L'avvocato Andrea Corradino eletto presidente della Fondazione Carispezia

Andrea Corradino è il nuovo presidente della Fondazione Carispezia. Succede a Claudia Ceroni, dimissionaria. L'elezione da parte del Consiglio di indirizzo dell'ente è avvenuta per acclamazione. Andrea Corradino, nato a La Spezia nel 1961, avvocato penalista, è stato presidente, dal 2000 al 2019, di banca Crédit Agricole Carispezia. Corradino ha commentato: “Questa nomina è per me un grande onore e una grande responsabilità. Credo che i nostri sforzi futuri debbano orientarsi verso due direttrici fondamentali: la comprensione delle esigenze che emergono dal territorio e la collaborazione attiva tra i principali soggetti pubblici e privati per mettere a fattor comune le risorse disponibili. Sostegno ai più fragili, attenzione ai giovani, cultura come motore dello sviluppo locale sono alcuni dei punti chiave da cui partire per realizzare al meglio la missione della Fondazione nell'interesse della collettività”.

Ki Group: nel '19 utile netto di 9,3 milioni

Ki Group Holding, società torinese quotata su Aim Italia e attiva, per il tramite delle proprie controllate, nel settore della distribuzione all’ingrosso, commercializzazione e produzione di prodotti biologici e naturali, ha esaminato e approvato il bilancio al 31 dicembre 2019, chiuso con un utile netto di 9,303 milioni, dei quali 7,060 destinati alla coperture di perdite a nuovo e per 2,212 milioni a nuovo. La delibera è stata assunta all’unanimità dei presenti, con il voto favorevole di due azionisti rappresentanti il 50,086% del capitale sociale.

Risparmio gestito, a maggio Generali torna a superare Eurizon-Fideuram

Nuova staffetta al vertice degli operatori del risparmio gestito. La tappa di maggio è stata vinta dal gruppo Generali, che in aprile era stato battuto dal gruppo Intesa Sanpaolo, arrivato secondo nel mese scorso. In maggio, infatti, il gruppo Generali ha fatto registrare una raccolta netta di 2,104 miliardi, a fronte dei 708,6 milioni conseguiti dal gruppo Intesa Sanpaolo (413,2 milioni da parte di Eurizon e 295,4 milioni da parte di Fideuram). In aprile, invece, Eurizon e Fideuram insieme avevano avuto una raccolta netta di 2,478 miliardi, mentre il gruppo Generali aveva subito riscatti del valore di 4,473 superiore a quello delle nuove sottoscrizioni.

Comunque, al 31 maggio, il gruppo Generali si conferma leader del risparmio gestito in Italia con un patrimonio gestito di 509,538 miliardi, mentre il gruppo Intesa Sanpaolo si consolida al secondo posto nazionale con 411,848 miliardi.

Per quanto gli altri operatori piemontesi, Assogestioni ha attribuito a Sella la raccolta netta di 7,7 milioni in maggio e un patrimonio gestito di 8,714 miliardi a fine mese, che vale il 31.mo posto; mentre hanno denunciato una raccolta netta negativa i gruppo Ersel (-84,3 milioni) e Bim Banca Intermobiliare (-4,4 milioni). A fine maggio, pertanto, il patrimonio netto gestitito dal gruppo Ersel è risultato di 6,658 miliardi (33.ma posizione) e di 1,197 miliardi quello di Bim (41.ma).

A livello generale, Assogestioni ha rilevato che dopo i dati positivi di aprile (raccolta complessiva di 2 miliardi di euro e di 5,7 miliardi da parte dei fondi aperti) a maggio le sgr confermano il trend di ripresa del settore del risparmio gestito, con una raccolta netta di 5,4 miliardi, di cui 3 riferiti ai fondi aperti, che permette di ridurre a 4,5 miliardi i deflussi complessivi da inizio anno, dai 12 del primo trimestre. Anche il patrimonio totale è in crescita a 2.210 miliardi a maggio (+1,5% su aprile e +3% su marzo), sia grazie al saldo tra nuova raccolta e riscatti sia alla ripresa delle quotazioni di mercato. Il dettaglio delle macrocategorie dei fondi aperti mostra afflussi verso gli azionari (3 miliardi), gli obbligazionari (340 milioni) e i bilanciati (246 milioni); deflussi per i monetari (-653 milioni), i flessibili (-66 milioni) e i fondi hedge (-20 milioni). Dopo i deflussi di aprile tornano in terreno positivo le gestioni di portafoglio (2,2 miliardi, di cui 1,8 miliardi afferenti alle istituzionali e 348 milioni a quelle retail).

Intesa Sanpaolo Assicura adesso lancia polizza Collettiva infortuni per imprese

Intesa Sanpaolo Assicura amplia gli orizzonti del proprio business, rivolgendosi al segmento delle imprese, con l’obiettivo di supportarle nella tutela delle proprie persone e dei rischi che possono compromettere la continuità aziendale. La Compagnia danni del Gruppo Intesa Sanpaolo, fino a oggi impegnata nel garantire protezione al segmento delle persone e delle piccole aziende, lancia la nuova polizza Collettiva Infortuni per le Imprese, grazie alla quale le aziende potranno assicurare ai propri dipendenti un sistema di welfare aziendale in caso di infortunio, durante attività professionali ed extraprofessionali.

Infatti, se da un lato gli infortuni sul lavoro tendono a diminuire, grazie alle misure di prevenzione e all’attenzione verso la sicurezza dei lavoratori, dall’altro sono sempre più rilevanti i casi di sinistri nel corso di attività extraprofessionali (a casa, o durante le attività sportive). Con una migliore gestione dei rischi, le imprese potranno beneficiare di una maggiore fidelizzazione dei dipendenti e potranno investire con maggior serenità, per far crescere loro stesse e contribuendo al rilancio economico del Paese.

Il prodotto, che sarà distribuito attraverso le filiali di Banca dei Territori, è dedicato alle aziende che intendono assicurare una o più intere categorie di lavoratori e collaboratori dal rischio di infortunio, anche in ottemperanza alle disposizioni previste dai Contratti nazionali di lavoro e dai Contratti integrativi. La polizza prevede cinque tipi di garanzie: Morte e Invalidità Permanente da infortunio, sempre presenti, Diaria, Rimborso spese mediche e Inabilità temporanea da infortunio, attivabili in base alla scelta dell’impresa.

“La scelta di estendere l’offerta assicurativa danni per le imprese, iniziando dal segmento infortuni – spiega Alessandro Scarfò, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Assicura – nasce dalla volontà di supportare le aziende nella tutela del loro patrimonio più importante: le persone. Questo vale sia per i benefici legati al rafforzamento del welfare, sia per le protezioni dai rischi che possono compromettere la continuità aziendale. La polizza Collettiva Infortuni rappresenta, per la nostra Compagnia, molto di più di un nuovo prodotto: testimonia la volontà di evolvere, progettando prodotti dedicati non solo ai clienti retail e alle piccole imprese, ma anche soluzioni per le aziende. Una trasformazione che beneficerà del nostro modello distributivo di Banca Assicurazione e delle relazioni dei gestori imprese di Banca dei Territori”.

La Cdp ha rinegoziato oltre 80.000 mutui a favore di 3.100 enti pubblici locali

Si è conclusa l’operazione di rinegoziazione dei mutui lanciata da Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) per supportare Comuni, Province, Città metropolitane, Unioni di Comuni, Comunità Montane, Regioni e Province Autonome, finalizzata a liberare fondi immediatamente utilizzabili localmente per far fronte all’emergenza epidemiologica da Covid-19 con interventi mirati a beneficio della popolazione. La più estesa operazione di rinegoziazione dei mutui realizzata negli ultimi anni da Cdp ha visto l’adesione di circa 3.100 enti territoriali, che hanno potuto rinegoziare oltre 80.000 mutui per un debito residuo totale di oltre 20 miliardi di euro e liberare così risorse fino a circa 800 milioni di euro nel 2020. La misura ha coinvolto l’intero territorio nazionale in maniera e capillare, infatti, al Nord hanno aderito oltre 1.250 enti, al Sud e nelle Isole più di 1.240 e al Centro circa 590. 

Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, partecipata da numerose Fondazioni di origine bancaria, tra le quali le torinesi Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt, ha commentato:“Sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, come Cdp abbiamo sentito la responsabilità di intervenire a sostegno degli enti territoriali. Ecco perché è stato finalizzato, in tempi rapidi, un piano di rinegoziazione mutui senza precedenti. Circa un ente su due ha rinegoziato le proprie posizioni: un dato che testimonia il successo dell’iniziativa. L’operazione ha permesso di liberare significative risorse, che gli enti hanno impiegato fin da subito sul territorio, per iniziative a supporto delle famiglie, delle attività commerciali, per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale ed anche per interventi finalizzati alla ripresa delle attività culturali e di socializzazione”, 

La Fondazione Crc stanzia altri 5 milioni per finanziare 539 nuovi progetti cuneesi

Il consiglio di amministrazione della Fondazione Crc di Cuneo ha deliberato i contributi della sessione erogativa generale 2020: oltre cinque milioni di euro, tra cui circa 600mila euro già impegnati per gli esercizi 2021 e 2022. Alla scadenza, sono pervenute 772 richieste di contributo, per un importo complessivo richiesto di quasi 18,5 milioni di euro: 539 i contributi deliberati, sui 6 settori per i quali era possibile presentare richiesta.

In particolare, per Sviluppo locale e innovazione sono stati stanziati 141 contributi per 1.320.500 euro; per Arte, attività e beni culturali, 92 contributi per 797.500 euro; per Promozione e solidarietà sociale: 101 contributi per 985.000 euro; per Educazione, istruzione e formazione 70 contributi per 635.500 euro; per Salute pubblica: 28 contributi per 496.000 euro; per Attività sportiva 107 contributi per 782.000 euro.

Su tutti i contributi, per far fronte alla particolare situazione di emergenza da coronavirus, è prevista l’erogazione anticipata del 50% della somma deliberata, decisione grazie a cui, in questi mesi, la Fondazione Crc ha già immesso sul territorio 3,5 milioni di euro, immediatamente disponibili. Il presidente Giandomenico Genta sottolinea: “La Fondazione conferma, con la sessione generale 2020, il sostegno alle realtà attive in provincia di Cuneo, soprattutto in un momento in cui è necessario far fronte alle tante necessità delle nostre comunità. Dopo aver risposto alle esigenze pressanti, emerse nella fase più acuta della pandemia, dal punto di vista sociale e da quello sanitario, nell’ultimo mese la Fondazione ha reso disponibili più di sette milioni di euro, attraverso il bando Nuova Didattica, il bando Di Nuovo Insieme e ora con la sessione generale: un sostegno ampio per far ripartire la provincia, con una particolare attenzione alle persone che più hanno sofferto per questa crisi”. L’elenco completo dei contributi è disponibile sul sito della Fondazione Crc www.fondazionecrc.it

Inoltre, il Consiglio generale ha nominato consigliere Giorgio Garelli, designato dal Comune di Alba in sostituzione di Giuliano Viglione, passato in Consiglio di amministrazione.

Intesa Sanpaolo cede il credito su pegno coinvolte le Fondazioni Crc e Alessandria

Banca d’Italia ha autorizzato Banca Sistema all’acquisizione del ramo d’azienda credito su pegno del gruppo Intesa Sanpaolo. Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro la prima metà di luglio 2020. L’operazione, il cui corrispettivo risulta pari a 34 milioni di euro, incluso l'avviamento, verrà effettuata dalla controllata ProntoPegno, che sarà adeguatamente patrimonializzata. Ad affiancare Banca Sistema nell'iniziativa, infatti, saranno la Fondazione Crc di Cuneo, la Fondazione Pisa e la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, che entreranno a far parte del capitale di ProntoPegno, senza che questo pregiudichi il controllo della società da parte di Banca Sistema. E' previsto che le tre Fondazioni rilevino, in misure diverse tra loro, il 25% del capitale sociale di ProntoPegno, la conseguente sottoscrizione pro-quota da parte di tutti i soci di un aumento di capitale della ProntoPegno e l’acquisto del ramo d’azienda credito su pegno di Intesa Sanpaolo.

Il Gruppo Banca Sistema opera nel mercato del credito su pegno, tramite la controllata ProntoPegno, la cui rete è costituita da sei filiali, attive a Roma, Milano, Napoli, Rimini, Palermo e Pisa, a cui si aggiungeranno, una volta conclusa l’acquisizione, le sei filiali del ramo a Torino, Napoli, Firenze, Mestre, Parma e Civitavecchia. II credito su pegno è un business altamente profittevole, con un basso assorbimento di capitale grazie alla garanzia costituita da beni prevalentemente in oro.

Rapporto di Bankitalia sulla Valle d'Aosta lavoro e turismo sono destinati a soffrire

La pandemia di Covid-19 ha colpito l'economia valdostana in una fase di rallentamento, dato che la crescita del Pil nel 2019 si sarebbe pressoché arrestata, dopo un biennio di significativa ripresa. Sull'andamento dell'anno scorso ha influito soprattutto l'industria, che ha risentito del rilevante calo delle esportazioni. Nel terziario l'attività ha continuato a crescere, sostenuta dal comparto turistico, dove i pernottamenti sono ancora aumentati, seppure in misura contenuta e solo nella componente nazionale. Nell'edilizia la produzione è rimasta su livelli storicamente bassi. La redditività e la liquidità del complesso delle aziende si sono mantenute elevate. Nel mercato del lavoro è proseguita la moderata ripresa dell'occupazione in corso dal 2017. La dinamica dei finanziamenti al settore privato non finanziario è ulteriormente peggiorata, riflettendo l'andamento di quelli alle imprese. Per contro, l'espansione dei prestiti alle famiglie è rimasta solida. La rischiosità del credito ha continuato a scendere, sia per le imprese sia per le famiglie.

Lo riporta la Banca d'Italia, nel suo Rapporto sull'economia della Valle d'Aosta nel 2019, aggiungendo che il settore più colpito nella fase attuale è quello del turismo, che negli ultimi anni aveva fatto registrare una rilevante espansione, sostenuta soprattutto dalla componente estera. L'epidemia ha provocato il quasi totale azzeramento dell'attività nel mese di marzo. Gli operatori turistici inoltre esprimono preoccupazione per l'andamento della stagione estiva. Nella media del triennio 2017- 19 nei mesi di luglio e agosto si era concentrato oltre un terzo dei pernottamenti registrati durante l'intero anno. Quanto all'industria, i tre quarti delle aziende prevedono una riduzione del fatturato nel primo semestre del 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Dal punto di vista finanziario l'effetto recessivo indotto dall'epidemia ha sottoposto da inizio marzo le imprese a uno stress rilevante. Nel primo trimestre del 2020 il calo dei prestiti alle imprese si è accentuato, riflettendo soprattutto la dinamica nel comparto manifatturiero. La contrazione è comunque proseguita anche negli altri settori.

L'andamento dell'occupazione, già indebolitosi nel secondo semestre del 2019, è peggiorato nel primo trimestre dell'anno in corso, con l'insorgere dell'emergenza sanitaria (-0,3% rispetto allo stesso periodo del 2018). La sospensione di numerose attività economiche introdotte nel mese di marzo ha coinvolto oltre un terzo degli occupati, valore in linea con quello medio nazionale. E' verosimile che la dinamica occupazionale risentirà, nei prossimi mesi, dell'emergenza sanitaria in atto; i lavoratori più esposti sono in particolare quelli con contratti a termine, specie stagionali, quelli autonomi e, in generale, gli addetti al commercio, turismo e tempo libero, la cui incidenza è in Valle d'Aosta maggiore della media nazionale. Tra il 23 febbraio e il 23 aprile 2020 le attivazioni di posizioni lavorative nel settore privato sono calate di oltre il 55% rispetto allo stesso periodo del 2019, in misura più intensa della media nazionale.

Nel primo trimestre del 2020 le nuove erogazioni di credito al consumo e di mutui si sono ridotte, riflettendo il brusco calo della spesa per beni durevoli, in particolare di autoveicoli e la significativa contrazione delle compravendite di case.

L'emergenza sanitaria impatterà negativamente anche sui bilanci degli enti territoriali dal lato sia delle spese sia delle entrate. Tutti gli enti valdostani all'inizio del 2019 presentavano una situazione di avanzo di bilancio. Con particolare riferimento ai Comuni, nostre stime suggeriscono che la perdita di gettito delle entrate tributarie ed extra tributarie dovuta agli effetti dell'epidemia e ai provvedimenti adottati per mitigarne le conseguenze economiche è stata pari sino al mese di maggio a circa il 3% delle entrate correnti annue, valore inferiore alla media nazionale.

Per mitigare gli effetti economici dell'epidemia sulle famiglie e sulle imprese la Regione ha disposto una serie di misure di sostegno, che integrano quelle decise a livello nazionale.

Ad Asti è arrivata la fibra ultraveloce

BBBellDimensioneTiscaliVodafone e Wind3 sono i primi operatori a offrire servizi in fibra ultraveloce a Asti sulla rete di Open Fiber. Nella città piemontese, la società della fibra controllata pariteticamente da Cdp e Enel, è stata completata la connessione in Ftth (Fiber to the home, ovvero fibra fino a casa) di circa 4.500 abitazioni. Lo riferisce Firstonline, precisando che i quartieri compresi tra Corso Volta, Piazza Campo del Palio e la stazione ferroviaria potranno dunque contare su una velocità di connessione fino a 1 Gigabit per secondo. La società guidata dalla torinese Elisabetta Ripa ha completato il cablaggio di una parte della città. “Si tratta solo del primo traguardo di un progetto ben più ampio – precisa Open Fiber – che prevede un investimento diretto pari a 10 milioni di euro e il collegamento di 27mila unità immobiliari, attraverso un’infrastruttura interamente in fibra ottica di circa 150 chilometri“.

Open Fiber, impegnata sulla realizzazione della rete in fibra ottica su scala nazionale, è un operatore wholesale only. Significa, in concreto, che non offre il servizio di telefonia o connessione ma che rivende agli operatori interessati, come appunto i cinque già citati, l’accesso alla propria rete, lasciando libero ciascuno di proporre la sua offerta commerciale ai clienti finali. Nuovi partner sono attesi nei prossimi mesi.

Torino, ecco i costi dello smart working per bar e ristoranti del centro cittadino

Da oggi quella che finora era una impressione, sia pure ben fondata sulle tante segnalazioni ricevute, è avvalorata da dati precisi: bar e ristoranti del centro di Torino sono in profonda sofferenza a causa della forte diminuzione della clientela dovuta allo smart working”. Così, Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti Torino, commenta i risultati di un sondaggio appena fatto dall'associazione. Quasi il 60% degli intervistati lamenta il dimezzamento (e oltre) degli incassi, ma anche per quelli un po' meno in difficoltà (10,5%) la diminuzione è fra il 10% e il 30% e per il 31,6% del campione fra il 30% e il 50%. Fra l'altro, il 5,2% teme di dover chiudere definitivamente. Tutti auspicano che le cose si risolvano velocemente e per "velocemente" intendono entro l'estate o poco più.

Pesanti le conseguenze occupazionali: l'89,4% degli operatori teme di dover ridurre il numero dei dipendenti, soprattutto se non ci sarà una proroga della cassa integrazione in deroga, che finora ha consentito di mitigare le conseguenze negative del calo di fatturato.

Si tratta - dice Banchieri - di un aspetto particolarmente delicato: stiamo parlando di piccole aziende nelle quali il rapporto con i dipendenti è diretto e di lunga consuetudine. Per molti colleghi sarebbe un trauma dover lasciare a casa i propri collaboratori e quindi cercano di resistere, facendo leva anche su risorse personali. Ma così le cose non possono durare a lungo. Per noi è fondamentale il flusso costante della liquidità. Il rilancio di Torino non può che passare anche attraverso il rilancio della propria rete commerciale; non possiamo permetterci il suo depauperamento e la morte di tante aziende. Questo rischio riguarda non solo i pubblici esercizi: loro sono senza dubbio i più coinvolti, ma anche il resto del commercio viene colpito da questa situazione”.

L'impegno della Fondazione Cr Vercelli per sostenere la comunità nella pandemia

Per fronteggiare l’emergenza pandemica da Coronavirus, la Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli si è impegnata in un’attività erogativa straordinaria, su diversi fronti. In particolare, da marzo a maggio, ha stanziato circa 650mila euro “per rispondere alle pressanti istanze della sanità vercellese e valsesiana, sostenere le piccole imprese locali, ma anche le famiglie in difficoltà” ha detto il presidente, Aldo Casalini.

La Fondazione ha stanziato di 230mila euro a favore dell’Asl Vercelli per l’acquisto di attrezzature mediche per l’allestimento del reparto di Rianimazione dell’ospedale Sant’Andrea; inoltre, con una quota di 25mila euro, ha aderito al progetto regionale quinquennale Adotta un medico” per l’attivazione di un contratto aggiuntivo per un medico specialista in anestesia e aianimazione, in servizio all’Asl di Vercelli. Altro significativo contributo, del valore di 125mila euro, è stato destinato al progetto del Comune di Vercelli “Un Patto per la ripresa di Vercelli”, volto a creare un fondo per la concessione di incentivi alle piccole imprese e favorire così la ripartenza del tessuto economico locale.

Ma non solo. Con uno stanziamento di 57mila euro, la Fondazione Cr Vercelli ha contribuito all’allestimento di 23 posti letto aggiuntivi alla casa di cura del Trompone di Moncrivello, gestita dai Silenziosi Operai della Croce. Una dotazione, questa, destinata ai pazienti ricoverati affetti dal virus e sottoposti a ventilazione assistita. Trentamila euro sono stati destinati alla Fondazione Valsesia per iniziative di sostegno legate all’epidemia; altri 30mila euro sono stati erogati al Comune di Gattinara per contribuire al progetto di riconversione dell’ex ospedale San Giovanni in presidio dedicato al Coronavirus.

Per supportare il Comune di Borgosesia negli interventi a favore delle famiglie in difficoltà la Fondazione presieduta da Aldo Casalini ha deliberato un contributo di 25mila euro, mentre con una quota di 21mila euro ha partecipato alla predisposizione di misure economiche regionali di rilancio dell’economia e di sostegno alle categorie sociali deboli, messe in campo dall’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria piemontesi. Infine, erogazioni per un importo complessivo di 11mila euro, sono state destinate alla Croce Rossa di Vercelli e Crescentino, all’Associazione nazionale Carabinieri di Vercelli e alla Vapc di Cigliano, per l’acquisto di dispositivi di protezione e di materiale sanitario.

Dalla sua istituzione, che risale al 1992, la Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli ha erogato oltre 56 milioni di euro.

Una nuova Divisione per Intesa Sanpaolo: Imi Corporate & Investment Banking

Gaetano Miccichè, Mauro Micillo e Massimo Mocio hanno presentato la nuova Divisione Imi Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo e il nuovo brand. La nuova struttura organizzativa nascerà al completamento dell’iter di fusione per incorporazione di Banca Imi in Intesa Sanpaolo, previsto nel mese di luglio. L’integrazione di Banca Imi nella capogruppo si inserisce nel contesto del Piano di Impresa 2018-21 di Intesa Sanpaolo, quale motore chiave per la sua realizzazione. Già oggi, infatti, la banca d’investimento, leader italiano indiscusso in ambito capital markets & investment banking, rappresenta un elemento significativo per il raggiungimento dei risultati di tutto il Gruppo.

La nuova realtà affonda le proprie radici in quei valori che hanno determinato il successo del “modello Imi” negli anni e intende sostenere e supportare fattivamente la ripresa economica del Paese. In tale contesto viene confermato e ancor più valorizzato il modello di business unico e distintivo del Cib di Intesa Sanpaolo, basato sulla centralità della relazione con la clientela, che ne garantisce la copertura a livello settoriale sia per il mondo delle imprese e della pubblica amministrazione, sia per le istituzioni finanziarie. A ciò si aggiunge l’ulteriore rafforzamento di un presidio internazionale consolidato negli anni, tramite un network di hub e filiali corporate presenti in 25 Paesi, in grado di accompagnare e assistere i clienti nelle attività al di fuori dei confini nazionali. Infine, la nuova Imi Corporate & Investment Banking si confermerà come centro di eccellenza sui prodotti di capital markets, investment banking e finanza strutturata.

 La nascita della nuova Divisione Imi Corporate & Investment Banking consentirà al Gruppo Intesa Sanpaolo di poter servire, in maniera ancora più efficace, i propri clienti corporate, la pubblica amministrazione e le istituzioni finanziarie, facendo leva su un modello di business unico, su competenze specialistiche e professionalità di primissimo livello e su un brand che rappresenta l’eccellenza italiana nel suo ambito.

Bandi, un record della Regione Piemonte

In meno di una settimana, la Regione Piemonte ha definito la graduatoria per l'assegnazione di 13,2 milioni di euro a quasi 300 Comuni, somma destinata a coprire la metà della spesa per la realizzazione di opere stradali, cimiteriali, municipali e di illuminazione pubblica. Il bando per la richiesta dei contributi è scaduto il 16 giugno - sottolineano il presidente Alberto Cirio e l’assessore alle Opere pubbliche, Marco Gabusi - e in meno di una settimana abbiamo già assegnato le somme approvate. Questo risultato è anche la dimostrazione che quando le procedure vengono studiate in maniera semplice e pragmatica funzionano. E funzionano rapidamente”.

Alla scadenza del bando sono arrivate 1.068 domande e ne sono state approvate 296. Il contributo regionale complessivo è di 13,2 milioni di euro: 6,5 per i Comuni con meno di 1.000 abitanti per un importo unitario fino a 80.000 euro e 6,7 per i Comuni con più di 1.000 abitanti per un importo unitario fino a 160.000 euro. La suddivisione su base provinciale è la seguente: Alessandria oltre 2 milioni per 60 interventi, Asti più di 2 milioni per 49 interventi, Biella circa 1 milione per 18 interventi, Cuneo 3,5 milioni per 73 interventi, Novara circa 900.000 euro per 15 interventi, Torino 1,5 milioni per 36 interventi, Verbano-Cusio-Ossola circa 700.000 euro per 17 interventi, Vercelli più di un milione di euro per 28 interventi.

Ecco i nuovi organi di Fondazione Carige l'imperiese Raineri è il vice presidente

Imperiese, classe 1946, una lunga carriera politica incominciata a 18 anni, con la tessera della Dc, più volte assessore comunale e poi in Provincia, già consigliere di amministrazione dell'Autostrada dei Fiori e della Riviera Trasporti, storico presidente dell'associazione locale Paraiso, che ha fondato, Giacomo Raineri è il nuovo vice presidente della Fondazione Carige, dove è stato designato da Claudio Scajola, sindaco di Imperia. Gli altri consiglieri di amministrazione di Fondazione Carige sono Paola Girdinio, Andrea Rivellini, Roberto Timossi. Presidente, incredibilmente, è stato confermato Paolo Momigliano. I consiglieri di Indirizzo sono Roberto Adinolfi, Barbara Amerio, Franco Ardoino, Maurizio Barabino, Vittorio Coletti, Riccardo Ferrante, Alessandro Frega, Ilaria Murmura, Ilaria Natoli e Paola Raffaglio.

Dal bilancio demerge che, nel 2019, Fondazione Carige ha deliberato stanziamenti per 429,277 euro, che, con i 798.632 relativi a esercizi precedenti, portano il totale dell'anno a 1.227.909 euro, cifra comunque inferiore alla somma dei costi dell'esercizio (1,462 milioni), fra i quali si trovano 307.405 euro per consulenti e collaboratori esterni, 109.405 euro per servizi di gestione del patrimonio e 189.758 euro per compensi e rimborsi spese degli organi statutari (il presidente ha ricevuto 43.200 euro, il consiglio di amministrazione 50.086 e quello di indirizzo 20.971).

Quest'anno, Fondazione Carige ha venduto metà del suo tesoro costituito dalle azioni Cdp (Cassa Depositi e Prestiti). Infatti, ha ceduto 600.000 azioni Cdp, incassando 35,8 milioni, con una plusvalenza di 20,9 milioni. Prima dell'alienazione aveva 1.269.882 azioni Cdp, pari allo 0,37% del capitale e che, l'anno scorso, hanno fruttato un dividendo, ordinario e straordinario, di 9,448 milioni, equivalenti a più dell'83% dei proventi complessivi. Al 31 dicembre vantava un patrimonio netto di 58,888 milioni, ma presentava disavanzi portati a nuovo per 624,66 milioni.

Banca Passadore, utile boom e a Verona

Il bilancio 2019 della Banca Passadore è stato il migliore della storia dll'istituto genovese fondato 132 anni fa. Lo ha ricordato Firstonline, l'autorevole giornale web di Ernesto Auci e Franco Locatelli, riportando che, l’anno scorso, la Banca Passadore, che fa capo all'omonima famiglia, ha registrato l’exploit dell’utile, salito di oltre il 61% a 27 milioni di euro, con la raccolta diretta che ha superato i 3 miliardi (+8,4%), gli impieghi a 1,785 miliardi (+4,9%) e i depositi a 4,78 miliardi (+2,1%). Il totale delle masse amministrate è dunque salito a 7,853 miliardi, con un indice di redditività (roe) pari al 13,7%.

L’assemblea ha approvato un riparto dell’utile che prevede significativi accantonamenti a riserva e un dividendo di 0,35 euro per azione (+16,7% rispetto all’anno precedente). Cedola la cui distribuzione sarà però sospesa fino ad ottobre, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica. Anche il rapporto crediti deteriorati sul totale dei crediti è migliorato, scendendo al 1,96%, senza che la banca abbia mai effettuato alcuna cessione di npl. Il Cet1 è pari al 13,3%.

E anche il 2020 è iniziato bene – aggiunge Firstonline - nel primo trimestre, i depositi sono aumentati del 16,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, i finanziamenti dello 0,5% e l’utile netto del 22,3%. L’emergenza Covid-19, però, danneggerà il proseguimento del 2020: Banca Passadore non ha fatto mistero di aspettarsi un ridimensionamento rispetto alla performance del 2019.

L’anno, infine, si è aperto con l’apertura di una filiale nel centro di Verona, la 25.ma di Banca Passadore, che può contare oggi su una rete territoriale che si estende in otto Regioni italiane (Liguria, Lombardia, Lazio, Piemonte, Valle d’Aosta, Emilia Romagna, Toscana, Veneto) e 18 città (Genova, Milano, Roma, Torino, Firenze, Parma, Brescia,Verona, Aosta, Alessandria, Imperia, La Spezia, Alba, Chiavari, Albenga, Bordighera, Novi Ligure, Portofino).

Miroglio avvia in nuovo reparto a Pollenzo la produzione di mascherine chirurgiche

Il gruppo Miroglio di Alba, già dal mese di marzo impegnato a fronteggiare la grande richiesta di mascherine facciali anti Covid-19 da parte di istituzioni e cittadinanza, inizia la produzione di mascherine chirurgiche. Continua così il percorso di diversificazione produttiva, attraverso un ampliamento industriale che vede nascere, nello stabilimento di Pollenzo-Bra, un nuovo reparto d’eccellenza per la produzione automatizzata delle mascherine, in un ambiente a carica batterica controllata. Le mascherine chirurgiche Miroglio sono dispositivi medici monouso (Classe I – Tipo II), prodotti in Italia, in conformità alla Direttiva 93/42/Cee, marchiati CE e imbustati singolarmente. Grazie ai due strati di tessuto Tnt da 80 grammi/m2 da cui sono composte, le mascherine hanno un’efficienza di filtrazione batterica superiore al 98%.

Grazie alla propria business unit M360, specializzata nelle attività integrate di sourcing, prototipia e confezionamento lungo tutta la catena del valore, oggi il gruppo Miroglio è in grado di produrre e distribuire 40.000 mascherine chirurgiche in Tnt al giorno, ma entro luglio si doterà di una seconda linea produttiva e porterà la propria capacità a 100.000 mascherine chirurgiche giornaliere, dando vita, così, a un progetto destinato a proseguire anche una volta superato l’attuale periodo di emergenza. “Grazie all’impianto già in funzione e alla nuova linea – ha detto Stefano Mulasso, responsabile business unit M360 – prevediamo di produrre dai 7 ai 10 milioni di mascherine chirurgiche entro fine anno: 500.000 saranno destinate ai dipendenti del gruppo Miroglio che lavorano nelle sedi e i nostri 900 punti vendita, mentre le altre potremo distribuirle sul mercato a un prezzo inferiore ai 50 centesimi l’una”.

Sella amplia i servizi di open banking

Banca Sella amplia i servizi di open banking e lancia una nuova funzionalità, che consente ai clienti di fare bonifici anche dai propri conti correnti di altre banche, direttamente da app Sella e da internet banking. La nuova funzionalità fa parte del servizio di account aggregation, introdotto all’inizio di quest’anno, grazie al quale i clienti di Banca Sella possono avere un punto d’accesso unico anche ai conti correnti che hanno in altre banche, per avere facilmente un quadro complessivo delle proprie finanze. Finora il servizio di account aggregation consentiva di consultare il saldo e la lista movimenti di ogni singolo conto e di suddividere per categorie le entrate e le uscite. Con questa nuova funzionalità, il servizio diventa quindi anche dispositivo, offrendo la possibilità di effettuare bonifici dai diversi conti correnti direttamente dai canali di Banca Sella.

Ecco come funziona. Una volta entrati nel proprio conto corrente tramite app o internet banking, dalla sezione “conti e carte” il cliente sceglie il conto corrente della banca che vuole utilizzare e procede con il bonifico indicando il beneficiario, l’Iban, l’importo e la causale. La nuova funzionalità è disponibile per i clienti che hanno attivato l’aggregatore di conti di Banca Sella e, al momento, dà la possibilità di effettuare bonifici ordinari. In futuro si potranno eseguire anche bonifici istantanei, ricorrenti e internazionali, il tutto nel rispetto degli standard di sicurezza richiesti dalla direttiva europea Psd2.

Il valore dei titoli delle famiglie piemontesi diminuito dell'11% nei primi tre mesi 2020

Il primo trimestre 2020 è costato caro alle famiglie piemontesi anche in termini di risparmio. Il valore dei loro titoli affidati in custodia alle banche, infatti, si è ridotto di poco meno dell'11%. Il calo si deve in parte a cessioni, per necessità o per scelta; ma soprattutto per i ribassi delle quotazioni, non soltanto delle obbligazioni, a partire da quelle bancarie (-25%), ma anche delle azioni (-18,5%), dei titoli di Stato italiani (-10%) e anche delle quote di fondi comuni (-4,9%).

Lo ha censito la direzione regionale della Banca d'Italia, ricordando che al 31 dicembre scorso, il valore dei titoli dati dalle famiglie in custodia alle banche ammontava a 91,361 miliardi, il 5,2% in più rispetto alla stessa data del 2018 (incremento dovuto, in particolare, al favorevole andamento della Borsa). Alla fine del 2019, comunque, le banche attive in Piemonte avevano in custodia, per conto delle famiglie, titoli di Stato italiani per 15,678 miliardi, obbligazioni bancarie italiane per 10,374 miliardi, altre obbligazioni per 7,415 miliardi, azioni per 9,924 miliardi e quote di fondi per 48,119 miliardi.

Un calo più che doppio di quello relativo alle famiglie è stato fatto registrare dalle imprese, il cui valore dei titoli in custodia a fine marzo è risultato inferiore del 21,3% (a fine dicembre il loro valore era di 12,968 miliardi).

Imprese e famiglie hanno invece aumentato ulteriormente i loro depositi in banca, che, alla fine del 2019, ammontavano già a 110,336 miliardi, il 5,7% in più rispetto a un anno prima. Nel primo trimestre di quest'anno, infatti, i depositi bancari delle famiglie, pari a 86,276 miliari al 31 dicembre scorso, sono cresciuti del 6,7% e del 3,7% quelli delle imprese (24,059 miliardi).

Ecco, per provincia, il valore dei depositi bancari alla fine dell'anno appena passato: Torino 56,643 miliardi (+5,5% rispetto a fine 2018), Alessandria 10,186 miliardi (+6,3%), Asti 5,360 miliardi (+6,5%), Biella 4,373 miliardi (+5,9%), Cuneo 17,343 miliardi (+5,1%), Novara 9,046 miliardi (+5,5%), Verbania 3,375 miliardi (+6%), Vercelli 4,010 miliardi (+8%). Quanto ai titoli in custodia, ecco i rispettivi valori: Torino 52,812 miliardi (+5,2%), Alessandria 11,149 (+8,4%9, Asti 5,293 (+1%), Biella 5,129 (+3,8%), Cuneo 14,323 (+3,4%), Novara 8,192 (+5,5%), Verbania 2,164 (+$%) , Vercelli 5,267 (+7,4%).

Mercato autocarri, in maggio calo del 41%

Nonostante la riapertura dei concessionari e il progressivo allentamento delle misure restrittive anti Covid-19, il mercato italiano degli autocarri riporta in maggio ancora una significativa flessione a doppia cifra, anche se in recupero rispetto al tracollo di aprile. Così, il cumulato dei primi cinque mesi presenta risultati “preoccupanti”. Lo ha comunicato l'Anfia, l'associazione dell'industria automotive nazionale, precisando che il mese scorso sono stati rilasciati 1.354 libretti di circolazione di nuovi autocarri (-41,3% rispetto a maggio 2019) e 944 libretti di circolazione di nuovi rimorchi e semirimorchi pesanti, ovvero con peso totale a terra superiore a 3.500 kg (-8,3%), suddivisi in 88 rimorchi (-34,8%) e 856 semirimorchi (-4,4%). Nei primi cinque mesi dell’anno si contano 7.641 libretti di circolazione di nuovi autocarri, il 29,4% in meno del periodo gennaio-maggio 2019, e 4.426 libretti di circolazione di nuovi rimorchi e semirimorchi pesanti (-41,9% rispetto a gennaio-maggio 2019), così ripartiti: 372 rimorchi (-43,5%) e 4.054 semirimorchi (-41,7%).

Energia, Asja Ambiente Italia cede a Eni tre progetti eolici da realizzare in Puglia

La torinese Asja Ambiente Italia ha chiuso un accordo con Eni per la cessione di tre progetti eolici da realizzare in Puglia per un totale di 35,2 MW. Si tratta del primo grande investimento di Eni nell’eolico sul territorio nazionale. Asja Ambiente Italia, società attiva dal 1995 nel settore delle rinnovabili, è stata altresì incaricata da Eni per la costruzione degli impianti e per i servizi di operation and maintenance. I lavori inizieranno nelle prossime settimane e la connessione alla rete elettrica è prevista per il terzo trimestre del 2021. I tre impianti saranno dotati di 16 aerogeneratori V-110 da 2,2 MW ciascuno, per una produzione annuale di oltre 81 GWh di energia elettrica rinnovabile utile a soddisfare i fabbisogni di 383.000 famiglie. “Siamo molto orgogliosi di affiancare Eni nel suo processo di decarbonizzazione” ha detto Agostino Re Rebaudengo, presidente di Asja, ricordando che “da oltre 25 anni siamo impegnati per ridurre le emissioni climalteranti producendo energia da fonti rinnovabili”.