dell'azione Visibilia, infatti, è stato di 0,428 euro, superiore del 12,63% a quello precedente. E già ieri il suo incremento era stato del 15,15%, il secondo più alto. Una performance ancora più significativa tenendo conto che la seduta odierna si è chiusa con l'indice Ftse Mib in calo dello 0,23% a 22.376 punti.
Stessa considerazione per la Pininfarina, che oggi ha registrato un incremento del 6,97% del suo titolo, risalito così a 1,81 euro. Il rialzo è stato il sesto più elevato percentualmente della giornata, quando, hanno terminano positivamente le negoziazioni anche Basicnet (+5%), Pattern (+3,64%), Astm (+1,12%), Sias (+0,96%), Prima Industrie (+0,64%), Buzzi Unicem (+0,60%), Centrale del Latte d'Italia (+0,38%), Cofide (+0,22%).
A proposito di Pininfarina, va sottolineato che un accordo strategico per lo sviluppo del design di una nuova gamma di veicoli elettrici è stato siglato in Cina, a Shenzen, nella sede di Evergrande, da Silvio Angori, amministratore delegato della famosa società torinese e da Hui Kayan, presidente del gruppo Evergrande. Questo accordo si aggiunge al contratto in corso per lo sviluppo del design di vari modelli.
Siamo onorati e orgogliosi di iniziare questa collaborazione a lungo termine con Evergrande – ha dichiarato Silvio Angori - Stiamo sposando la loro visione, che è quella di lavorare con la comunità internazionale per accelerare le innovazioni delle tecnologie per i New Energy Vehicles. Crediamo fermamente che la nostra collaborazione avrà successo, aiuterà lo sviluppo della nuova mobilità e contribuirà in qualche modo a costruire un mondo pulito e a plasmare il futuro dell'umanità”.

Premio "Lagrange-Crt Foundation 2019" ecco perché ai biologi Couzin e Gruber


Studiare la straordinaria complessità del mondo animale per comprendere meglio i meccanismi che regolano la vita sul pianeta, compresa la nostra. È il terreno su cui si muovono i due vincitori dell'edizione 2019 del Premio Lagrange – Fondazione Crt. Il massimo riconoscimento internazionale per la scienza dei sistemi complessi, istituito dalla Fondazione Crt – Cassa di Risparmio di Torino e coordinato dalla Fondazione Iis – Istituto per l'Interscambio Scientifico di Torino, è stato attribuito, quest'anno, al biologo ed ecologo britannico Iain D. Couzin e al biologo marino ed esploratore statunitense David Gruber.
Già ricercatore alla University of Oxford e professore alla Princeton University, oggi direttore del Max Planck Institute of Animal Behavior di Costanza, in Germania, Iain D. Couzin studia i principi fondamentali alla base del comportamento collettivo animale. Le sue ricerche includono un'ampia gamma di sistemi biologici – dagli sciami di insetti ai banchi di pesci, dagli stormi di uccelli ai gruppi di primati – e hanno ricevuto diversi prestigiosi riconoscimenti.
David Gruber è presidential professor di Biologia e Scienze Ambientali al Baruch College della City University of New York, esploratore del National Geographic, associato di ricerca in Zoologia Invertebrata all'American Museum of Natural History e adjunct faculty member al John B. Pierce Laboratory della Scuola di Medicina di Yale. Caratterizzato da una marcata interdisciplinarietà, il suo lavoro di ricerca intreccia i campi della biologia marina, genomica, analisi trascrittomica di organismi marini, ecologia degli abissi, robotica leggera, fotosintesi, biofluorescenza, bioluminescenza, oltre all'utilizzo di tecniche avanzate di machine learning applicate allo studio della bioacustica dei grandi cetacei.
Queste le motivazioni che hanno spinto i giurati del Premio Lagrange – Fondazione Crt ad assegnare il riconoscimento ai due vincitori.
Il Premio Lagrange-Crt Foundation 2019 è assegnato a Iain D. Couzin per il suo rilevante e pionieristico lavoro sull'emergenza di comportamenti collettivi in gruppi di animali e in gruppi sociali, nonché per lo sviluppo della tecnologia per lo studio sperimentale di tali sistemi così complessi. Couzin è una figura di riferimento, sia teorica sia sperimentale, in questo settore, che ha l’obiettivo ultimo di rivelare i principi fondamentali che stanno alla base del comportamento collettivo evoluto, tra cui l'elaborazione e la trasmissione delle informazioni tra specie non umane. Couzin studia una vasta gamma di sistemi biologici, dagli sciami di insetti ai banchi di pesci e ai gruppi di primati, utilizzando una sofisticata combinazione di metodi di matematica, fisica, scienza delle reti e scienza dei sistemi complessi, nonché configurazioni sperimentali innovative per imparare dal comportamento dei gruppi animali.
Il Premio Lagrange-Crt Foundation 2019 è assegnato a David Gruber per il suo pionieristico contributo allo sforzo di acquisire una conoscenza più approfondita del sistema di comunicazione dei capodogli (Physeter macrocephalus). Queste balene, che vivono in grandi nuclei familiari, hanno un linguaggio vocale complesso, che usano in una complessa rete di comunicazione. Gruber ha architettato le basi concettuali di un vasto e ambizioso progetto di ricerca, basato su tecniche di intelligenza artificiale e di decodifica di algoritmi, finalizzato ad aiutarci ad imparare il complicato linguaggio delle balene.
La questione è di interesse cruciale non solo per la biologia marina ma anche per le scienze spaziali, che considerano il linguaggio delle balene come un linguaggio "alieno" e la sfida di decifrarlo come un primo passo essenziale nel mettere a punto le nostre capacità in vista di possibili comunicazioni extraterrestri.
Dal 2008, il Premio Lagrange – Fondazione Crt premia i giovani ricercatori che si distinguono per l'eccellenza nella scienza degli studi complessi, un settore chiave nell'evoluzione della ricerca scientifica, caratterizzato da un approccio dinamico e interdisciplinare sia nell'intreccio delle aree di ricerca che sono alla base dei lavori più innovativi (fisica, matematica, statistica, informatica e Big Data, biologia, epidemiologia, studio della mente e del corpo umano, scienze sociali), sia nella varietà dei campi della società su cui esercitano un'influenza rilevante e concreta (economia, finanza, salute pubblica, comunicazione, tutela ambientale, filantropia).
Fedele a questa natura interdisciplinare, nelle dodici edizioni del Premio, la giuria coordinata dalla Fondazione Isi ha riconosciuto il lavoro di scienziati dall'origine molto eterogenea – dal punto di vista geografico e per il settore scientifico di riferimento – via via compilando una mappa globale della più brillante scienza contemporanea della complessità. Un percorso che dal 2018 si è arricchito di ulteriori sfumature con le proposte del progetto Ares, performance spettacolari in cui la scienza dialoga con l'arte, presentate in occasione della cerimonia di consegna del Premio (nel 2018 La danza della mente, nel 2019 L'accordo).
Quest'anno il Premio Lagrange – Fondazione Crt torna a occuparsi delle questioni di base dei sistemi complessi - ha detto il presidente di Fondazione Isi, Mario Rasetti - Ed è simbolico che in un momento in cui le problematiche che riguardano l'ecosistema e la sopravvivenza stessa del nostro pianeta sono di stringente attualità, il riconoscimento vada a due scienziati che concentrano le proprie ricerche sull'universo animale, studiando fenomeni affascinanti come il misterioso canto delle balene, che si propaga fino a 800 chilometri negli oceani, o il modo con cui il volo collettivo degli uccelli risolve il problema matematico di Plateau. Sono lavori in cui emerge tutta la scienza dei sistemi complessi: dall'utilizzo di tecniche raffinate e moderne all'approccio multidisciplinare che comprende la linguistica, la crittografia, la matematica, la teoria delle probabilità”
Utilizzare gli strumenti e le metodologie più avanzate per affrontare le sfide globali del 21° secolo è l’obiettivo che accomuna anche Filantropia e Scienza della Complessità, oggi ben rappresentata dai due prestigiosi ricercatori insigniti del premio internazionale Lagrange-Fondazione Crt per i loro studi orientati alla conservazione della biodiversità, alla tutela delle risorse, alla salvaguardia degli ecosistemi – ha sottolinato Massimo Lapucci, il Segretario generale della Fondazione Crt e presidente di European Foundation Centre Di fronte a tematiche così rilevanti, urgenti e universali come tutte quelle al centro dell’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile, anche le istituzioni filantropiche in Italia e in Europa hanno la responsabilità di individuare soluzioni basate su approcci scientifici e metodologie d’analisi innovative. Va certamente in questa direzione l’utilizzo dei ‘Big Data for good’ – i Big Data per il bene comune – che Fondazione Crt e Fondazione Isi sperimenteranno nel primo competence center europeo prossimo ad aprire alle Ogr Tech di Torino”.

La Miroglio Fashion e Istituto Marangoni: progetto comune per i 4 marchi di punta

Miroglio Fashion, società del gruppo albese Miroglio, specializzata nell’abbigliamento femminile, e Istituto Marangoni, la scuola milanese che forma professionisti e talenti altamente specializzati per il mondo della moda, hanno collaborato per la preparazione delle tesi d’esame del “Master in Contemporary Fashion Buying”.
Il progetto ha riguardato gli allievi del “Marangoni” provenienti da Cina, India, Taiwan, Ucraina, Brasile e Italia (oltre 4.000 studenti all'anno), che hanno lavorato, per quattro mesi. in quattro gruppi, con l’obiettivo di sviluppare quattro analisi incentrate sulla comunicazione digitale e le iniziative omnichannel dei brand di punta di Miroglio Fashion: Elena Mirò, Fiorella Rubino, Motivi e Oltre.
Gli studenti hanno avuto modo di approfondire le dinamiche di business, le strategie di marketing e comunicazione digitale dei brand di Miroglio Fashion, analizzandone l’efficacia e confrontandole con i principali competitors, per proporre, al termine del percorso, nuove azioni online e offline volte a rafforzare le strategie di ingaggio della clientela. Alla fine del percorso, i ragazzi hanno illustrato i risultati del proprio lavoro ai vertici aziendali e ai rappresentanti dei team marketing e omnichannel dei quattro brand coinvolti.
I giovani talenti dell’Istituto Marangoni hanno avuto quindi la possibilità di mettersi alla prova con tempistiche e stimoli concreti, lavorando a diretto contatto con i professionisti dei quattro brand, accogliendo questa opportunità unica con impegno e dedizione. Le collaborazioni con le Scuole di Stile e le Università sono per il Gruppo Miroglio una importante occasione di crescita e di arricchimento culturale.
Miroglio Fashion è la società del gruppo di Alba, nato nel 1947 e leader nel tessile e abbigliamento, specializzata nella moda femminile. Oggi è la terza azienda in Italia in questo mercato. Crea, produce e distribuisce 11 brand attraverso 1.000 punti vendita monomarca, cinque siti e-commerce e la presenza in 2.200 negozi wholesale.
Miroglio Fashion è conosciuta per i brand Motivi, Elena Mirò, Fiorella Rubino, Oltre, Caractère, Luisa Viola, Diana Gallesi e Per Te by Krizia. In partnership con il gruppo turco Ayaydin realizza le collezioni Ipekyol, Machka e Twist.

Torino, nel rinnovato Principi di Piemonte la famiglia Boffa vara e offre l'alkemy Spa

La facciata del rinnovato hotel Principi di Piemonte
Con la riapertura dello storico hotel Principi di Piemonte, nella centralissima via Gobetti, Torino si arricchisce di un nuovo centro dedicato al benessere e al relax degli ospiti della struttura e della città, così come dei sempre più numerosi turisti che frequentano il capoluogo piemontese.
Il nuovo centro benessere, battezzato “alkemy Spa” è il frutto dell’accordo tra Gruppo Una, gestore del rinnovato hotel e proprietario del marchio Una Esperienze che ora accompagna Principi di Piemonte, e alkemy, la linea di prodotti per la cosmesi naturale di Arkavita, il laboratorio di benessere e protezione nato dalla passione della famiglia torinese Boffa, a capo del Gruppo Building, per la cura della salute e della bellezza.
Con alkemy Spa – ha detto Luca Boffa, amministratore delegato di alkemy e del gruppo Building - da un lato celebriamo il connubio con un’icona della nostra città, qual è l’hotel Principi di Piemonte - Una Esperienze, dall’altro aggiungiamo un importante tassello alla nostra attività legata alla cura di corpo e mente grazie al nostro brand alkemy”.
Trattamenti viso e corpo, massaggi, cure per la bellezza: nella nuova location, tra piscina riscaldata con idromassaggio e getti d’acqua, sauna e bagno turco, gli ospiti di alkemy spa Principi di Piemonte possono scegliere molteplici soluzioni e servizi, tutti finalizzati alla rigenerazione fisica e mentale e non manca una palestra dedicata al fitness.
Manicure e pedicure, epilazione, rituali hot stone e maternity, percorsi specifici che includono l’accesso alla spa e rimedi naturali pensati per lui e per lei: la nuova alkemy Spa diventa così il punto di riferimento per l’offerta ricreativa legata al benessere psicofisico a Torino.
Alkemy Spa è aperta al pubblico tutti i giorni dalle ore 10 fino alle 21, mentre la zona fitness è aperta dalle 7 alle 22.

Nuovo smacco del gruppo Fca in Europa nei primi 9 mesi solo settimo per vendite

Mike Manley, amministratore delegato Fca
Settembre è stato buono anche per Fca, ma il risultato positivo del mese scorso non è bastato al gruppo guidato da Mike Manley a evitare un altro smacco, l'ennesimo. Infatti, nella classifica relativa alle vendite di auto nuove in tutta l'Europa, dal primo giorno di gennaio all'ultimo di settembre, il gruppo Fca è finito al settimo posto, mentre era ancora al quarto alla fine dello stesso periodo del 2018. Fca è stato sorpassato dai gruppi Hyundai (comprende Kia), Bmw (più Mini) e Daimler (Mercedes e Smart).
Non solo: tra i grandi delle quattro ruote, Fca è quello che ha perso più di tutti, nei primi nove mesi di quest'anno. Le sue nuove immatricolazioni, infatti, sono risultate 740.990, il 10,2% in meno rispetto al gennaio-settembre dell'anno scorso. Mentre il gruppo Volkswagen ha perso l'1,3% (2.958.415 vetture vendute nei primi nove mesi 2019), il gruppo Psa (Peugeot, Citroen, Ds e Opel/Vauxhall) ha avuto il calo dello 0,2% (1.956.666 le sue nuove immatricolazioni) e il 2,4% il gruppo Renault, che comprende anche Dacia, Lada e Alpine (1.265.017 il totale del venduto dall'inizio dell'anno).
Ha perso lo 0,2% anche il gruppo Bmw (776.337 le sue vetture acquistate nei primi nove mesi 2019), mentre il gruppo Hyundai ha fatto registrare l'incremento dello 0,8% (818.012 nuove immatricolazioni) e del 3,7% il gruppo Daimler (752.557). Alla Ford sono state accreditate 739.639 vendite (-3,8%), al gruppo Toyota-Lexus 612.394 (+2,5%) e a Nissan 305,573 (-25,8%).
Per quanto riguarda il solo mese di settembre, nonostante l'aumento del 12,8%, il gruppo Fca si è aggiudicato soltanto la nona posizione con 69.467 vendite, corrispondenti al 5,4% del mercato. E' stato preceduto dal gruppo Toyota (quota del 5,6%), Ford (6,6%) e dai gruppi Daimler (7,3%), Hyundai e Bmw (8% entrambi), Renault (9,6%), Psa (16,3%) e Volkswagen (20,1%). Quest'ultimo ha aumentato le sue vendite del 46,8% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, quando era stato preceduto da Psa.
Comunque, come riferito dall'Acea, l'associazione dei costruttori europei, in settembre il mercato continentale è stato di 1.285.494 auto (+14,4%, corrispondente a 62.140 unità), evidenziando un rimbalzo dopo il calo dell'8,6% di agosto (-8,6%). Sul confronto dei due mesi appena trascorsi con i corrispondenti mesi dell’anno scorso, tuttavia, pesa l’entrata in vigore, nel settembre 2018, delle nuove regole in tema di omologazione e immatricolazione.
Con il risultato di settembre, però, si attenua la dinamica negativa della domanda di auto nel cumulato annuo, che archivia 12.115.927 immatricolazioni, l’1,6% in meno dei 12.308.191 del periodo gennaio-settembre dello scorso anno.
Dall’analisi dei risultati del mese per Paese, si nota un generalizzato aumento delle vendite con 28 dei 30 paesi analizzati in crescita (con l’eccezione di Bulgaria e Islanda, due mercati marginali).
Analizzando i cinque mercati maggiori si evincono, per settembre, le rilevanti performance, in doppia cifra, di Germania, Francia, Spagna e Italia e il più contenuto incremento del Regno Unito (+1,3%). In particolare, l’Italia ha guadagna il 13,4% delle vendite rispetto a settembre 2018, ma resta un calo nei 9 mesi in linea con la depressa tendenza del mercato complessivo (-1,6%).
Sull’industria automotive globale, paventa una nota società di consulenza, rischia di abbattersi una “tempesta perfetta” – commenta Andrea Cardinali, direttore generale dell’Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estere –innescata da importanti cambiamenti normativi, tecnologici, economici, geopolitici e sociali in un contesto di declino strutturale della domanda Europea di autovetture”.
Appare sempre più evidente e pressante, quindi, la necessità di mettere in campo politiche a supporto di un settore che ha enorme valenza sociale, economica e tecnologica anche in Italia. L’auspicio – conclude Cardinali – è che con il tavolo automotive convocato per il 18 ottobre dal ministro Patuanelli si inizi finalmente ad affrontare in modo serio il problema e che presto vedano la luce misure sostanziali e strutturali tese efficacemente al rinnovo di un parco tra i più vecchi in Europa”.

Gros-Pietro spiega la fusione Astm-Sias ecco i particolari e le ambizioni del gruppo

Beniamino Gavio, numero 1 dell'omonimo gruppo
Le assemblee straordinarie degli azionisti di Astm e Sias, quotate entrambe facenti capo alla famiglia Gavio di Tortona, hanno approvato il progetto comune di fusione per incorporazione di Sias nella controllante Astm, come già deciso dai rispettivi consigli di amministrazione il 13 giugno 2019.
Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Astm, ha commentato: “L’approvazione del progetto di fusione rappresenta il compimento di un processo di sviluppo strategico avviato da alcuni anni. Tale progetto costituisce, quindi, un ulteriore step del cammino intrapreso dal Gruppo per raccogliere le sfide di un mercato globale sempre più competitivo. Oggi siamo il secondo player industriale al mondo nella realizzazione e gestione di infrastrutture autostradali ma abbiamo l’ambizione di continuare a crescere, attraverso le nostre competenze nelle concessioni, nell’Epc e nella tecnologia”,
“ L’integrazione – ha concluso Gros-Pietro, che è presidente anche di Intesa Sanpaolo - è pertanto il coronamento di una strategia, che dovrà essere sempre più focalizzata sulla sicurezza delle infrastrutture, la crescita del capitale umano, lo sviluppo dei mercati e dell’innovazione tecnologica. Nei prossimi mesi presenteremo il nuovo Piano strategico del Gruppo, che, sono certo, saprà rispondere alle aspettative degli azionisti e di tutti gli stakeholder, alle nostre stesse ambizioni e alle sfide dei mercati.”
Secondo quanto già annunciato al mercato, la fusione persegue, tra gli altri, i seguenti obiettivi nell’interesse di entrambe le società: dare vita a una realtà industriale che, agendo come “one company”, sia in grado di crescere,sempre di più, in modo efficiente e competitivo sui mercati nazionali e internazionali, esprimendo specifiche competenze nei settori delle concessioni autostradali, delle costruzioni, e dell’innovazione tecnologica; -realizzare un accorciamento della catena di controllo per adeguare la struttura di governance e societaria all’impianto strategico e industriale sviluppato dal Gruppo e agli obiettivi di crescita che il Gruppo stesso intende realizzare; favorire la creazione di un emittente quotato che, per dimensione e liquidità, possa ambire a proporsi tra le società di primaria importanza del mercato borsistico italiano.
La Fusione prevede l’applicazione del seguente rapporto di cambio: 0,55 azioni Astm, prive di indicazione del valore nominale, per ogni azione Sias del valore nominale di 0,50 euro.
Al perfezionamento della fusione si procederà mediante l’annullamento, senza concambio, delle azioni ordinarie Sias che saranno nella titolarità di Astm alla data di efficacia della fusione e l’annullamento delle azioni ordinarie Sias, che saranno nella titolarità di soci di Sias diversi da Astm e la contestuale assegnazione a questi ultimi, sulla base del rapporto di cambio, di massime 47.940.183 azioni ordinarie Astm in concambio.
Pertanto, per effetto della fusione, tutte le azioni Sias saranno annullate e gli azionisti di Sias riceveranno azioni Astm . A servizio dell’assegnazione delle azioni ordinarie Astm in concambio, l’assemblea straordinaria degli azionisti di Astm ha approvato un aumento del proprio capitale sociale per massimi nominali 23.970.091,50 euro, mediante emissione di massime 47.940.183 nuove azioni Astm, prive di indicazione del valore nominale.
L’Assemblea straordinaria degli azionisti di Astm ha anche deliberato l’adozione di alcune modifiche statutarie conseguenti alla fusione, tra cui la modifica dell’oggetto sociale mediante adozione dell’attuale oggetto sociale di Sias.
Agli azionisti di Astm che non abbiano concorso all’approvazione del progetto comune di fusione e, quindi, alla modifica dell’oggetto sociale, spetterà il diritto di recesso. Il diritto di recesso potrà essere esercitato per un valore di liquidazione pari a 21,76 euro per ciascuna azione Astm.

Delisting della M&C di Carlo De Benedetti 7 novembre ultimo giorno in Piazza Affari

Carlo De Benedetti
Conto alla rovescia per l'uscita di M&C dalla Borsa di Milano. Il 7 novembre prossimo sarà l'ultimo giorno di negoziazioni delle azioni della società torinese controllata da Carlo De Benedetti. E dal giorno successivo il titolo M&C non sarà più nel listino di Piazza Affari (delisting).
M&C ha comunicato che è stato stipulato l’atto di fusione inversa per incorporazione di M&C nella società interamente controllata M&CL, il cui progetto di fusione era stato approvato dalle rispettive assemblee dei soci il 21 maggio 2019. Gli effetti civilistici della fusione decorreranno a partire dall' 8 novembre prossimo. Fra l'altro, la società torinese la cui maggioranza assoluta appartiene a Carlo De Benedetti, ha segnalato che agli azionisti che hanno validamente esercitato il diritto di recesso, sarà accreditato il valore di liquidazione stabilito per il recesso pari a 0,0433 euro per ciascuna azione M&C, mentre a coloro che hanno esercitato i diritti di opzione e prelazione nel contesto dell’offerta in opzione e prelazione delle azioni oggetto di recesso sarà addebitato il controvalore delle azioni M&C così acquisite.
Poiché l’esecuzione della fusione inversa avviene contestualmente alla liquidazione delle azioni oggetto di recesso, dal giorno successivo a quest’ultima seguirà l’uscita da Monte Titoli e tutti gli intermediari che deterranno sui propri conti azioni M&C dovranno segnalare allo Studio Segre (Via Valeggio, 41 – 10129 Torino) quantità e tagli delle azioni M&CL che dovranno essere emesse e consegnate in forma cartolare (nel rapporto di una azione M&CL ogni azione M&C posseduta). M&C.

Crescono intelligenza artificiale e robotica ma in Piemonte meno che in altre regioni locomotive locali il Novarese e il Biellese

“Intelligenza artificiale e robotica. Un business in progressiva crescita, anche in Piemonte. Dove, però, l'accelerazione è inferiore a quella di altre regioni italiani. Come quasi sempre, si va avanti, ma con minore velocità, così che aumenta il distacco dai campioni. Tanto che il Piemonte risulta soltanto al quinti posto nella graduatoria nazionale per i ricavi generati dalle vendite delle imprese attive nei settori dell'intelligenza artificiale e della robotica, vantandone per 3,361 miliardi di euro (nel 2017, ultimo dato disponibile), a fronte dei 3,948 miliardi del Veneto, i 4,110 miliardi dell'Emilia-Romagna, gli 8,403 miliardi del Lazio e i 30,037 miliardi della Lombardia”.
Lo ha riportato L'Economia del Nord Ovest, il supplemento pubblicato ogni lunedì dal Corriere Torino, edizione locale del Corriere della Sera, guidata ora da Marco Castelnuovo, subentrato, l'1 ottobre, a Umberto La Rocca.
Il fatturato italiano del settore, nel 2017, è stato di 60,193 miliardi, per cui la quota delle imprese piemontesi è del 5,58%, più bassa di diversi settori che pure sono meno importanti per il progresso produttivo e tecnologico.
Comunque, al 30 giugno, il Piemonte contava 7.284 imprese operanti nei settori dell'intelligenza artificiale e della robotica (+5,8% rispetto a cinque anni fa) con 32.990 dipendenti (-8,1%). In tutta l'Italia erano 103.897 (+9,9%) con 429.219 addetti (+16,5%)
In particolare, nella provincia di Torino operavano allora 4.657 aziende (+5,2% rispetto al 2014) con 25.412 dipendenti (+12,2%).
La provincia piemontese che ha fatto registrare il maggior tasso d'incremento di imprese del settore, negli ultimi cinque anni, è Novara con il 13.2%, arrivata a 582; mentre la crescita relativamente più alta di dipendenti si è avuta nel Biellese, dove sono diventati 926 (+108,6%).
Ed ecco il numero delle imprese avanzate nelle altre province: Cuneo 695 (+9,3% sul 2014), Alessandria 480 (+1,3%), Asti 252 (+6,8%), Biella 244 (+6,1%), Verbania 188 (+2,2%), Vercelli 186 (+1,1%). Ed eccone i rispettivi addetti: Cuneo 2.702 (+25,9% rispetto a cinque anni fa), Alessandria 1.275 (+6,8%), Asti 455 (+26,4%),, Novara 1.410 (+10,3%), Verbania 423 (+34,6%) e Vercelli 387 (+16,9%).

Sella con il Rotary contro la poliomelite

Il gruppo Sella a fianco del Rotary nella lotta alla poliomielite. Per sostenere l’organizzazione nel proprio impegno a liberare il mondo da questa malattia, le società del gruppo Sella, Banca Patrimoni Sella & C. e Banca Sella, hanno inserito nella propria offerta di carte di credito le Rotary Credit Card, nell’ambito del programma promosso da Rotary per raccogliere fondi per eradicare il poliovirus.

Due le carte disponibili: la Visa Classic e la Mastercard Platinum End Polio Now, con le quali sarà possibile partecipare attivamente alla lotta contro la malattia. Quota di parte del canone annuo e una percentuale del ricavo netto incassato dai circuiti collegato allo spending, infatti, verranno devoluti – senza alcun costo aggiuntivo – per sovvenzionare le attività del programma umanitario promosso dalla Fondazione Rotary, l’organizzazione di beneficenza di Rotary.

Le nuove Rotary Credit Card sono state ufficialmente presentate nel contesto del Rotary Institute 2019, il meeting internazionale cui hanno preso parte il presidente di Rotary International Mark Maloney, il segretario generale John Hewko, il presidente del gruppo Sella Maurizio Sella, l’amministratore delegato di Banca Patrimoni Sella & C, Federico Sella e Francesco Arezzo, board director di Rotary.

Il progetto congiunto si fonda sui valori e il senso di responsabilità che accomunano l'organizzazione internazionale e il gruppo Sella e sul medesimo desiderio di raggiungere un importante traguardo come quello di porre fine alla polio per sempre.

Il Rotary è una rete globale i cui membri si impegnano a fare la differenza nelle loro comunità e in tutto il mondo per affrontare le sfide umanitarie e attuare progetti sostenibili per combattere le malattie, promuovere la pace, fornire acqua potabile, sostenere l'educazione, aiutare madri e bambini e far crescere le economie locali. Oltre 300 milioni di dollari sono stati annualmente assegnati, negli ultimi anni, attraverso la Fondazione Rotary per sostenere questi programmi in tutto il mondo.

Fondazione Crt ha ridato vita a Racconigi al monumentale fregio ideato da Palagi

Torna a “splendere”, al Castello di Racconigi, il monumentale fregio in gesso di Pelagio Palagi, raffigurante “Il trionfo del console Lucio Paolo Emilio sul re Perseo”, restaurato e allestito grazie alla Fondazione Crt– principale sostenitore privato della residenza sabauda, con la collaborazione dell’Associazione Amici del Real Castello di Racconigi.

Il fregio palagiano, capolavoro della scultura italiana di epoca neoclassica, è stato collocato a sospensione sulla parete del corridoio in una lunga “macchina espositiva” della lunghezza di
circa 40 metri, costituita da più teche.

“L’allestimento del fregio e, prima ancora, il suo recupero, sono solo l’ultimo tassello di un lungo percorso che ha visto la Fondazione Crt impegnata per la conservazione e la valorizzazione del Castello di Racconigi – ha affermato il presidente della Fondazione Crt,
Giovanni Quaglia – In oltre 15 anni abbiamo investito più di 6,5 milioni di euro per restituire alla comunità la bellezza e l’identità dell’antica residenza sabauda. Anche nell’ultimo periodo di ben note difficoltà, che hanno avuto un impatto sulla crescita e sull’immagine del Castello, ci sono stati soggetti privati, come Fondazione Crt e Fondazione Crc, che hanno continuato a credere e investire nella residenza sabauda per favorirne il rilancio che merita”.

Il fregio, composto di 34 lastre e ideato da Pelagio Palagi sui modelli di Antonio Canova, è stato realizzato intorno al 1840 dallo scultore genovese Giuseppe Gaggini, impegnato nei lavori di ridecorazione delle Residenze Sabaude. L’opera rappresenta un corteo di 150 figure umane, cavalli, buoi e carri che trasportano il ricco bottino di guerra: il tema allude al buon governo del sovrano, alla sua cultura e alle sue possibili vittorie militari.

Le teche dell’allestimento, su progetto di Officina delle Idee, sono state realizzate nei laboratori veneziani di Ottart, un’azienda specializzata nella costruzione di contenitori museali espositivi che, in particolare, ha lavorato per i Musei Vaticani e ha realizzato lo scrigno hi-tech dell’Autoritratto di Leonardo. Le teche sono costituite da lamiera metallica in acciaio pretrattata in modo da prevenire fenomeni di corrosione: al loro interno sono stati introdotti dei panetti di Propadyn, un innovativo stabilizzatore del livello di umidità, “eco-friendly”, biodegradabile e sicuro per le persone, dal momento che è composto da ingredienti di grado alimentare.
La tenuta delle teche è realizzata mediante sigillanti applicati tra le lastre di vetro e, tra queste ultime e il metallo, mediante guarnizioni di tipo magnetico o siliconico che formano un anello di tenuta.
Il recupero e l’allestimento del fregio sono stati resi possibili anche con il contributo di Fondazione Crc di Cuneo.
Il nuovo allestimento sarà presentato sabato 19 ottobre, alle ore 11, nel Salone d’Ercole del Castello di Racconigi.

Ecco il nuovo bilancio delle attività illegali e dell'intera economia sommersa in Italia

Nel 2017, ultimo dato disponibile, il valore aggiunto generato dall’economia non osservata, cioè dalla somma di economia sommersa e attività illegali, ha sfiorato i 211 miliardi di euro (erano 207,7 nel 2016), con un aumento dell’1,5% rispetto all’anno precedente. Lo ha appena comunicato l'Istat, aggiungendo che l’incidenza dell’economia non osservata sul Pil si è comunque lievemente ridotta portandosi al 12,1% dal 12,2% nel 2016, confermando la tendenza in atto dal 2014, anno in cui si era raggiunto il picco del 13%. La diminuzione rispetto al 2016 è interamente dovuta alla riduzione del peso della componente riferibile al sommerso economico (dal 11,2% al 11,1%), mentre l’incidenza dell’economia illegale resta stabile (1,1%).
L’economia non osservata (Noe) è la parte di attività economica di mercato che, per motivi diversi, sfugge all’osservazione diretta della statistica ufficiale e pone problemi particolari nella misurazione statistica. Essa comprende, essenzialmente, l’economia sommersa e quella illegale.
Le principali componenti dell’economia sommersa sono costituite dal valore aggiunto occultato tramite comunicazioni volutamente errate del fatturato e/o dei costi (sotto-dichiarazione del valore aggiunto), o generato mediante l’utilizzo di input di lavoro irregolare. A esso si aggiunge il valore dei fitti in nero, delle mance e una quota che emerge dalla riconciliazione fra le stime degli aggregati dell’offerta e della domanda.
Le attività illegali sono sia le attività di produzione di beni e servizi la cui vendita, distribuzione o possesso sono proibite dalla legge, sia quelle che, pur essendo legali, sono svolte da operatori non autorizzati. Le tipologie di economia illegale, incluse nel Pil dei Paesi Ue, sono la produzione e il commercio di stupefacenti, le attività di prostituzione e il contrabbando di sigarette.
La composizione dell’economia non osservata, ovvero il peso percentuale che ciascuna componente ha sul totale dell’economia non osservata, registra modeste variazioni nell’arco dei quattro anni analizzati. La correzione della sotto-dichiarazione del valore aggiunto risulta essere la componente più rilevante in termini percentuali: nel 2017 pesa il 46,1% (+0,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente). Il valore aggiunto generato dall’impiego di lavoro irregolare costituisce la seconda componente in termini di peso sul totale, attestandosi nel 2017 al 37,3% (-0,5 punti percentuali rispetto al 2016). L’incidenza delle altre componenti dell’economia sommersa (mance, fitti in nero e integrazione domanda-offerta) si attesta al7,6%, rimanendo sostanzialmente stabile rispetto al 2016. Il peso delle attività illegali, invece, presenta un andamento crescente dal 2014. In particolare, aumenta di 0,3 punti percentuali rispetto al 2016, portandosi al 9,0% nel 2017.
L’insieme delle componenti dell’economia sommersa vale nel 2017 circa 192 miliardi di euro, il 12,3% del valore aggiunto prodotto dal sistema economico: in particolare, la sotto-dichiarazione vale 97 miliardi, l’impiego di lavoro irregolare 79 miliardi e le componenti residuali 16 miliardi.
A livello settoriale si evidenzia che il ricorso alla sotto-dichiarazione del valore aggiunto ha un ruolo significativo nel Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione, dove rappresenta il 13,2% del valore aggiunto del comparto, nelle Costruzioni (11,9%) e nei Servizi professionali (11,6%). Il fenomeno risulta meno rilevante nelle attività connesse alla Produzione di beni alimentari e di consumo (9,2% del totale del settore), alla Produzione di beni di investimento (2,4%) ed è solo marginale nella Produzione di beni intermedi, energia e rifiuti (0,5%).
L’impiego di lavoro irregolare ha un peso particolarmente rilevante, pari al 22,7% del valore aggiunto, negli Altri servizi per la persona, dove è forte l’incidenza del lavoro domestico, mentre il suo contributo risulta molto limitato nei tre comparti dell’industria in senso stretto (tra l’1,1% e il 3,0%) e negli Altri servizi alle imprese (1,7%). Nel settore primario il valore aggiunto sommerso è generato solo dall’impiego di lavoro irregolare, che rappresenta il 16,9% del totale prodotto dal settore.
Il 41,7% del sommerso economico si concentra nel settore del Commercio all’ingrosso e al dettaglio, trasporti e magazzinaggio, attività di alloggio e ristorazione, dove si genera il 21,4% del valore aggiunto totale. Analogamente, l’incidenza relativa del ricorso al sommerso è alta negli Altri servizi alle persone ed è pari al 12,3% del sommerso economico, pur contribuendo il settore solo per il 4,1% alla formazione del valore aggiunto totale. All’opposto, il settore degli Altri servizi alle imprese contribuisce al valore aggiunto dell’intera economia per il 27,2% mentre il suo peso in termini di sommerso è del 12,7%. Anche le attività di Produzione di beni intermedi e le attività di Produzione di beni di investimento contribuiscono all’economia sommersa in misura più ridotta (0,8% e 2,1% rispettivamente) che al valore aggiunto complessivo (6,4% e 6,7%).
Il ricorso al lavoro non regolare da parte di imprese e famiglie è una caratteristica strutturale del mercato del lavoro italiano. Sono definite non regolari le posizioni lavorative svolte senza il rispetto della normativa vigente in materia fiscale-contributiva, quindi non osservabili direttamente presso le imprese, le istituzioni e le fonti amministrative.
Nel 2017, sono 3,7 milioni le unità di lavoro a tempo pieno (Ula) in condizione di non regolarità, occupate in prevalenza come dipendenti (2,696 milioni). L’aumento della componente non regolare (+0,7% rispetto al 2016) segna la ripresa di un fenomeno che nel 2016 si era invece attenuato (-0,7% rispetto al 2015). Il tasso di irregolarità è più elevato tra i dipendenti rispetto agli indipendenti (rispettivamente il 16,0% e il 14,2%).
Nell’insieme del periodo 2014-2017 il lavoro non regolare presenta una dinamica differenziata e opposta a quella che caratterizza il lavoro regolare: gli irregolari aumentano di circa 59 mila unità (+1,6%) mentre i regolari crescono di 603 mila unità (+3,1%), determinando un leggero calo del tasso di irregolarità (dal 15,6% osservato del 2014 al 15,5% del 2017).
L’incidenza del lavoro irregolare è più elevata nel settore dei servizi (16,8%) e raggiunge livelli particolarmente elevati nel comparto degli Altri servizi alle persone (47,7%) dove la domanda di prestazione lavorative non regolari da parte delle famiglie è rilevante. Molto significativa risulta la presenza di lavoratori irregolari anche in agricoltura (18,4%), nelle costruzioni (17,0%) e nel Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (15,8%).
In termini assoluti, nel comparto del commercio e quello degli Altri servizi alle persone sono impiegate il 61% del totale delle Ula non regolari. Nell’Industria in senso stretto, dove la diffusione del lavoro irregolare è contenuta (7,6%), il comparto della Produzione di beni alimentari e di consumo presenta il tasso di irregolarità più elevato (9,3%).
Nel 2017, le attività illegali considerate nel sistema dei conti nazionali hanno generato un valore aggiunto pari a 18,9 miliardi di euro, con un incremento di 0,8 miliardi rispetto all’anno precedente. I consumi finali di beni e servizi illegali sono risultati pari a 20,3 miliardi di euro (+0,9 miliardi rispetto al 2016), che corrispondono all’1,9% del valore complessivo della spesa per consumi finali. Tra 2014 e il 2017 l’incremento delle attività illegali è stato pari a 2,4 miliardi per il valore aggiunto e 2,7 miliardi per la spesa per consumi finali delle famiglie (con una crescita media annua rispettivamente del 4,7 e 4,9%).
La crescita delle attività illegali è determinata prevalentemente dal traffico di stupefacenti. Nel 2017 Il valore aggiunto sale a 14,4 miliardi di euro e la spesa per consumi raggiunge i 15,7 miliardi di euro. Nel corso dell’intero periodo l’incremento medio annuo per entrambi gli aggregati è di circa 5,8 punti percentuali.
Nel periodo di riferimento è modesta la crescita dei servizi di prostituzione: nel 2017 sia il valore aggiunto sia i consumi si attestano a 4,0 miliardi di euro, livelli sostanzialmente invariati rispetto al 2014. L’attività di contrabbando di sigarette nel 2017 rappresenta il 2,5% del valore aggiunto complessivo (0,5 miliardi di euro) e il 3,2% dei consumi delle famiglie (0,7 miliardi di euro).

Banche: più mutui e prestiti alle famiglie meno alle imprese, che non "bevono"


Cristina Balbo, presidente Abi Piemonte
Nei primi nove mesi di quest'anno, i prestiti delle banche attive in Italia a famiglie e imprese ammontano a 1.274 miliardi di euro, evidenziando una crescita dello 0,7% su base annua. Lo ha comunicato l'Abi, l'associazione nazionale delle banche, precisando che tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia.
L'Abi ha aggiunto che, sulla base degli ultimi dati relativi ad agosto 2019, si conferma la crescita del mercato dei mutui alle famiglie, il cui totale in essere mostra un aumento del 2,5% rispetto alla fine di agosto dell'anno scorso. Sempre ad agosto 2019, a seguito della riduzione della domanda di finanziamenti, nonostante tassi di interesse che permangono su livelli storicamente infimi, i prestiti alle imprese risultano diminuiti dello 0,7% su base annua.
A settembre 2019, i tassi di interesse sulle nuove operazioni di finanziamento si attestano sui minimi storici, e registrano le seguenti dinamiche: il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è risultato pari a 1,45% (1,70% ad agosto 2019, 5,72% a fine 2007); il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è risultato pari a 1,30% (1,26% il mese precedente; 5,48% a fine 2007) e il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,51% (2,52% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007).
Le sofferenze nette, cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse, ad agosto 2019 si sono attestate a 32,5 miliardi di euro, in calo rispetto ai 40,5 miliardi di agosto 2018 (-8 miliardi pari a -19,8%) e ai 65,6 miliardi di agosto 2017 (-33,1 miliardi). Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 56 miliardi (-63,5%). Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato dell’1,87% ad agosto 2019 (era 2,36% ad agosto 2018, 3,84% ad agosto 2017 e 4,89% a novembre 2015).
In Italia i depositi nelle banche (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a settembre 2019, ammontano a 1.557, 7 miliardi, circa 70 miliardi in più rispetto a un anno prima (+4,7%), mentre prosegue la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, sebbene a un ritmo meno intenso, per circa 7 miliardi di euro in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (-2,3%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in crescita del +3,7% a 1.798,2 miliardi.
L'Abi ha aggiunto che, alla fine del mese scorso, il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) è pari in Italia a 0,60%, come nel mese precedente. Questo perché il tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) è rimasto pari a 0,37% e il tasso sui pct (pronti contro termine, che si colloca a 1,71% (1,72% il mese precedente); quanto al rendimento delle obbligazioni in essere è del 2,32% (2,35% ad agosto).

L'alleanza dei quattro atenei piemontesi per la strategia dello sviluppo sostenibile

I quattro Atenei piemontesi uniscono le forze a difesa del clima: l’Università degli Studi di Torino, il Politecnico di Torino, l’Università degli Studi del Piemonte Orientale e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, con un intervento congiunto all’assemblea aperta del Consiglio Regionale del Piemonte dedicata al tema “Ambiente e clima, quali soluzioni per il futuro”, pongono l’attenzione sull'urgenza delle azioni per la lotta al cambiamento climatico, purtroppo indiscutibile, mettendo al centro gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, già presenti nella strategia nazionale e che ora devono essere tradotti in strategia regionale.
I numeri della comunità universitaria sono notevoli: i quattro Atenei contano, complessivamente, 115mila studenti e più di 12mila persone tra docenti e personale amministrativo. Una massa critica che può fare la differenza. Oltre all’impegno di chi vive all’interno del mondo universitario, le Università sono già al lavoro e sono pronte ad affiancare, con le loro conoscenze e competenze, la Regione nella transizione verso l'azzeramento delle emissioni climalteranti e un modello di sviluppo duraturo e sostenibile.
È in corso di preparazione la candidatura a un bando di finanziamento del ministero dell’Ambiente, finalizzato a costruire una governance regionale sulle strategie per lo sviluppo sostenibile. Azioni concrete che saranno supportate operativamente dalla Rus- Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile, promossa dalla Crui, a livello nazionale, per la diffusione della cultura e delle buone pratiche di sostenibilità, sia all’interno che all’esterno degli Atenei.

Il Fondo di beneficenza di Intesa Sanpaolo dotato di 13,5 milioni per l'attività 2019

Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo
Nel triennio 2016-2018, il Fondo di Beneficenza e opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo, in capo alla Presidenza, ha erogato circa 27 milioni di euro a favore di progetti realizzati da enti non profit e ha stanziato una dotazione di oltre 13,5 milioni per il 2019. Tra i progetti sostenuti spiccano quelli di contrasto alla dispersione scolastica, una delle tre aree di intervento del Fondo per il biennio 2019-2020, insieme a quelle di contrasto alla violenza sulle donne e sui minori e alla demenza senile.
Per permettere agli enti impegnati in questo specifico campo d’azione di incontrarsi e scambiare idee, esperienze e buone pratiche, il Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con la Fondazione Lang, ha organizzato una giornata di incontri a corredo della propria azione di sostegno ai progetti sociali destinati alla formazione, anche professionale, e al lavoro, con una particolare attenzione ai giovani tra i 15 e i 29 anni che né studiano né lavorano.
L’incontro “Presenti…inclusi: Esperienze e progetti di inclusione sociale e contro la dispersione scolastica” si è tenuto a Milano, alla presenza del presidente di Intesa Sanpaolo, il torinese Gian Maria Gros-Pietro.
In assenza di istruzione, spesso le precarie condizioni delle famiglie di provenienza spingono a un inserimento precoce dei ragazzi nel mondo del lavoro senza basi efficaci, quindi in forza lavoro poco qualificata o sfruttata. Dispersione scolastica significa anche dissipazione di risorse e potenzialità di giovani che si ritrovano senza validi punti di riferimento e rischiano di perdersi in contesti sociali devianti.
Previsto dallo Statuto di Intesa Sanpaolo, il Fondo di Beneficenza e opere di carattere sociale e culturale permette di stanziare una quota degli utili alla beneficenza e al sostegno di progetti di solidarietà, utilità sociale e valore della persona. In coerenza con gli obiettivi del Codice Etico del Gruppo, l’obiettivo è condividere con la comunità l'attenzione alla persona, ai diritti umani, alla solidarietà economica e sociale, allo sviluppo sostenibile, alla conservazione dell'ambiente e la promozione delle iniziative culturali a favore delle fasce svantaggiate.
Le erogazioni, assegnate sulla base di selezioni secondo puntuali meccanismi predefiniti prevedono liberalità territoriali (fino a un importo massimo di 5.000 euro), indirizzate al sostegno di progetti e iniziative di impatto locale, e liberalità centrali (fino a un massimo di 500.000 euro), riferite al sostegno di progetti di più ampio rilievo.

Lezione sulla democrazia all'inaugurazione dell'anno accademico del "Carlo Alberto"

Elsa Fornero ricorderà Gianni Merlini e Onorato Castellino
figure fondamentali della storia del Collegio Carlo Alberto
Il 21 ottobre 2019, alle 17, a Torino, nella sede di piazza Arbarello 8, la Fondazione Collegio Carlo Alberto, ente strumentale della Compagnia di San Paolo, inaugura l’anno accademico 2019-2020.
In tale occasione Adam Przeworski, della New York University, terrà una lezione dal titolo “Crises of Democracy: the past, the present, the future”. La lezione sarà introdotta da Diego Gambetta, Carlo Alberto chair.
“In diversi Paesi, anche avanzati – riporta il comunicato del “Carlo Alberto”- si è affermata una nuova generazione di leader, genericamente definiti populisti, con tendenze autocratiche, scarso rispetto della separazione dei poteri, disprezzo della scienza, spesso inclini a promettere soluzioni semplici e drastiche a problemi complessi, che li rendono popolari con gli elettori. Sono costoro una minaccia che potrebbe sovvertire le democrazie. Quanto sono solide le democrazie di fronte a questi sviluppi?”
Quella di Przeworski sarà la prima di un ciclo di quattro lezioni su “Democracy and its Discontents”. La scelta di varare questa serie di lezioni, affidate a esperti di fama internazionale, nasce dal dibattito interdisciplinare che si è sviluppato fra economisti, scienziati politici e sociali, giuristi, ospitati dal Collegio: lo scopo è di svolgere, da prospettive scientifiche diverse, un approfondimento sulla crisi della democrazia, sulle sue cause, sulle ricette per superarla.
La seconda lezione del ciclo sarà tenuta da Stephen Holmes, della New York University, già noto al pubblico torinese per aver partecipato alla Biennale Democrazia, che l’11 dicembre parlerà di “Why democracies die and how they can resurrect”. Le ultime due lezioni, che avranno luogo nel 2020, saranno tenute da Brigid Laffan (direttrice del Robert Schuman Centre all’Istituto Universitario Europeo) e da Dani Rodrik (Harvard University).
Le lezioni saranno in inglese con traduzione simultanea.
L’inaugurazione di lunedì 21 si aprirà con un indirizzo di saluto del presidente vicario della Fondazione Collegio Carlo Alberto, Giorgio Barba Navaretti e del presidente della Compagnia di San Paolo, Francesco Profumo e si concluderà con l’intitolazione della Common Room e dell’Auditorium rispettivamente a Gianni Merlini e a Onorato Castellino, due figure fondamentali per la storia del Collegio.
La cerimonia d’intitolazione sarà introdotta da Elsa Fornero, Carlo Alberto Honorary Fellow.

Juventus all'attacco anche in Piazza Affari migliore blue chip di inizio settimana

Murizio Sarri sta convincendo anche gli investitori. Oggi, 14 ottobre, infatti, la Juventus è stata la blue chip che ha fatto segnare il maggior rialzo in Piazza Affari. Il suo ultimo prezzo è stato di 1,44 euro, superiore del 3,94% a quello di venerdì scorso. Nessun altro del listino Ftse Mib, che rappresenta le 40 principali quotate alla Borsa di Milano, ha fatto meglio della società bianconera presieduta da Andrea Agnelli. E, fra l'altro, quello odierno è stato il terzo aumento consecutivo della Juve, che, certamente sta beneficiando dei risultati positivi del nuovo allenatore, il cui arrivo invece aveva suscitato qualche perplessità, così come era stata contestato il bilancio dell'ultimo calcio mercato.
Il rialzo della Juventus assume un valore ancora maggiore considerando che l'indice Ftse Mib oggi ha perso lo 0,3%, riuscendo comunque a mantenere quota 22.000 punti.
Con la Juventus hanno fatto registrare rialzi, rispetto all'ultima seduta della settimana scorsa, Cofide (+0,44%), migliorata in seguito al caso Gedi, Diasorin (+0,30%), Fca (+0,62%), Iren (+0,82), vicina al suo massimo storico; Italia Independent (+3,70%), M&C (+2,76%), Pininfarina (+4,15%), Reply (+0,36%) Tinexta (+1,45%) e Ubi Banca (+0,15%), arrivata al sesto incremento consecutivo.
Gedi Gruppo Editoriale, che pubblica la Repubblica, La Stampa. Il Secolo XIX e, fra l'altro L'Espresso, ha avuto il rialzo del 15,81%, il quarto maggiore di tutta Piazza Affari. Ha chiuso, perciò, 0,293 euro e questo in seguito all'offerta di acquisto del 29,9% delle azioni avanzata da Carlo De Benedetti e subito respinta dalla Cir, che fa capo ai suoi tre figli.
Al contrario, la piemontese che ha subito il maggior ribasso (-3,27%) è stata Bim-Banca Intermobiliare, il cui prezzo finale è risultatomdi 0,1185, vicino al suo minimo da sempre.

B. Heroes riparte con mille startup hi-tech quest'anno in palio oltre 1 milione di euro

Guido De Vecchi, direttore generale
Intesa Sanpaolo Innovation Center 
Entra nel vivo la terza edizione di B Heroes, il programma di accelerazione, mentorship, investimento e comunicazione rivolto a startup ad alto contenuto di innovazione con sede operativa in Italia, ideato da lm Foundation, fondazione che ha lo scopo di promuovere l'innovazione per lo sviluppo sostenibile con la collaborazione di Intesa Sanpaolo.
L’edizione di quest’anno, con oltre mille startup coinvolte, ha superato i numeri delle precedenti stagioni del programma sommati tra loro. Sono quindi 1.000 le aziende pre selezionate, con un calendario di oltre 500 incontri nelle tappe locali (a Torino è in programma il 28 ottobre). Tra il 2017 e il 2018 sono state 52 le startup poi scelte per partecipare al percorso, che ha coinvolto oltre 400 esperti, tra imprenditori, mentor e campioni di innovazione.
La fase finale decreterà le migliori imprese che potranno accedere al programma.
Quest’anno, gli investimenti a disposizione per le startup che saranno inserite nel programma di accelerazione saranno di oltre un milione di euro.
B Heroes nasce per far crescere il tessuto imprenditoriale e incrementare la cultura d’impresa – ricorda Fabio Cannavale, imprenditore e ideatore di B Heroes - E’ un luogo di incontro tra idee, innovazione e aziende e quindi startup. Siamo ancora indietro nel nostro Paese, rispetto alla media europea, in termini di capitale di rischio investito in questo settore. Le idee delle giovani aziende sono spesso vincenti, ma vanno sostenute. Le startup hanno bisogno non soltanto di un contributo finanziario, ma anche del confronto con altre imprese sia giovani che affermate; oltre a un affiancamento strategico per la promozione e la comunicazione”.
In occasione degli appuntamenti in programma sul territorio, le giovani aziende incontreranno un team composto da imprenditori, manager e business angel specializzati nella selezione di startup da supportare nel percorso di crescita. I partecipanti avranno l’opportunità di presentare i propri progetti ai selezionatori attraverso momenti di confronto dedicati, nel corso dei quali i selezionatori valuteranno le aziende esprimendo un giudizio in una scala da 1 a 5, rivolgendo particolare attenzione a: team, strategia, marketing, scalabilità e impatto dei progetti.
Intesa Sanpaolo, da sempre protagonista di iniziative di ricerca e innovazione, sostiene per il terzo anno il programma B Heroes, facilitando l’incontro tra le pmi innovative e le imprese mature, lo scambio tra domanda e offerta di innovazione e nuove tecnologie.
Il supporto a B Heroes per il terzo anno consecutivo ben sintetizza quello che per noi di Intesa Sanpaolo significa essere oggi una banca al fianco delle aziende: sollecitare lo spirito imprenditoriale e lo sviluppo tecnologico anche attraverso l’Innovation Center di Intesa Sanpaolo, attivando al contempo reti relazionali tra le imprese stesse – evidenzia Stefano Barrese, responsabile della divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo - Ciò è ancor più vero se pensiamo alle giovani generazioni imprenditoriali del nostro Paese, alle quali non dobbiamo far mancare il nostro supporto”.
Dal 2018 a oggi – aggiunge Barrese - abbiamo infatti erogato oltre 80 milioni di euro a favore di circa 2.400 startup innovative, con una quota di mercato di oltre il 24%. Il nostro impegno come banca è sostenere le imprese anche oltre il credito, è per questo che continuiamo il percorso intrapreso con il progetto ‘Imprese Vincenti’: il programma di valorizzazione dedicato alle PMI”.
Intesa Sanpaolo guarda da molti anni con attenzione alle startup, costruendo le competenze dedicate e le ha fatte confluire in Intesa Sanpaolo Innovation Center, società torinese presieduta da Maurizio Montagnese. La nostra mission strategica – sottolinea Guido de Vecchi, direttore generale di Intesa Sanpaolo Innovation Center– ci vede come motore e connettore dell’ecosistema domestico e internazionale delle startup. Quest’anno supportiamo nuovamente B-Heroes nel facilitare l’incontro tra domanda e offerta di innovazione”.
Partner della selezione e degli investimenti Boost Heroes, società di partecipazioni promossa da Fabio Cannavale con più di 50 soci, che ha già investito in oltre 100 startup, negli ultimi quattro anni. Boost Heroes organizza il roadshow di B Heroes, che rappresenta il percorso di selezione per l’ammissione al programma.

Nuovo accordo sindacati Intesa-Sanpaolo il commento di Giuseppe Milazzo (Fabi)

Premi e formazione sono al centro di alcuni accordi firmati, pochi giorni fa, dalla Fabi e dagli altri sindacati con Intesa Sanpaolo. Importanti novità per quanto riguarda il premio variabile di risultato (Pvr), il sistema di eccellenza tutela (Set) e la formazione flessibile per tutti i dipendenti.
Nel dettaglio per il premio variabile di risultato è stato confermato l’assetto del 2018 con miglioramenti: aumento del “bonus pool” da 73 a 85 milioni di euro; destinazione di nuove risorse economiche prevalentemente alla quota base di 350 euro; eliminazione della penalizzazione sul premio aggiuntivo per le filiali meno performanti e aumento del premio aggiuntivo a 300 euro per i gestori delle filiali on line (Fol) e per i gestori remoti.
Per quanto riguarda il sistema di eccellenza tutela (Set) rimane invariato sia l’importo complessivo (32 milioni di euro) sia le modalità di erogazione, ha scritto la Fabi, aggiungendo che l’accordo introduce, per i dipendenti delle filiali on line, il diritto a fruire, da gennaio 2020, di due giorni di corsi di formazione, con accesso alla piattaforma aziendale da casa con il tablet messo a disposizione (smart learning, formazione flessibile).
Inoltre, l’intesa introduce, per la prima volta, la regolamentazione per il lavoro straordinario autorizzato: la causale prestazione non riconosciuta sarà abolita (Nri). Rimangono invariate, invece, le richieste riguardanti assunzioni, condizioni di lavoro e pressioni commerciali.
Abbiamo raggiunto intese positive su tutti i nostri obiettivi - ha commentato il segretario nazionale Fabi e coordinatore del gruppo Intesa Sanpaolo, Giuseppe Milazzo - abbiamo negoziato 117 milioni tra Pvr (85) e il sistema incentivate collettivo (32), 12 milioni in più rispetto all’anno precedente. Inoltre, abbiamo aumentato la platea dei fruitori oltre l’ingresso dei colleghi delle banche venete e abbiamo ottenuto l’impegno a rivedere, in primavera, l’intero impianto per semplificarlo. L’orario di sportello delle filiali che aprivano fino alle 20 è stato di molto contenuto fino alle 17 circa per 400 filiali e solo qualche decina di filiali resterà aperta fino alle 19. L’effetto sarà quello di turni più agevoli e recupero di personale. È stato introdotto il diritto alla formazione che i direttori dovranno rispettare e non sarà più possibile non riconoscere e compensare il lavoro straordinario”.