Risparmio gestito: record di 2.321 miliardi gennaio in rosso, ma non per Sella

Gabriele Galateri, presidente Generali
L’industria del risparmio gestito attiva in Italia apre il 2020 con un saldo di raccolta negativo. Infatti, secondo i dati rilevati dall’ufficio studi di Assogestioni, in gennaio il settore ha registrato una flessione di 4,7 miliardi di euro, con flussi netti in uscita sia dalle gestioni collettive (-2,1 miliardi) che dalle gestioni di portafoglio (-2,5 miliardi).
La lettura del dato mensile relativo ai fondi aperti mostra che i deflussi (-2,14 miliardi) sono da iscriversi in particolare ai riscatti dai fondi flessibili (-2 miliardi) e dai monetari (-694 milioni).
Positivo, invece. il dato dei fondi bilanciati (+649 milioni). Fanno bene anche i fondi chiusi (+170 milioni): “un primo, tangibile segnale dell’aumento dell’interesse del pubblico dei risparmiatori verso l’investimento in economia reale” ha commentato l'associazione nazionale degli operatori.
A livello complessivo, l’apprezzamento dei mercati porta il patrimonio gestito dall’industria monitorata da Assogestioni a raggiungere un nuovo massimo storico: 2.321 miliardi, un dato in crescita di circa 214 miliardi (+10%) rispetto ai 2.106 miliardi registrati a gennaio 2019. Le masse gestite sono quasi equamente suddivise tra gestioni collettive (1.134 miliardi) e gestioni di portafoglio (1.186 miliardi).
A determinare i deflussi sono state principalmente le gestioni di portafoglio, che, in gennaio, segnano un calo di 2,5 miliardi, a fronte di una flessione di 2,8 miliardi dalle gestioni istituzionali. Positive invece quelle retail (+267 milioni).
Nel primo mese dell'anno, anche il gruppo Intesa Sanpaolo ha avuto una raccolta netta negativa: i riscatti sono stati superiori dei 103,9 milioni rispetto alle nuove sottoscrizioni. In particolare, il rosso di Eurizon è stato di 52,7 milioni e di 51,2 milioni quello di Fideuram. Molto peggio, comunque, è andata al gruppo Generali, leader in Italia, che ha avuto una raccolta netta negativa per 1,057 miliardi.
Più riscatti che nuove sottoscrizioni pure i gruppi piemontesi Ersel (raccolta netta negativa per 18 milioni) e Bim Banca Intermobiliare (-31,3 milioni).
Invece, la biellese Sella ha fatto registrare una raccolta netta positiva anche in gennaio, per 53,3 milioni. Così ha consolidato la sua posizione nella classifica nazionale del settore, confermandosi trentaduesima con il patrimonio gestito pari a 8,112 miliardi. Sella precede di un posto il gruppo Ersel (patrimonio gestito di 7,162 miliardi); mentre il gruppo Bim Banca Intermobiliare è quarantunesimo con 1,361 miliardi.
Il gruppo Intesa Sanpaolo è al secondo posto con patrimoni in gestione per 429,206 miliardi, corrispondenti alla quota del 19% del mercato italiano. Il colosso finanziario, che ha come azionista di riferimento la fondazione torinese Compagnia di San Paolo, è preceduto unicamente dal gruppo Generali, il cui patrimonio gestito ammonta a 527,227 miliardi, corrispondenti alla quota del 23,3%. Presidente delle Generali è il piemontese Gabriele Galateri di Genola.

Aeroporti, gennaio boom a Cuneo (+41%) meno voli e passeggeri a Torino e Genova

Boom dell'aeroporto di Cuneo-Levaldigi nel primo mese di quest'anno. Lo scalo cuneese, infatti, in gennaio ha registrato 390 voli (partenze e arrivi) e 10.717 passeggeri. Rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, i voli sono aumentati del 10,5% e i passeggeri del 40,6%. E questo mentre gli altri due scali del Nord Ovest – Torino e Genova – hanno subito cali. In particolare, il “Sandro Pertini” di Torino-Caselle ha avuto 3.701 voli (-6,1%) e 333.274 passeggeri (-1,8%); il “Cristoforo Colombo” di Genova rispettivamente 921 (-19,2%) e 79.117 (-7,3%).
Per il “Sandro Pertini” quello del gennaio appena passato è il decimo calo mensile consecutivo. Però, il mese scorso, l'aeroporto di Torino-Caselle ha avuto l'aumento del 51,8% del traffico cargo, essendovi state movimentate 281,5 tonnellate di merci (a Genova 201,8, il 17,5% in meno).
A livello nazionale, Assaeroporti, l'associazione dei gestori degli scali italiani, ha censito 112.001 voli (+0,6% nei confronti di gennaio 2019), 12.458.759 passeggeri (+4,1%) e 80.497 tonnellate di merci trasportate con cargo.
Ed ecco la graduatoria 2019 dei primi venti scali italiani, per numero di voli e, tra parentesi, di passeggeri: 1 Roma Fiumicino 309.783 (43.532.573); 2 Milano Malpensa 234.054 (28.846.299); Bergamo 95.377 (13.857.257); 4 Venezia 95.232 (11.561.594); 5 Napoli 82.577 (10.860.068); 6 Catania 75.070 (10.223.113); 7 Bologna 77.126 (9.405.920); 8 Palermo 54.243 (7.018.087); 9 Milano Linate 85.730 (6.570.984); 10 Roma Ciampino 52.253 (5.879.496); 11 Bari 45.885 (5.545.588); 12 Cagliari 39.691 (4.747.806); 13 Torino 43.665 (3.952.158); 14 Verona 33.138 (3.638.088); 15 Treviso 24.116 (3.254.731); 16 Olbia 34.086 (2.978.769); 17 Lamezia Terme 25.426 (2.978.110); 18 Firenze 36.137 (2.874.233); Brindisi 21.913 (2.697.749); 20 Genova 20.645 (1.536.136).

Fca: dividendo di 0,70 euro per azione distribuzione complessiva di 1,1 miliardi

Fiat Chrysler Automobiles ha comunicato che il Consiglio di amministrazione ha deliberato di proporre all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,70 euro per azione ordinaria, corrispondente a una distribuzione complessiva di circa 1,1 miliardi di euro. La distribuzione del dividendo, a valere sull’utile di esercizio 2019, sarà sottoposta all’approvazione dell’assemblea degli azionisti prevista per il 16 aprile 2020.
Nel caso in cui la distribuzione del dividendo sia approvata dall’assemblea degli azionisti, il calendario per entrambi i mercati di quotazione, la Borsa di Milano e quella di New York, sarà il seguente: ex-date 20 aprile 2020, record date 21 aprile e data di pagamento 5 maggio 2020 .

Iren vende a Snam la partecipazione in Olt incassa 332 milioni per fare investimenti

Il gruppo Iren ha venduto alla Snam il 49,07% del capitale di Olt Offshore Lng Toscana, la società proprietaria del terminale di rigassificazione offshore situato al largo della costa toscana tra Livorno e Pisa. Il corrispettivo versato da Snam al gruppo Iren per l’acquisizione dell’intera partecipazione di Iren Mercato in Olt di titolarità di Iren, nonché della quota residua di un finanziamento soci versato da Iren in favore di Olt, è di circa 332 milioni di euro.
A seguito dell’operazione, Snam assume il controllo del terminale di rigassificazione congiuntamente con First State Investments International, che, tramite una controllata ne detiene il 48,24%. Golar Offshore Toscana possiede la quota rimanente, pari al 2,69%.
Con una capacità massima annua di rigassificazione di 3,75 miliardi di metri cubi, Olt è il secondo terminale di gas naturale liquefatto (Gnl) italiano per dimensioni. Nel 2018 Olt ha avuto ricavi per 112 milioni di euro e un margine operativo lordo di circa 65 milioni.
Il presidente di Iren, Renato Boero e l’amministratore delegato, Massimiliano Bianco, hanno congiuntamente dichiarato: “La dismissione della partecipazione in Olt permetterà al Gruppo Iren di migliorare la propria struttura finanziaria, disponendo delle risorse necessarie per accelerare gli investimenti organici previsti nel piano industriale e per cogliere opportunità di crescita per linee esterne, consolidando la propria presenza nei territori di riferimento”.

Piaggio Aereo, via al bando internazionale per la cessione dei complessi aziendali

Dopo aver ricevuto l’autorizzazione dal ministero dello Sviluppo Economico, parte formalmente il bando internazionale per la cessione dei complessi aziendali della ligure Piaggio Aero Industries e della controllata Piaggio Aviation, le due società attualmente in amministrazione straordinaria che operano sotto il marchio Piaggio Aerospace.
I soggetti interessati a rilevare l’interezza o parte dei complessi aziendali delle due aziende – che pur facendo capo a due diversi soggetti giuridici, costituiscono dal punto di vista industriale un unicum - avranno tempo sino al 3 aprile 2020 per inviare al commissario straordinario, Vincenzo Nicastro, le manifestazioni di interesse.
Dopo aver valutato qualità e completezza di ciascuna proposta, sarà prerogativa del Commissario ammettere quanti hanno manifestato interesse alla successiva fase della procedura di vendita. Allo stesso modo, come recita testualmente il bando, “ogni definitiva determinazione
in ordine alla vendita è soggetta al potere autorizzativo del ministero dello Sviluppo Economico, sentito il parere del Comitato di Sorveglianza”.
“Nel corso di poco più di un anno dall’avvio dell’amministrazione straordinaria, siamo riusciti a creare un portafoglio ordini di tutto rispetto, il che rende l’azienda sicuramente appetibile per un compratore”, ha dichiarato Nicastro, il quale ha aggiunto che valuterà con rigore ciascuna delle offerte, “con l’obiettivo di vendere Piaggio Aerospace nella sua interezza e di trovare un compratore che sappia proporre un solido piano di rilancio e sviluppo. Puntiamo a concludere il processo entro l’anno in corso”.
Piaggio Aerospace si presenta ai potenziali compratori con un portafoglio ordini in esecuzione pari a 450 milioni di euro, cui si aggiungeranno a breve ulteriori accordi per altri 450 milioni, portando così il totale del portafoglio ordini a 900 milioni di euro.
Il Gruppo Piaggio Aerospace, che controlla negli Stati Uniti anche la consociata Piaggio America, opera nei business Velivoli e Motori. Il primo è dedicato alla progettazione, costruzione e manutenzione di velivoli civili e militari e comprende le attività di customer service. Il business Motori è invece dedicato alla costruzione e manutenzione di motori aeronautici.

Startup innovative, Torino "pecora nera" per la costituzione con modalità digitale

Al 31 dicembre 2019 sono 2.769 le startup innovative avviate, in Italia, grazie alla modalità di costituzione digitale e gratuita. Tra queste, 2.005 hanno optato per una procedura interamente online, con la validazione degli atti fondativi mediante firma digitale, tramite la piattaforma startup.registroimprese.it. A queste si aggiungono 346 imprese che hanno completato la procedura di costituzione online, ma che sono ancora in attesa dell’iscrizione nella sezione dedicata del Registro delle Imprese .
Le iscrizioni di startup innovative costituite con la nuova modalità digitale registrano un significativo rialzo nel quarto trimestre 2019, rispetto ai precedenti. Negli ultimi tre mesi, si sono iscritte alla sezione speciale 262 startup (89 a ottobre, 81 a novembre, 92 a dicembre), numero in netto rialzo rispetto alle 201 del trimestre precedente e superiore anche al dato registrato durante il quarto trimestre 2018 (216).
La prima regione per utilizzo della modalità digitale rimane la Lombardia, che consolida la sua posizione di vertice con 745 startup costituite online, oltre un quarto del totale nazionale (27,5%). In seconda e terza posizione si collocano il Veneto, con 302 (11,1%) e il Lazio, con 260 (11%). Altre regioni in cui la nuova procedura è stata utilizzata da almeno 100 startup sono Campania (205 startup), Emilia-Romagna (148), Sicilia (141), Toscana Puglia e Piemonte (tutte e tre con 117 startup). In Liguria la nuova modalità è stata adottata da 54 startup e in Valle d'Aosta da una. Passando al livello provinciale, Milano si conferma l’area più fertile per la creazione di startup innovative tramite la nuova modalità con 456 imprese avviate online (16,8% del totale nazionale). In seconda posizione c’è Roma (260, 9,6%). A grande distanza completano la top-5 Padova, con 92, Verona, con 81, e Bergamo, con 75.
Nel complesso, sono state costituite startup innovative online in 103 province. Anche in questo caso, alcuni territori molto popolosi risultano sotto rappresentati: Torino rappresenta un caso emblematico, in quanto quarta provincia in Italia per popolazione di startup innovative (376), ma con solo 40 imprese create online.

Bando della Fondazione Crt da 2,1 milioni per rassegne culturali e spettacoli dal vivo

Not&Sipari è il bando della Fondazione Crt dedicato alle rassegne culturali e agli spettacoli dal vivo del Piemonte e della Valle d'Aosta. Per il 2020, il bando stanzia 2,1 milioni di euro complessivi e prevede l’erogazione di contributi fino a 40 mila euro per ogni evento selezionato. Possono partecipare associazioni non profit, enti locali e istituti didattici di alta formazione, che promuovono grandi rassegne o eventi di rilevanza locale: rappresentazioni dal vivo, stagioni, premi, concorsi in ambito teatrale, musicale o coreutico, che non prevedano alcuna quota di iscrizione, nonché forme di spettacolo interdisciplinari. Con Not&Sipari, Fondazione Crt ha sostenuto, fino a oggi, più di 3.600 iniziative, con oltre 40 milioni di euro.
Il bando Not&Sipari 2020 prevede le seguenti scadenze per l'inoltro delle richieste: 28 febbraio 2020 per manifestazioni con data di inizio compresa tra il 1 maggio e il 31 ottobre 2020; 15 settembre 2020, per manifestazioni con data di inizio compresa tra il 1 novembre e il 30 aprile 2021.

Liftt (Compagnia di San Paolo e Polito) apre il capitale a privati per accelerare

Stefano Buono, presidente Liftt
Liftt è un nuovo modo di coniugare innovazione con impresa e finanza, un modello di business guidato da logiche not only profit e che realizza un ponte tra idee innovative, territorio e capitali. Così viene definito il nuovo format proposto da Stefano Buono, presidente di Liftt, l’Investment Operating Company nata dall’iniziativa di Compagnia di San Paolo e Politecnico di Torino attraverso la Fondazione Links. 
Liftt ora ha deciso di aprirsi a capitali privati, per accelerare la realizzazione di obiettivi che prevedono, per il quinquennio 2020-2024, di supportare più di 100 imprese, investendo circa 90 milioni di euro e ottenere co-investimenti pari a cinque volte questo valore, quindi riversando nel capitale di impresa circa 450 milioni.
Liftt nasce dall’individuazione di un gap: la distanza tra l’enorme serbatoio di idee, talenti, start up e il mondo dell’impresa e degli investitori desiderosi di puntare su progetti realmente innovativi e capaci di generare valore. L’obiettivo è diventare, in cinque anni, una best practice internazionale, guidata da principi di sostenibilità e creazione di un impatto sociale positivo. Liftt nasce, infatti, come società operativa di investimenti, che punta a promuovere un modello etico di impresa: generare valore per gli azionisti, favorendo una ricaduta sul territorio in termini di creazione di business, sviluppo, fatturato, occupazione e crescita economica.
Un approccio che comporta da un lato il rigoroso processo di selezione delle idee e delle start up su cui investire, dall’altro un approccio “tailor made” con un sostegno a 360 gradi alla loro crescita, da un sistematico coaching manageriale sino a investire in progressivi “round” di finanziamento, partendo da 200/300 mila euro iniziali.
Intendiamo introdurre una via alternativa e complementare al venture capital, basata sulla partecipazione attiva alla gestione delle società partecipate, sull’allineamento perfetto degli obiettivi del management e di ogni investitore e l’annullamento di potenziali conflitti di interesse e su una governance semplice, ma che permetta di gestire in modo rigoroso e trasparente gruppi eterogenei di investitori, anche privati, tutti con uguali diritti – ha commentato Buono - Gli obiettivi di liquidazione delle partecipazioni dovranno poi essere compatibili con la vita dell’impresa e non dettati dalle necessità del singolo socio, avendo sempre come priorità l’interesse dell’azienda e quindi di tutti i soci contemporaneamente.”
Liftt ha individuato in Torino un eco-sistema naturalmente propizio alla creazione di impresa ed è da Torino e con Torino che prende forma la sua sfida. Una sfida che si estende a tutta l’Italia.
Il 24 gennaio Liftt ha annunciato la sua trasformazione in società per azioni. aprendo la propria offerta a investitori privati, business angels, holding di investimento, family offices e fondi italiani e internazionali. “L’obiettivo – ha continuato Buono - è creare un gruppo di azionisti privati ampio, sensibile all’innovazione e che condivida gli obiettivi di Liftt e dei suoi soci fondatori: Compagnia di San Paolo e Politecnico di Torino, aggiungendo valore con il proprio know-how, expertise, contatti e relazioni. E soprattutto desideroso di sostenere i talenti e il futuro del nostro Paese”.
La Compagnia di San Paolo – ha detto il suo presidente Francesco Profumo - lavora da tempo nell’ottica di “agente di sviluppo” e, in particolare negli ultimi anni, ha messo a disposizione della collettività hub di competenze organizzate affinché le capacità e le potenzialità di sviluppo presenti sul territorio vengano adeguatamente valorizzate. Siamo e agiamo come ‘ecosystem developer’ anche nel settore dell’innovazione tecnologica, uno degli ambiti che influenzano maggiormente la produttività e uno degli elementi propulsivi dello sviluppo economico sostenibile a livello nazionale e locale”.

Politecnico Torino in Malawi per favorire la consegna di medicinali con i droni

L’Africa è un’area di interesse strategico per il Politecnico di Torino, che ha l’obiettivo di consolidare la propria presenza nel continente con azioni orientate alla ricerca e al trasferimento tecnologico, ma anche al capacity building e alla possibilità di avviare o rafforzare legami con enti italiani e stranieri attivi localmente. 
Per questo motivo, un gruppo di docenti e ricercatori del Politecnico è andato in Malawi, per l'avvio di un progetto di cooperazione internazionale, che aiuterà la consegna di medicinali con l’uso di droni.
Si tratta del progetto Up4dream ideato e promosso da Filiberto Chiabrando, docente del Dipartimento di Architettura e Design, insieme ad Alessio Calantropio, dottorando in Beni Architettonici e Paesaggistici, Andrea Lingua e Paolo Maschio, docenti del Dipartimento di Ingegneria dell'Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture, in collaborazione con l'Unicef Malawi e con il supporto di imprese e di due università locali.
Lo scopo di questo progetto, co-finanziato dall’International Society for Photogrammetry and Remote Sensing consiste nella realizzazione e nel mantenimento di cartografia a grande scala, per supportare le operazioni umanitarie sperimentali di payload delivery, per vaccini e medicinali, effettuate per mezzo di droni, attualmente in corso nel corridoio umanitario istituito da Unicef a Kasungu. Nel progetto rientrano anche attività di capacity building che si svolgeranno in diversi luoghi.

In Piemonte i protesti calati dell'8,6%

Calano i protesti, in tutto il Piemonte. E non poco. Il fenomeno è stato rilevato da Infocamere-Unioncamere, che dal primo giorno di gennaio all'ultimo di ottobre dell'anno appena passato ne ha contati in regione 15.300, l'8,6% in meno rispetto al corrispondente periodo del 2018.
In particolare, ecco quanti sono stati, per provincia (tra parentesi nel gennaio-ottobre 2018): Alessandria 1.831 (2.192), Asti 694 (576), Biella 542 (588), Cuneo 1.154 (1.330), Novara 1.699 (1.705), Torino 8.163 (9.164), Verbania 564 (659), Vercelli 653 (523).
In Piemonte, i protesti sono diminuiti non soltanto di numero ma anche di importo. In questo caso, però, una provincia fa eccezione: quella del Verbano-Cusio-Ossola, dove il valore complessivo dei protesti dei primi dieci mesi del 2019 è stato di 515.679 euro, somma superiore del 9% rispetto allo stesso periodo precedente.
Comunque, il valore complessivo dei protesti in Piemonte dall'inizio di gennaio alla fine di ottobre dell'anno scorso è sceso sotto i dieci milioni di euro, facendo registrare un calo del 31,8% rispetto al periodo gennaio-ottobre 2018. Per la precisione, il totale è risultato di 9.998.566 euro.
Ed ecco i dati per le singole province: Alessandria 1.441.837 (-39,2%), Asti 438.597 (-8,3%), Biella 208.434 (-33,1%), Cuneo 837.912 (-56.6%), Novara 931.836 (-34,8%), Torino 5.264.683 (-73,3%),
Vercelli 359.578 (-16,3%).
La riduzione percentuale più consistente si è avuta nella provincia di Torino.

Borsa: la Pininfarina in testa nei recuperi

Silvio Angori ad Pininfarina con il presidente Paolo Pininfarina
Borsa giù anche oggi, 25 febbraio, quando l'indice Ftse Mib è sceso a 23.090 punti (-1,44% rispetto a ieri); ma venti delle 43 quotate del Nord Ovest hanno chiuso la seduta odierna con segno positivo e quattro con lo stesso prezzo precedente. In parità hanno terminato Bim Banca Intermobiliare, Cover50, Gedi Gruppo Editoriale e Ki Group.
Per quanto riguarda le blue chip, il maggiore rialzo è stato di Cnh Industrial con il 2.94% e il terzo quello della Juventus con lo 0,65%. Invece Diasorin ha subito il secondo maggiore ribasso (-3,89%) e Buzzi Unicem il quarto (-3,35%).
Il gruppo delle società del Nord Ovest che hanno avuto un incremento del valore delle rispettive azioni è guidato dalla Pininfarina (+12,15%), che ha distanziato notevolmente anche gli immediati inseguitori, che sono Pattern (+3,15%), Rcs MediaGroup (+2,82%), Fidia (+2,70%), Borgosesia (+2,49%) e Orsero (+2,26%).
Più dell'1% hanno guadagnato anche Conafi (+1,95%), Centrale del Latte d'Italia (+1,65%), Tinetxa (+1,59%), Biancamano (+1,59%), Reply (+1,09%) e Sanlorenzo (+1,02%).
Le altre del Nord Ovest che hanno chiuso con un recupero sono Dea Capital (+0,72%), Autogrill (+0,70%), Erg (+0,64%), Guala Closures (+0,28%), Fos (+0,17%) e Iren (+0,07%).

Intesa Sanpaolo distribuirà ai suoi soci 3,362 miliardi (19,2 centesimi per azione)

Il Consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo ha approvato il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2019, che registrano un risultato netto pari a 2,137 miliardi per la capogruppo (3,686 miliardi nel 2018) e a 4,182 miliardi a livello consolidato (4,050 miliardi nel 2018). L’approvazione del progetto di bilancio d’esercizio include quella della proposta di destinazione dell’utile dell’esercizio.
Pertanto, verranno sottoposti all’approvazione dell’assemblea ordinaria, prevista per il prossimo 27
aprile, il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2019 e la distribuzione cash di 19,2 centesimi di euro
per azione, al lordo delle ritenute di legge. Più precisamente, la proposta del Consiglio prevede la
distribuzione cash di 3.361.867.857 euro, risultante da un importo unitario di 19,2 centesimi per ciascuna delle 17.509.728.425 di azioni ordinarie (non verrà effettuata alcuna distribuzione alle azioni proprie di cui la Banca si trovasse eventualmente in possesso alla record date).
La distribuzione cash, se approvata dall’assemblea, avrà luogo a partire dal giorno 20 maggio
2020 (con stacco cedole il 18 maggio e record date il 19 maggio).

Fondazione Crt in aiuto del volontariato per l'acquisto di mezzi di protezione civile

Le organizzazioni di volontariato non profit, che svolgono attività di Protezione civile in Piemonte e Valle d’Aosta, possono richiedere contributi alla Fondazione Crt, per l’acquisto di nuovi veicoli idonei al trasporto di persone e attrezzature sul territorio regionale e nazionale. A tal fine la Fondazione torinese di via XX settembre, presieduta da Giovanni Quaglia, mette a disposizione il totale di mezzo milione di euro.
È infatti aperto fino al 16 marzo (sul sito www.fondazionecrt.it) il bando “Mezzi Protezione Civile, che assegna contributi fino a un massimo di 20.000 euro per l’acquisto di veicoli di tipologia pick up e, da quest’anno, di 10.000 euro per l’acquisto di veicoli di altra tipologia.
Dal 2003 a oggi, la Fondazione Crt ha destinato, complessivamente, circa 25 milioni di euro al sistema della Protezione Civile in Piemonte e Valle d’Aosta. Queste risorse hanno reso possibile l’acquisto di 538 veicoli per il trasporto di persone e attrezzature (contributi per 6,3 milioni di euro), la realizzazione di 1.181 interventi per difendere il suolo da alluvioni e frane nei Comuni con meno di 3.000 abitanti (12 milioni di euro) e la costituzione della Colonna Mobile regionale di Protezione Civile (6 milioni di euro).

Aumentate le compravendite di immobili su base annua calano i mutui con ipoteca

Nel terzo trimestre 2019 sono state 183.479 le compravendite immobiliari in Italia registrate dai notai. Depurate della componente stagionale, sono aumentate dell’1,2% rispetto al trimestre precedente (+1,2% il settore abitativo e +1,7% l’economico) e del 4,8% rispetto allo stesso trimestre 2018 (+4,8% per il settore abitativo, +5,8% per quello economico).
Il comparto abitativo segna variazioni congiunturali positive in tutte le aree geografiche del Paese: Nord-Est +2,3%, Nord-Ovest +1,3%, Sud +0,9% e Centro +0,7%, con eccezione delle Isole (-0,5%). Per il settore economico, la crescita, seppure con intensità diverse, riguarda il Nord-Est (+8,1%), il Sud (+0,9%) e il Centro (+0,3%); risultano invece in flessione le Isole (-1,1%) e il Nord-Ovest (-0,8%).
Il 94,5% delle convenzioni stipulate nel luglio-settembre 2019 riguarda trasferimenti di proprietà di immobili a uso abitativo (173.381), il 5,2% quelle a uso economico (9.467) e lo 0,3% le convenzioni a uso speciale e multiproprietà (631).
Rispetto al terzo trimestre 2018, l’incremento tendenziale delle compravendite interessa tutto il territorio nazionale sia per l’abitativo (Nord-Est +5,9%, Nord-Ovest +5,7%, Sud +4,7%, Centro +3,8% e Isole +1,7%) sia per l’economico (Isole +14,2%, Nord-Est +10,2%, Sud +8,4%, Centro +4,8%, Nord-Ovest +0,2%).
A livello di tipologia di comuni, nel settore abitativo la crescita interessa maggiormente i piccoli centri (+5,7%) rispetto alle città metropolitane (+3,7%). Al contrario, nel comparto economico l’incremento riguarda di più le città metropolitane (+6,8% contro +5,2%).
Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (94.205) aumentano dell’1,7% rispetto al trimestre precedente e diminuiscono del 4,1% su base annua. Tali convenzioni registrano una crescita su base congiunturale nel Nord-Est (+2,8%), nel Nord-Ovest (+2,6%) e al Centro (+1,2%); sostanzialmente stabili al Sud +0,4% e in calo nelle Isole (-2,4%). Su base annua la flessione interessa tutte le ripartizioni geografiche del Paese (Isole -9,6%, Sud -7,6%, Centro -5,3%, Nord-Ovest -2,4% e Nord-Est -1,8%) e tutte le tipologie di comuni (città metropolitane -4,8%, piccoli centri -3,5%)

Acque potabili riduce perdita a 0,7 milioni

Il gruppo torinese Acque Potabili ha chiuso l'esercizio 2019, a livello consolidato, con la perdita netta di 0,7 milioni, a fronte del rosso di 12,2 milioni del 2018. Il margine operativo lordo è stato negativo per 542.000 euro, mentre era stato di 430.000 nell'esercizio precedente. Comunque, sempre a livello consolidato, la posizione finanziaria netta al 31 dicembre è risultata positiva per 18,2 milioni, il 4,1% in più rispetto alla stessa data del 2018.
Oltre al progetto di bilancio, il Consiglio di amministrazione della capogruppo Acque Potabili, socio unico (gli azionisti sono la Smat e Ireti, ex Iren Acque e Gas), ha approvato l'incorporazione dell'Acquedotto Monferrato per fusione e, fra l'altro, la presentazione all'assemblea dei soci della proposta di autorizzare il Consiglio di amministrazione ad acquistare fino a un massimo di 774.740 azioni proprie.
La società Acque Potabili, nata nel capoluogo piemontese nel 1852, ha come presidente Francesco Sava e come amministratore delegato Armando Quazzo.

Nuove acquisizioni della Erg in Francia

Luca Bettonte, ad Erg 
La genovese Erg, tramite la propria controllata Erg Eolienne France, ha acquistato dalla lussemburghese Long Wind France, il 100% del capitale di cinque società di diritto francese titolari di tre parchi eolici in Francia, dotati di una potenza installata complessiva di 38 MW. Gli impianti beneficiano per 15 anni, a partire dalla data di entrata in esercizio, di una tariffa incentivata complessiva che, per il 2019, è stata pari in media a circa 91 euro/MWh.
Il valore dell’acquisizione in termini di enterprise value è pari a 39,6 milioni di euro. Il margine operativo lordo annuo medio atteso è di circa 4,5 milioni di euro. Il ministero dell’Economia e delle Finanze francese ha dato il proprio consenso all’operazione.
Luca Bettonte, amministratore delegato di Erg, ha commentato: “ERG continua la propria crescita in Francia, acquisendo parchi eolici che per caratteristiche industriali, finanziarie e per ubicazione geografica sono immediatamente integrabili nel proprio portafoglio di generazione. Con questa operazione rafforziamo il nostro posizionamento nel mercato eolico on-shore nel Paese, portando la capacità installata a circa 400 MW.”

Intesa Sanpaolo pronta a sospendere rate alle famiglie e alle imprese in emergenza

“Intesa Sanpaolo è pronta a intervenire a sostegno delle famiglie e delle aziende interessate direttamente e indirettamente dall’emergenza del Coronavirus, incluse le realtà imprenditoriali che hanno scambi con la Cina”.
Lo ha comunicato la banca che ha come azionista di riferimento la Compagnia di San Paolo, precisando che “l’intervento prevede la possibilità di richiedere la sospensione per tre mesi delle rate dei finanziamenti in essere, per la sola quota capitale o per l’intera rata, per tutte le famiglie residenti e per tutte le aziende con sede operativa nei comuni oggetto di ordinanza. La sospensione è eventualmente prorogabile per altri tre o sei mesi in funzione della durata dell’emergenza”. 
Questo provvedimento è esteso anche alle aziende attive in Italia che dovessero subire riduzioni dell’attività per effetto delle limitazioni agli scambi commerciali e di fornitura, nonché a favore di privati qualora il datore di lavoro, trovatosi in difficoltà a causa di questa emergenza, non potesse ricorrere ai benefici degli ammortizzatori sociali. Intesa Sanpaolo provvederà a valutare immediatamente le richieste pervenute.
“Intesa Sanpaolo si è immediatamente attivata in soccorso di tutti coloro che stanno subendo danni, diretti e indiretti, per il diffondersi del Coronavirus – ha dichiarato Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo. Anche in questa occasione la Banca ha dimostrato di essere tempestivamente vicina alle famiglie e alle imprese italiane, con provvedimenti di sostegno nelle situazioni di difficoltà”.

Quei rospi che la Val d'Aosta vuole salvare


L’assessorato dell’Ambiente, Risorse naturali e Corpo forestale della Regione Valle d'Aosta ha reso noto che, quest’anno, i rospi adulti potrebbero uscire in anticipo dalle tane, nelle quali si sono rifugiati per trascorrere l’inverno e fare ritorno alle zone umide. Nel corso di questa “migrazione di massa”, chiamata La Notte degli Gnomi, perché questi simpatici personaggi delle fiabe traggono origine proprio dai rospi, molti anfibi restano purtroppo uccisi quando, abbagliati dalle luci delle auto, per la paura, si immobilizzano in mezzo alla strada.
La struttura regionale Flora e Fauna, in collaborazione con il Corpo Forestale della Valle d’Aosta, da diversi anni organizza operazioni di recupero dei rospi nelle zone in cui normalmente avvengono gli attraversamenti, al fine di aiutarli a superare indenni i tratti stradali più pericolosi, individuati nei Comuni di Brissogne e Villeneuve.
I volontari che desiderano partecipare al salvataggio possono contattare la strttura telefonando allo 0165 776218/776401 o scrivendo a u-faunaselvatica@regione.vda.it. La partecipazione è libera e gratuita. È richiesta la disponibilità a operare tra le ore 20.00 e le ore 23.00 circa. È obbligatorio indossare un giubbotto giallo riflettente ad alta visibilità ed è consigliato calzare stivali, munirsi di una torcia elettrica, un impermeabile, un sacchetto di plastica e un asciugamano. I minorenni devono essere accompagnati da un adulto.
Coloro che avranno dato la propria disponibilità saranno avvisati nella stessa giornata nella quale si svolgeranno le operazioni di salvataggio, poiché non è possibile prevedere con maggiore anticipo le condizioni ottimali favorevoli alla migrazione dei rospi.
Per ulteriori informazioni, è possibile contattare l’erpetologo Ronni Bessi, 338 4530940 (r.bessi@regione.vda.it)

Pagamento fornitori, Liguria pecora nera

Diminuiscono le aziende che pagano clienti e fornitori con più di trenta giorni di ritardo rispetto alla data prestabilita: in Piemonte, nell'ultimo trimestre dell'anno scorso, la loro quota è scesa all'8,1%, mentre era salita al 9,1% nello stesso periodo del 2018. “Un sintomo del miglioramento della situazione del sistema economico della regione, dove il 34,5% delle imprese onora i suoi impegni contrattuali nei termini previsti” ha commentato L'Economia del Nord Ovest, il supplemento pubblicato il lunedì dal Corriere Torino.
Per la puntualità dei pagamenti, le aziende attive in Piemonte sono in linea con la media nazionale (34,7%, grazie soprattutto al Nord Est e alla Lombardia); mentre è inferiore il tasso relativo alle imprese che saldano le fatture con più di un mese di ritardo. La media italiana, infatti, è del 10,5%, comunque inferiore all'11,4% dell'ultimo trimestre 2018.
Il Piemonte, però, sfigura nei confronti di diverse regioni, a partire dalla Lombardia, dove le imprese puntuali nei pagamenti di clienti e fornitori sono il 43,5% e soltanto il 6% quelle che saldano oltre il mese della scadenza; ma anche dell'Emilia-Romagna, che presenta la quota del 43,6% per la puntualità e del 6,8% per i ritardi superiori ai 30 giorni.
Meno puntuali delle imprese piemontesi si rivelano quelle della Valle d'Aosta e della Liguria. Infatti, onorano le fatture dei fornitori entro la data prestabilita il 32,1% delle aziende valdostane e il 28,7% di quelle liguri. Non solo: nella regione marittima, il 9,8% paga con ritardi superiori ai trenta giorni e in Valle d'Aosta il 9,4%:
Questi dati si evincono dal nuovo rapporto di Cribis, società del gruppo Crif specializzata nella business information. Fra l'altro, lo studio evidenzia che sebbene negli ultimi dieci anni le aziende italiane che saldano le fatture con più di 30 giorni di ritardo siano quasi raddoppiate (+90,9% dal 2010), nel 2019 il loro numero è diminuito dell’8,2% rispetto al 2018. Inoltre, le imprese che pagano entro 30 giorni sono aumentate del 3,2%, mentre oltre la metà (54,8%) adempie i propri obblighi di pagamento con un ritardo massimo di 30 giorni (53,1% nel 2018).

Orso scatenato: blue chip Juve perde l'11% in rosso tutte le quotate del Nord Ovest

Cristiano Ronaldo con Giorgina 
Che botte, in Borsa, oggi, 24 febbraio. Rinvigorito dal coronavirus, l'Orso si è scatenato: l'indice Ftse Mib, che rappresenta le 40 principali società trattate in Piazza Affari è precipitato a 23,427 punti, perdendo il 5,43% rispetto a venerdì scorso. Tutti i 43 titoli che, convenzionalmente, fanno riferimento al Nord Ovest hanno chiuso la seduta in rosso. Nessuno escluso.
Fra l'altro, la Juventus ha fatto registrare il maggior ribasso tra le blue chip: l'ultimo prezzo della sua azione è stato di 1,006 euro, l'11% in meno. E un'altra blue chip controllata da Exor, la holding degli eredi di Giovanni Agnelli, ha subito il quarto calo più alto (-7,65%), terminando a 8,086 euro. Un po' meno peggio è andata alla stessa Exor (-6,35%) e alle altre del gruppo della Famiglia: Fca (-5,88%) e Ferrari (-5,32%).
Considerando l'intero listino del Nord Ovest, emerge che le perdite più consistenti sono state di Autogrill (-12,73%), Pininfarina (-10,96%), Basicnet (-10,09%), Pattern (-9,96%), Visibilia Editore (-8,09%), Tinexta (-8,04%), Renergetica (-7,78%), Matica Fintec (-7,55%), Reply (-7,43%), Sogefi (-7,30%).
Più dell'indice Ftse Mib, comunque, hanno perso Orsero (-6,91%), Italia Independent (-6,87%), Fidia (-6,85), Prima Industrie (-6,82%), Fos (-6,75%), Sanlorenzo (-6,68%), Biancamano (-6,67%), Ubi Banca (-6,55%), Buzzi Unicem (-6,50%), Dea Capital (-6,20%), Ki Group (-6,03%), Iren (-6,02%), Cir (-5,92%), Intesa Sanpaolo (-5,75%), Rcs MediaGroup (-5,81%).
Il trio del Nord Ovest che ha chiuso meno peggio è formato da Gedi Gruppo Editoriale (-0,11%), Centrale del Latte d'Italia (-0,41%) e Cover50 (-2,61%).

Coronavirus, Unione industriale di Torino chiede sostegni e ammortizzatori sociali

L’Unione Industriale di Torino ha istituito un Tavolo speciale per fronteggiare l’emergenza del Coronavirus, in ragione dell’aumento dei contagi, al fine di fornire un supporto concreto alle imprese ed evitare, al contempo, la diffusione di un controproducente panico collettivo assolutamente non giustificato.
È stata predisposta una comunicazione coordinata nei confronti delle aziende, che contiene indicazioni organizzative per la sicurezza dei dipendenti e rinvii alle fonti ufficiali in costante aggiornamento. Tra le raccomandazioni proposte, il cercare di favorire - ove possibile - il lavoro agile, evitare le trasferte, sospendere gli eventi a carattere pubblico e rafforzare, laddove si valuti opportuno, i filtri d’ingresso in azienda.
L'associazione torinese presieduta da Dario Gallina sta, inoltre, raccogliendo dalle imprese informazioni e segnalazioni relative all’impatto economico sulle diverse attività - comprese quelle produttive - per ricostruire un quadro delle ricadute di quest’emergenza, il più possibile preciso.
Sin da ora, comunque, rivolgiamo un forte richiamo alle istituzioni italiane ed europee, affinché agiscano immediatamente con provvedimenti a sostegno delle imprese, al fine di evitare ricadute negative sulla nostra economia, che alcuni esperti, tra cui la Banca d’Italia, oggi già paventano” ha comunicato l'Unione Industriale di Torino.
La stessa ha aggiunto: “Abbiamo, infine, richiesto a Confindustria un sollecito confronto con i ministeri, affinché venga estesa anche alle Regioni oggetto di specifiche ordinanze come il Piemonte, la possibilità, già prevista nei Comuni ricompresi nella zona rossa, di utilizzare gli ammortizzatori sociali per i lavoratori di quelle aziende che, per la salvaguardia della salute dei propri dipendenti, sono obbligate a ridurre o sospendere la propria attività”.

La "radiografia" degli agenti di commercio il 30% percorre più di 50.000 km all'anno

Ala vigilia delle elezioni Enasarco, in programma tra il 17 e il 30 aprile, è stata svolta un’indagine sulla categoria degli agenti di commercio e consulenti finanziari, promossa dal sindacato Usarci. Dalle migliaia di risposte, emerge un esercito di professionisti che ogni giorno viaggia in lungo e in largo per l’Italia, promuovendo i prodotti delle imprese italiane, che danno lavoro a milioni di persone.
La parte più grande della categoria è formata da chi lavora per un’azienda commerciale (36%), la seconda è rappresentativa di chi opera per una grande azienda industriale (24%) e la terza è composta da chi è attivo per le piccole aziende industriali (17%). A seguire, per ordine decrescente, si collocano gli agenti per aziende di servizi e consulenti finanziari (6%), gli agenti in attività finanziaria (2%) e tutti gli operatori in settori come l’edilizia, la farmaceutica o l’agricoltura.
Il 78% lavora come ditta individuale, il 10% per società di persone, il 6% in società di capitali e la restante parte in imprese familiari.
Poco meno del 70% ha tra i 50 e i 70 anni e circa un quarto tra i 33 e 49 anni. L’86% degli agenti è sposato o convive, l’80% ha figli. Il 13% degli agenti ha la licenza terza media, il 73% è diplomato e il 10% laureato. Fra i consulenti finanziari il 61% ha terminato le scuole superiori, poco meno del 30% è laureato, mentre l’11% ha conseguito un dottorato. Il 60% è in attività da più di 20 anni e un altro 27% da almeno 10 anni; per i consulenti il 53% fa questo mestiere da oltre 20 anni e 30% da 10.
Dei prodotti e servizi commercializzati il 63% è made in Italy, il 23% europeo. Solo gli agenti intermediano il 70% del Pil italiano (1.300 miliardi di euro), non dalla scrivania di un ufficio ma viaggiando quotidianamente. Annualmente, il 13% degli agenti percorre fino a 25.000 chilometri, il 57% da 25.000 a 50.000, il 25% da 50.000 a 75.000 e il 4% va oltre i 70.000. Quanto ai consulenti, quasi la metà macina, ogni anno, fino a 25.000 chilometri, il 42% da 25.000 a 50.000 e il 7% da 50.000 a 75.000.
Vista la mole di ore trascorse guidando, oltre il 90% della categoria riterrebbe utile la possibilità di poter detrarre completamente i costi auto.
L’introduzione del digitale è vista dagli agenti di commercio e dai consulenti finanziari come una potenziale opportunità non solo di allargare il proprio business ma di svolgere la propria attività con maggiore efficienza. Ma a pari condizioni. Commercio elettronico o i cosiddetti robot advisor, sistemi automatici di consulenza sulla gestione del risparmio, possono contrarre il volume di affari gestito attualmente. Il 52% degli agenti di commercio ritiene infatti di aver subito un danno economico in seguito all’affermazione dei più importanti player del commercio elettronico, pur riconoscendo in esso un’opportunità di business, tant’è che addirittura il 65% sarebbe ben disposto a dotarsi di strumenti digitali e informatici per migliorare le vendite.
Il 95% dei consulenti riterrebbe giusto che nel rinnovo degli accordi economici venisse inserito il riconoscimento di provvigioni anche su quanto viene venduto ai clienti attraverso i robot advisor e che i nuovi clienti venissero assegnati alla rete dei Consulenti Finanziari. Dello stesso pensiero gli agenti, di cui il 90% considera legittimo che vengano riconosciute l’inserimento delle provvigioni provenienti da vendite svolte attraverso il commercio elettronico.
Infine l’85% pensa che sarebbe giusto che le grandi compagnie del mondo tech e i portali di commercio online versassero un contributo in favore dell’Enasarco, poiché, di fatto, sono essi stessi agenti di commercio ma attualmente non versano alcun contributo.
L’Enasarco è l’ente previdenziale specifico per gli agenti di commercio, agenti in attività finanziaria/collaboratori e i consulenti finanziari, con un patrimonio di oltre 7 miliardi di euro.

Bim ha ridotto drasticamente le perdite

Il Consiglio di amministrazione di Bim Banca Intermobiliare ha approvato il progetto di bilancio d’esercizio e il consolidato al 31 dicembre 2019, che registrano una perdita in significativa riduzione rispetto all’esercizio precedente sia per la capogruppo (perdita di 41,4 milioni, a fronte dei 106,4 milioni precedenti), sia a livello consolidato (perdita di 38,8 milioni, il 75% in meno rispetto all'esercizio precedente, quando era stato di 153,7 milioni).

Sogefi (Cir): utile ma nessun dividendo

Il Consiglio di amministrazione di Sogefi, che fa capo alla Cir dei Fratelli De Benedetti, riunitosi sotto la presidenza di Monica Mondardini, ha approvato il progetto di bilancio dell’esercizio 2019. Il gruppo ha registrato ricavi pari a 1,519 miliardi, il 2,2% in meno rispetto al 2018 a cambi costanti. Il margine operativo lordo è ammontato a 174,3 milioni euro e la redditività, nonostante il calo dei volumi, è stata pari al 11,5%, valore in linea con quello dell’esercizio precedente a criteri contabili costanti.
L’utile netto è ammontato a 3,2 milioni rispetto ai 14 milioni del 2018, dopo oneri fiscali per 13,7 milioni. Il risultato netto include un utile di 4 derivante dalla cessione dello stabilimento di Fraize, che si confronta con un utile di 1,1 milioni della stessa attività nel 2018. Includendo l’importo di 62,7 milioni derivante dall’applicazione dell’Ifrs 16, l’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2019 ammontava a 318,9 milioni, il patrimonio netto a 188,7 milioni (192,9 milioni al 31 dicembre 2018).
I dipendenti del gruppo Sogefi, che è uno dei principali produttori globali di componenti per autoveicoli in tre settori: aria e raffreddamento, filtrazione e sospensioni), a fine anno erano 6.818 rispetto a 6.967 al 31 dicembre 2018.
La capogruppo Sogefi ha conseguito l'utile netto di 7,7 milioni rispetto alla perdita netta di 13,7 milioni del corrispondente periodo dell’anno precedente. L’incremento è stato determinato principalmente dal maggior flusso di dividendi distribuito dalle società controllate e da minori oneri finanziari. Nonostante ciò, il Consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea degli azionisti di non distribuire dividendi.
Mauro Fenzi, amministratore delegato di Sogefi, ha commentato: “Sogefi è riuscita, in un anno difficile, a fare meglio del mercato e a mantenere sostanzialmente stabile la marginalità che, in particolare, ha mostrato un miglioramento nel quarto trimestre e in Europa nell’intero anno”.

Guala Closures: accordo con SharpEnd intanto con l'acquisto del 20% del capitale

Guala Closures, l'impresa di Spinetta Marengo leader mondiale nella produzione di chiusure per alcolici e vino, nonché uno dei leader nelle chiusure connesse con una varietà di prodotti industriali unici, ha firmato un accordo strategico con SharpEnd, agenzia di servizi tecnologici innovativi basata a Londra, al fine di offrire soluzioni innovative chiavi in mano.
Guala Closures ha sviluppato competenze tecnologiche senza eguali nella produzione di hardware IoT (Internet of Things) applicate all’imballaggio, consentendo la produzione di chiusure attraverso la tecnologia Nfc, uniche e brevettate su larga scala. Le soluzioni di Guala Closures, attraverso la tecnologia proprietaria, permettono la gestione della supply chain così come programmi innovativi per il coinvolgimento dei consumatori.
SharpEnd, fondata nel 2015 come prima agenzia IoT, è conosciuta come un partner pionieristico nella creatività tecnologica. La società è nata con la volontà di ridurre le distanze tra i prodotti e il coinvolgimento dei consumatori,e annovera tra i suoi clienti globali PepsiCo, Nestlé, Unilever e Pernod Ricard. Questo accordo permette a SharpEnd di continuare il suo sviluppo e accelerare la propria strategia di crescita attraverso il supporto di Guala Closures.
Dopo avere confermato la propria competenza sui componenti essenziali dell’hardware, Guala Closures dimostra, ancora una volta, la propria leadership investendo e sviluppando i contenuti necessari per rendere l’hardware un valore aggiunto disponibile per la sua clientela e per intera industria dell‘imballaggio.
L’accordo consiste in un iniziale acquisto del 20% delle azioni di SharpEnd , mediante la sottoscrizione di un aumento di capitale, da parte di Guala Closures International, società lussemburghese del gruppo, per un investimento limitato. Sono previsti ulteriori potenziali aumenti di capitale nella società, ma con Guala Closures che rimarrà sempre un’azionista di minoranza, mentre Cameron Worth, fondatore di SharpEnd e attuale unico azionista, deterrà la maggioranza. Con l’entrata di Guala Closures nel capitale di SharpEnd, il consiglio della società inglese sarà composto da cinque membri, tre nominati da Cameron Worth e due da Guala Closures.
Marco Giovannini, presidente e amministratore delegato del Gruppo Guala Closures, ha dichiarato: “Questo accordo è in linea con la strategia del Gruppo per integrare l’esperienza già sviluppata nell’IoT e aiutare i nostri clienti a fornire una migliore brand experience ai propri consumatori attraverso soluzioni di marketing avanzate. Inoltre, la tecnologia digitale contribuirà ad elevare notevolmente le barriere di sicurezza dell’imballaggio e noi siamo da sempre impegnati nel dotare i nostri prodotti safety di soluzioni all’avanguardia, supportano ii nostri clienti contro le contraffazioni dei marchi.”
Il gruppo Guala Closures conta oltre 4.700 dipendenti e opera in 5 continenti, con 29 stabilimenti produttivi e una commercializzazione dei suoi prodotti in oltre 100 Paesi. Oggi il Gruppo vende quasi 20 miliardi di chiusure annue e nel 2018 ha fatturato 543 milioni di euro. Dall’agosto 2018, Guala Closures è quotata al segmento Star di Borsa Italiana, entrando nel settembre 2019 all’interno dell’indice Ftse Italia Mid Cap.

Mustier resta al comando di Unicredit

Resta al suo posto Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di Unicredit, colosso bancario del quale ha una partecipazione rilevante la Fondazione Crt di Torino, anche se i principali azionisti sono i fondi Blackrock eDodge&Cox, entrambi con poco più del 5% del capitale. Mustier non passerà al comando di Hsbc, tra i maggiori istituti finanziari al mondo.
La permanenza di Mustier è stata ufficializzata da Unicredit: “In linea di principio, è prassi di UniCredit – ha comunicato la Banca - non commentare su voci o speculazioni. Tuttavia, a seguito della recente copertura mediatica sul futuro dell’amministratore aelegato di UniCredit, il Gruppo rende noto che Jean Pierre Mustier ha confermato che resterà alla guida della banca”.
“UniCredit – conclude il comunicato - sottolinea inoltre di aver appena lanciato il nuovo piano strategico, Team 23, e che l’intero management team, a partire da Jean Pierre Mustier, è totalmente focalizzato sulla piena riuscita della sua esecuzione”.

Disoccupazione, più domande di indennità 117.000 in Piemonte e 54.000 in Liguria

Sempre più richieste di indennità di disoccupazione, in tutte le tre regioni del Nord Ovest. L'anno scorso, le domande di Naspi, sono state 178.501, mentre erano state 173.073 nel 2018 e 160.374 nel 2017. In particolare, nel 2019, l'Inps ne ha censite 116.994 in Piemonte (+4,3% rispetto all'anno precedente), 54.034 in Liguria (+0,2%) e 7.473 in Valle d'Aosta (+7,1%). Percentualmente, quindi, l'incremento è stato registrato in Valle d'Aosta; il minore, invece, in Liguria. In termini assoluti, il Piemonte ha avuto 4.812 domande in più rispetto al 2018, la Valle d'Aosta 498 e la Liguria 118.
In tutta l'Italia, le richieste di sussidio di disoccupazione l'anno scorso sono ammontate a 2.042.904, a fronte dei 2.006.778 dell'anno prima e 1.887.245 del 2017.
Per numero di domande 2019, il Piemonte si colloca in nona posizione nella graduatoria nazionale, preceduto, nell'ordine, da Toscana (137.018), Campania (151.831), Veneto (159.494), Emilia-Romagna (162.159), Lazio (163.838), Sicilia (176.009), Campania (216.912) e Lombardia (256.222). Decima è la Sardegna con 90.449.

Ultima settimana sfavorevole per la Borsa non per Ubi Banca e Italia Independent

E' stata negativa, la settimana borsistica appena passata, per quasi tutte le quotate che fanno riferimento al Nord Ovest. Venerdì scorso, delle 43 società che, per diverse ragioni, si possono considerare piemontesi o liguri, soltanto due hanno terminato la seduta con lo stesso prezzo di sette giorni prima (le torinesi Conafi a 0,18 euro e Ki Group a 0,58 euro) e undici con un segno più.
Con una quotazione superiore a quella di venerdì 14 hanno chiuso la settimana Ubi Banca (+27,35%), Italia Independent (+21,21%), Tinexta (+8,92%), Visibila Editore (+3,59%), Sanlorenzo (+3,19%), Iren (+2,14%), Italgas (+1,55%), Dea Capital (+0,95%), Intesa Sanpaolo (+0,56%), Erg (+0,17%) e Ferrari (+0,03%).
Ubi Banca ha beneficiato degli effetti della clamorosa offerta di scambio promossa da Intesa Sanpaolo, che ha come azionista di riferimento la torinese Compagnia di San Paolo, favorevole alla proposta avanzata da Carlo Messina. Quanto a Italia Independent, a far salire il prezzo è stato certo l'annuncio del boom delle prevendite degli occhiali firmati CR7, in seguito all'accordo con Cristiano Ronaldo; ma anche la notizia della convocazione dell'assemblea dei soci per concedere al consiglio di amministrazione l'autorizzazione ad aumentare il capitale fino a 7,8 milioni entro cinque anni.

In fondo a  questa pagina si trovano le quotazioni fatte registrate negli ultimi tre venerdì da tutte le società piemontesi e liguri,

Economia agricola, Italia leader in Europa oltre 56.000 i giovani under 35 nei campi prima per "green" e sicurezza alimentare

C’è una classifica nella quale non siamo fanalino di coda in Europa e riguarda un aspetto anche molto importante dal punto di vista economico, ambientale e sociale: in Italia la disponibilità di terre coltivabili per i giovani è aumentata del 12% negli ultimi cinque anni e sono ormai oltre 56mila gli under 35 alla guida di imprese agricole, un primato assoluto a livello comunitario”.
Lo riferisce First&Food, il portale di enogastronomia e dell'eccellenza agro-alimentare di Firstonline, evidenziando che questo “ritorno alla terra”, di cui si parla da anni come fenomeno anzitutto culturale, è stato certificato da Coldiretti, che ha divulgato un’analisi basata su dati Unioncamere, in occasione dell’apertura del terzo bando della Banca delle terre (Bat), che mette a disposizione 10 mila ettari in 386 lotti.
Il valore del fenomeno è molto ampio e non si limita all’aspetto romantico, né soltanto alla creazione di opportunità professionali fuori dai canali standard (laurea – vita in città – ufficio): intanto, rispetto al passato, una novità è che gli under 35 sono quasi tutti arrivati da altri settori o da diverse esperienze e non hanno dunque potuto contare sul patrimonio fondiario familiare. Perciò, non si tratta di fenomeni di nepotismo o di tradizioni secolari famigliari, ma proprio di scelte.
E l’ingresso di nuove leve, più avvezze al digitale e più sensibili nei confronti dell’ambiente, in un settore cruciale come quello agricolo, non può che portare benefici anche a livello di innovazione e sviluppo: le aziende agricole giovani, secondo quanto rilevato da Coldiretti, hanno infatti un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% in più di occupati per azienda.
Inoltre, attraverso i giovan,i l’agricoltura italiana è diventata la più green d’Europa con 299 specialità Dop/Igp/Stg, riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg. La leadership nel biologico si conferma con 72mila operatori del settore, 40mila aziende agricole impegnate nel custodire semi o piante a rischio di estinzione e con il primato mondiale della sicurezza alimentare.
In Italia il valore per ettaro di terreno agricolo è in media di circa 20.000 euro, anche se con una forte differenziazione territoriale tra il Nord.Est, dove si registrano valori sopra i 43.000 euro/ettaro e il Mezzogiorno, dove si scende in media tra 8-13.000 euro/ettaro.

Juventus: perdita di 50,3 milioni di euro nella prima parte dell'esercizio 2019-2020 al 31 dicembre debito netto di 327 milioni

Andrea Agnelli, presidente Juventus
Il Consiglio di amministrazione della Juventus, presieduto da Andrea Agnelli, ha approvato la relazione finanziaria semestrale al 31 dicembre 2019. Il primo semestre dell’esercizio 2019/2020 si è chiuso con una perdita di 50,3 milioni di euro, che evidenzia una variazione negativa di 57,8 milioni rispetto all’utile di 7,5 milioni dell’analogo periodo dell’esercizio precedente.
La perdita di periodo, influenzata dal calendario delle partite (due gare di Campionato in meno disputate in casa rispetto al primo semestre 2018/2019) deriva principalmente da minori ricavi per 7,9 milioni, maggiori costi per personale tesserato per 30,2 milioni, maggiori oneri da gestione diritti calciatori per 10 milioni, maggiori ammortamenti e svalutazioni sui diritti pluriennali alle prestazioni di calciatori per 11,4 milioni, maggiori altri ammortamenti per €2,9 milioni e maggiori oneri finanziari netti per 2,7 milioni.
Tali variazioni sono parzialmente compensate da minori acquisti per prodotti destinati alla vendita per 3,4 milioni, minori costi per servizi esterni per 2,8 milioni e minori accantonamenti per 1,1 milioni.
Il patrimonio netto al 31 dicembre 2019 è pari a 275,6 milioni, in aumento rispetto al saldo di 31,2 milioni del 30 giugno 2019 a seguito della contabilizzazione di quota parte dell’aumento di capitale (294,6 milioni), al netto dei relativi costi e per effetto della perdita del semestre.
L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2019 ammonta a 326,9 milioni (463,6 milioni al 30 giugno 2019). Il miglioramento di 136,7 milioni è stato determinato principalmente dall’incasso quasi integrale dell’aumento di capitale (294,6 milioni), parzialmente compensato dagli esborsi legati alle campagne trasferimenti (-107,5 milioni netti), dai flussi negativi della gestione operativa (-24,9 milioni), dai flussi dell’attività di finanziamento (-7 milioni) e dagli investimenti in altre immobilizzazioni e partecipazioni -3,4 milioni netti). Inoltre, a seguito della prima applicazione dell’Ifrs16 sono state contabilizzate passività finanziarie per 15,2 milioni.
Al 31 dicembre 2019, la società dispone di linee di credito bancarie per 587,8 milioni, di cui 185,5 milioni revocabili, utilizzate per complessivi 304,5 milioni, di cui 61,9 milioni per fideiussioni rilasciate a favore di terzi, 112,3 milioni per finanziamenti e 130,3 milioni per anticipazioni su contratti e crediti commerciali. A fronte di tali utilizzi, la società al 31 dicembre 2019 dispone di liquidità per 137 milioni depositata su vari conti correnti.
L’esercizio 2019/2020, previsto in perdita, sarà come di consueto fortemente influenzato dall’andamento dei risultati sportivi e, in particolare, della Uefa Champions League.

A gennaio più Cig in Piemonte e Liguria mentre si è dimezzata in Valle d'Aosta

Nuovo aumento della cassa integrazione, il mese scorso, in Piemonte e in Liguria; mentre in Valle d'Aosta si è dimezzata. In gennaio, l'Inps ha autorizzato 1.624.617 ore in Piemonte (+44,02% rispetto allo stesso mese del 2019), 2.596.487 in Liguria (+69,21%) e 7.031 in Valle d'Aosta, tutte di cassa ordinaria (-50,89%). A livello nazionale, le ore autorizzate sono state 21.312.158 (+40,64%).
Per quanto riguarda la cassa straordinaria, il bilancio di gennaio è double face: il Piemonte ha fatto registrare 35.744 ore (-92,29%), mentre la Liguria ha evidenziato l'incremento dell'80,33%, avendo contato 2.549.265 ore, a fronte di 1.413.682 dello stesso mese dell'anno scorso.
Il contrario è successo per la cassa ordinaria, con l'aumento del 139,06% del Piemonte (1.588.873 le ore autorizzate il mese scorso) e il calo del 61,19% in Liguria (46.878 ore).
Infine, la cassa per solidarietà: il Piemonte ha denunciato 23.680 ore (-80,48%), mentre la Liguria e la Valle d'Aosta ne sono state esenti.

Piemonte, boom di investimenti "green"

Matteo Marnati, assessore Regione Piemonte all'Ambiente
Ammonta a 4,3 miliardi di euro il piano di investimenti per la manutenzione e posa delle reti elettriche e del gas in Piemonte nei prossimi dieci anni.
La ricognizione delle risorse per la green economy da parte della Regione Piemonte ha messo in evidenza che 1,8 miliardi sono destinati all’ammodernamento della rete gas nei 17 ambiti territoriali minimi, dove entro la fine dell’anno saranno avviati i lavori dopo la pubblicazione dei bandi; inoltre, Iren ha confermato l’impegno a investire un miliardo per la decarbonizzazione entro il 2024 e Terna stanzierà 415 milioni per la Rete di Trasmissione Nazionale (di cui 225 per lo sviluppo e 190 per il rinnovo degli impianti e della sicurezza). A sua volta, Enel migliorerà la rete con 400 milioni ed Egea nei prossimi due anni investirà localmente 113 milioni.
La Regione ha ribadito l’impegno di impiegare 600 milioni del Fondo europeo di sviluppo regionale per le materie di sua competenza nei settore della green economy da qui al 2027.
Somme che, secondo Matteo Marnati, l’assessore regionale all'Ambiente, sbloccheranno i cantieri, dando respiro alle aziende e una spinta all’occupazione e alla crescita economica nel medio e lungo periodo.
Per quanto riguarda l’ampliamento della rete gas, Marnati ha annunciato di voler avviare un confronto con quegli ambiti territoriali (17 su 19) che dal 2016 ad oggi non hanno ancora pubblicato i bandi di concessione. Se le gare non saranno avviate entro l’anno, la Regione potrebbe sostituirsi a essi come stazione appaltante. Le province dove sono attesi i lavori di manutenzione sono Verbania, Alessandria, Cuneo, Asti, Biella, Novara e Vercelli, per un totale di 1,2 milioni di utenze.
A titolo esemplificativo, i lavori di ammodernamento eseguiti in 49 Comuni della provincia di Torino hanno ridotto di 100.000 tonnellate le emissioni di anidride carbonica e di 1.300 tonnellate quelle di polveri sottili in 12 anni.

Nel '19 altri rincari di quasi tutte le tariffe in controtendenza gas e tariffe telefoniche

Nel 2019, le tariffe in Italia hanno continuato ad aumentare: le uniche in controtendenza sono state quelle del gas (-0,9%) e dei servizi telefonici (-6,1%); queste, assieme alle corse dei taxi (+0,5%) e ai pedaggi sono le sole tariffe a essere rimaste al di sotto dell’inflazione che, l’anno scorso, è salita dello 0,6%. Tutte le altre, invece, hanno subito rincari importanti: in particolar modo i trasporti urbani (+2,6%), i servizi postali (+3,4%), l’energia elettrica (+5%) e i trasporti ferroviari (+7%). Più contenuti, ma comunque superiori all’incremento del carovita, gli aumenti registrati dalla raccolta dei rifiuti (+1%) e dalla fornitura dell’acqua (+2%). Solo i pedaggi autostradali/parchimetri non hanno subito sostanziali variazioni rispetto al 2018.
“La diminuzione del costo del gas naturale registrato nell’ultimo anno – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo - ha contribuito a frenare l’aumento dei prezzi di una buona parte delle tariffe prese in esame. Nonostante ciò, i rincari dei trasporti e delle bollette della luce sono stati importanti e a risentirne sono state le famiglie con redditi medio-bassi, visto che questi costi incidono in misura più significativa tra i nuclei che hanno una capacità di spesa più contenuta e molto meno in quelli che dispongono di risorse economiche maggiori”.
Gli aumenti tariffari avvenuti nel 2019, comunque, sono stati sensibilmente inferiori a quelli che si sono verificati nell’ultimo decennio. Se il costo della vita tra il 2009 e il 2019 è salito del 12,3% cento, nello stesso periodo il gas è aumentato del 6,2%, i taxi del 15,7, l’energia elettrica del 25,7, i rifiuti del 31,5, i pedaggi del 34,5, i trasporti urbani del 36,9, quelli ferroviari del 38, i servizi postali del 46,3 e l’acqua dell’81,6.
Tra le dieci tariffe esaminate solo i servizi telefonici hanno subito una contrazione di prezzo (-15,9%).
Per le aziende italiane le bollette di energia e gas sono le più care d’Europa: il costo medio dell’energia elettrica praticata alle nostre attività produttive è superiore del 29,6%. Per il gas, le nostre pmi pagano il 18,5% in più rispetto la media dei Paesi analizzati.
Invece, viaggiare con i nostri mezzi pubblici costa poco. Al netto della qualità del servizio reso ai viaggiatori, soprattutto nelle grandi città, da un punto di vista economico utilizzare i mezzi pubblici italiani conviene. Nel confronto con le principali città europee, infatti, il costo del biglietto di bus, tram e metropolitana di sola andata per una tratta di circa 10 chilometri (o almeno 10 fermate) è il più basso in assoluto. La media misurata a Milano e Roma è di 1,57 euro. Niente a che vedere con il prezzo praticato, per esempio, a Londra (4,79 euro), a Stoccolma (4,60 euro) e alla media di Berlino-Francoforte e Monaco di Baviera (2,94 euro).
Biglietti tra i meno cari d’Europa anche quando viaggiamo in treno. Quello di sola andata in seconda classe per una tratta di almeno 200 chilometri applicato a partire dalle stazioni di Milano e di Roma è mediamente di 23,25 euro. Nulla a che vedere con i 50,38 euro chiesti a Berlino-Francoforte-Monaco di Baviera, con i 48,35 euro di Londra e i 32,28 euro di Parigi.
Anche la tariffa dell'acqua è la meno cara, anche se gli aumenti che si sono registrati in Italia nel 2019 sono stati molto importanti; infatti, il prezzo medio al metro cubo a Roma, pari a 1,78 euro, è nettamente inferiore a quasi tutte le tariffe medie applicate nelle principali capitali europee.