Notizie | 25 ottobre 2022, 10:00

Default: aumentate del 13% le aste giudiziarie

Default: aumentate del 13% le aste giudiziarie

A giugno, l’andamento dei Npe (Non Performing Exposure) registra, per la prima volta da anni, un incremento dei tassi di default per i crediti concessi a famiglie e imprese. L’ultima volta che si era rilevato un trend simile risale al giugno 2019, in un periodo antecedente la pandemia e gli interventi governativi a sostegno del credito.

Questo il quadro che emerge dalla quarta edizione dell’Osservatorio Npe di Cribis Credit Management, società del Gruppo Crif specializzata nella gestione dei processi di Collection e di Npl management.

Il sistema economico ha reagito all’emergenza pandemica facendo leva sugli aspetti che caratterizzano il panorama italiano: ricchezza privata e capacità di risparmio, tessuto imprenditoriale già frutto di selezione delle precedenti crisi, basso indebitamento, iniziative d’aiuto pubbliche. Il secondo trimestre 2022, però, mostra i primi segnali di tensione finanziaria per le imprese. Dopo aver toccato i minimi storici tornano infatti ad aumentare i tassi di default creditizi” ha commentato Alberto Sondri, executive director Cribis Credit Management.

Per quanto riguarda le inadempienze probabili (Utp), l’analisi dell’Osservatorio conferma quanto già rilevato a fine 2021: tra i settori più presenti si evidenziano quelli dei servizi finanziari, il settore immobiliarele costruzioni e l’intrattenimento, confermando gli effetti negativi che la crisi pandemica ha avuto su questi comparti. Quelli meno presenti risultano essere, invece, l’industria farmaceutica, elettronica e chimica.

L’Osservatorio Npe presenta anche un’analisi dettagliata sulle esecuzioni mobiliari, immobiliari e sulle procedure concorsuali. Nello specifico, nel 2022 in ambito procedure esecutive e concorsuali sono stati iscritti più di 200.000 nuovi procedimenti, facendo registrare una contrazione del 16% rispetto al 2021, questo a causa di un minore ricorso a procedure esecutive immobiliari (circa 22.000 nuove procedure da gennaio ad agosto, diminuite dell’8% rispetto al 2021) e concorsuali (circa 18.000 procedure, in calo del 23%).

Aumentano invece le procedure esecutive mobiliari per un 12% arrivando a circo 180.000 nei primi otto mesi dell’anno.

Al contempo, l’andamento delle esecuzioni immobiliari è tornato a essere il medesimo del periodo pre-pandemico, registrando più di 100.000 aste giudiziarie effettuate, in aumento del 13% rispetto allo stesso periodo del 2021. Anche dal punto di vista dei valori immobiliari, gli stessi sono cresciuti del 22% circa, con una media di valori base d’asta pari a circa 124.000 euro.

Nei primi mesi del 2022 il trend delle liquidazioni giudiziali risulta in calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-19%). Nello specifico, nei primi nove mesi sono stati iscritte nei tribunali italiani circa 5.405 procedure di liquidazione giudiziale.

A causa del deterioramento del quadro economico generale, il trend potrebbe subire un’inversione nel prossimo futuro, a meno che non si attivino gestioni proattive delle situazioni più in difficoltà, sfruttando anche gli strumenti messi a disposizione dal Nuovo Codice Crisi d’Impresa, entrato in vigore a luglio 2022.