Proposte | 13 aprile 2023, 17:51

La Canonica di Vezzolano e Carlo Magno

La Canonica di Vezzolano e  Carlo Magno

di Francesco Amadelli*

La Canonica di Vezzolano, impropriamente definita Abbazia, sorge nel Comune di Albugnano, non distante da Castelnuovo Don Bosco, là ove, in epoca remota esisteva il mare, come i ritrovamenti di fossili ne sono la testimonianza. Leggenda vuole che sia stata edificata a seguito di un voto di Carlo Magno, intento nella sua occupazione preferita: la caccia. L’apparizione di alcuni scheletri usciti da una tomba lo convinse a far sorgere una chiesa in quelle contrade nel lontano 773.

Lo stile è il Romanico primitivo, con la presenza del gotico. Il documento più antico che ne testimonia la presenza risale al 1095, sebbene si presuma che l’edificio originario risalga all’epoca longobarda. Il campanile fu aggiunto in un secondo tempo, la cella campanaria difatti è del XVII° secolo.

Se la facciata è esposta a Ovest ricevendo luce solare al tramonto, l’abside è rivolto a est, stante a indicare la nascita del Sole, cioè della vita secondo un alto valore teologico.

Ogni capitello della facciata è differente dagli altri, nella lunetta sopra l’ingresso appare l’annunciazione della Vergine Maria tramite una colomba appoggiatasi sul suo orecchio. La navata di destra rimane inglobata nella facciata ,quindi la sua presenza non è deducibile dall’esterno. Più in basso si notano gli arcangeli Michele e Gabriele,mentre un Cristo benedicente dà il benvenuto al pellegrino che varca la porta. 

Sconosciuta rimane l’origine di una scritta in arabo, apposta in alto e non visibile dal basso, segno presumibilmente del lavoro di un operaio musulmano o forse cristiano proveniente da quelle lontane terre.

La facciata fu costruita con pietre arenarie e laterizi intercalati e sovrapposti secondo una scuola architettonica ligure o toscana.

Ciò che salta all’occhio entrando è il cosiddetto “pontile” cioè la rara parete divisoria edificata alla maniera bizantina arricchita di molte decorazioni scultoree riproducenti i profeti. Esso costituiva il tramezzo che separava i laici in preghiera dalla comunità religiosa, composta all’epoca dagli Agostiniani.

I documenti ancora in possesso della Sovrintendenza citano l’arrivo di Federico Barbarossa nel 1189.

Sempre sul pontile appare la figura del Cristo benedicente la “Dormizio” della Vergine con due angeli. La Vergine Maria, secondo la tradizione, non è spirata da comune mortale, si è addormentata per salire al cielo da cui appunto il termine “Dormizio”. Sulla destra della navata centrale appaiono dei capitelli “a stampella” risalenti al Romanico antico.

Tutta la chiesa ha un ottima acustica, in grado di ospitare allora come oggi concerti di elevata qualità come testimoniano le sculture sui capitelli raffiguranti due suonatori di viella (strumento simile a un violino) e liuto. Come nella facciata anche all’interno è visibile il contrasto fra mattoni rossastri e arenaria biancastra.

Sul fondo della Chiesa l’altare di terracotta colorato risalente al 1494/95 mostra la Vergine con Bambino fu commissionato da Carlo VIII di Francia e le quattro ante che lo ricoprivano a mo’ di armadio fanno parte di una collezione privata. Esso riceve la luce proveniente dalla bifora posta nella parte alta della facciata.

Nel Chiostro, ove si svolgeva la vita dei Padri Agostiniani, gli affreschi mostrano scene funebri come un “Memento mori” ai pellegrini, in seguito divennero cappelle funerarie.

La Canonica di Vezzolano seguì un declino di parecchi secoli e si dovette attendere il secolo XIX° per vedere i primi lavori di restauro; nel 1937 entrò a far parte dei beni demaniali e da allora la Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici se ne prende cura.

La Canonica di Vezzolano rimane uno dei migliori esempi di Romanico-Gotico presenti in Piemonte, il nostro auspicio è che rimanga tale ancora per molto tempo.

* Scrittore



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