Notizie - 05 dicembre 2022, 09:48

Boom di permessi di soggiorno e nuove cittadinanze

I cittadini non comunitari regolari in Italia diventati quasi 3,6 milioni

Nel corso del 2021 sono stati rilasciati in Italia 241.595 nuovi permessi di soggiorno, il 127% in più rispetto al 2020, che però aveva registrato il minimo storico a causa della pandemia. L’incremento riporta il numero di ingressi sui valori registrati nel 2018. In particolare, sono stati emessi quasi 31 mila nuovi documenti per asilo (+129% rispetto al 2020), un numero superiore anche a quello registrato nel 2019.

Ma sono cresciuti soprattutto i permessi per lavoro; nel 2021, infatti, ne sono stati rilasciati 51.019, più di quanti ne erano stati emessi in tutto il quadriennio precedente (meno di 48.500) e rappresentano oltre il 21% dei nuovi permessi rilasciati, una quota record visto che dal 2015 non avevano mai superato il 10% del totale dei nuovi rilasci.

I permessi concessi per studio, 17.603 nel 2021, risultano più che raddoppiati rispetto all’anno precedente ma non sono ancora tornati ai livelli del 2019 e del 2018, quando superavano i 20 mila. Raddoppiati anche i permessi per famiglia, che tornano oltre 122 mila e fanno registrare, in termini assoluti, il picco più alto dal 2012 a oggi.

Il numero di nuovi ingressi cresce per tutte le principali collettività; ma il primato spetta all’Ucraina che registra un +209% tra il 2020 e il 2021 (contro un aumento medio del 127%), l’incremento più alto tra le prime dieci collettività. In valore assoluto, per i cittadini ucraini passano da 3.264 a 10.087, in larga parte rilasciati per motivi di lavoro; rappresentano, infatti, oltre il 52% di quelli nel complesso concessi nell’anno a persone di questa cittadinanza.

Altra novità, conseguente alla Brexit, è la presenza del Regno Unito tra le prime dieci collettività non comunitarie per numero di ingressi. Si può, però, ipotizzare che dietro a una quota elevata di “nuovi documenti” ci siano in realtà individui già da tempo presenti in Italia, i quali hanno dovuto richiedere un documento di soggiorno a seguito dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Fuori, invece, dalla top ten gli Stati Uniti, per i quali la nutrita presenza studentesca non ha ancora ripreso i livelli del periodo precedente la pandemia.

In generale, comunque, per tutte le prime dieci collettività, il principale motivo di ingresso in Italia è il ricongiungimento familiare (a cui si riferisce quasi il 73% degli ingressi di marocchini durante il 2021). Fanno eccezione il Pakistan, i cui cittadini richiedono maggiormente protezione internazionale (oltre il 41% dei nuovi documenti rilasciati) e la Nigeria (oltre il 39%). Per la Cina tornano elevati gli ingressi per studio, che coprono il 29,8% dei permessi emessi nel 2021.

Molto rilevanti per alcune cittadinanze anche i permessi rilasciati per motivi di lavoro, che vedono in testa alla graduatoria, oltre l’Ucraina, anche India (37,7% del totale dei nuovi ingressi) e Cina (circa il 30,6%).

Nel 2021 sono quasi 31 mila i nuovi permessi per motivi connessi alla protezione internazionale. La maggior parte dei nuovi documenti è stata concessa a cittadini del Pakistan (6.090), seguiti a distanza dai cittadini del Bangladesh (quasi 5.000) e della Nigeria (3.057). I flussi in ingresso sono in netta ripresa (+129%) rispetto all’anno precedente, periodo che ha scontato fortemente gli effetti della pandemia.

Durante il 2021 è tornata a crescere la rilevanza di flussi di persone in cerca di protezione provenienti dall’Africa (Egitto, Mali e Costa D’Avorio), mentre hanno perso importanza relativa gli ingressi dai Paesi dell’America Latina (in particolare Venezuela e Colombia) che avevano avuto un ruolo primario nel 2020. Proseguono gli arrivi dal subcontinente indiano e sale l’Afghanistan nella classifica dei primi dieci Paesi per numero di ingressi motivati da una richiesta di protezione.

Con la ripresa dei flussi dall’Africa torna ad aumentare anche la quota di uomini sul totale dei nuovi ingressi per asilo: dal 76,2% del 2020 all’80,2% del 2021. Tra le prime dieci collettività per questa motivazione solo la Georgia vede una netta prevalenza femminile, pari all’82,3%. Le donne rappresentano circa il 40% dei richiedenti asilo dalla Nigeria e il 31,3% dalla Costa d’Avorio.

Anche la quota di minori che arrivano per asilo è sensibilmente aumentata rispetto al passato: da poco più del 3% dei flussi del 2016 al 9,5% del 2021, anche se in lieve flessione rispetto al 2020. Per alcune collettività la presenza di minori è particolarmente rilevante e supera il 23% sul totale dei flussi in ingresso per i cittadini di Nigeria, El Salvador e Afghanistan.

Tra il 2021 e il 2022 i cittadini non comunitari con regolare permesso di soggiorno in Italia sono aumentati di quasi il 6%, passando da 3.373.876 al 1° gennaio 2021 a 3.561.540 al 1° gennaio 2022. Le persone con permesso di soggiorno in Italia hanno un’età media di poco più di 35 anni e una struttura di genere nell’insieme equilibrata (nel 49% dei casi si tratta di donne). I minori sono quasi il 21% dei cittadini regolarmente presenti, una quota decisamente più alta di quella riferita alla popolazione residente italiana che è pari al 15,3%. L’incidenza di bambini e ragazzi sul totale delle presenze è particolarmente rilevante nelle comunità dell’Africa del Nord.

I cittadini non comunitari si concentrano per lo più nel Centro-Nord. Al 1° gennaio 2022 la Lombardia ospita da sola il 26,1% degli stranieri con permessi di soggiorno e la provincia di Milano il 12,7%, ossia la quota più alta tra le province e anche tra le regioni, comprese Emilia-Romagna (11,3%) e Lazio (11,1%) che seguono nella graduatoria.

L'Istat riferisce ancora che nel 2021 sono state 121.457 le acquisizioni di cittadinanza registrate in Italia, oltre 10 mila in meno rispetto all’anno precedente. Nel 90% dei casi (circa 109.600) si tratta di cittadini precedentemente non comunitari. Quanto alle motivazioni, il 41% delle acquisizioni della cittadinanza è avvenuto per residenza, l’11,9% per matrimonio. Tra le altre motivazioni resta molto rilevante la trasmissione del diritto dai genitori ai figli minori.

I cittadini non comunitari che hanno acquisito la cittadinanza italiana nel 2021 sono soprattutto originari dell’Albania (22.493), del Marocco (16.588) e del Brasile (5.460). I primi tre Paesi di origine per numero assoluto di acquisizioni di cittadinanza coprono da soli oltre il 40% delle acquisizioni registrate in Italia nel 2021. Tra le regioni sono la Lombardia (25,1%), l’Emilia-Romagna (13,8%) e il Veneto (10,4%) ad aver registrato le maggiori quote di acquisizioni.

Al 1° gennaio 2021 sono 1.470.680 i cittadini di origine straniera che hanno acquisito la cittadinanza italiana, non comunitari nell’83,3% dei casi. Le donne rappresentano il 56,3% del totale. Considerando le origini, il 18,4% è albanese e il 15,5% marocchino.

I nuovi cittadini sono fortemente concentrati in sei regioni del Centro-Nord: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Lazio e Toscana, che da sole ospitano il 73,5% di coloro che hanno acquisito la cittadinanza italiana e vivono in modo stabile nel Paese all’inizio del 2021. Solo in Lombardia risiede un quarto (il 25,5%) dei nuovi cittadini.

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