Notizie - 19 novembre 2022, 12:26

Tutti i conti del Mondiale di calcio Qatar 2022

Tutti i conti del Mondiale di calcio Qatar 2022

di Vittoria Patanè*

Ci siamo. Domenica 20 novembre iniziano i Mondiali Qatar 2022 con la prima partita tra i padroni di casa e l’Ecuador. Si tratta dell’evento sportivo più popolare al mondo, seguito in ogni parte del globo e che, quest’anno, si giocherà eccezionalmente tra novembre e dicembre (la finale è in programma il 18 dicembre).

La 22.a edizione della Coppa del Mondo Fifa maschile rappresenta un unicum: sarà la prima volta che i mondiali si giocheranno in autunno, ma anche la prima in un Paese arabo. Non solo: il Qatar, che è grande all’incirca quanto l’Abruzzo, sarà il Paese più piccolo ad aver mai ospitato il torneo e il meno popolato (ha circa 2,9 milioni di abitanti, tanti quanto Roma).

Ma quello che inizierà domenica sarà soprattutto il mondiale più discusso e controverso di sempre. E lo sport, in questo caso, c’entra ben poco. Le motivazioni riguardano i soldi spesi, i diritti umani negati, la forza lavoro sfruttata, il cosiddetto sportwashing, l’assenza di una qualsivoglia cultura calcistica e delle infrastrutture a essa connesse nel Paese. E chi più ne ha più ne metta.

Andando indietro nel tempo con le recriminazioni e le denunce presentate in questi anni si arriva fino al 2010, anno in cui la Fifa assegnò i mondiali al piccolo stato del Golfo, attirandosi addosso le critiche di mezzo mondo. Non a caso, proprio in seguito a questa scelta, gli Usa aprirono un’indagine che portò all’allontanamento dell’ormai ex presidente Sepp Blatter, che oggi dice “Il Mondiale in Qatar? Un errore, una scelta pessima”.

Perché farla allora? II Qatar, che deve le sue sterminate risorse economiche al petrolio e al gas naturale, materie prime quanto mai fondamentali nell’ultimo periodo, ha investito sul progetto dei Mondiali una quantità di denaro mai vista prima, cercando di sfruttare l’evento per accrescere il suo ruolo geopolitico internazionale. Non a caso la Fifa World Cup 2022 è stata inserita nel “Qatar National Vision 2030”, l’enorme piano con cui il governo qatariota mira a sviluppare l’economia, le infrastrutture, l’industria, la sanità e persino la scuola della Nazione.

Il Qatar, insomma, è partito da zero, costruendo attorno all’evento un gigantesco progetto che ha richiesto anche “l’assunzione” di manodopera proveniente dall’estero, spesso con salari bassi e condizioni di lavoro disumane che hanno portato alla morte molti lavoratori. Secondo un’inchiesta pubblicata dal Guardian sarebbero addirittura 6.500 i lavoratori morti mentre costruivano le infrastrutture necessarie a organizzare e ospitare l’evento.

Leggendaria è anche la cifra che circola quando si parla delle spese sostenute dal Qatar per organizzare i Mondiali di calcio 2022. Si parla infatti di 500 milioni al giorno per un totale di 220 miliardi di dollari. Si tratta di una somma superiore al costo di tutti i Mondiali realizzati fino al 2018. Per fare un confronto, basti pensare che quattro anni fa, per ospitare la Coppa del Mondo, la Russia sborsò 11,6 miliardi di dollari.

Ma davvero il Qatar ha speso una cifra tanto alta solo per i Mondiali? La risposta è sì e no. È vero che negli ultimi 10 anni quei 220 miliardi sono stati spesi, ma è altrettanto vero che non riguardano solo lo sport e non riguardano solo la Coppa del Mondo di calcio maschile.

Come detto, il Mondiale di calcio 2022 è stato inserito all’interno della “Qatar National Vision 2030”, il piano d’investimento governativo che mira a far sviluppare il Paese. Come ha spiegato il direttore delle comunicazioni del comitato organizzativo del Mondiale, Fatma Al Nuami, “la maggior parte di questi progetti infrastrutturali erano stati progettati ancor prima che ottenessimo il diritto di ospitare i Mondiali e sarebbero stati comunque realizzati. Li abbiamo accelerati per la Coppa”.

La cifra monstre di 220 miliardi è stata infatti investita nella costruzione di un nuovo aeroporto internazionale, strane nuove, metropolitana e altri trasporti urbani, hotel e strutture turistiche sorte dal nulla in pochissimo tempo. È stata addirittura edificata un’intera (piccola) città, chiamata Lusail, situata a pochi chilometri di distanza dalla capitale Doha e dove, una volta completata, possono vivere circa 450 mila persone.

Parlando in parole povere: il Mondiale è stata solo la “scusa” per anticipare i tempi, ma quei soldi sarebbero stati spesi comunque, anche se l’evento fosse stato assegnato a un altro Paese. 

Se invece teniamo conto solo degli investimenti necessari all’evento sportivo in sé, la cifra diventa decisamente più bassa. Per costruire gli stadi, i campi dall’allenamento, le strutture che ospitano le squadre e i servizi ad essi connessi, il Qatar ha speso tra i 6,5  e gli 8 miliardi di dollari.

Per quanto riguarda gli incassi, il Qatar ha stimato un aumento delle entrate pari a 17 miliardi, mentre per la Fifa i ricavi dovrebbero essere pari a circa 7 miliardi di dollari.

Piccola nota di colore: secondo Infodata, i Mondiali di calcio fanno guadagnare chi li organizza solo se a vincerli è l’Italia. Negli ultimi cinquant’anni, infatti, le uniche due edizioni in cui i ricavi hanno superato i costi sono state quelle di Spagna nel 1982 e di Germania nel 2006. Dato l’enorme esborso e la nostra assenza al Mondiale, il Qatar sembra dunque non avere speranze.

Una volta conclusi i Mondiali, ai 2,9 milioni del Qatar rimarranno in dotazione otto stadi situati in un’area grande circa 70 chilometri. Tutti grandi e modernissimi. Il più famoso è l’Al Janoub Stadium (ad Al Wakrah; 40mila posti). La partita inaugurale si giocherà invece nello stadio Al Bayt di Al Khor (60mila posti), mentre la finale sarà al Lusail Stadium (80mila posti), un impianto situato a 20 km dal centro di Doha, progettato dal celeberrimo architetto britannico Norman Foster e costruito appositamente per il torneo.

Cosa se ne faranno meno di 3 milioni di persone di 8 stadi enormi in un Paese in cui non c’è nemmeno una cultura calcistica? La domanda sembra destinata a rimanere senza risposta.

Sono 32 le Nazionali che si sfideranno per conquistare la Coppa del Mondo 2022. Complessivamente, in palio ci saranno 440 milioni di dollari, mentre la Fifa darà a ogni partecipante un bonus di 1,5 milioni.

La squadra che alzerà la coppa riceverà 42 milioni di dollari, 30 andranno invece ai secondi classificati, 27 ai terzi. I quarti potranno consolarsi con 25 milioni. La qualificazione ai quarti di finale frutterà 17 milioni a ogni squadra, mentre per gli ottavi ne sono stati stanziati 13. Infine, la sola partecipazione alla fase a gironi frutta 9 milioni di dollari a ogni squadra. Infine, la Fifa distribuirà 209 milioni di dollari ai club, a titolo di “risarcimento” per i giocatori andati a giocare con le rispettive nazionali. 

Secondo gli ultimi annunci sono stati venduti circa 3 milioni di biglietti. Rispetto all’edizione 2018 dei Mondiali di calcio, il prezzo dei biglietti è lievitato, tranne che per i residenti, che per vedere le partite della fase a gironi spenderanno circa 40 riyal qatarioti, circa 10 euro. Per tutti gli altri il costo è di gran lunga superiore. Prendendo come esempio la sola finale, rispetto a quattro anni fa i prezzi sono aumentati del 46% per la prima categoria e del 30% per la seconda. Il biglietto più economico per assistere alla finalissima costa circa 516 euro, quello più caro oltre 1.400.

* Per gentile concessione di Firstonline, autorevole giornale web di economia e finanza diretto da Franco Locatelli e presieduto da Ernesto Auci


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