Catonarie | 30 marzo 2023, 09:25

Pnrr, ecco perché ora serve un commissario

Giorgia Meloni

Giorgia Meloni

di Franco Locatelli*

La denuncia, a tinte forti e a numeri inequivocabili, della Corte dei Conti e il grido d’allarme del ministro per gli Affari europei, Raffaele Fitto, lasciano chiaramente intendere che nell’attuazione del Piano per la ripresa e la resilienza (Pnrr), che l’Europa è pronta ad alimentare con 190 miliardi di euro, l’Italia non è soltanto in gravissimo ritardo ma è sull’orlo dell’abisso.

In altre parole, se non si dà una sveglia, il nostro Paese rischia di perdere buona parte della ricca dote che l’Unione europea ci ha messo a disposizione con il Next Generation Eu per ammortizzare e superare in avanti i guai del Covid. Finora, ci ricorda opportunamente la Corte dei Conti, il livello di attuazione finanziaria del Pnrr è fermo al 6% rispetto agli obiettivi programmati e questo basta e avanza per dare l’idea della gravità dei ritardi.

Non è la prima volta che l’inefficienza della Pubblica amministrazione e l’incapacità dei politici e degli amministratori di turno fanno perdere al Paese risorse preziose – e tutta la storia dei fondi europei è lì a ricordarcelo – ma stavolta c’è di più.

Non solo perché la dote prevista dall’Europa, tra prestiti a tassi molto ridotti e stanziamenti a fondo perduto, è addirittura superiore a quella che l’Italia del dopoguerra ricevette dal mitico Piano Marshall, ma perch non riuscire a spendere i fondi del Pnrr sarebbe la prova di un clamoroso fallimento, che esporrebbe l’Italia alla bocciatura non solo dell’Unione europea ma dei mercati e ridicolizzerebbe per sempre quei bontemponi alla Salvini, che gridano all’Europa matrigna senza scusarsi per la propria abissale inadeguatezza e la propria conclamata malafede.

Ecco perché serve una svolta e serve subito, sul modello della virtuosa esperienza del Governo Draghi, che di fronte alla spaventosa e imprevista emergenza della pandemia prese il toro per le corna e affidò pieni poteri a un generale di alto rango e di straordinaria efficienza come Francesco Paolo Figliuolo nominandolo Commissario straordinario contro il Covid. Nomina quanto mai azzeccata e coronata da successo, unanimemente riconosciuto.

Contro l’emergenza Pnrr non servono a nulla le polemiche e la politica dello scaricabarile: serve decidere e agire al più presto, aggirando tutte le lentezze burocratiche e l’inadeguatezza della Pubblica amministrazione, al centro come in periferia. Agire e agire subito, accentrando e sveltendo i processi decisionali, ma nella trasparenza e senza dimenticare l’avvertimento lanciato qualche giorno fa dal Procuratore nazionale Antimafia, Giovanni Melill, che non a caso non perde occasione per ricordare che la mafia di oggi è principalmente una mafia da business e che la tentazione di infiltrarsi nei progetti e nei fondi del Pnrr è sempre dietro l’angolo.

Un Commissario straordinario per il Pnrr dunque, sul modello Figliuolo. E ha ragione da vendere Il Foglio nel proporlo a chiare lettere. Del resto, come ricorda il quotidiano diretto da Claudio Cerasa, non c’è bisogno di nuove leggi per nominare un Commissario straordinario per il Pnrr.

La legge c’è già e l’articolo 12 del decreto 77 del maggio 2021 sulle norme per l’attuazione del Pnrr dice esplicitamente che, di fronte a ritardi della Pa, delle Regioni e degli enti locali, il Presidente del Consiglio “individua l’amministrazione, l’ente, l’organo o l’ufficio, o i commissari ad acta, ai quali attribuisce, in via sostitutiva, il potere di adottare gli atti o provvedimenti necessari oppure di provvedere all’esecuzione dei progetti”.

La premier Giorgia Meloni, che ha dimostrato di essere una leader tosta, anche se spesso prigioniera dei suoi fantasmi del passato e di una compagnia ministeriale per lo più mediocre, ci pensi e provveda rapidamente. Non è più tempo di indugi, altrimenti la responsabilità del fallimento del Pnrr avrà un nome e un cognome solo: il suo.

* Franco Locatelli è socio fondatore, amministratore e direttore responsabile di Firstonline, giornale web di economia e finanza (ma non solo)