Libri | 11 luglio 2022, 08:22

Ecco il nuovo numero di "Studi Piemontesi"

Ecco il nuovo numero di "Studi Piemontesi"

È in distribuzione il primo numero della cinquantunesima annata di «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità pubblicata dal Centro Studi Piemontesi, il cui nuovo presidente è Lodovico Passerin d'Entréves.

Poiché si prospettano le vacanze potremmo suggerire al lettore, specialmente se è stato ragazzo prima del 1950, di cominciare con l’articolo in cui Giovanni Ronco, prematuramente scomparso, partendo dall’indagine linguistica su un vocabolo raro, beda, con la sua ben nota capacità di passare dalle parole alle cose fa rivivere il gioco della trottola.

Nell’anno centenario della nascita di Fenoglio apre il numero l’articolo nel quale Giovanni Tesio illustra l’importanza dei luoghi nell’opera del narratore dal punto di vista del rapporto Fenoglio-Pavese. E, su questo avvio, il fascicolo si caratterizza per essere quasi tutto centrato sull’Otto-Novecento.

Il saggio di Angelo Giaccaria è dedicato a quelle firmate tra le oltre 2.500 legature di pregio presenti nella biblioteca privata della regina Margherita di Savoia (1851-1926); risultano eseguite in particolare a Torino (Giovanni Pacchiotti, Massimiliano Vezzosi, Filippo Patarchi) e a Roma (Carlo Glingler, Aristide Staderini, Augusto Casciani).

Lorenzo Mamino apre il gruppo di studi dedicati alla storia dell’arte: grazie ad indagini d’archivio lo studioso delinea la figura dell’architetto Giovanni Battista Schellino (1818-1905), assai attivo nel Cuneese, soprattutto nel campo dell’architettura sacra. Anna Paladini delinea la personalità e l’opera di Federico Siffredi (1861-1920) pittore di soggetti sacri, formatosi nella scuola di Enrico Reffo. Ancora di arte sacra, questa volta popolare, tratta Lauro Mattalucci, che descrive le tavolette votive presenti nella parrocchiale di Strambino. Al Settecento ci porta Natan Albanese, che ricostruisce le vicende di alcuni allestimenti effimeri per balli di corte realizzati tra il 1771 e il 1789.

Grande fu l’interesse per lo spiritismo a fine Ottocento: Agnese Picco ricostruisce la progressiva adesione di Lombroso al movimento spiritista e l’evoluzione del suo pensiero, che da posizioni positiviste giunse poi ad accettare l’esistenza di spiriti veri e propri. Molto vivo fu l’interesse del matematico Gino Fano (1871-1952) per la didattica della sua materia: Erica Luciano ed Elena Scalambro ne ricostruiscono le linee portanti del pensiero e dell’attività.

Favorire la propagazione delle migliori razze equine nel Regno di Sardegna fu lo scopo primario della Società Piemontese delle Corse dei Cavalli fondata nel 1835: Luca Lavarino ne ripercorre le vicende fino alla prima guerra d’indipendenza. Come sia stato vissuto il Risorgimento nei salotti si comprende anche attraverso le memorie inedite di Elisa Carbonazzi-Cibrario (1838-1929), presentate da Andrea Bertolino. Franca Porticelli pubblica una lettera di Johann Friedrich Riedel a Giovanni Flechia che fornisce notizie sull’incidente che causò la morte di Carlo Vidua (1830).

Aldo A. Mola tratta delle ripercussioni sul confine italo-francese del Trattato di Pace del 10 febbraio 1947. Andrea Maria Ludovici presenta due fondi costituiti da stampe fotografiche data fra il 1860 e il 1947 pervenute all’archivio del Centro Studi Piemontesi. Escono dall’ambito otto-novecentesco le pagine in cui Chiara Devoti e Enrico Genta Ternavasio presentano gli studi raccolti in Savoie Bonnes Nouvelles, pubblicati in occasione del sesto centenario dalla erezione in ducato della contea di Amedeo VIII; così quelle di Maria Teresa Reineri che pubblica una lettera di Anna Maria d’Orléans, duchessa di Savoia (1669-1728).

La quattordicesima puntata di onomastica piemontese, curata da Alda Rossebastiano, Elena Papa e Daniela Cacia, è dedicata ai cognomi che traggono la loro origine da uccelli: questa volta la gazza (aiassa) e la quaglia. Infine Pierangelo Gentile ricorda lo storico del Risorgimento Umberto Levra (1945- 2021) e Renata Allìo l’economista Gianluigi Alzona (1943-2022).

Chiudono il fascicolo le fitte pagine dedicate al «Notiziario bibliografico», allo spoglio delle riviste, all’informazione sull’attività del Centro Studi, alle notizie di mostre, convegni e altre iniziative riguardanti la cultura regionale.

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