Manager | 28 ottobre 2022, 19:01

In frenata la crescita del sistema imprenditoriale

Nel terzo trimestre nate nel Nord Ovest meno di 6 mila aziende mentre ne sono morte oltre 5.100 - In Piemonte e in Liguria tasso di sviluppo inferiore alla media nazionale

In frenata la crescita del sistema imprenditoriale

Nuovo rallentamento della crescita imprenditoriale nel Nord Ovest. Nel terzo trimestre di quest'anno, infatti, nelle tre regioni le imprese nate sono state meno di 6.000 (4.360 in Piemonte, 1.483 in Liguria e 134 in Valle d'Aosta), mentre sono state oltre 5.100 quelle che hanno chiuso definitivamente (3.733 in Piemonte, 1.302 in Liguria e 78 in Valle d'Aosta); per cui il sistema locale nel periodo si è arricchito di sole 864 aziende, evidenziando al 30 settembre il totale di 602.169.

“Il Piemonte, in questo terzo trimestre dell'anno – ha commentato Gian Paolo Coscia, presidente di Unioncamere Piemonte - non è performante e registra risultati peggiori rispetto a un anno fa e all’Italia nel suo complesso. Il tasso di nati-mortalità delle imprese piemontesi è negativo per i settori del commercio e dell’agricoltura, mentre tengono quelli delle costruzioni e del turismo. Tra le forme giuridiche, vanno meglio le società di capitale, più strutturate e organizzate per attraversare i periodi di crisi. Il clima di incertezza internazionale, unito all’effetto dei forti aumenti dei costi energetici, sta bloccando la ripresa del tessuto imprenditoriale regionale: dobbiamo reagire con politiche coordinate a più livelli. E dobbiamo farlo subito”.

Lo stock di imprese complessivamente registrate a fine settembre 2022 al Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi ammonta così a 428.234 unità, confermando il Piemonte in settima posizione tra le regioni italiane, con il 7,1% delle imprese nazionali.

Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni in Piemonte si traduce in un tasso di crescita dello 0,15%, più basso rispetto a quanto registrato nel terzo trimestre del 2021 (+0,33%) e debolmente inferiore al risultato medio nazionale del trimestre in esame (+0,22%).

Valutando i tassi annuali di variazione percentuale dello stock delle imprese registrate per settori di attività economica, si osservano nel periodo luglio-settembre 2022 andamenti differenziati. Le costruzioni continuano a crescere anche in questo trimestre (+0,48%), seguite dagli altri servizi (+0,41%). La tenuta del settore turistico è accompagnata da un saldo attivo delle imprese che operano nelle “attività di alloggio e ristorazione” che si concretizza in un tasso di crescita dello 0,28%. L’industria in senso stretto segna un +0,10%, mentre appaiono in flessione sia le aziende del settore del commercio (-0,11%), sia quelle appartenenti al comparto agricolo (-0,24%).

La provincia piemontese che evidenzia la performance migliore è quella di Novara, che segna un tasso di crescita dello 0,27%, seguita da Alessandria con un tasso dello 0,22%. Un risultato poco al di sopra di quello medio piemontese viene evidenziato dalle imprese di Torino (+0,18%) e Vercelli (+0,17%), mentre chiude il trimestre con un tasso analogo a quello regionale la provincia di Asti (+0,15%). Segnano un trend orientato alla sostanziale stabilità sia Cuneo (+0,06%) che Biella (-0,06%). Appare invece in flessione la base imprenditoriale del Verbano Cusio Ossola (-0,17%).

In Liguria, nel terzo trimestre, le imprese nate sono state 1.483, delle quali 807 nella provincia di Genova, 234 in quella d'Imperia, 199 nello Spezzino e 243 nel Savonese); mentre sono state 1.302 quelle che hanno chiuso definitivamente (664 a Genova, 216 a Imperia, 190 a La Spezia e 232 a Savona). Il tasso di crescita regionale è riksultato dello 0,11%, esattamente la metà della media nazionale.

Quanto alla Valle d'Aosta, la locale Camera di commercio ha registrato 134 nuove iscrizioni e 78 cessazioni di attività.

A livello nazionale, guerra e caro energia hanno frenato la vitalità del sistema produttivo. La forte crescita delle chiusure d'impresa e il rallentamento delle iscrizioni hanno determinato, nel terzo trimestre dell’anno, un saldo di sole 13.330 unità in più rispetto alla fine di giugno (contro i 22.258 dello stesso periodo del 2021), uno dei più bassi degli ultimi dieci anni.

Complessivamente, al 30 settembre la base produttiva del Paese può contare su 6.050.847 imprese, lo 0,22% in più rispetto alla fine di giugno di quest’anno (nel corrispondente trimestre del 2021 l’incremento trimestrale era stato dello 0,36%).


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