Lo storico ritorno della Cdp a Torino

 E' stata inaugurata, a Torino, in via Corte d'Appello, la sede piemontese della Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), che, nel capoluogo piemontese, è stata costituita 170 anni fa. “A pochi mesi dall’anniversario della fondazione di Cdp – ha commentato il suo presidente, Giovanni Gorno Tempini – oggi, ci troviamo qui a Torino, dove Cassa Depositi e Prestiti è nata 170 anni fa, per ribadire il nostro impegno verso il territorio e la crescita del Paese. Impegno testimoniato dal solido legame con le imprese, dallo storico rapporto con le pubbliche amministrazioni locali e dalla stretta e sinergica collaborazione con le Fondazioni Bancarie torinesi, Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt e con le altre fondazioni piemontesi: Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Fossano, Saluzzo, Savigliano, Vercelli”.
A sua volta, Fabrizio Palermo, l'amministratore delegato ha detto: “C’è un rapporto storico che unisce Cdp ai territori. Un rapporto che stiamo rafforzando e innovando grazie a un modello di cooperazione con le pubbliche amministrazioni e le imprese, per rispondere alle esigenze del territorio in una fase caratterizzata da nuove sfide per il Paese, come la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale e sociale. La firma del Piano Città per Torino un anno fa e di altri importanti accordi conclusi con le istituzioni territoriali negli ultimi mesi, come quello per la realizzazione della linea 2 della metropolitana, ne sono una testimonianza. Cdp, da sempre, mette al centro i territori; nella fase di emergenza da Covid-19 questo impegno si è ulteriormente rafforzato, con nuove misure straordinarie per sostenere le imprese e le pubbliche amministrazioni. Oggi siamo pronti a lanciare nuove iniziative a supporto dell’economia locale e del tessuto imprenditoriale, grazie ad esempio al Patrimonio Rilancio e alle risorse che arriveranno dal Recovery Fund. Siamo orgogliosi di dare avvio a questa nuova fase ripartendo dalla nuova sede di Torino, proprio qui dove Cassa Depositi e Prestiti è nata 170 anni fa”.
La sede torinese di Cdp, in via Corte d'Appello, è ospitata in un immobile storico degli ultimi anni dell’800 recuperato appositamente; rappresenterà il punto di accesso unico all’offerta del Gruppo Cdp e consentirà di valorizzare le sinergie con i partner bancari e le istituzioni locali. Cdp, braccio finanziario del Governo, che ne possiede l'82,77%% del capitale attraverso Mef, è partecipata da numerose Fondazioni di origine bancaria, tra le quali la Compagnia che ne ha l'1,61% (la quota maggiore dopo quella della Fondazione del Banco di Sardegna), la Fondazione Crt (1,5%), la Fondazione Crc di Cuneo (0,746%) e quella di Alessandria (0,371%). Proprio in rappresentanza dei soci privati opera il Comitato di supporto degli azionisti di minoranza, del quale è presidente Giovanni Quaglia, presidente dell'Associazione delle Fondazioni di origine bancaria piemontesi oltre che dell'ente torinese di via XX Settembre.
Al 31 dicembre scorso, il gruppo Cdp presentava un attivopari a 448,7 miliardi di euro e una raccolta di 356 miliardi. Il suo utile netto 2019 è stato di 2,7 miliardi. Nel suo portafoglio si trovavano le partecipazioni nelle quotate Eni (25,96%), Poste Italiane (35%), Terna (29,85%), Snam (31,35%), Italgas (26,04%), Fincantieri (71,30%), Saipem (12,55%), Bf (18,83%), Trevi (25,67%), Webuild (18,68%) e Tim (9,89%).

Export delle province nei primi sei mesi Torino tra le peggiori, Genova tra le top

 Nonostante la ripresa di maggio e giugno, l'Istat stima che, nell'intero secondo trimestre, tutte le ripartizioni territoriali abbiano subito una netta contrazione congiunturale delle esportazioni, a causa del forte calo di aprile: -28,2% il Sud e Isole, -26,6% il Nord-Ovest, -23,2% il Nord-Est e -23,1% Centro. Quanto a tutto il primo semestre, la diminuzione dell'export su base annua risulta marcata e diffusa a livello territoriale: rispetto alla media nazionale, è più ampia per le Isole (-20,4%) e il Nord-Ovest (-16,1%), di pari entità per il Centro (-15,3%), più contenuta per il Nord-Est (-14,3%) e il Sud (-13,4%).
Dall'inizio di gennaio alla fine di giugno, la flessione tendenziale dell’export interessa quasi tutte le regioni italiane ed è più ampia per Basilicata (-36,8%), Sardegna (-35,3%) e Valle d’Aosta (-31,0%). Le performance negative di Piemonte (-21,2%), Lombardia (-15,3%), Veneto (-14,6%) ed Emilia-Romagna (-14,2%) spiegano i due terzi della flessione su base annua dell’export nazionale. Solo il Molise (+30,2%) e la Liguria (+3,7%) registrano, nel confronto con il primo semestre 2019, una dinamica positiva dell’export.
Nello stesso periodo, il calo delle vendite di macchinari e apparecchi da Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte e di metalli di base e prodotti in metallo dalla Lombardia contribuisce alla diminuzione tendenziale dell’export nazionale per 3,5 punti percentuali. Per contro, l’aumento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo dalla Toscana e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Lombardia, Veneto, Toscana, Marche ed Emilia-Romagna contrasta per 1,5 punti la flessione dell’export.
Nei primi sei mesi del 2020, i contributi maggiori alla diminuzione delle esportazioni nazionali rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso derivano dal calo delle vendite di Piemonte (-18,8%) e Lombardia (-16,5%) verso la Germania, di Lazio (-39,9%) e Piemonte (-22,7%) verso gli Stati Uniti e di Piemonte (-22,1%), Lombardia (-17,8%), Veneto (-17,2%) ed Emilia-Romagna (-15,9%) verso la Francia.
L’analisi provinciale dell’export mostra performance negative per la maggior parte delle province italiane: le peggiori interessano Milano, Torino, Firenze, Brescia, Vicenza e Bergamo. Tra le performance positive, le migliori si registrano per Arezzo, Rovigo e Genova.

Un bando Fondazione Crt, Ogr e Endeavor per le imprese che vogliono crescere tanto

Una call per selezionare le aziende che non hanno ancora raggiunto la maturità necessaria per entrare a far parte del network di Endeavor, ma che dimostrano di avere il potenziale per giocare, in futuro, un ruolo di primo piano nel sistema imprenditoriale locale e internazionale. Questo è Elevator, il nuovo brand dello scaleup program di Endeavor Italia, prima conosciuto come EndeavorX, giunto alla sua terza edizione. Il programma della durata di sei mesi è sviluppato alle Ogr Torino, con il supporto di Fondazione Sviluppo e Crescita Crt ed EY e ha lo scopo di aiutare gli imprenditori a far crescere le proprie aziende e attivare contatti internazionali. L’obbiettivo è quello di raggiungere più rapidamente le dimensioni necessarie per intraprendere il processo di selezione di Endeavor, organizzazione non-profit, attiva in più di 35 Paesi, che supporta la crescita degli imprenditori ad alto potenziale. Inoltre, una startup operante nel settore deeptech avrà accesso esclusivo al programma ScienceLab di Pariter Partners, un format di sviluppo imprenditoriale appositamente dedicato alle aziende ad alto contenuto tecnologico.
Altri network partner dell’iniziativa sono B Heroes, Intesa Sanpaolo e Naba- Nuova Accademia di Belle Arti, attraverso la collaborazione degli studenti nelle classi del professor Massimo Pettiti.
Gli imprenditori potranno candidarsi fino al 30 settembre 2020. Le nove startup selezionate dal team di Endeavor Italia intraprenderanno un percorso che include: Valutazione iniziale del business plan; accesso a tutoraggio e mentorship personalizzati, oltre a eventi di networking e deal esclusivi;
workshop con il business coach di fama internazionale Ed Capaldi presso Ogr Torino; possibilità di partecipare a un Investor Day, dove gli imprenditori riceveranno feedback sulla strategia di raccolta fondi da parte di investitori internazionali appartenenti all'Investor Network di Endeavor.
Le 15 startup scelte nelle precedenti edizioni hanno visto un aumento del fatturato aggregato medio del 90% dall’inizio del programma e quattro sono entrate nell’iter di selezione Endeavor.
Il consolidamento della partnership internazionale tra Ogr, Fondazione Crt - con il suo ‘braccio operativo’ Sviluppo e Crescita - ed Endeavor è elemento particolarmente strategico quest’anno, perché garantisce la continuità del supporto alle imprese in un momento storico a elevata complessità e di transizione verso modelli necessariamente più sostenibili e responsabili” ha detto Massimo Lapucci, direttore generale Ogr e Segretario generale della Fondazione Crt, aggiungendo che i partecipanti al programma Elevator troveranno negli spazi delle Ogr Tech il luogo ideale dove crescere e far crescere l’ecosistema italiano dell’innovazione, “pilastro fondamentale su cui puntare per il rilancio del territorio e del Paese nella ormai prossima Fase 4”.

Carige, accordo per i debiti della Messina

Banca Carige, unitamente ad Amco, operatore nel settore degli Npe, a Marinvest e alla Ignazio Messina & Co (Gruppo Messina), comunica l’avvenuto perfezionamento degli accordi di risanamento del Gruppo Messina. Il perfezionamento di tali accordi è stata la condizione necessaria affinché Banca Carige potesse cedere, in via definitiva, una parte dei crediti vantati nei confronti del Gruppo Messina ad Amc per un valore lordo complessivo di 324,3 milioni al 30 giugno.La newco Ro.Ro. Italia, controllata da Marinvest (52%) e dal Gruppo Messina (48%), si è accollata la restante esposizione di Carige vantata nei confronti del Gruppo Messina e costituita da mutui navali.

“Tale cessione si inquadra nell’ambito della più complessiva operazione di derisking di Carige che, unitamente all’aumento di capitale da 700 milioni del 2019 e all’emissione del prestito subordinato T2 da 200 milioni, costituisce parte integrante dell’operazione di rafforzamento patrimoniale della Banca. Il deconsolidamento dei crediti vantati verso il Gruppo Messina permetterà alla Banca di raggiungere livelli di Npe ratio lordo del 5,5% e netto del 2,9%, significativamente migliori rispetto al dato medio italiano e allineati al dato medio europeo. L’operazione conferma inoltre la ferma volontà della Banca di mantenere un ruolo da protagonista nel garantire un sostegno attivo al tessuto imprenditoriale e, in particolare, al comparto dello shipping, così determinante per l’economia ligure” ha commentato Francesco Guifo, l’amministratore delegato di Banca Carige.

A Orsero il 100% della Moncada Frutta

La Orsero di Albenga, holding quotata dell’omonimo gruppo tra i leader nell’Europa mediterranea per l’importazione e la distribuzione di prodotti ortofrutticoli freschi, acquisito il restante 50% del capitale della Moncada Frutta detenuto dalla società Salvatore Moncada. Così Moncada Frutta viene integralmente consolidata da Orsero a partire dal 1° luglio 2020. Come previsto, quale parte del corrispettivo dell’acquisizione, Orsero ha trasferito alla Salvatore Moncada 176.825 azioni Orsero, in portafoglio della stessa e pari all’1,0 % del capitale e a 5,8021 euro per azione. L'accordo prevede, inoltre, un corrispettivo in contanti, variabile e differito fino al 2030, di massimi 498.680 euro in tre tranche di uguale import, subordinatamente al fatto che dal bilancio di Moncada Frutta, approvato e di volta in volta di riferimento, risulti un utile distribuibile ai soci. Tutte le 176.825 azioni Orsero trasferite alla Moncada sono soggette a un impegno di lock-up (intrattabilità delle azioni) della durata di 36 mesi dalla stessa.

Via a lavori di co-progettazione per l'Africa iniziativa Compagnia di San Paolo-Cariplo

Lunedì 14 settembre inizieranno i lavori di co-progettazione di Coopen, percorso di open innovation per la cooperazione internazionale, promosso da Innovazione per lo Sviluppo: oltre 30 Organizzazioni della Società Civile (Osc), singole o in partenariato, partecipano ai lavori per individuare insieme le sfide su cui indirizzare le prossime tappe del percorso. Alimentazione e agricoltura sostenibile, salute e benessere ed economia circolare sono i tre ambiti tematici centrali del percorso, che mira a identificare le sfide più rilevanti che diventeranno oggetto delle successive Call for Innovators, bandi attraverso i quali verrà chiesto di proporre soluzioni concrete, inclusive e sostenibili, per la cooperazione internazionale allo sviluppo in Africa. Le Osc che hanno aderito ai Tavoli Partecipativi lavorano col supporto di esperti dei diversi settori e operano in Uganda, Kenya, Ruanda, Etiopia, Senegal, Mali, Burkina Faso, Niger.
Innovazione per lo Sviluppo è un programma di Fondazione Cariplo e della Fondazione Compagnia di San Paolo. L’iniziativa è nata con l’obiettivo di promuovere l’innovazione nel settore della cooperazione internazionale allo sviluppo attraverso attività di: open innovation / sfide, formazione, networking. Il programma è realizzato con il coinvolgimento di partner provenienti dal mondo dell’innovazione e della tecnologia (data for good, fabbricazione digitale, Ict for development).

Quaderno Fondazione Crc sul 5x1000 beneficio non usato da metà degli italiani

Verrà presentato mercoledì 16 settembre, con un webinar che prenderà avvio alle 16,30, il Quaderno 39 della Fondazione Crc di Cuneo dal titolo "Il dono del 5x1000. Sussidiarietà fiscale e terzo settore". La ricerca è promossa e finanziata dalla Fondazione Crc e realizzata dal Centro Studi e Innovazione in collaborazione con il Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Comunicazione (Circe) dell’Università di Torino. Il webinar di presentazione del quaderno prevede l’intervento del presidente della Fondazione Crc, Giandomenico Genta,e una discussione sul tema tra Stefano Zamagni, professore dell’Università di Bologna e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, Luigino Bruni, professore dell’Università Lumsa di Roma e Direttore scientifico della Scuola di Economia civile e dell’evento internazionale “The Economy of Francesco”. Il dibattito sarà moderato da Stefano Arduini, direttore del mensile Vita, e preceduto dall’esposizione dei dati più significativi emersi dalla ricerca, a cura di Paolo Silvestri, ricercatore dell’Università di Torino e coordinatore della ricerca. Per partecipare al webinar è necessario registrarsi entro martedì 15 settembre alla pagina https://www.eventbrite.it/e/biglietti-presentazione-del-q39-il-dono-del-5x1000- 116204004305?utm_campaign=Luglio-2018&utm_medium=email&utm_source=newsletter-mensile.
L’istituto del 5x1000 è uno strumento fondamentale di raccolta fondi e di finanziamento degli enti del Terzo Settore, la cui importanza è costantemente cresciuta negli ultimi anni. I dati più recenti, però, confermano che circa la metà dei cittadini non usufruisce di questa opportunità e che le scelte sulla destinazione delle risorse sono concentrate, da un lato, su alcune importanti organizzazioni nazionali e polverizzate, dall’altro, su molte piccole associazioni, anche a livello locale. Il Quaderno 39 presenta i risultati di un’approfondita indagine empirica svolta dai ricercatori dell’Università di Torino, quantitativa e qualitativa, sviluppata grazie a una nuova base-dati fornita dall’Agenzia delle Entrate, sui singoli contribuenti italiani e attraverso la somministrazione di questionari e la realizzazione di interviste e focus group a contribuenti e beneficiari del Terzo settore residenti in provincia di Cuneo. Il Quaderno 39 sarà disponibile e scaricabile dal sito della Fondazione Crc www.fondazionecrc.it dal pomeriggio di mercoledì 16 settembre.
“Le grandi sfide sociali che ci attendono, acuite dall’emergenza sanitaria esplosa con la pandemia Covid-19, ci impongono di elaborare un’accurata riflessione rispetto al contributo che come Fondazione possiamo dare nella costruzione di comunità sempre più solidali e generative” commenta Giandomenico Genta, presidente della Fondazione Ccr.

Risparmio gestito, Isp primo come gruppo a luglio Fideuram raccoglie più di Eurizon

Una medaglia d'argento e una di bronzo per le sue due controllate, la torinese Fideuram ed Eurizon; ma, come gruppo, Intesa Sanpaolo ha vinto l'oro. Nella gara dei fondi aperti e delle gestioni di portafoglio per la raccolta netta a luglio. Le graduatorie si ricavano dai dati di Assogestioni, l'associazione nazionale dell’industria del risparmio gestito, la quale ha appena comunicato che, a luglio, è proseguito il trend di crescita congiunturale, essendo stata messa sa egno una raccolta netta positiva di 3,5 miliardi di euro. Con questo risultato, i flussi netti totali (differenza tra nuove sottoscrizioni e recessi) da inizio anno sono saliti a 2,77 miliardi.
In luglio, il gruppo Intesa Sanpaolo, che ha come socio di riferimento la torinese Compagnia di San Paolo e, dopo l'acquisizione di Ubi Banca, la Fondazione Crc di Cuneo tra i suoi principali azionisti, ha avuto una raccolta netta di oltre 1,061 miliardi, cifra che vale appunto il primo posto nella classifica dei gruppi; mentre in quella delle singole Sgr ha prevalso Poste Italiane con 798,1 milioni. Poste Italiane, perciò, ha avuto la meglio anche su Fideuram, al secondo posto con 559,6 milioni e su Eurizon, terza con 491,8 milioni. Il gruppo Generali, presieduto dal piemontese Gabriele Galateri di Genola e leader nazionale del settore, ha registrato, in luglio, una raccolta netta di 347,2 milioni. Sempre in luglio, la biellese Sella ha avuto una raccolta netta positiva per 62,4 milioni e il gruppo torinese Ersel per 11 milioni, mentre il gruppo Bim-Banca Intermobiliare ha denunciato una raccolta netta negativa di 16,9 milioni.
A livello generale, la raccolta del mese è equamente distribuita fra gestioni individuali (1,7 miliardi) - che tornano ad attrarre flussi dagli istituzionali - e collettive (1,8 miliardi). I fondi aperti hanno raccolto 1,6 miliardi, con i prodotti di lungo termine, che hanno totalizzato flussi in entrata per 2,8 miliardi. I risparmiatori italiani hanno orientato le proprie preferenze sugli azionari (+2 miliardi), sugli obbligazionari (+1,3 miliardi) e sui bilanciati (+404 milioni).
Al 31 luglio, il patrimonio gestito dalle imprese del settore, sostenuto dalle nuove sottoscrizioni e dall’effetto dell’attività, è cresciuto di 21 miliardi rispetto al mese precedente ammontando perciò a 2.287 miliardi. Il 52% delle masse, pari a circa 1.180 miliardi, è impiegato nelle gestioni di portafoglio. Il restante 48% (1.107 miliardi) è consegnato alle gestioni collettive.
A proposito di patrimonio gestito, la graduatoria dei primi sette mesi vede in testa il gruppo Generali con 528,171 miliardi (23,8% del mercato italiano del settore) e al secondo il gruppo Intesa Sanpaolo con 420,231 miliardi e la quota del 18,9%; mentre al terzo si trova il gruppo Amundi con 190,574 miliardi e l'8,6%. Poste Italiane sono al quinto con 104,070 miliardi (quota del 4,7%). Sella è in 31.ma posizione con 7,994 miliardi (0,4%), Ersel in 33.ma con 6,892 milioni (0,3%) e il gruppo Bim in 41.ma con 1,188 miliardi.

Piemonte, produzione come dieci anni fa per la prima volta la crisi ha colpito tutti

Nell’ambito della consueta collaborazione tra Unioncamere Piemonte, Intesa Sanpaolo e UniCredit, per il monitoraggio della congiuntura economica piemontese, Unioncamere Piemonte ha diffuso i dati della sua nuova “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera” relativa al secondo semestre di quest'anno, dalla quale emerge come l’impatto dell’emergenza Covid si sia mostrato con tutta la sua forza. Se nel primo trimestre, la produzione manifatturiera regionale aveva registrato una flessione del 5,7%, il calo produttivo nel secondo è quasi triplicato (-15,3%). Così che il presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia, ha commentato: “L’effetto Covid è arrivato, come temuto, sulle nostre imprese e sulle nostre produzioni: il calo produttivo ha coinvolto, per la prima volta, tutte le province e tutti i settori, anche quello alimentare. Una contrazione, quella del pieno lockdown, che ci ha riportato indietro di oltre 10 anni, alla crisi del 2008/2009”.
La contrazione della produzione industriale si è associata all’andamento negativo evidenziato da tutti gli altri principali indicatori. Gli ordinativi sono crollati del 16,4% sul mercato interno e del 15,1% sul mercato estero. La flessione del fatturato totale si è attestata al 15,3%, la componente estera è diminuita del 13,2%. Il grado di utilizzo degli impianti è sceso di 18 punti rispetto all’analogo periodo del 2019. A livello settoriale, fatta eccezione per il comparto alimentare, che ha mostrato una flessione più contenuta (-2,8%), tutti i principali comparti della manifattura regionale hanno evidenziato forti diminuzioni produttive rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Le più accentuate sono state quella delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-32,9%) e quella della meccanica (-19,9%). Decisamente negativo anche il risultato dell’industria dei metalli (-18,8%) e delle industrie elettriche ed elettroniche (-18,5%). Non sono andati molto meglio il comparto del legno e del mobile (-16,3%), quello dei mezzi di trasporto, che ha registrato una contrazione della produzione dell’11,8% e quello della chimica/plastica (-11,4%).
Focalizzando l’attenzione sui mezzi di trasporto, settore cardine della manifatturiera regionale, va evidenziato come il calo complessivo sia dovuto a un crollo della produzione di autovetture, pari al 74,6%, accompagnato da una contrazione a doppia cifra della componentistica autoveicolare (-24,2%). Il fermo delle attività produttive non ha guardato alla dimensione aziendale. Tutte le classi dimensionali, infatti, hanno mostrato un calo della produzione, che è risultato più accentato per le micro (0-9 addetti; -17,5%) e le grandi imprese (oltre 250 addetti; -16,4%). Le piccole (10-49 addetti) hanno registrato una contrazione produttiva dell’11,6% e le medie aziende (50-249 addetti) un calo del 15,8%.
Nel periodo aprile-giugno 2020, le aziende manifatturiere piemontesi hanno evidenziato contrazioni produttive in tutte le diverse aree della regione: il dato peggiore, a causa della specializzazione tessile, ha investito il Biellese, che ha registrato una flessione della produzione del 30,2%, seguito dal Vercellese (-21,1%). Anche il Verbano Cusio Ossola ha subito una flessione severa dei livelli produttivi (-20,9%), leggermente meno negativo il dato mostrato dalle imprese manifatturiere di Novara (-16,0%). Per Torino e Asti la contrazione produttiva si è attestata al -14,2% mentre, grazie alla specializzazione alimentare, è lievemente più attenuata l’intensità del calo riscontrato nel Cuneese (-13,3%) e nell'Alessandrino (-11,2%).

BasicItalia sale al 100% di Kappa Europe Matica Fintec le tessere sanitarie polacche

 BasicItalia, società del gruppo Basicnet licenziataria per il territorio italiano, ha acquisito il restante 39% del capitale sociale di Kappa Europe, holding di un gruppo di società licenziatarie dei marchi Kappa per Francia, UK, Svizzera, Spagna e Portogallo, già posseduta per il 61%; così ora ne detiene il 100%. Il corrispettivo dell’operazione, pari a circa 1,9 milioni, è parzialmente regolato mediante il trasferimento di 200 mila azioni proprie di Basicmet ai precedenti soci di Kappa Europe. “La finalizzazione dell’operazione – ha commentato l’amministratore delegato del Gruppo torinese, Federico Trono - ha la valenza strategica di consentire l’accelerazione dell’integrazione della controllata francese nel gruppo con l’obiettivo di consolidare la presenza del marchio Kappa in Europa, nostro attuale mercato di riferimento”. “Il progetto Kappa Europe – ha aggiunto il suo neo presidente non esecutivo, François Chupin - è una piattaforma che ritengo di grande potenziale e in questo scenario sono lusingato di rimanere nell’azienda e di diventare contestualmente azionista della capogruppo, cui sono legato da anni da un rapporto di grande stima nei confronti del suo fondatore, Marco Boglione.”
Matica Fintec, pmi innovativa con sede operativa a Falliate e quotata sul mercato Aim Italia, attiva nella progettazione, produzione e commercializzazione di sistemi altamente tecnologici per l’emissione di card digitali destinate a istituzioni finanziarie (digital payment) e governative (Id), si è aggiudicata la fornitura del sistema di emissione centralizzata per l’emissione e la personalizzazione della tessera sanitaria polacca. Matica Fintec ha partecipato al bando con il partner polacco Unicard, leader di mercato nel campo del controllo accessi, sistemi di identificazione delle persone, sicurezza e integrazione con la building automation.

Depositi sui conti correnti a 1.256 miliardi +25 miliardi in un mese e nuovo record

In luglio i prestiti bancari al settore privato, in Italia, sono cresciuti del 2,8 % sui dodici mesi (2,3% in giugno). In particolate, i prestiti alle famiglie sono aumentati dell’1,7% sui dodici mesi (1,6 % in giugno) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati del 4,4% (3,6 % nel mese precedente). Lo ha appena riferito la Banca d'Italia, dal cui resoconto emerge che i prestiti bancari alle famiglie a fine luglio sono risultati pari a 634,5 miliardi.
Quanto ai depositi del settore privato nelle banche attive in Italia, l'Istituto guidato da Ignazio Visco, ha rilevato che in luglio sono cresciuti del 7,8% sui dodici mesi (contro il 6% in giugno); mentre la raccolta obbligazionaria è diminuita del 7,6% sullo stesso periodo dell’anno precedente (-3,7% in giugno) e le sofferenze sono calate del 15,2% sui dodici mesi (in giugno la riduzione era stata del 12,3%).
La disaggregazione dei dati della Banca d'Italia mostra che i depositi bancari dei residenti sui conti correnti hanno raggiunto la cifra record di 1.256 miliardi e rotti di euro al 31 luglio, evidenziando un'ulteriore crescita di quasi 25 miliardi rispetto al 30 giugno. Poco meno di 1.069 miliardi di questi depositi bancari appartengono alle famiglie residenti consumatrici.
Sempre in luglio, i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, si sono collocati all’1,59% (1,61% in giugno), mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo al 7,68% (7,50% nel mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari all’1,19% (1,26%in giugno), quelli per importi fino a un milione di euro sono stati pari all’1,68%, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati allo 0,90%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,34% (0,35% in giugno).

Mercure investe ancora nell'Astm di Gavio

 Mercure Investment, società del gruppo Ardian, investitore leader mondiale con 100 miliardi di dollari in gestione) ha concluso l’acquisto di 2.263.636 azioni di Astm, pari a circa l’1,6% del capitale della quotata torinese che fa capo ai Gavio di Tortona, attraverso una procedura di reverse accelerated book-building rivolta esclusivamente a investitori qualificati e investitori istituzionali esteri. Il corrispettivo per l’acquisto è pari 21 euro per ciascuna azione, per un esborso complessivo di circa 47,5 milioni. Va ricordato, a questo punto, che Mercure è titolare di una partecipazione pari al 40% del capitale sociale di Nuova Argo Finanziaria, la quale detiene, direttamente e indirettamente, complessive 60.449.417 azioni di Astm, pari a circa il 43% del capitale di Astm. Il restante 60% del capitale di Nuova Argo è detenuto dall' Aurelia, holding dei Gavio.
Il regime di trasferibilità e l’esercizio dei diritti di voto inerenti alle azioni di Astm acquisite da Mercure sono disciplinati da un patto parasociale appena sottoscritto tra Nuova Argo, Aurelia e Mercure. A fine di completezza, si precisa che Mercure è altresì parte di due patti parasociali sottoscritti, rispettivamente, con Aurelia e con Aurelia e Nuova Argo.

La Fondazione Crc di Cuneo promuove sensibilizzazione sanitaria per le scuole

 Con la partenza dell’anno scolastico, prende il via un nuovo progetto sperimentale di sensibilizzazione sanitaria promosso dalla Fondazione Crc di Cuneo, in collaborazione con la Regione Piemonte, con il patrocinio dell'Ust di Cuneo e in accordo con gli istituti scolastici provinciali. La Fondazione Crc sta acquistando una partita consistente di termometri a infrarossi che, a partire dalla prossima settimana,verranno messi a disposizione dei volontari di Croce Rossa, Croce Bianca e Misericordia della provincia di Cuneo, i quali effettueranno, a campione, la rilevazione della temperatura all’ingresso degli edifici scolastici.
L’obiettivo del progetto, condiviso anche con gli ospedali Santa Croce e Carle, Asl Cn1 e Asl Cn2, è garantire un supporto aggiuntivo alle misure di prevenzione del contagio da Covid19, regolate dai protocolli previsti a livello nazionale e dai regolamenti scolastici sottoscritti dalle famiglie degli alunni, in modo da tenere alta l’attenzione sull’importanza di misurare la temperatura ed evitare possibili contagi all’interno delle scuole.
“Questa iniziativa, possibile grazie alla disponibilità delle associazioni e dei volontari, non intende sostituirsi alle misure di prevenzione del contagio da Covid-19, già previste dai protocolli nazionali e dai documenti elaborati dai singoli istituti scolastici, ma ha l’obiettivo di tenere alta l’attenzione sull’importanza che hanno gli alunni e le famiglie per evitare nuove crisi sanitarie” ha spiegato il presidente della Fondazione Crc, Giandomenico Genta, aggiungendo “Mai come in questo momento, la ripresa della scuola è fondamentale per far ripartire il Paese e il senso di comunità e di responsabilità di ognuno di noi nei confronti degli altri è essenziale: anche la Fondazione Crc vuole contribuire, con questa piccola iniziativa, a garantire condizioni di sicurezza per tutti noi”.

Piemonte verso i 2,7 milioni di litri di vino

Vendemmia partita nei tempi canonici quest’anno in Piemonte e prospettive di una qualità molto buona per le uve. E’ quanto afferma Coldiretti Piemonte nel commentare l’annata 2020, che ha visto perdere il margine di anticipo di quindici giorni accumulato in primavera a causa delle ripetute piogge a carattere temporalesco fra giugno e luglio. Lo stessa Coldiretti ha aggiunto che il Covid non intaccherà la leadership dell'Italia come principale produttore mondiale di vino. La vendemmia 2020, infatti, dovrebbe toccare i 47.2 milioni di ettolitri, facendo registrare un calo di solo l’1% rispetto allo scorso anno, ma confermando il primato produttivo italiano. visto che per Francia e Spagna si prevedono rispettivamente 43,4 e 43 milioni di ettolitri.
In Piemonte si stimano 2,7 milioni di ettolitri di vino, con un aumento del 5% rispetto allo scorso anno con l’avvio della vendemmia partita con l’Alta Langa, già in cantina, e che sta continuando con la raccolta delle uve Moscato, Arneis, Chardonnay, Erbaluce, Gavi, Timorasso; si proseguirà con Dolcetto, Barbera e Nebbioli per concludersi entro la prima metà di ottobre.
Se sulla qualità si prospetta un’ottima annata, a intimorire è l’export - commentano Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa , delegato confederale – segnato dalla pandemia ,che ha messo in crisi soprattutto il canale Ho.Re.Ca. (hotel, ristoranti e catering) dove i nostri pregiati vini trovavano, solitamente, gran parte del loro mercato. Il vino piemontese, proprio per le sue elevate qualità, era particolarmente richiesto in Cina, Giappone, Stati Uniti e Gran Bretagna. Il Covid ha, quindi, inasprito problematiche commerciali relative alla minaccia dei nuovi dazi Usa, fortunatamente sfumata poco prima di Ferragosto e all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea”.
Certo – hanno aggiunto Moncalvo e Rivarossa. quella di quest’anno è una vendemmia insolita, influenzata dalle misure di sicurezza anti-contagio e dalle difficoltà di spostamento degli stagionali agricoli stranieri, a causa del vincolo della quarantena per i Paesi più a rischio. Per questo abbiamo chiesto alla Regione la possibilità di attuare la ‘quarantena attiva’ che possa semplificare l’iter delle imprese agricole, che hanno ormai il tempo contato per procedere ed ultimare la raccolta”.

Teatro Stabile di Torino, stagione ricca

La Stagione 2020/2021 del Teatro Stabile di Torino, che da sempre gode del significativo contributo di Fondazione Crt, suo socio fondatore - proporrà titoli e autori di grande interesse portati in scena da attori e registi di successo. I risultati raggiunti con le due rassegne estive Summer Plays e Blu Oltremare - due cartelloni che continueranno ad animare i palcoscenici torinesi fino a fine settembre e che, nonostante la limitazione dei posti, hanno riscosso un grande successo di pubblico registrando oltre 20.000 presenze totali, di cui 13.000 circa al Teatro Carignano e 7.000 nel Cortile di Combo - rendono fiduciosi rispetto all’attesa partecipazione degli spettatori.
Il nuovo programma inizierà a ottobre dopo l’avvio di Torinodanza e vedrà debuttare novità assolute oltre ad alcune produzioni che avrebbero dovuto andare in scena prima del lockdown. Una Stagione “diversamente classica” che da un lato farà rivivere il repertorio attraverso riletture originali e dall’altro dedicherà ampio spazio alla drammaturgia contemporanea: in soli tre mesi saranno 32 i titoli programmati di cui 9 produzioni (3 nuove produzioni esecutive, 3 nuove coproduzioni e 3 riprese), 10 spettacoli ospiti e 13 allestimenti per Torinodanza. Oltre al Carignano verranno riaperti gli altri teatri dello Stabile: il Gobetti e le Fonderie Limone di Moncalieri.
Sarà una stagione aperta alle prospettive internazionali non solo con gli spettacoli di Torinodanza, ma anche con il debutto in prima assoluta, al Teatro Carignano, di The Spank, nuovo testo del romanziere, drammaturgo e sceneggiatore Hanif Kureishi che ha deciso di cogliere l’opportunità per questa nuova pièce di debuttare in Italia prima che in Inghilterra.
Considerando l’accessibilità uno dei punti focali della sua mission, nella stagione 2020/2021 il Teatro Stabile ripropone l’iniziativa Un posto per tutti, sostenuta dalla Fondazione Crt, che garantisce l’abbattimento delle barriere di accesso permettendo di assistere agli spettacoli in cartellone, anche a chi appartiene alle fasce deboli e svantaggiate. Vengono, infatti, messi a disposizione dei cittadini a basso reddito (certificazione Isee) 1.000 abbonamenti gratuiti: l’iniziativa, attiva da diversi anni, riscuote un notevole successo e ha ampliato il pubblico di giovani famiglie, studenti fuori sede e lavoratori extracomunitari. Inoltre, grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, lo Stabile ha dato vita al nuovo settore Partecipazione e Sviluppo Culturale, che è al lavoro non solo per portare a compimento alcune importanti progettualità internazionali e locali, ma anche per favorire la partecipazione e il dialogo con i cittadini e allo sviluppo di nuove politiche culturali dalla forte vocazione civica e sociale.

Agnelli: il Covid costerà ai club del calcio quattro miliardi nei prossimi due anni Accordo della Juventus con la Lavazza

 In occasione dell’assemblea della European Club Association, di cui è presidente, Andrea Agnelli ha detto, fra l'altro, “la scorsa stagione è stata una delle più difficili nel nostro settore, senza contare le complicazioni che la pandemia ha portato in tutti gli aspetti della vita. Quello che è stato messo in luce è che il rischio imprenditoriale del settore ricade sulle spalle dei club; ci muoviamo in un quadro macroeconomico che si sta contraendo a livello globale, pertanto dobbiamo capire dove siamo in questo momento: stiamo analizzando le conseguenze della pandemia, come accade in ogni compagnia o industria; una prima visione di quanto sta accadendo nel mondo del calcio la avremo a ottobre, quando la maggior parte dei club avrà pubblicato i bilanci; anche se più definita sarà la situazione fra un anno, nell’autunno del 2021”.
Andrea Agnelli, che è anche presidente della Juventus ha specificato: “Le entrate dalla vendita di biglietti sono state completamente spazzate via, ma si sono contratte anche quelle da parte dei broadcasters sia a livello nazionale che internazionale. Possiamo stimare la decrescita in circa 4 miliardi di euro nei prossimi due anni e, secondo la Fifa, il 90% di queste perdite impatterà sui club. Le stime dicono che il valore complessivo del mercato si ridurrà del 20-30% e ciò dimostra come sia evidente che ci sia meno denaro in circolazione. Dobbiamo essere molto attenti a come gestiamo le prossime stagioni, perché se è vero che, a livello quantitativo assoluto, quanto è accaduto impatterà maggiormente sui grandi club, chi ne soffrirà di più in termini proporzionali e percentuali saranno le società piccole e medie”.
Agnelli ha aggiunto: “La situazione è da analizzare su due versanti: dentro e fuori dal campo. Gli attori sono quindi da una parte gli atleti e gli staff, dall’altro i manager che operano nei club. Sarà una sfida difficile, dovremo cambiare il modo in cui operiamo, soffermandoci sulle infrastrutture, sui salari dei calciatori e sui settori giovanili”. Per questo “aprire il prima possibile un dialogo fra noi è di primaria importanza, perché le cicatrici di questa crisi saranno molto profonde. I club devono lavorare insieme per promuovere una posizione comune, con i nostri stakeholder, parlando con un’unica voce. Dobbiamo essere sicuri che tutti i club possano proseguire il loro cammino”.
Contemporaneamente, a Torino, è stata presentata la collaborazione fra Juventus e Lavazza, diventata Official Coffee del Club Campione d’Italia. L’accordo prevede una serie di azioni di marketing e comunicazione, quali la visibilità del brand Lavazza sul campo durante le partite di serie A e Coppa Italia e al Juventus Training Center, attività su canali digital e social, l’utilizzo del logo per la comunicazione Atl, Btl e web. La partnership coinvolgerà anche le Juventus Women e il mondo eSports, grazie ad alcune attività con il team bianconero di eFootball. Rientrano nell'intesa, inoltre, il consumo esclusivo di caffè Lavazza in tutti i bar e le sale hospitality dell’Allianz Stadium di Torino, dotate anche di Coffee Station; l’utilizzo di macchine Lavazza in gli “Sky box” dello stadio, nonché il diritto di fornire il caffè presso il J Hotel.
A illustrare la collaborazione sono stati Giorgio Ricci, responsabile Revenues office della Juventus, per la quale erano presenti anche David Trezeguet e Sara Gama, e Sergio Cravero, responsabile marketing del gruppo Lavazza.

Miroglio fa mascherine personalizzabili

Il gruppo Miroglio ha continuato nei mesi scorsi la ricerca e la sperimentazione legata alla produzione delle mascherine chirurgiche che diventano oggi stampabili e personalizzabili. L’evoluzione del progetto è stata possibile grazie alla sinergia e alla collaborazione tra la business unit M360 e la Sublitex, società del gruppo specializzata in stampa transfer tramite processi water free ed energy saving. Pur mantenendo intatte le caratteristiche di dispositivi medici monouso (Classe I – Tipo II), oltreché un’efficienza di filtrazione batterica superiore al 98%, le nuove mascherine chirurgiche proposte dal gruppo Miroglio sono stampabili e personalizzabili con qualsiasi logo, colore, grafica attraverso un processo di sublimazione sullo strato più esterno.
La mascherina chirurgica è ormai indispensabile per la protezione del singolo individuo e della comunità ed è diventata un accessorio quotidiano indissolubilmente legato al proprio look. Il gruppo Miroglio va incontro a questa necessità creando uno spazio di contaminazione tra arte e tecnologia e proponendo soluzioni su misura per l’esigenza dei clienti. Inoltre a partire da questa settimana sarà disponibile un e-commerce online dedicato https://www.progettom360.com/ dove anche i privati potranno acquistare le mascherine chirurgiche stampate, scegliendo tra una tinta unita in bianco o una grafica disegnata e proposta dal team stile.

Santanchè scesa al 18% di Visibilia Editore

 Daniela Garnero Santanchè, imprenditrice ed esponento politico cuneese, non è più l'azionista di controllo della quotata Visibilia Editore, che ha fondato e continua a guidare. In seguito alla conversione delle obbligazioni in azioni da parte di Negma Group, il 65,07% del capitale di Visibila Editore risulta del mercato, mentre la quota di Visibilia Editore Holding, società di Daniela Garnero Santanchè, è scesa al 18,24%. Gli altri maggiori azionisti di Visibila Editore sono Giuseppe Reale Ruffino con il 6,59%, Efg Bank con il 5,24% (azioni riconducibili a Giuseppe Zeno) e Federico Bini con il 4,86%.

Intesa Sanpaolo e FederlegnoArredo accordo per supporto alle pmi della filiera

Intesa Sanpaolo e FederlegnoArredo hanno siglato un accordo per il supporto e l’assistenza alle imprese associate e all’intera Filiera per gli interventi previsti dai meccanismi del Superbonus e dagli altri incentivi fiscali legati al sistema casa introdotti dal Decreto Rilancio. La partnership offre alle aziende del sistema FederlegnoArredo un pacchetto di soluzioni innovative che rispondono a un duplice bisogno: sostenerle nella fase di esecuzione dei lavori, con particolare attenzione alle imprese che abbiano aderito al Protocollo Sale promosso da FederlegnoArredo e rendere liquidi i crediti di imposta acquisiti tramite lo sconto in fattura. In questo modo sarà possibile consentire a tutta la filiera dell’edilizia di poter immediatamente disporre della liquidità necessaria anche per aprire i cantieri.
In particolare, uno degli obiettivi di tale accordo è quello di stimolare il mercato delle costruzioni
verso soluzioni abitative sicure e a neutralità carbonica, favorendo modelli edili che possano
contribuire ad immagazzinare CO2. L’utilizzo del legno in campo edile può essere parte della
soluzione verso un modello edile sostenibile; un metro cubo di legno, infatti, è in grado di “sequestrare” una tonnellata di anidride carbonica dall’atmosfera. A tal proposito nell’ambito delle iniziative a supporto degli interventi connessi alle agevolazioni fiscali, Intesa Sanpaolo propone soluzioni di finanziamento per affiancare le aziende nella fase di esecuzione dei lavori e rendere liquidi i crediti di imposta acquisiti tramite lo sconto in fattura, immettendo liquidità nel sistema.
Le soluzioni di assistenza e supporto finanziario saranno riservate alle singole imprese o alle imprese costituite in filiera produttiva, nell'ambito del più ampio "Programma Sviluppo Filiere" di Intesa Sanpaolo, con la finalità di sostenere le pmi fornitrici che ne fanno parte. Verrà costituito un tavolo di lavoro volto all’individuazione di soluzioni innovative e di strumenti che possano consentire di accelerare il processo di recupero e rinnovamento del patrimonio immobiliare
esistente, in particolare attraverso la riqualificazione dei tessuti urbani interessati da processi anche
di degrado urbano, in piena collaborazione con le preposte autorità, sia a livello nazionale che locale, anche individuando aree "pilota" ove sviluppare le nuove iniziative.

Istat: l'economia è in netto miglioramento

 “Dopo il crollo di marzo e aprile l’economia mondiale ha iniziato a mostrare segnali di progressivo miglioramento. Il commercio internazionale di merci in volume, che nel secondo trimestre è diminuito del 12,5%, a giugno ha registrato un rimbalzo significativo e diffuso tra i paesi. La caduta del Pil italiano del secondo trimestre è associata a estesi segnali di ripresa emersi, da maggio, per la produzione industriale e da giugno per i nuovi ordinativi della manifattura e per le esportazioni che hanno riportato forti incrementi sia verso i mercati Ue sia verso quelli extra-Ue, interessando tutte le principali categorie di beni”. Lo scrive l'Istat nella sua nuova Nota mensile dell'economia italiana.
“ A luglio – aggiunge l'Istat- stime preliminari sui flussi commerciali con i paesi extra-Ue indicano la prosecuzione della fase di risalita delle vendite all’estero, mentre ad agosto il clima di fiducia delle imprese ha confermato i segnali positivi, la cui diffusione coinvolge quasi tutti i settori anche se con intensità diverse. A luglio, si sono registrati i primi segnali di recupero anche per l’occupazione, accompagnati da una intensificazione della ripresa delle ore lavorate pro capite. Ad agosto, si è ampliata la tendenza alla flessione dei livelli dei prezzi al consumo, ancora condizionati dalla caduta tendenziale delle quotazioni dei prodotti energetici”.