Proposte | 05 marzo 2023, 08:57

Flavia 1500, Lancia targata Pesenti

La Lancia Flavia 1500 Prima serie

La Lancia Flavia 1500 Prima serie

di Francesco Amadelli*

L’anno 1960 rappresenta per l’Italia il punto di svolta per l’intera economia nazionale che risente favorevolmente dei sacrifici compiuti dagli italiani nei quindici anni precedenti, cioè dalla fine della guerra. E’ un Italia dalle grandi potenzialità e capacità destinate a emergere grazie a un imprenditoria nazionale entusiasta e caparbia, benché spesso priva di esperienza soprattutto in campo internazionale, nel quale dovrà vedersela con colossi stranieri grintosi e dotati di maggiori capitali.

L’azienda Lancia è passata di mano da pochi anni, gli eredi Lancia con in testa il mitico Gianni non guidano più una delle case costruttrici più famose e innovative della storia. E’ iniziata l’era di Carlo Pesenti, il cementiere laureato in ingegneria, erroneamente creduto profano in campo automobilistico; egli sarà capace di dimostrare come il marchio Lancia sia capace di tenere botta ai concorrenti stranieri. 

Capo della progettazione venne chiamato Antonio Fessia, da poco uscito dalla Fiat per divergenze con l’alta dirigenza, promotore di progetti di auto a trazione anteriore fra cui la Cemsa, un prototipo da lui ideato e proposto alla Caproni che, diversamente dagli aerei prodotti, non decollerà mai, nonostante le idee innovative o forse proprio a causa di queste quali la cilindrata di 1100cc ritenuta al tempo la cilindrata ideale per una vettura media destinata al pubblico italiano.

Il fallimento della Caproni farà approdare Fessia alla Lancia nel momento in cui Pesenti ritiene di produrre una vettura di segmento medio-alto di concezione totalmente nuova.

Oltre alla trazione anteriore, divenuta in seguito una costante delle vetture torinesi di Borgo San Paolo, la vettura adotterà i quattro freni a disco, il motore di 1500cc ad aste e bilancieri dotato di molte parti in lega leggera definito “piatto” cioè a cilindri contrapposti di 180° con sistemazione anteriore longitudinale a sbalzo . 

Nonostante le promesse la vettura continuò a essere prodotta nello stabilimento di Borgo San Paolo anziché nel nuovo polo industriale di Chivasso voluto fortemente da Carlo Pesenti.

Il motore nel 1963 verrà ritoccato, depotenziato e portato  a 1.488cc, in compenso verrà aumentato il rapporto di compressione e i Cv passeranno da 78 a 80 a tutto vantaggio della ripresa e della velocità massima di 150 km/h. Gli interni saranno all’altezza della fama Lancia con ampia disponibilità di spazio e confort.

Fu sicuramente l’aspetto esteriore a suscitare le maggiori perplessità dato che la clientela Lancia avrebbe gradito una linea più tradizionale: questa verrà introdotta con la seconda versione apparsa nel 1967. 

Poco più di 28.000 gli esemplari di Flavia 1500 prima serie prodotti, alcuni dei quali assemblati in  Sud Africa secondo un accordo temporaneo contratto con quella nazione.

La Flavia continuerà la tradizione delle vetture Lancia con nome evocativo le glorie dell’antica Roma (Flaminia, Appia, Aurelia etc) subirà diversi cambiamenti nella linea e nella meccanica ma mai farà vacillare la qualità delle auto simbolo di italianità nel mondo.

Le innovazioni purtroppo ebbero un peso notevole sui costi di produzione e la Flavia contribuì assieme ai modelli seguenti all’indebitamento graduale dell’azienda che sfocerà nella cessione del pacchetto azionario alla Fiat secondo modalità a tutt’oggi ancora poco chiare.

* Storico dell'auto, scrittore