Manager | 14 giugno 2021

Top manager, Silvia Merlo nella top 100 per reputazione web

Carlo Messina tornato terzo, John Elkann giù dal podio. Tutti i piazzati del Nord Ovest nella classifica di maggio

Silvia Merlo, presidente Saipem

Silvia Merlo, presidente Saipem

L'onore della squadra dei top manager del Nord Ovest è stato salvato, a maggio, da Carlo Messina, il consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo. L'acquisito Messina, infatti, è l'unico del gruppo del Nord Ovest a essere sul podio mensile della reputazione sul web, sia pure sul gradino più basso. E' terzo con 71,91 punti. E, comunque, ha migliorato di una posizione rispetto ad aprile, quando era finito quarto, con 68,67 punti. I buoni risultati e la ripresa di Intesa Sanpaolo in Borsa lo hanno premiato.

E' stato detronizzato, invece, John Elkann, il numero uno del gruppo Exor (comprende Stellantis, Ferrari, Cnh Industrial e Juventus), precipitato al quarto posto nella classifica nazionale per reputazione su Internet, redatta dall'Osservatorio permanente di Reputation Science che valuta gli amministratori apicali delle imprese attive in Italia. Gli sono stati attribuiti 71,67 punti, a fronte dei 74,06 ottenuti ad aprile, quando era risultato al secondo posto, come già a febbraio. Oltre che da Messina, a maggio, John Elkann è stato scavalcato da Claudio Descalzi, l'amministratore delegato dell'Eni, tornato medaglia d'argento con 72,60 punti. Mentre in testa è rimasto Francesco Starace, l'ad di Enel, con 75,29 punti.

A scendere in graduatoria, il mese scorso, è stato anche Urbano Cairo, diventato settimo (68,87 punti), da sesto che era ad aprile (65,84 punti). Urbano Cairo, alessandrino-milanese, sta pagando i non brillanti risultati dell'editoria cartacea e televisiva (Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, La7) e il difficile campionato del suo Toro, salvatosi ma facendo soffrire molto. Un posto, a maggio, l'ha perso pure il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, finito 29.mo posto (52,94 punti), dal 28.mo del mese precedente, il 24.mo di marzo e il 16.mo di febbraio, a causa della clamorosa bocciatura della SuperLega e delle delusioni della squadra bianconera, che si riflettono negativamente sui conti e sulla quotazione borsistica della società.

La torinese Elisabetta Ripa, amministratore delegato di Open Fiber e consigliere di amministrazione di Autogrill, ha conservato il 33.mo posto (51,15 punti), al quale era salita in aprile dal 40.mo di marzo. Lo stesso è successo alla sanremese Cristina Scocchia, amministratore delegato della Kiko (cosmetici), ma anche consigliere di amministrazione di Pirelli, Essilor-Luxottica e di Illycaffè. Con 50,73 punti, Cristina Scocchia è risultata 37.ma, come ad aprile, mentre era 41.ma a marzo, 45.ma a febbraio e 51.ma a gennaio.

Cristina Scocchia è stata preceduta, questa volta, da Marco Patuano, salito al 35.mo posto (50,91 punti) dal 40.mo di aprile. Nato ad Alessandria nel 64, Marco Patuano è da tempo presidente della quotata multiutility A2A, oltre che consigliere di amministrazione del Milan, di Telit e Digital Value, vice presidente di Utilitalia e titolare della Mp Invest, dopo una lunga e proficua carriera nel mondo delle telecomunicazioni (è stato anche amministratore delegato di Telecom Italia) e, poi, al vertice di Edizione, la holding dei Benetton.

Stessa posizione, invece, per Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo, dopo esserlo stato di Unicredit e del Monte dei Paschi. Il genovese Profumo è rimasto 42.mo (49,34 punti), nonostante le diverse commesse importanti conquistate da Leonardo all'estero. A marzo era 37.mo e 32.mo a febbraio. Ancora indietro è andato, fra gli altri, Giovanni Ferrero, il numero uno del colosso dolciario nato ad Alba. Il figlio dell'indimenticabile Michele Ferrero, infatti, si è piazzato 49.mo (46,76 punti), mentre era 48.mo ad aprile, 47.mo a marzo, 29.mo a febbraio e 22.mo a gennaio. Così gli è passato davanti Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, torinese come la Fondazione Compagnia di San Paolo, azionista di riferimento. Gros-Pietro, infatti, è finito 47.mo, dal 51.mo posto di aprile e dal 49.mo di marzo.

Un gran balzo, il mese scorso, lo ha fatto il piemontese Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali, oltre che dell'Iit di Genova e, fra l'altro, consigliere di amministrazione di Moncler e della Lavazza. Galateri ha riconquistato la 55.ma posizione (46,13 punti), guadagnandone dieci rispetto ad aprile e cinque su marzo. Si è collocato così anche davanti a Carlos Tavares, il portoghese alla guida di Stellantis. A Tavares sono stati assegnati 43,66 punti e la posizione numero 68.

Oscar Farinetti, uno dei cuneesi più noti (fra l'altro, ha fondato Eataly e Green Pea, al Lingotto di Torino), ha recuperato una posizione, concludendo il mese come 73.mo (42,13 punti), dopo che era scivolato al 74.mo posto ad aprile dal 70.mo di marzo. Direzione opposta per Paolo Gallo, torinese, amministratore delegato di Italgas, diventato 82.mo (39,35 punti) mentre era 87.mo il mese prima, 89.mo a marzo, 91.mo a febbraio e 92.mo a gennaio, quando ha esordito nella top 100. Così, Gallo ha ancora preceduto anche Luca Bettonte, l'ex amministratore delegato della Erg della famiglia genovese Garrone-Mondini, comunque risalito all'84.mo posto (38,89), come a marzo, dal 90.mo di aprile.

Bettonte si è piazzato davanti anche al genovese Luigi Corradi, amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia. Classe 1966, laurea in Ingegneria meccanica nel capoluogo ligure e poi Mba alla Bocconi di Milano, Luigi Corradi è risultato 88.mo con 38,44 punti. Due posizioni dopo si trova Silvia Merlo, la top manager più nota del Cuneese, con 37,59 punti. Silvia Merlo è entrata nella top 100 per la prima volta proprio il mese scorso, in seguito alla sua nomina a presidente della Saipem. Incarico che si è aggiunto a quelli di amministratore delegato dell'omonima impresa di famiglia, oltre che, fra l'altro, di consigliere di amministrazione delle quotate Erg e Sanlorenzo.

Un sorpasso tutto familiare si è registrato, il mese scorso, in casa De Benedetti. Infatti, Marco De Benedetti, direttore generale di Carlyle, consigliere di amministrazione di Cir e di Moncler, classificandosi 90.mo con 37,56 punti ha scavalcato il fratello Rodolfo, risultato 98.mo (36,59 punti). Rodolfo De Benedetti, presidente di Cir, la holding dei tre fratelli figli di Carlo, era 92.mo ad aprile e 87.mo a marzo, quando Marco, invece, era 99.mo.

Di un posto è retrocesso, a maggio, Alberto Lavazza, presidente dell'omonimo colosso del caffè, nel quale lavora da 60 anni (suo figlio Marco, quarta generazione ne è vicepresidente, mentre la figlia Antonella è consigliere di amministrazione). Alberto Lavazza, infatti, è risultato 97.mo (36.82 punti), mentre era 92.mo a marzo.

Dietro Lavazza, ultimo dei 100 top manager italiani per reputazione web, si è piazzato Alessandro Binello, torinese, classe 1970, fondatore e amministratore delegato di Quadrivio Group, uno tra i maggiori operatori nel settore del private equity e degli investimenti alternativi (ha raccolto negli anni oltre due miliardi di euro. La società, che ha sede nei principali hub finanziari - Milano, Londra, Lussemburgo, New York e Hong Kong - negli ultimi 20 anni ha realizzato oltre 100 operazioni di investimento). Binello ad aprile era finito 97.mo, due posti indietro rispetto a marzo, quando ha esordito in questa graduatoria che, a maggio, non annovera Roberto Giacchi, torinese anche lui, classe 1968, amministratore delegato di Italiaonline, che a in marzo era 99.mo e neppure due presidenti presenti in quasi tutte le classifiche dei mesi passati: Massimo Ferrero (Sampdoria) ed Enrico Preziosi (Genoa).



Ti potrebbero interessare anche: