Proposte | 17 gennaio 2023, 08:03

A Novara la bella mostra su Milano

A Novara la bella mostra su Milano

di Francesco Amadelli*

Anche questa volta il Comune di Novara non delude gli amanti dell’arte con questa splendida mostra – Milano da romantica a scapigliata - dedicata agli artisti, principalmente pittori, che operarono nel periodo 1810-1890 nella capitale lombarda, di cui Novara sente ancor oggi la forte influenza culturale.

La corrente pittorica del periodo si può riassumere in tre fasi preminenti: pittura urbana, ritrattistica, di genere, in uno scorrere costante e delicato al quale si dedicarono gli artisti coinvolti.

L’opera introduttiva del 1855 è di Hayez (famoso per il dipinto Il Bacio) e raffigura la passione amorosa di Imelda e Bonifacio i quali, novelli Giulietta e Romeo, si amano sebbene appartenenti a due famiglie nobili rivali. La loro fine è predestinata e a essa si sottopongono come eroici paladini dell’amore. La storia, più affascinante che vera, cattura la passione del visitatore per la sofferenza patita dai due amanti.

Migliara, Canella e Inganni sono i tre artisti ai quali sono dedicate le sale seguenti per la pittura urbana fatta di scorci riproducenti perfettamente la Milano del secolo diciannovesimo, Il Duomo in primis, nei quali la presenza umana si evidenzia per i personaggi minuscoli sicuramente poco appariscenti ma fondamentali per la riuscita del dipinto.

Dal 1817 sarà Migliara con la sue vedute d’interno del Duomo assieme a Canella con le vie di Milano, frequentate da personaggi di estrazione sociale differente poste in risalto dalla magia del colore, a contraddistinguere la pittura del periodo romantico.

Angelo Inganni con occhio anticipatore ci porta nel quartiere popolare di Rebecchino nel quale risaltano alcuni mestieri ormai scomparsi e dettagli affascinanti dell’epoca secondo un’inquadratura a campo medio che definiremmo quasi cinematografica.

Bisi e Prunazzi fanno mostra della propria abilità dipingendo Milano sotto la neve con la perfezione (e il silenzio, aggiungiamo noi) degna dei migliori artisti.

La mostra continua con la pittura ritrattistica nella quale Hayez e Molteni primeggiano per i ritratti ambientali e per il fascino per il Medio Oriente, tanto in vigore all’epoca. Un ritratto di nobildonna con turbante e un altro con in braccio il proprio bambino deceduto due anni prima e dipinto secondo la volontà della madre e una certa fantasia dell’autore.

A seguire un ritratto di Alessandro Manzoni eseguito da Molteni. Quest’ultimo fu molto criticato per la pittura di genere mirata più al guadagno che all’espressione artistica. 

La carrellata continua con i due fratelli Domenico e Gerolamo Induno, pittori risorgimentali molto sensibili ai temi storici, in particolare a quelli che porteranno all’Unità d’Italia. Saranno fervidi interpreti della pittura raccontata dalla parte del popolo come uno scorcio delle barricate innalzate durante le Cinque Giornate (18-22 marzo 1848), Garibaldi, eroe mitizzato già in vita, e la coda della povera gente di fronte al Monte di Pietà.

Bertini e Pagliano saranno invece protagonisti di un cambiamento, dal disegno al colore. Siamo così alla Scapigliatura, nella quale Carcano e Faruffini ci porteranno in un atmosfera particolare fatta di pennellate nuove e ricche di effetti luce. La sesta sala ci mostra la “pittura scombiccherata e impiastricciata” di Filippo Carcano con la quale il maestro ci conduce in piena Scapigliatura affiancato da Mosè Bianchi e i suoi “momenti di quotidiana follia” del 1870.

La parte dedicata alla Scapigliatura annovera ritratti di Ranzoni e Tranquillo Cremona per la pittura, di Grandi per la scultura e di Pisani Dossi per la letteratura. Nell’ultima sala il linguaggio scapigliato di Ranzoni e Cremona raggiunge l’apice con ritratti nei quali i personaggi e il fondo si integrano in un tutt’uno fino ad assumere toni evanescenti e sognatori.

Ottima occasione questa del Comune di Novara per ricordarci come nella storia artistica del ‘800, soprattutto pittorica, non ci furono soltanto i macchiaioli ma molti altri artisti posti spesso ingiustamente in secondo piano.

Da non perdere per la delicatezza e la sobrietà del movimento della Scapigliatura scevro di volgarità e rozzezza alle quali ci stiamo abituando con cattivi esempi sempre più frequenti.

La mostra è al Castello di Novara fino al 12 marzo prossimo.

* Scrittore



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