Piazza Affari | 08 gennaio 2023, 12:40

Borsa: Intesa Sanpaolo sorpassata dalla Ferrari

Scesa al terzo posto nella classifica delle quotate del Nord Ovest per capitalizzazione a fine 2022 - Tutta la graduatoria

Carlo Messina

Carlo Messina

Cambio sul podio delle quotate del Nord Ovest per capitalizzazione. A fine 2022, Intesa Sanpaolo è finita al terzo posto, mentre un anno prima era al secondo. La banca che ha come maggiore azionista la fondazione torinese Compagnia di San Paolo e come guida Carlo Messina, è stata scavalcata dalla Ferrari, controllata dall'Exor degli eredi Agnelli e presieduta da John Elkann.

La capitalizzazione di Intesa Sanpaolo, infatti, al 30 dicembre scorso è risultata di 39,614 miliardi (44,224 a fine 2021), a fronte dei 41,219 miliardi della Ferrari (44,065 un anno prima). In testa, comunque, si è confermata Stellantis con 42,776 miliardi, nonostante il calo di quasi 10 miliardi. Anche Stellantis ha come maggiore socio singolo Exor ed è presieduta da John Elkann.

Cambiamenti si rilevano pure nel resto della top ten 2022, che, fra l'altro, registra l'assenza proprio di Exor, uscita dalla Borsa di Milano e approdata a quella di Amsterdam, sede delle holding del gruppo torinese. Se, infatti, il quarto posto è stato mantenuto da Cnh Industrial con 20,331 miliardi (23,212 a fine 2021), al quinto è salita Diasorin con 7,737 miliardi dal precedente sesto (9,352 miliardi) e al sesto la genovese Erg della famiglia Garrone-Mondini con 4,385 miliardi. Al 30 dicembre 2021, la Erg era nona con 4,278 miliardi.

In settima posizione per capitalizzazione è finita l'Italgas guidata da Paolo Gallo con 4,235 miliardi (era ottava con 4,914 miliardi al 30 dicembre 2021), in ottava la torinese Reply dei Rizzante con 4,029 miliardi (era settima con 6,697 miliardi), in nona la Buzzi Unicem di Casale Monferrato con 3,470 miliardi (decima a fine 2021 con 3,652 miliardi) e in coda l'Autogrill di Novara con 2,491 miliardi (era dodicesima con 2,391 miliardi).

Undicesima è rimasta Iren con 1,916 miliardi (3,452 a fine 2021). Al 30 dicembre 2022, al dodicesimo posto della graduatoria delle quotate del Nord Ovest per il valore attribuito da Piazza Affari figura Iveco, altra controllata Exor, con 1,508 miliardi, precedendo così la spezzina Sanlorenzo, tredicesima con 1,290 miliardi (1,305 a fine 2021). La Sanlorenzo, comandata dal torinese Massimo Perotti, ha sottratto la posizione a Tinexta, pilotata dalla coppia subalpina Salza-Chevallard, scesa al 14° posto con 1,086 miliardi dal precedente 13° (1,798 miliardi).

Al 15° posto è rimasta la Juventus, la cui capitalizzazione è calata da 865 a 806 milioni e al 16° la Cir della Fratelli De Benedetti con 486 milioni (597 a fine 2021). Al 17° è salita Dea Capital che fa capo alla novarese De Agostini con 419 milioni, mentre era al 19° un anno prima. Dea Capital ha sorpassato Rcs MediaGroup, guidata e controllata da Urbano Cairo, rimasta al 18° con 347 milioni (467). Con 290 milioni ha conquistato il 18° posto, uno in più dell'anno prima (351 milioni), la Basicnet di Marco Boglione, precedendo così anche Prima Industrie (261 milioni rispetto ai 193 di fine 2021).

Al termine del 2022, Orsero di Albenga è 21.a con 235 milioni, Cairo Communication 22.a con 200 milioni, Racing Force 23.a con 131, Edilizia Acrobatica 24.a con 130, Banca Sistema 25.a con 123, Sogefi 26.a con 112, Pattern 27.a con 96, Compagnia dei Caraibi 28.a con 67 milioni come Iscc Fintec e trentesima Pininfarina con 66.

Al 31° posto è classificata Eviso (63 milioni), al 32° Directa Sim (60), al 33° Renergetica (55), al 34° Osai Automation Sistems (53), al 35° Cover 50 (47), al 36° Centrale del Latte d'Italia (41), al 37° Borgosesia (34), al 38° Gismondi 1754 (30), al 39° Matica Fintec (28) al 40° Giglio Group (24), al 41° Fos (21), al 42° Conafi (15), al 43° Confinvest (13), al 44° Fidia (11), al 45° Mit Sim (9), al 46° Redelfi (8), al 47° Italia Independent di Lapo Elkann (2).

Chiude la graduatoria 2022 la torinese Ki Group, 48.ma con meno di un milione. Delle quotate del Nord Ovest non fa più parte Visibilia Editore, fondata e presieduta per anni dalla cuneese Daniela Garnero Santanchè, la quale ha ceduto tutte le sue azioni dell'editrice, della quale ha anche lasciato tutte le cariche.

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