Notizie - 05 aprile 2023, 17:31

Come ridurre il consumo energetico residenziale

Agostino Re Rebaudengo

Agostino Re Rebaudengo

di Agostino Re Rebaudengo*

La riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente è un passaggio obbligato per il raggiungimento degli obiettivi europei di decarbonizzazione.

Questo è ancor più vero in un Paese come l’Italia, dove il 76% degli immobili ha più di trent’anni e il 60% di essi è in classe energetica F e G (fonte Enea). Non stupisce, quindi, che una larga quota dei consumi finali complessivi di energia elettrica e termica, circa il 40%, sia da ricondurre agli edifici; di questo 40%, la gran parte è destinata al riscaldamento e alla produzione di acqua calda sanitaria (fonte Assotermica).

Come ridurre dunque il peso dell’edilizia, soprattutto residenziale, sul bilancio energetico ed emissivo? Sicuramente attraverso un miglior isolamento termico delle strutture e una maggior diffusione di sistemi per la gestione intelligente dei consumi, ma soprattutto utilizzando tecnologie per il riscaldamento efficienti ed ecologiche, quali la micro-cogenerazione ad alto rendimento e le pompe di calore.

I micro-cogeneratori sono sistemi che producono simultaneamente elettricità e calore, sotto forma di acqua calda, con un unico combustibile (tipicamente gas naturale, biometano, gpl).

Rispetto alla generazione separata, la micro-cogenerazione riduce del 30% il consumo di energia primaria, con un conseguente taglio delle bollette e delle emissioni inquinanti e climalteranti. In ambito residenziale, tali sistemi sono in grado di esprimere al massimo il proprio potenziale di efficientamento soprattutto quando applicati in condomini di medie-grandi dimensioni, dotati di riscaldamento centralizzato (eventualmente anche di acqua calda sanitaria).

Rispetto alle pompe di calore elettriche, i micro-cogeneratori sono in grado di fornire calore ad alta temperatura e sono dunque compatibili con tutti i sistemi di distribuzione calore. Dall’altro lato, le pompe di calore elettriche hanno un’efficienza di conversione generalmente più alta (almeno a temperature esterne non troppo rigide e a temperature di mandata all’utenza più contenute).

Infine, le pompe di calore e i micro-cogeneratori, se alimentati a biometano, rientrano tra le tecnologie a fonte rinnovabile. L’accoppiamento di questi due sistemi per il settore residenziale rappresenta, e non solo, una soluzione vincente in termini di efficienza e flessibilità con elevate prestazioni anche ad alte temperature di mandata.

Massimizzando i benefici di entrambe le tecnologie, i sistemi ibridi micro-cogeneratore-pompa di calore permettono infatti di ottenere efficienze di conversione superiori al l00% e di fornire calore ad ampio intervallo di temperature, estendendo dunque l’adattabilità a differenti tipologie di utenza. Inoltre, alimentando la pompa di calore con l’energia elettrica prodotta dal microcogeneratore, si riducono al minimo sia il prelievo sia la cessione di energia dalla rete. A livello economico, oltre ai risparmi generati dalla maggiore efficienza rispetto alle tecnologie tradizionali, si ha un ulteriore beneficio derivante dall’accisa ridotta applicata su una parte del combustibile utilizzato dal microcogeneratore.

A livello ambientale, un sistema ibrido genera in ogni condizione di utilizzo minori emissioni di CO2 rispetto a tutti gli altri sistemi impiantistici.

A livello sistemico, la diffusione di una tecnologia efficiente e programmabile come la micro-cogenerazione contribuisce, a maggior ragione nel caso di alimentazione biometano, al miglioramento energetico e ambientale del patrimonio edilizio esistente, riducendo a livello locale l’impegno della rete elettrica e offrendo un’ulteriore opzione di flessibilità alla stessa.

*Presidente Elettricità Futura, Asja Ambiente Italia

 

(dal blog rerebaudengo.it)

 

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