Catonarie | 23 ottobre 2022, 17:25

Banche, fondazioni e le prevaricazioni dei vigilanti

La sede della Bce

La sede della Bce

Quando le Autorità di Vigilanza, soggetti tabù o quasi, danno adito al sospetto di prevaricazioni e indebite ingerenze.

In questi giorni, diversi giornali hanno riportato la notizia che alcune grandi fondazioni di origine bancaria avrebbero ricevuto pressioni dal Mef-ministero dell'Economia e delle Finanze, loro vigilante, per partecipare al nuovo aumento di capitale della banca Monte dei Paschi di Siena, che, come Carige, ha già bruciato parecchi miliardi.

Se la raccomandazione romana, sia pure avanzata in modo informale e diplomatico, fosse vera, l'iniziativa non potrebbe non essere criticata, perché le autorità di vigilanza dovrebbero limitarsi a vigilare e a intervenire soltanto quando ravvedono errori e mancanze dei loro vigilati, che sono indipendenti e devono essere responsabili delle loro decisioni.

Non solo: proprio a proposito di fondazioni, c'è chi ricorda le contraddizioni del Mef, una volta sollecitatore di sottoscrizioni di aumenti di capitale e di altre misure per il rafforzamento patrimoniale delle banche conferitarie e altre volte, invece, deciso autore di inviti alle fondazioni a uscire dall'azionariato degli istituti di credito o, quanto meno, a ridurne le quote.

La credibilità e l'autorevolezza delle Autorità di Vigilanza dipendono dalla loro correttezza istituzionale, dal rispetto pieno dei loro compiti e, fra l'altro, scevro da ingerenze e condizionamenti esterni, politici e non.

Secondo notizia in merito, fresca fresca. Il Tribunale europeo, dando ragione a un piccolo azionista, ha annullato il commissariamento di Banca Carige imposto dalla Bce, ritenuto un atto improprio della Banca Centrale Europea e penalizzante per i soci dell'istituto genovese, a partire da quello di maggioranza relativo che si è trovato esautorato dei propri poteri e diritti. Una situazione che ha poi portato, in seguito ad altre decisioni, all'estromissione della Malacalza e all'incorporazione di Carige da parte della Bper.

Così Malacalza ha chiesto risarcimenti di alcune centinaia di milioni di euro, sostenendo che la Bce non solo ha emesso “provvedimenti contradditori, impositivi di misure ingiustificate, sproporzionate e anche sotto altri profili illegittimi che si iscrivono in una condotta complessiva illecita e pregiudizievole” ma anche ha anche “effettuato impropri condizionamenti e ingerenze nei processi di governance della banca, favorendone una gestione autocratica parte degli amministratori delegati, in difformità dalle regole del diritto societario...”.