Piazza Affari | 25 ottobre 2022, 17:05

La partita della Juventus con la magistratura

Accuse di false comunicazioni sociali anche per Banca di Asti

La partita della Juventus con la magistratura

La Juventus ha comunicato di aver ricevuto, nella serata di lunedì 24 ottobre, la notifica di un avviso di conclusione delle indagini preliminari e un’informazione di garanzia da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, con riferimento alla contestazione di taluni reati nei confronti della società, nonché di alcuni suoi esponenti attuali e passati. L’avvio delle indagini era stato oggetto di comunicazione al mercato mediante comunicato stampa del 27 novembre 2021.

Juventus rimane convinta, anche tenuto conto degli approfondimenti di natura legale e contabile svolti dalla società con l’ausilio dei propri consulenti e dei pareri legali e tecnico-contabili acquisiti dalla società, di aver operato nel rispetto delle leggi e delle norme che disciplinano la redazione delle relazioni finanziarie, in conformità agli applicabili principi contabili e relativi criteri di applicazione e in linea con la prassi internazionale della football industry.

Le ipotesi accusatorie prospettate dalla Procura della Repubblica, in parte modificatesi rispetto alle originarie prospettazioni, fanno riferimento a presunti reati di falso nelle comunicazioni sociali, false comunicazioni rivolte al mercato, ostacolo all’esercizio delle autorità di pubblica vigilanza (Consob, nel caso di specie) e dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti.

Sulla base delle sommarie informazioni a disposizione allo stato, i fatti oggetto del provvedimento attengono ai bilanci al 30/6/2019, 30/6/2020 e 30/6/2021 e sono relativi a operazioni impropriamente dette di “scambio” di diritti alle prestazioni sportive di calciatori e ad accordi di riduzione e integrazione dei compensi di personale tesserato conclusi negli esercizi 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022.

La Juventus e i propri esponenti destinatari dell’avviso potranno, entro venti giorni, prendere visione ed estrarre copia degli atti di indagine ex art. 415-bis c.p.p. ai fini dell’esercizio dei propri diritti di difesa.

La Borsa ha reagito con un nuovo ribasso: oggi, 25 ottobre, l'azione Juventus ha chiuso a 0,291 euro (-0,27%), mentre lo stesso giorno dell'anno scorso valeva 0,5788 euro.

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La notizia relativa alla Juventus ne rievoca un'altra analoga, che riguarda la Banca di Asti ed è stata riportata, pochi giorni fa, dall'edizione locale della Stampa. Il quotidiano ha scritto che la Procura astigiana contesta alla Banca di Asti il reato di false comunicazioni sociali: crediti deteriorati per alcuni decine di milioni di euro sarebbero stati presentati nei bilanci come ancora esigibili, in modo da garantire un valore più elevato alle azioni della banca, buona parte delle quali sono sul mercato (i principali azionisti, però, sono le Fondazioni Cr Asti, Cr Biella, Cr Vercelli e la Bpm).

I bilanci al centro dell'indagine della magistratura sono quelli del 2015 e 2016. Sono indagati l'amministratore delegato e direttore generale Carlo Demartini e l'allora presidente Aldo Pia. Ma a rispondere è anche la Banca di Asti.

Comunque, gli avvocati difensori hanno respinto la ricostruzione del pm, come si legge sulla stessa Stampa: “I nostri assistiti contestano fermamente la sussistenza di irregolarità in quanto i bilanci, verificati senza rilievi da parte della società di revisione, sono sempre stati redatti in conformità alle regole contabili vigenti. Il procedimento non ha e non avrà alcuna incidenza sul patrimonio della Banca e non potrà avere ricadute sugli azionisti o sulla clientela”.

Prossima puntata il 30 novembre, quando, in udienza preliminare, sarà sentito il perito milanese Roberto Tasca.

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